BUONGIORNO CONTESSA
Viaggio attraverso i sentimenti, la natura, la fantasia, la quotidianità
La politica colpisce il Teatro. La prova è data dai tagli del
FUS/Fondo Unico per lo Spettacolo che hanno costretto le Compagnie
professioniste a ridimensionare i propri programmi. Certamente
la crisi ha i suoi buoni motivi: tutto l'Occidente ne è colpito,
però la cultura è il settore che maggiormente risente del mancato
sostegno finora offerto dallo Stato. Non vogliamo entrare nello
specifico politico: non ci compete; tuttavia, se la parte culturale,
ovvero di pensiero, studi, ricerca, creatività, e anche il teatro
e il cinema vengono menomati nelle risorse: indispensabili per vivere,
le conseguenze sono indubbiamente gravi. La cultura è la vita del
nostro Paese, che rappresenta con i suoi ingegno, arte, paesaggi,
musei, e tutto ciò che fa Italia, la sola e vera ricchezza che possediamo,
e che ad ogni costo andrebbe sostenuta e ampliata.
Ci scusiamo per l'inciso. Ma andando al milanese Teatro Carcano
a vedere un recital, che ha sostituito lo spettacolo programmato
a inizio stagione, siamo stati resi partecipi delle difficoltà che
hanno costretto la compagnia a cancellare il previsto spettacolo.
Siamo solidali, per quanto è possibile, con la Direzione del Teatro
e con la Compagnia di Mariano Rigillo e Anna Teresa Rossini, che
doveva debuttare con Volpone, sostituito con la ripresa di
Don Chisciotte, anche questo abortito e sostituito, a sua
volta, dal recital Buongiorno Contessa.
Il cambio, certamente penalizzante, ha però consentito di godere
della bravura professionistica di due attori eccezionali, Mariano
Rigillo e Anna Teresa Rossini, che hanno "passeggiato" in una multiforme
galleria di personaggi e li hanno resi a tutto tondo. Così, abbiamo
conosciuto autori nuovi e poeti collaudati, e ciò non è consueto.
Diviso in tre ideali momenti, il recital si è mosso tra l'Amore,
il Mare e il viaggio, i Giorni.
Dopo un'introduzione, tratta da Aldo Palazzeschi, che ci ha posto
in contatto con la Contessa Pizzardini Ba, che dà il titolo allo
spettacolo, in cui ironicamente si parla di noia da sconfiggere
con eleganza e tanto snob, ecco il tema dell'Amore con le maiuscole
poesie e prose di Eduardo, Diderot, Prévert e Lerici. Tutte belle
e articolate tra il sentimento, il malizioso, il poetico: una preferenza?
Jacques Prévert, con l'indimenticabile "Questo amore", ma è solo
personale.
Il secondo tema toccato: il Mare e i viaggi, parte da Montale,
con "Riviere"; prosegue Stefano D'Arrigo e la sua impegnativa "Horcinus
Orca"; transita da Dante che fa scendere all'Inferno Ulisse, nel
XXVI Canto; approda a Federico Garcia Lorca e termina con Eduardo
e il suo "'O mare", tutto napoletano. Quanta passione nei due attori,
quale partecipazione e secchezza di recitazione accompagna la magia
del mare e la voglia di viaggiare!
Infine, i Giorni. Malerba, e l'erotico suo "Il serpente" che si
consuma in una vecchia 600; Eduardo, ancora, per il napoletano Rigillo,
che si sollazza con il ladruncolo "De Pretore Vincenzo", amico di
San Giuseppe protettore; poi Benni: gustoso il suo "Le piccole cose".
Caproni, che nello scompartimento di un treno presenta "Il congedo
del viaggiatore cerimonioso"; infine, lo struggente "Le luci di
Algeri", di Guardagli, drammatico racconto di due genitori musulmani
ai quali sono stati trucidati i figli.
Via via che il recital procede il pubblico del Carcano, all'inizio
un poco spiazzato, viene conquistato dalla varietà dei temi, dalla
bellezza dei brani scelti e, soprattutto, dalla splendida interpretazione
dei due affabulatori, che non si esita a definire perfetti. Gli
applausi fioccano insistenti, convinti, grati del dono. Anche questo
è Teatro, e che Teatro!