I PONTI DI MADISON COUNTY
di Robert James Waller
Adattamento e regia di Lorenzo Salveti
Al
Teatro San Babila è andato in scena l'adattamento del celebre
romanzo di Waller I ponti di Madison County, ad opera di
Lorenzo Salveti che ha pure curato la regia dello spettacolo. Diciamo
che il successo è risultato commosso e convinto, soprattutto da
parte del pubblico femminile che si è riconosciuto nella romantica
storia di Robert e Francesca, amanti per soli quattro giorni e per
tutta la vita resi esaltati prigionieri di quell'amore folgorante.
Merito della scansione rappresentativa che, nel ricordo della voce
narrante dell'autore, l'attore Ruben Sigillo, sempre presente in
scena, nel biancore del grande tappeto, delle candide e rustiche
scenografie e delle semplici suppellettili, dona un'atmosfera sognante
a tutta la vicenda. I due interpreti sono ben scelti; lei è Paola
Quattrini, attrice che si butta nel personaggio con l'impeto della
donna consapevole di vivere un'esperienza unica e determinante.
Lui è l'americano Ray Lovelock, figura di uomo che fa venire in
mente i personaggi letterari di tanti film: un poco alla Heminghway
e molto alla Clint Estwood, il regista/attore che nel 1995 traspose
in film lo stesso soggetto.
Insomma, ci sono gli ingredienti teatrali per assistere ad una
love story appassionante. Giocata su l'incontro occasionale
fatto da Robert Kincaid, fotografo professionista di una importante
rivista geografica, con la quarantenne casalinga Francesca, di origini
italiane. Lei è approdata nello stato americano dello Jowa e qui
si è accasata con il marito Richard, che gli ha dato due figli,
al momento lontani con il padre per faccende di animali da presentare
in una esposizione. Robert spiega che è incaricato di fare un servizio
fotografico sui ponti coperti della zona, ma si è perso la strada.
Francesca l'aiuta e va con lui sul posto. La scintilla scatta quasi
immediatamente. Robert è un uomo affascinante, con un passato avventuroso;
i suoi modi sono gentili e virilmente pacati: come resistergli?
Lei non era consapevole di attendere un incontro del genere, ma
forse nel profondo era pronta a rispondere. Comunque sia, i due
si abbandonano a trasporti di amore totale e alla perdita di ogni
cognizione logica. Sembra un'unione assoluta, da consolidare per
sempre. Robert, infatti, è deciso a portarla via e a sposarla, un
amore così grande non lo aveva mai provato. Anche per Francesca
è così, e lo vorrebbe, ma la frena il pensiero della famiglia e
con straziante dolore rinuncia a seguirlo.
Tutto pare appianarsi, ma il trascorrere del tempo acuisce il sentimento,
e l'amore tra i due ingigantisce nel segreto dei cuori. Fino alla
fine, quando lui muore e ordina che le sue ceneri vengano sparse
su quei ponti di Madison che hanno segnato il suo destino di uomo.
Anche Francesca muore, e il testamento lasciato ai figli ormai adulti,
svela l'immenso amore per Robert e il grande sacrificio da lei sostenuto
di cui nessuno in famiglia si è accorto. Adesso, tutto è bene che
si sappia, e anch'essa desidera che le sue ceneri vengano sparse
sui ponti di Madison per unirsi finalmente all'unico uomo che ha
amato veramente.
Spettacolo a rischio di retorica, ma certamente accattivante;
solo nella parte finale v'è un eccesso di parole e una melassa poetica
insistita. Però, la nobiltà della donna che sceglie di non penalizzare
il suo ruolo di moglie e di madre per fuggire con un altro, è un
valore che va sottolineato e cala sugli spettatori presi profondamente
nella spirale di un sentimento autentico. Moralmente, forse, discutibile,
ma ineccepibilmente accettabile ed esemplare, il testo è tutto parola
e interiorizzato, la chiara derivazione letteraria è evidente, e
vuole due attori di capace resa e partecipazione ai personaggi.
Ciò accade soprattutto in Paola Quattrini, la sua è una Francesca
che convince e commuove: brava, in una parte che esige sangue e
nervi. Ray Lovelock incarna fisicamente Robert: è algido e preciso,
giusto e staccato, a tratti caldo, sì. Bene la presenza continua
del narratore, testimone veritiero. Un accenno ai due giovani che
interpretano i figli: una madre così è spiazzante, ma quale misura
di bene ha riservato loro: un'eredità siffatta vale l'intera esistenza.