"Lavorà con alegria l'è el mej mestee che ghe sia" è un vecchio
detto che sembra fatto apposta per i nostri amici cernuschesi, la
cui attività amatoriale è proprio fondata sul clima di amicizia
ed allegria che regna nel gruppo e sulla volontà di esprimersi in
dialetto. Come ci dicono, tale scelta nasce dal desiderio di rendere
in modo più diretto i valori di bontà d'animo, di gioia di vivere,
di comprensione umana che hanno sempre ispirato la loro gente. Certo
ora Cernusco procede di gran carriera al passo dei tempi, è diventata
una cittadina tra le più attive sul piano sociale, economico e culturale,
ma la voglia di dialetto, come richiamo (nostalgico) di un tempo
passato, è ancora viva. E i "Sempreverdi" se ne fanno interpreti
col loro teatro fatto di semplicità e buonumore.
Animatore, attore, regista è il vulcanico Luciano Carbonari
che, insieme all'inseparabile Marco Mandrini, è stato
anche l'ispiratore di questa formazione costituita ufficialmente
nel 1993, nella Parrocchia della Madonna del Divin Pianto, ma nata
sulla scorta di precedenti esperienze di alcuni suoi componenti
che, a un certo punto, hanno deciso di riunirsi per fare teatro
in modo più serio ed impegnato, sempre però con l'intento precipuo
di divertire.
Ed è sorprendente come in poco tempo il gruppo si sia segnalato
per il livello artistico degli spettacoli, divenuti via via più
convincenti ed in grado di accattivarsi le simpatie di un pubblico
affezionato e di riportare esiti sempre più brillanti, come avviene
ormai da un anno per l'ultimo "Dottor…la buscia!!!" che ha
già realizzato una ventina di repliche, oltre che a Cernusco, in
molte località del circondario ed è gia prenotato anche per il 2005.
Grande merito quindi a tutta la compagnia, ma in particolare al
nostro Luciano che col suo gioco d'attore consumato sa regalare
alla platea momenti di comicità esilarante e col suo mestiere di
regista ormai più che navigato sa trovare la miscela perfetta il
successo degli spettacoli. Quindi, quel che si dice un "personaggio"
di cui tutti conoscono le capacità e la passione, uno che non si
tira mai indietro per il teatro, al quale dedica ogni possibile
spazio, al di là dei gravosi impegni professionali e familiari (el
gh'ha anca quatter fioeu!).
Nel cartellone degli spettacoli messi in scena, dopo il debutto
con "El vestì dell'Adalgisa" nel 1993, figurano le più note
commedie brillanti come "Marcolfa" realizzata nel 1994, "Cambia
testa che te sposi" nel 1995, "L'anima travasada" nel
1996, "Ah…! Sti donn" nel 1997, "La fortuna l'è sorda"
nel 1998, "El zio matt" nel 2001 fino ad arrivare al "Dottor…la
buscia!!!" la cui regia è stata affidata a Marco Mandrini che
ha curato anche la traduzione e l'adattamento dal testo "Il medico
e la pazza" di A.De Stefani e D.Hobbes Cecchini.
Detto dei consensi in generale, è doveroso anche ricordare, tra
i vari riconoscimenti, i primi premi conseguiti ai concorsi della
F.O.M. da "La fortuna l'è sorda", da "Cambia testa che te sposi"
(vincitore anche del "Bicocchin d'Or nel 2000) e da "El zio matt",
spettacolo chiamato anche a partecipare al Festival delle Filodrammatiche
organizzato nel 2002 dal TeatroFranco Parenti.
I Sempreverdi sono stati tra le primissime compagnie ad aderire
al G.A.T.a.L, con l'iscrizione di ben 36 elementi tra attori
e addetti vari. Impossibile pertanto citarli ad uno ad uno come
meriterebbero, ricordiamo quindi per brevità solo quelli impegnati
nel "Dottor" : nel cast attorale, oltre a Carbonari e Mandrini,
Giovanna Maiocchi, Lucia Ambrosoni, Silvia Arosio, Tiziana Perego,
Mario Mascherini e Ruggero Varisco, i tecnici Giorgio e Andrea
Pollastri, gli scenografi Angelo Rotondi, Giuseppe Chiapparini,
le costumiste Paola Pollastri, Rita e Maristella Bettoni,
Tina Bonalumi e la truccatrice Linda Scirea.
Naturalmente non tutto è facile come sembra, dietro ai successi
si nascondono fatiche e difficoltà di ogni genere, tra le altre
quella di non avere un teatro nella propria parrocchia (le recite
a Cernusco si tengono al Teatro Agorà) e quindi doversi arrangiare
per le prove e farsi ospitare altrove per quelle "generali", prima
di andare in scena. Ma la forza d'animo non manca certo ai nostri
amici, né l'inventiva e la presenza di spirito, dice il Luciano,
raccontandoci ad esempio di quando, nei panni femminili della Marcolfa,
dovendo far uscire alcuni personaggi da un armadio che non voleva
aprirsi ("el sera inciodaa"), uscì dietro le quinte ad armarsi e,
rientrato tranquillamente in scena, risolse la scabrosa situazione
con tanto di pinza e martello, davanti ad un pubblico ancor più
divertito per il gustoso imprevisto.