BIG BANG
L'INIZIO E LA FINE DELLE STELLE
Spettacolo teatrale di Lucilla Giagnoni
Da
sola sul palcoscenico del milanese Centro Asteria, con una semplice
struttura alle spalle e un sapiente apparato di luci, e di musica,
Lucilla Giagnoni recita per due ore un tema improbo, quasi
impossibile, e gli presta la sua passione, bravura interpretativa,
fiducia in quello che dice fatto di profonda ricerca, studio, fede
religiosa, teatro! Lo spettacolo si chiama Bing Bang - L'inizio
e la fine delle stelle. Lo ha scritto lei, mossa da una domanda:
cosa è accaduto al principio dell'universo? Nessuno sinora ha risposto,
ma Lucilla ha interrogato la teologia, la scienza, la poesia, e
chi ne ha suggerito le probabili argomentazioni, per darsi almeno
cognizione di questo mistero.
L'attrice inizia dalla sua gravidanza, quando a tre mesi
nel proprio corpo stava prendendo forma la figlia che sarebbe nata.
Lo stupore del miracolo che avveniva in lei, mostrato dall'indagine
medica, si è come unito alla luce che, attraverso le parole bibliche
riportate nella Genesi, in una lingua ricca e fascinosa qual è l'ebraico,
Dio fece scaturire dall'abisso e dal buio, a cui seguirono, giorno
dopo giorno, tutte le creature e finalmente l'uomo. Luce che si
riverbera nell'immenso panorama del cielo, nel fulgore di miriadi
di stelle, e nel grembo segreto di qualsiasi madre che esplode nella
vita.
Ma la domanda esige l'ausilio della scienza, e Lucilla si
fa portavoce delle scoperte di coloro, tanti a cominciare da Galileo
Galilei nel XVII secolo, che ne hanno ricercato e vagliato le incommensurabili
vastità: dall'universo delle galassie all'infinito piccolo della
meccanica quantistica, numeri sconvolgenti che tentano di misurare
distanze senza confini, e invisibili motori di energia vitale. Il
campione assoluto è Albert Einstein, l'inventore della teoria della
relatività, che ha rovesciato il rapporto spazio tempo, e immerso
l'uomo in una nuova, dinamica dimensione.
Ciascuno ha donato un frammento prezioso, arricchito il patrimonio
dell'umanità senza tuttavia giungere alla definitiva scoperta del
primo momento della creazione: il Big Bang.
Allora si fa appello alla poesia, strumento che idealizza
la realtà e la trasfigura. Dante è colui che ha offerto all'attrice
il destro principale con il suo poema/viaggio attraverso i regni
metafisici dell'inferno, del purgatorio e del Paradiso che terminano
ciascuno con la parola stelle, sino al culmine massimo della visione
divina: Colui che muove il sol e l'altre stelle.
Ma il percorso che compie Lucilla non si completa, anzi si accompagna
a tanti personaggi che ne hanno tracciato e precorso le piste: quelli,
congeniali, del teatro. Significativamente al genio di Shakespeare,
contemporaneo di Galilei, come lui curioso indagatore, non della
scienza, ma dell'uomo e delle sue passioni. Il grande drammaturgo
ha scavato all'interno del cuore simile a un rabdomante che ne sente
ogni palpito. Ha colto il male come in Macbeth; la saggezza di Prospero,
il duca esiliato de La tempesta, ove l'autore si è adombrato;
l'amore della giovane Giulietta per Romeo, che in tre giorni lo
ha esperimentato in tutte le espressioni: dalla gioia assoluta alla
morte. Di ognuno, Lucilla ha interpretato un brano, e con l'arte
di attrice straordinaria che le compete ne ha donato la bellezza;
emozionante il monologo di Amleto, il principe che rappresenta l'abisso,
cui non si scorge il fondo, ma ci aiuta a interrogare l'insondabile.
Lucilla Giagnoni giunge al termine del proprio guidarci,
simile a un Virgilio che ci tenga per mano e ci sveli il sorprendente
che ha meravigliato prima lei. Le stelle hanno fatto da referente
e come illuminato nella luce, quella che sua figlia, Bianca, così
chiamata quale immagine riverberata, ha impresso per contrasto nell'ombra
del mausoleo della Shoah, a Gerusalemme, e ispirato sua madre a
dare esistenza a questo spettacolo, bellissimo per significati,
denso per concetti e parole, altissimo nella fiduciose riflessioni
che trasmette. L'attrice e autrice ne ha fatto un capolavoro da
vedere, consolante e, finalmente, positivo sotto tutti gli aspetti.
Grande e magnifica interprete. Non è sempre così oggi a teatro.
Infine, grazie al Centro Asteria che convoglia a teatro centinaia
di giovani studenti, antidoto alla cultura odierna che talora offre
esempi non esattamente da imitare.