CHI E' CCHIU' FELICE 'E ME
di Eduardo De Filippo
Regia di Gigi Savoia
Prima
rappresentazione: Napoli, Teatro Sannazzaro, 8 ottobre 1932, con
i tre fratelli De Filippo: Eduardo, Peppino e Titina in scena, trionfo
e applausi da parte della Napoli che conta. E' il debutto della
commedia Chi è cchiù felice 'e me, rappresentata in marzo
2011 al San Babila di Milano da una compagnia tutta napoletana
diretta da Gigi Savoia, anche interprete del protagonista Vincenzo.
Come commentare questa ennesima prova partenopea di una storia periferica
dei tempi andati, con personaggi schizzati come guazzi e ancora
carichi di simpatia? In maniera altrettanto simpatica, in primis
perché indulge a mostrare un personaggio tanto modesto quanto verosimile,
come Vincenzo, piccolo possidente, marito soddisfatto di Margherita,
la bella moglie che a lui si dedica interamente. Il nostro è
l'uomo felice del titolo, perché non rischia, si accontenta
di stare a casa propria, nemmeno accetta gli inviti a pranzo, si
ritrae dagli affari vistosi e modesti, è un "normale" cittadino
che nel suo egoismo trova la pienezza della vita, e la moglie è
l'accessorio di questa proclamata felicità, finché…
Finché un giorno irrompe in casa un avventuriero di nome Riccardo,
il quale ha sparato a un rivale durante una rissa e, ora, braccato
dai carabinieri costringe Vincenzo a nasconderlo. Riccardo la scampa,
e continua a frequentare la casa, dove Margherita non è estranea
al fascino del giovane, ed è da lui irretita apertamente, e
i vicini sparlano. Dopo qualche tempo, è necessario venire a soluzione;
Vincenzo è sicuro della fedeltà della consorte, nonostante il cambiamento
di carattere e di comportamento di lei, e quando sembra che il giovane
da lui sollecitato finalmente se ne vada, "l'uomo felice" rende
pubblica la virtù di Margherita. Ma Riccardo non se ne va, è anzi
più deciso che mai e torna per averla; lei lo scaccia, lo scaccia
nuovamente e ancora una volta, finché… si precipita nelle braccia
di lui, sotto gli occhi di Vincenzo e di tutto il paese.
Dica adesso chi è più felice di lui! La morale è chiara: la
felicità vera tiene conto del prossimo: moglie compresa, e l'attaccamento
egoistico alle piccole cose è la causa/conseguenza della soddisfazione
minima e vanesia, tipica dei borghesucci. Di converso c'è la forza
delle passioni represse, le malelingue di paese, il chiacchiericcio
dei parenti che si crogiolano degli scandali e ne godono. La commedia
è larga delle intrusioni dei vicini, pittati molto bene nei loro
caratteri, e l'autore si dimostra maestro nel tratteggiarli, anche
se indulge in una certa verbosità e nel compiacimento dei dettagli:
il rossetto per Margherita, l'intrusione insistita del compare,
e del gruppo degli amici. La parlata napoletana, il recupero di
quei tempi e la personalità degli interpreti principali connotano
molto efficacemente il lavoro. Gigi Savoia è un Vincenzo godibile
e credibile, che passa nella gamma degli stati d'animo più diversi
con dinamica resa scenica. Margherita la interpreta la bella Giovanna
Rei: succube del marito, ritrosa verso il nuovo amore e poi finalmente
libera di accondiscendere alla propria invincibile passione: brava
sempre. Massimo Masiello, Vincenzo Merola, Giuseppe Cantore, Roberto
Capasso, Maria Chiaravalle, Vincenzo D'Aniello e Tiziana Tirrito
completano la schiera degli interpreti di questo quadretto napoletano,
gustoso e insieme divertente e melanconico. Il successo ha fatto
eco a una platea che ha accolto pienamente questo Eduardo poco noto.