BRAVA!
di Landi, Mazzamauro, Paolucci, De Bernardin
Regia di Tommaso Paolucci
Una
simpatica, estrosa attrice si esibisce sul palcoscenico del Teatro
San Babila di Milano e ottiene un bellissimo successo. E' Anna
Mazzamauro, nota per tante performance, soprattutto per avere
interpretato, accanto a Paolo Villaggio, la parte della signorina
Silvani, desiderata dal collega Fantozzi nella famosa serie cinematografica.
Prendendosi in giro, Anna inizia lo spettacolo che la vede attorniata
da sei ottimi ballerini che le fanno da spalla con splendido dinamismo,
e prosegue in più chiavi, quasi un riassunto delle proprie possibilità
di attrice, sviluppate in quarant'anni di attività teatrale. Sui
tornanti dell'ironia, facendo leva su testi suoi e di più autori,
percorre le strade del teatro e culmina ne "La voce umana", di Cocteau,
imitando Anna Magnani; le imitazioni si moltiplicano, meglio la
ispirano in un caleidoscopio fantasioso e sempre azzeccato.
Scende in platea e scherza con il pubblico, torna sul palco e recita
una poesia, si produce nelle gags, canta una canzone del passato,
arieggia Petrolini e racconta un aneddoto, spara battute, talora
già sentite ma lo fa di proposito, balla con i boys e si pavoneggia
con loro, rievocando così il caro avanspettacolo, svaria con il
suo romanesco e fa burla di sé con popolare ed elegante malizia,
ma alla fine pretende il Brava! dal pubblico e lo ottiene a pieni
battimani.
In questo pretesto di anniversario, assomigliante a un regalo fatto
a se stessa, la cara attrice fa spettacolo della propria professionalità,
simpatia umana e serietà di lavoratrice del palcoscenico. Quante
attrici potrebbero imitarla donando quel patrimonio di teatro che
hanno vissuto durante l'intera esistenza, Anna lo fa, e questo le
rende onore e la si applaude con grata ammirazione.
Un cenno ai sei ballerini tuttofare, indispensabili coreografi
alla mattatrice, che in più versioni: dalle musiche anni Anta alle
danze brasiliane… mah!, alle scatenate composizioni musico/scenografiche:
specchi che ruotano diventando armadi gonfi di costumi, sino alla
apoteosi finale, occupano gran parte dello spettacolo e lo gratificano
quale musical di bella fattura, cui Michele Paulicelli - Quello
di Forza venite gente! - ha composto le musiche.