E'il gruppo teatrale della "Associazione delle Valli", costituita
nel 1983, che si propone un'azione didattico-culturale, principalmente
attraverso il teatro, nelle Valli della Provincia di Sondrio e dell'alto
Lario, quindi un'Associazione importante che opera in un ambito
territoriale molto vasto.
Ma per noi del Gatal è semplicemente la compagnia di Giacomo
Romano Davare. Non è una semplificazione, in un certo modo comprensibile
vista la distanza geografica, ma è senz'altro una realtà, perché
di questo gruppo l'amico Davare non è solo, secondo nomina, il direttore
artistico, ma il fondatore, il regista, l'attore, l'autore , il
riferimento, l'anima. E' tutto.
E lo è in primo luogo per l'amore che nutre per il teatro di
cui è anche uno studioso ed un profondo conoscitore, come testimoniano
le sue opere di drammaturgia e di traduzione di testi classici accanto
a quelle di narratore, saggista e poeta.
Parla della compagnia e del teatro con la passionalità delle sue
origini siciliane, con la forza del suo sapere, con la convinzione
delle sue idee, spesso contrastanti con l'andazzo generale, ma al
tempo stesso con l' entusiasmo e la consapevolezza del suo essere
filodrammatico, pronto alle ordinarie difficoltà e agli immancabili
imprevisti dell'attività amatoriale.
Mi ha colpito in questo senso un episodio occorsogli alcuni anni
fa a Morbegno, al Teatro Iris, dove la compagnia aveva in programma
la recita di "Zio Vania" di Cechov. Racconta Davare che quella sera
la prima attrice si presentò in teatro alle 19,00 completamente
senza voce, quindi con l'impossibilità da parte della poverina di
recitare e della compagnia di avvisare il pubblico; passati i primi
momenti di comprensibile panico, fu deciso di sostituire lo spettacolo.
Dopo un giro di febbrili telefonate per convocare altri attori del
gruppo e un rapido adattamento scenografico, si riuscì a metter
in scena "Il bugiardo" di Goldoni, e con grande successo, nonostante
che dall'ultima replica dello spettacolo fosse trascorso quasi un
anno.
Probabilmente questa flessibilità nasce anche da una peculiarità
della compagnia, che, non avendo né sede né teatro (gli attori si
ritrovano per le prove presso l'ITC di Morbegno oppure, saltuariamente,
in qualche sala parrocchiale), è diventato di fatto un gruppo itinerante,
una sorta di "Carro di Tespi", ormai ben noto ed apprezzato non
solo nel proprio territorio, ma anche altrove. Infatti delle 480
repliche realizzate negli oltre 20 anni di attività, ben 108 sono
state presentate fuori della provincia di Sondrio (di cui 9 in Svizzera
e 12 perfino in Sicilia). Da sottolineare, per quanto riguarda l'aspetto
didattico, i 115 spettacoli prodotti a favore delle scuole. Il repertorio
tocca vari generi: dal drammatico (Euripide, Shakespeare,Ibsen,
Cechov, Pirandello, Eliot), al comico (Ruzante, Molière,Goldoni,
O.Wilde), al contemporaneo (A.Miller, Lunari, Zago e lo stesso Davare).
Gli spettacoli che hanno avuto il maggior numero di rappresentazioni
sono stati "Il bugiardo" di Goldoni e "Le Saccenti" di Molière con
58 repliche ciascuno (entrambi in due diverse edizioni a distanza
di dieci anni l'una dall'altra). La compagnia ha vinto i premi speciali
del Comitato Teatro per "Assassinio nella cattedrale" di T. Eliot,
"Il piccolo Eyolf" di Ibsen, e "L'inverno passerà presto" di Davare,
mentre si è aggiudicato il 2° premio di prima categoria del Concorso
Teatro per "Così è se vi pare" di Pirandello.
Come si vede la scelta è prevalentemente orientata verso i grandi
autori del teatro classico e moderno, una scelta un po' controcorrente
che sta a dimostrare, come sostiene Davare, che il pubblico non
si accontenta solo di ridere, magari col dialetto, ma che sa invece
apprezzare il teatro "di qualità", quando viene rappresentato in
modo corretto, secondo le parole e lo sviluppo del testo, senza
troppe sovrastrutture registiche e deviazioni interpretative che
spesso finiscono per confondere e offuscare il significato autentico
dell'opera.
La compagine degli attori è composta in prevalenza da docenti
e alunni delle scuole superiori di Morbegno, o da universitari ed
ex alunni, con un continuo ricambio che, a fronte di un gruppo stabile
di 7 elementi, ha visto la rotazione, nei vari allestimenti, di
un centinaio di giovani.
Tra i più esperti citiamo (tra parentesi il ruolo più significativo
interpretato), oltre allo stesso Davare (Creonte in "Antigone" di
Sofocle) : Giampiero Dell'Oca (Becket in "Assassinio nella cattedrale"),
Massimo Malgesini (Serebriakov in "Zio Vania"), Lucia Fognini (Sig.ra
Frola in "Così è se vi pare"), Michela Rondalli (Kate in "Erano
tutti miei figli" ), Nadia Mainetti (Toniette ne "Il malato immaginario"),
Lilly Acquistapace (Guendalina ne" L'importanza d'esser Fausto").
Tra i giovani: Manuel Davare (Lelio ne "Il bugiardo"), Gina Grechi
(Helen ne "L'inverno passerà presto"), Jessy Acquistapace (Svanesyan
ne "La faccendiera"), Franco Fusè (Simplicio in "Falstaff"), Laura
Sidoli (Asta ne "Il piccolo Elyoff"), Franco Giorgetta (Sirelli
in "Così è se vi pare"), Chiara Marchetti (Eugenia ne "Gli innamorati").
Per la stagione 2005 sono già in fase di prova "Racconto d'inverno"
di Shakespeare e "Lettere dal Bangladesh" di Zago. Per quanto riguarda
nuovi testi o nuove traduzioni, il buon Romano non ha fatto anticipazioni;
ma siamo certi che qualcosa stia preparando. Richiamandoci alle
parole di Trepilov nel "Gabbiano" (ce le ha ricordate egli stesso
nell'interessante studio su Cechov pubblicato nel sito Gatal) "l'uomo
…scrive soltanto perché l'arte gli sgorga direttamente dall'anima".