ARIE
Recital di Lella Costa
Regia di Giorgio Gallione
Rieccola
Lella Costa al Teatro Carcano di Milano, con un recital
quasi riepilogativo dei tanti spettacoli da lei portati in scena
nel corso degli anni. Un traguardo o un punto di partenza per nuove
tappe artistiche? Sia come sia, l'attrice si presenta con Arie,
che giustifica la sua consonanza con la musica. Dovuta, dice all'inizio
del lungo monologo, al premio "Una vita per la musica" assegnatole
dagli Amici del Conservatorio milanese per la qualità del suo modo
di recitare, che assomiglia all'esecuzione di spartiti musicali.
E' vero, ammette, che la sua voglia e maniera di porgere la prosa
di tanti autori è qualcosa che "suona" le parole.
Così, sul palcoscenico predisposto come per un concerto di musicisti,
Lella si produce nella carrellata di pezzi già sentiti, brani tratti
da monologhi d'autore. Quali Alice, di Lewis Carroll, con il fantastico
superamento dello specchio oltre il quale si deve correre sempre
più veloci se si vuol restare nello stesso posto. O Pasolini dai
versi attuali e veraci; rievoca il suo Amleto, un quid personale
di tragedia al femminile. C'è il ricordo di Stanche di guerra, e
di Ragazze, florilegio di citazioni e di rimandi intellettuali affatto
pesanti, bensì pertinenti con la condizione delle donne, soggetto
che è consono all'attrice: sposa e madre che conosce le problematiche
della famiglia. Bello il racconto che vede protagonista la figlia
in rapporto con la genitrice; e le battaglie coniugali che mutuano
dalle strategie militari persino nel possesso del territorio nel
letto matrimoniale. Ironia, comicità e agganci al presente; oltre
al come la Costa si è scoperta vocata al teatro. Era il tempo della
contestazione giovanile, e lei, giovane di sinistra, venne invitata
li per lì dall'assemblea a interpretare un personaggio, risultato:
non la lasciarono più scendere per continuare a recitarlo. Dunque,
era il teatro il suo destino. Lo è ancora, sempre di più, con l'ausilio
della memoria che la sorregge splendidamente e che sorprende chiunque
la venga a vedere e sentire. Non si nega alla politica, ma non offende
chi non stima; cita invece Pericle, il grande ateniese che anticipò
l'etica della democrazia nel 461 a. C., tuttora attuale e talora
disattesa.
Tocchi di poesia, dinamismo che non concede pause, canzoni bravamente
cantate, affettuosità a colleghi e amici che la affiancano nel percorso
teatrale, e infine eleganza di primadonna in scena che le merita
applausi e consensi di ammirazione.
In platea a osannarla, una corte scelta di spettatori: dal sindaco
Pisapia a Moni Ovadia, da Bisio a personalità della TV e dello spettacolo,
insieme a tanta gente che ne ha goduto la finissima cifra artistica.