CATS
Il Musical tratto da Eliot
Musiche di Lloyd Webber
Regia di Saverio Marconi
E' giunto in Italia Cats, il re dei Musical, detentore di
ogni record di recite, migliaia in tutto il mondo, e di incassi.
Un enorme successo internazionale, iniziato l'11 maggio 1981 a Londra,
ora tradotto in italiano, e allestito dalla Compagnia della Rancia,
per la stupefacente regia del suo leader Saverio Marconi. Presentato
a Roma, lo abbiamo visto a Milano, all'Allianz Teatro.
Diciamo che č uno spettacolo da vedere, nel senso letterale
della parola: vedere e ascoltare. Da capire c'č il significato immesso
da T. S. Eliot nella sua raccolta di poesie del 1939, "Il libro
dei gatti tuttofare", dedicata ai nipotini, ovvero si tratta di
una favola che ha per protagonisti dei gatti. In sostanza, lo spettacolo
narra di una banda di gatti randagi, detta tribų Jellicle, che vive
in una discarica ai margini di un luna park (che non viene usato,
come ci si attenderebbe), i quali una volta all'anno si radunano
al notturno chiaro di luna per decidere, con Deuteronomio loro capo,
chi scegliere per salire nel "Dolce Aldilā", e rinascere a una nuova
esistenza, realizzando il detto popolare che il gatto ha sette vite.
Il raduno collettivo mette in mostra le caratteristiche dei soggetti,
e ogni felino si presenta e si racconta con dovizia.
L'esposizione dā modo di conoscere il gatto ribelle e Gourmet, quello
dell'alta societā; il gatto ladro e il ferroviere che vigila sui
treni; quello anziano, come Deuteronomio, e la gatta che si affida
ai ricordi del suo glorioso passato come la vecchissima Grisabella;
c'č il malvagio Macavity che fa del male e non viene mai catturato:
rapisce persino il gran capo, ma v'č pure Mistofeles, il gatto prestigiatore
che compie prodigi e magicamente fa riapparire il rapito. Citiamo
il gatto del teatro, Gus, e Ram Tam Taggher, il viziato; le numerose
belle gattine e via procedendo. Sino alla decisione finale di Deuteronomio,
che fa ascendere la prescelta Grisabella, afflitta e consolata da
tutti, al "Dolce Aldilā", e sarā lei a rinascere per continuare
la stirpe della tribų.
La serie dei quadri č lunga e sempre diversa, e ognuno č reso
dalle danze travolgenti e acrobatiche, in una cornice coreografica
strepitosa, creata da Daniel Ezralow, che riempie la grande
discarica di luci, colori, prodigi tecnologici. Commentati dalle
musiche di Webber e dalle liriche - non proprio intelligibili -
cantate dagli attori/ballerini/acrobati sprizzanti inesauribile
energia, i quadri sono alimentati dalle movenze feline dei personaggi,
ciascuno tipicizzato come testo comanda. I momenti di vitalitā gioiosa
sono parecchi, come pure quelli sentimentali e melanconici. Vanno
citati esemplarmente il quadro del gigantesco carrello di supermercato,
condotto dal frenetico gatto ferroviere, e la sequenza patetica
di Grisabella, motivata dalla musica della celebre aria di "Memory".
Ci sono alcuni contenuti "ideologici", come la spiegazione della
felicitā, oppure quello della cattiveria; si nota, forse, un vago
sospetto di new-age, al fondo della reincarnazione, ma prevale il
fascino totale della enorme professionalitā che si allarga nella
naturale gioia di trasmettere teatro: teatro fisico, totale, fatto
di continue azioni, balli che narrano, musiche e canzoni che incalzano,
trascinano e conquistano. I gatti, truccati magistralmente e altrettanto
vestiti, rispettivamente da Zaira De Vincentis e da Francesco Martini
Coveri, debordano in platea, scavalcano gli spettatori e li sollecitano
a partecipare alla magica notte lunare, al rito della scelta incantata,
ma č invece il teatro: questo genere di teatro che č il musical,
a vincere e a imporsi.
L'assunto č che gatti e umani, in fondo, hanno in comune diverse
cose, ma ciascuno resta se stesso; lo spettacolo č la testimonianza
che i felini si mostrano come sono, e ci assomigliano. Esattamente
come accade nelle favole. Il cast va lodato coralmente, perché
il risultato č complessivo e dovuto allo sforzo, fantasia e capacitā
di un esercito di artisti, siano cantanti, ballerini, musicisti:
16 sono gli orchestrali che suonano al vivo, tecnici e organizzatori.
La regia di Marconi fa di Cats un unicum che porta la sua cifra
personale e la sua grande vitalitā. Il successo all'Allianz di Milano,
dopo l'esito romano, č stato trionfale. Spettacolo da vedere e ascoltare,
appunto.