Titolo:A L’OSPIZZI DI VEGGETT S’E’ LIBERAA ON LETT di:Santalucia Roberto e Vitali Pier Giuseppe. Genere:Dialetto. Personaggi:
15 (8U, 7D), Atti: 3, Epoca:
Attuale, Scenografia: Scelta registica
Trama: La vicenda si svolge in un luogo qualunque, in una famiglia qualsiasi. Il nonno è di troppo; occupa la stanza che il nipote vorrebbe per sé. A sua insaputa, la famiglia decide di farlo ricoverare in una casa di riposo e la trovano, ma al momento non c’è posto. Dopo qualche tempo i familiari partono per una vacanza, lasciando il nonno solo a casa. La madre superiora telefona per avvertire che a Villa Serena si è liberato un posto senza sapere che sta parlando con il nonno, ignaro di tutto. Panico. Il nonno Berto e l’amico fidato Gino, ambedue con passato teatrale amatoriale, si travestono rispettivamente da suor Dolores e da monsignor Rubens per visitare, in incognito, l’ospizio. Ha inizio una serie di gag divertenti che vedono protagonisti i due amici e i numerosi ospiti della casa di riposo. Giudizio: Commedia brillante che addolcisce, divertendo, quello da molti considerato un periodo deprimente della stagione della vita.
Titolo:AAA-ATTICO RISTRUTTURATO VENDESI di:Galli Luigi. Genere:Dialetto. Personaggi:
12 (3U, 9D), Atti: 2, Epoca:
Attuale, Scenografia: Interno di un attico in ristrutturazione
Trama: Una coppia di sposi vuole comprare un appartamento ancora in ristrutturazione ma incontra molti intoppi creati apposta per alzare il prezzo. In questa storia si aggiungono le madri di lei e di lui, un muratore che fa anche da voce narrante, il venditore con la moglie, la padrona dell'appartamento e amiche varie. C'è poi una porta che viene aperta e immancabilmente richiusa. Giudizio: Commedia brillante.
Titolo:ABISSI di:Grimaudo Alberto. Genere:Drammatico. Personaggi:
9 : 4 U, 5 D., Atti: 3, Epoca:
24/27 Aprile 1945, Scenografia: Scena fissa.
Trama: Enrica moglie di Tommy riceve la visita del suo vecchio fidanzato, che sentendosi braccato (in quanto grosso esponente del regime) le affida dei documenti importantissimi in custodia mentre tenta di mettersi in salvo. La visita non passa inosservata a Teresa e Gustava, madre e sorella di Tommy. Quest’ultimo, al suo rientro ne viene immediatamente informato. Con lui vi è anche Giorgio, fidanzato di Gustava ed insieme annunciano alla donna che ormai la guerra è alla fine: anzi Giorgio fa sapere alla fidanzata di essere nella resistenza. Giorgio parte e Tommy rimasto solo con Enrica chiede spiegazioni della visita, e la moglie gli fa sapere chi è venuto e che cosa le ha consegnato senza però rivelare il nascondiglio, perché se lo facesse verrebbe a mancare alla parola data. Gli eventi precipitano ed anche Tommy si sente implicato nello sfacelo di quei giorni, chiede a Enrica di consegnargli i documenti, ma invano. Enrica ancora una volta ha la riprova di quanto siano meschine e prive d’amore e d’onore le persone che la circondano, nessuno pensa a lei e ai suoi sentimenti. Tommy e Giorgio in varie occasioni insistono perché lei consegni loro i documenti, ma Enrica è al di sopra di ogni cattiveria e contrarietà, la sua dirittura morale non viene meno ai suoi doveri di donna e di sposa. Trova i soldi vendendo alcuni gioielli ed insieme a Tommy parte. Giudizio: La dirittura morale di Enrica non viene meno ai suoi doveri di donna e di sposa e sacrificandosi da una lezione a quanti la circondano che la volevano spingere in tutt'altra direzione.
Titolo:ABITI NUOVI DELL'IMPERATORE (GLI ) di:Parenzan Ercole. Genere:Fiaba. Personaggi:
15 : 10 U, 5 D più comparse., Atti: 2, Epoca:
Al tempo delle fiabe., Scenografia: A fantasia del regista: piazza, sala del trono, locanda, laboratorio, ecc.
Trama: Un cavaliere in arrivo trova che tutto il paese è triste perché tutti sono in miseria a causa delle tasse esose che il Sovrano esige per i suoi divertimenti e soprattutto per i suoi vestiti. E’ cieco di fronte agli affanni del popolo. Il cavaliere decide di aprire gli occhi al Sovrano.
Si presenta quindi come sarto, anzi “gran” sarto, capace di tessere le meravigliose stoffe della verità: solo gli onesti potranno vederle. Si fa dare per questo ceste di materiale prezioso che nascostamente egli distribuisce al popolo, che incomincia a star bene e ad essere contento. I ministri e l’imperatore stesso vengono a osservare il lavoro, che il cavaliere illustra loro con parole stupende, mentre essi non vedono nulla e fingono di vedere per non sembrare disonesti. Arriverà la giornata decisiva: l’Imperatore si presenterà al suo popolo con gli abiti nuovi… Giudizio: Fiaba (da H. Andersen ) molto vivace, che insegna quanto sia necessaria la verità e la sincerità; come sia male l'egoismo, l'ambizione, l'ingiustizia; quanto sia bella la generosità.
Titolo:ACCUSA. DIECI ANNI DOPO ( L' ) di:Brovelli Giovanangelo. Genere:Drammatico. Personaggi:
10 : 8 U, 2 D., Atti: 3, Epoca:
Oggi, Scenografia: Studio: scrivania con telefono; libreria, cassaforte. Finestrone a centro parete. Divano alla parete di fondo, 2 poltrone, 2 sgabelli, tavolino. Porte a d. e s.
Trama: Il sig. Alfieri è ritenuto dai figliastri colpevole della morte della loro madre, avvenuta 10 anni prima. Ora ha ricevuto una lettera con minacce di morte e ha paura. Con l’aiuto di un poliziotto privato indaga sui figliastri e sui soci dell’azienda. Vuol lasciare azienda e casa, ma quando, per prendere i documenti, apre la cassaforte, un colpo di rivoltella l’uccide. Cadendo, chiedendo “perché?”, addita i figli.
L’indagine del commissario di polizia mette ancor meglio in luce i sentimenti dei personaggi. Si viene anche a sapere che la lettera anonima è stata scritta dal figliastro, ora pentito, e che la domestica è stata ricattata da qualcuno che le ha fatto prendere non solo l’impronta della chiave della cassaforte, ma anche le ha ordinato di lasciare aperto il cancello e la porta finestra. Alla fine si scopre la colpevolezza dei soci. Giudizio: Dramma. Riflessioni sulle difficoltà di comprensione umana e sui disastri originati dall'odio e dalla cupidigia del denaro.
Titolo:AGOSTINO UN CONTINUO ANDARE di:Varnavà Stefano. Genere:Storico. Personaggi:
4 : 2 U, 2 D., Atti: 1, Epoca:
IV - V secolo d.C., Scenografia: Lettura drammatizzata, senza scene.
Trama: La lettura drammatizzata permette agli spettatori di conoscere meglio Sant’Agostino - nato a Tagaste (354) e morto a Ippona (430) - la storia della sua vita, della sua continua ricerca di Dio, della sua conversione, del suo posto nella Chiesa. Giudizio: Didascalico - Agiografico.
Titolo:AH! STI DONN! di:Roberto Franco. Genere:Dialetto. Personaggi:
10: 5U, 5D, Atti: 3, Epoca:
Attuale, Scenografia: Scena fissa: tinello in un normale alloggio. Solite porte, oppure quinte.
Trama: Tre coppie di coniugi, due di “mezza età”, genitori della terza di giovani sposi, vengono coinvolte in “battaglie” tutte scintille e di grande comicità sull’interrogativo che è uno specchio dei nostri tempi, ovvero: “Per l’oggi e il domani della famiglia è più preziosa una moglie casalinga, o più utile una moglie lavoratrice dipendente?”. Giudizio: E' l'efficace "traduzione-adattamento" in milanese, effettuata dall'esperto Galeazzo Gabbari, della commedia in lingua "Mia moglie direttrice" (Ed. LDC). La partecipazione emotiva del pubblico è viva e appassionata in ogni risvolto ridicolo dell'agitato argomento.
Titolo:AL DI LA' DEL PARCO di:Dones Carlo. Genere:Drammatico. Personaggi:
3 (di cui una voce fuori campo): 1U, 1D, più voce, Atti: 1, Epoca:
Attuale - moderna, Scenografia: Esterno
Trama: Storia di una madre ma anche di una moglie insoddisfatta e, soprattutto, di una donna che si lascia trasportare dalla passione trascurando l'impegno più grande, quello della famiglia. Si accorgerà troppo tardi dell’errore. Giudizio: Messaggio forte sul valore della famiglia, sulle scelte e i sacrifici che comporta.
Titolo:AL GIGI GHE CAMPANA I PEE di:Zago Roberto. Genere:Dialetto. Personaggi:
7 (4U, 3D), Atti: 1, Epoca:
Oggi, Scenografia: Sacrestia; arredo modesto
Trama: Testo facente parte del trittico dello stesso Autore dal titolo: STORI DE CA’ NOSTRA.
I titoli del trittico sono: AL GIGI GHE CAMPANA I PEE; CA’ STRETTA; CRAPA DEL NONNO.
Gigi è un bravo giovane che non riesce a trovare lavoro stabile per via di un fastidioso difetto: una eccessiva e pesante produzione olfattiva dei suoi piedi. Disperato chiede aiuto al parroco, don Giuseppe, e lo aspetta nel modesto soggiorno della canonica. Nel contempo arrivano i componenti del comitato parrocchiale. Primo scambio di gustose battute a causa del malaugurato difetto del Gigi. Finalmente arriva don Giuseppe, che tenta di far assumere da qualcuno il Gigi, ma che nessuno vuole per i noti motivi. In extremis don Giuseppe propone a Gigi un posto di sacrista; questi accetta con entusiasmo. Alcuni mesi dopo don Giuseppe raccoglie le confidenze di Maria, sua zelante collaboratrice che, per non rimanere zitella, vuole sposare il Gigi, piedi compresi. Subito dopo anche la fedele perpetua Ancilla chiede al parroco di poter sposare il Gigi. Don Giuseppe, preso fra due fuochi e scelto come intermediario, escogiterà un giudizio salomonico: metterà alla prova olfattiva le due aspiranti, mettendole a confronto del caseificio umano... a finestre chiuse! Sarà la sola Ancilla a superare la terribile prova. Giudizio: C’è speranza per tutti!
Titolo:ALBERO DELLE PIUME ( L' ) di:Picasso Paola. Genere:Ragazzi. Personaggi:
7 : 4 U, 3 D. + Comparse, Atti: 2, Epoca:
, Scenografia: Bosco
Trama: La civetta Lulù soffre di solitudine. Si consiglia sul come liberarsi dalla solitudine, nata dal pensare solo a se stessa e non al cuore degli altri. Aiutata dalla gazza si mette a commerciare in piume e stabilisce il suo negozio all’albero delle piume. Arrivano i clienti e la ricompensano con altre piume, con canti, con profumo di mare lontano, ecc. Ma i soldi ? Già: che cosa sono ? A che cosa servono ? In molti cercano di rispondere, ma alla fine capiscono che le ricchezze non stanno nel denaro: ci sono altre ricchezze: la salute, la serenità, la gioia, l’affetto… la stima, l’ammirazione, la riconoscenza. Ora la civetta e la gazza hanno tanti amici: e sono felici. Giudizio: La piacevolissima fiaba insegna i valori veri.
Titolo:ALLA TUA PORTA di:Varnavà Stefano. Genere:RECITAL. Personaggi:
, Atti: , Epoca:
, Scenografia: Trama: Giudizio: Particolarmente indicato per solennizzare prime Sante Messe ed anniversari Sacerdotali
Titolo:ALLEGORIA ( L' ) di:Calori Carlo. Genere:Allegorico. Personaggi:
11 : 6 maschili, 9 coristi + folla., Atti: 1, Epoca:
Indefinita, Scenografia: Scena fissa.
Trama: E’ di scena un immaginario raduno di popolo simboleggiante l’umanità attuale. Come nell’antica tragedia greca, un coro commenta le orazioni di alcuni tribuni che si alternano nell’arringare la folla. I vari oratori riescono solo a provocare nella folla scoppi di odio e follia provocando rivoluzioni, invidie, scontri fisici…. Tutto sembra ormai perduto quando una voce si leva a riaffermare l’intangibilità del regno di Cristo, e la folla risorge allora riconfortata dalla riapparizione folgorante della Croce, accingendosi simbolicamente alla ricostruzione della “Città di Dio”. L’elevato spirito critico-sociale del tema può trovare particolare applicazione nell’ambito di platee idonee a percepirne le profonde significazioni allegoriche. Giudizio: L'elevato spirito critico-sociale del tema può trovare particolare applicazione nell'ambito di platee idonee a percepirne le profonde significazioni allegoriche.
Titolo:AMANTE DEL RAGIONIERE (L' ) di:Crippa Simonetti Bianca. Genere:Comico. Personaggi:
7 : 2 U, 4 D, 1 bambina, Atti: 3, Epoca:
Attuale, Scenografia: Tinello ben arredato; portabito con specchio, porta che dà in camera da letto. Nel I quadro del III atto portineria.
Trama: Dopo 4 anni di matrimonio, Silvia sta per lasciare Ilario. Spera nel suo principale. Ilario che non vuole lasciarla andare, è disposto a fare uno sproposito. Prepara una cena d’addio, avvelenando i cibi. Ma l’avvelenamento non avviene, perché Silvia rifiuta sia di mangiare che di bere. I continui interventi della portinaia, della bambina che vuole la torta, ecc., provocano equivoci a non finire. Ubriaco e stanchissimo, Ilario regala tutto alla portinaia.
Svegliandosi al mattino, riflette su quanto ha fatto e ne è sgomento. Ma la portinaia è viva: ha bevuto col marito il wisky in abbondanza, ha regalato i cibi e la torta alla famiglia della bambina. Ilario è atterrito. Ed ecco la bambina che arriva con in mano ancora un pezzo di torta: gliela strappa di mano, si attacca al telefono per chiamare il pronto soccorso… poi la bambina gioca con le boccette dei veleni… situazione disperata… Ilario pensa che tutti stiano per morire. Invece… Giudizio: La commedia è brillantissima e, come contenuto, è assai valida per mostrare il valore del Sacramento del Matrimonio
Titolo:AMARE RADICI DELLE GENZIANE ( LE ) di:Garzoli Luciano. Genere:Ragazzi. Personaggi:
10 : 1 giovane e 9 ragazzi., Atti: 3, Epoca:
Anno 1958., Scenografia: Interno di una baita: camino, giaciglio, sgabelli, panchina…
Trama: E’ la vicenda di alcuni pastorelli della montagna, narrata da un giovane studente di pittura. E’ la vita dura di questi ragazzi, soli per mesi, malpagati e maltrattati. E c’è la storia del pastorello Marco, sepolto sotto il picco delle genziane. Nella vicenda di Amin e di Nanni si inseriscono gli scherzi dei ragazzi di città; il loro pentimento, il loro perdono, il salvataggio di uno di essi. Soprattutto c’è la notte del. temporale, quando Amin cerca l’agnellino perduto e Nanni lo segue con la preghiera. Poi la conclusione con la vicenda di Nanni, licenziato e picchiato dal padrone, e il ritorno dei due fratelli a casa. Giudizio: Dramma - Per ragazzi - Nonostante la datazione della vicenda, il racconto è tuttora bellissimo e rappresentabile. La poesia, l'amore per la natura e per i ragazzi raggiungono momenti di sintesi affascinante. I valori sono palesi e immediati: l'amicizia, la generosità, il dovere compiuto, il perdono...
Titolo:AMARSI A PRAGA di:Zago Roberto. Genere:Drammatico. Personaggi:
2 : 1 U, 1 D., Atti: 1, Epoca:
Oggi a Praga., Scenografia: Scena unica di notte.
Trama: Praga. Una sera d’estate, Eva, guida turistica locale e Rudi, giovane turista italiano, se ne vanno a spasso per la città parlando di tante cose, di loro stessi e degli avvenimenti accaduti nel 1968, quando gli stati del Patto di Varsavia invasero il paese e soffocarono la cosiddetta ”Primavera di Praga”. I due si amano, ma qualcosa impedisce loro di trovare la sintonia giusta. In una discussione Rudi si tradisce con una frase e confessa di essere un comunista italiano. Eva, dissidente politica capisce che Rudi è stato inviato per spiare i movimenti della Dissidenza. Fra i due avviene uno scontro.
In casa di Eva, Rudi scopre del materiale propagandistico e intuisce quanto la giovane sia inserita nel movimento clandestino, e decide di allontanarsi. Eva cerca di trattenerlo in molti modi, chiedendogli di non denunciarla alle autorità, litigano, e nella lotta lo uccide.
L’atto termina col turbinio dei volantini della Dissidenza che invadono il palco simbolo di una inarrestabile voglia di libertà. Il sottofondo della musica di Smetana lascia intuire che anche la giovane si sopprimerà per non cedere alle torture che la indurrebbero a rivelare i nomi degli amici Dissidenti. Giudizio: Il significato del lavoro è che non ci si può amare a Praga e ovunque senza la libertà che è esigenza dell'amore. La politica inquina e distrugge i sentimenti più puri e l'atto di accusa giunge chiaro e deciso con violenta e dolcissima convinzione.
Titolo:AMBROGIO DI MILANO CITTADINO DELLASTORIA di:Pivetti Paolo. Genere:Storico. Personaggi:
4 attori che interpretano 12 personaggi, Atti: 2, Epoca:
IV sec.D.C. visto, Scenografia: Alcuni elementi simbolici in un teatro nudo
Trama: La vita di Ambrogio, i grandi eventi del suo tempo, raccontati, in una traduzione milanese antica, dal suo biografo Paolino da Milano. Giudizio: Un abile divertente gioco di "teatro nel teatro" per avvicinare il pubblico a un personaggio molto famoso, ma non molto conosciuto.
Titolo:AMICA FRA I PIEDI ( UN' ) di:Cirri Aldo. Genere:Commedia. Personaggi:
8 : 4 U, 4 D., Atti: 2+, Epoca:
Attuale., Scenografia: Scena fissa.
Trama: Due amiche vivono in un solaio “d’epoca”, e la svanita Lorenza contribuisce, a modo suo, a distruggere quel poco che funziona. La becera portinaia controlla tutto spietatamente; per fortuna Archimede, il vicino, bada a metter pezze a destra e a manca. Le due ragazze s’innamorano e, fatto strano, s’innamorano anche Annalisa (la scarpa sinistra di Rita) e Ramon (lo stivale Camperos del professor Santalba, il fidanzato di Rita) . Le tre storie d’amore s’intrecciano in un fitto dialogo a volte vivace e allegro; finale a sorpresa. Giudizio: Commedia brillante comico-sentimentale con inte4rventi angelici.
Titolo:AMICI INSIEME di:Puerari Pietro. Genere:Ragazzi. Personaggi:
6 personaggi, Atti: 3, Epoca:
Moderna, Scenografia: Cortile con sfondo parchi rocciosi
Trama: Duilio, zingaro, è tacciato come un ladro da Fabio che lo accusa di aver rubato l’orologio a Luana e litigano. Luana alla fine trova il suo orologio che era scivolato nella fodera scucita della sua giacca a vento. Giudizio: Il lavoro tocca un tema sempre attuale; i valori che la semplice trama mostra, sono trasparenti.
Titolo:AMLETO 2000 di:Roberto Franco. Genere:Comico. Personaggi:
12 ; 7 U, 5 D., Atti: 2, Epoca:
Attuale, Scenografia: Scena fissa: sull'interno fondo carta o stoffa, di colore neutro, sedie e tavolini da giardino. Quinte a destra e sinistra.
Trama: Premesso che nel mondo greco “i personaggi classici del teatro costituiscono il modello di eventi che si ripetono in modo identico, secondo il tempo”, è presentata ai nostri giorni l’atmosfera creata da William Shakespeare. Nel “taglio” di un’avvincente vicenda attuale, con battute brillanti al servizio di una forte suspence e di molte tensioni, con sfumature “gialle” e di thriller, gli interpreti hanno pure la possibilità di recitare autentiche battute shakespeariane, poiché c’è l’assassinio di un padre, la ricerca del colpevole e anche il coinvolgimento di una compagnia di guitti per recitare la ricostruzione dell’omicidio. Giudizio: Commedia brillante, su uno sfondo teatrale.
Titolo:AMOR E GELOSIA SE FAN SEMPER COMPAGNIA di:Meroni Luciano. Genere:Dialetto. Personaggi:
8 : 5 U, 3 D., Atti: 3, Epoca:
Oggi., Scenografia: Scena fissa.
Trama: I coniugi Gerosa nei mesi estivi di luglio e agosto affittano una stu¬penda villa in quello che il Gerosa chiama il “giardino d'Europa”: la Brianza. Mentre aspettano Martelli, l’am¬ministratore della villa per la firma del contratto, fa loro visita la figlia Gabriella, sposata con Otello, gelosissimo siciliano. La mamma Ortensia invita la fi¬glia a rimanere con lei per le vacanze. Arriva il Martelli e Ge¬rosa chiede come mai una villa così splendi¬da venga affittata a sole 200.000 lire. Martelli, a malincuore e anche un poco impressionato, svela il mistero: alcuni anni prima la villa era di proprietà di un nobile e anziano austriaco dalla moglie bellissima, corteggiatissima da tutti i frequentatori. Ma a far breccia nel cuore della bella padrona fu un giardiniere, che per il suo parti¬colare amore alle piante era soprannominato "garofano rosso". Mentre i due si trovavano in dolce col¬loquio furono scoperti dal nobile marito che, pazzo di gelosia, impu¬gnata una pistola e sparando all'impazzata, uccise la moglie. Garofano Rosso riuscì a mettersi in salvo, ma di lui non si seppe più nulla. Giudizio: Brillante commedia in dialetto milanese in cui vi è un fantasma condannato a rimanere sulla terra fino a quando non avesse compiuto una buona azione, e il classico lieto fine non gli fa compiere una buona azione ma bensì due!
Titolo:AMORE L'AMORE ( L' ) di:Bertoletti Ivano. Genere:Comico. Personaggi:
9 : 5 U, 4 D + voce fuori campo., Atti: 3, Epoca:
Attuale., Scenografia: Moderna, stilizzata.
Trama: Commedia dalla trama indefinita: situazioni strampalate, dialoghi fantasiosi e paradossali, interpreti svampiti si alternano nella casa di Cesare, padre di famiglia non completamente registrato. Dafne, sua moglie, è una fissata della musica “reggae” e durante un esperimento di ipnosi, studiata per corrispondenza, manda in catalessi Ugo e lo trasforma in un lumacone. Angie è degna figlia di tali genitori e Vera, sua sorella, è una romantica svampita. Il più equilibrato del gruppo è sicuramente Rambo XV, il canarino di casa dal tono di voce alla Louis Armstrong a causa di una fortissima raucedine. Giudizio: Commedia surreale ricca di caratterizzazioni e di "humor".
Titolo:ANAGRAMMA di:Fossati Giorgio. Genere:Drammatico. Personaggi:
4 : 3 U, 1 D + Computer, Atti: 2, Epoca:
Attuale, Scenografia: Scena unica: un lussuoso salone di appartamento.
Trama: Corrado vive nella lussuosa casa lasciatagli dai suoi. Ada è ospite nella medesima casa; e ospiti momentanei sono pure Guido e Mario, due giovani studenti. Corrado è un tecnico del computer e lo tratta come un personaggio che ha attinenza con le vicende sue e degli amici che abitano l’appartamento. Poco a poco si viene a sapere il retroscena della strana convivenza dei quattro. Tutto ha avuto origine in passato, negli anni della contestazione, allorchè Corrado, militante di esterna, si trovò ad uccidere il padre di Guido. Adesso la decantazione di quei fatti – e di altri, inerenti ad Ada e Mario – non è ancora del tutto avvenuta. Ma l’onesta e sincera resispiscenza di Corrado avrà incidenza nei destini altrui. Soprattutto Ada, il cui amore per lui verrà finalmente ricambiato, mercè una specie di anagramma che il computer si incarica di svelare. Giudizio: Testo molto attuale che recupera, con i modi tecnologici di oggi, un tema fortemente vissuto dai giovani di ieri, e le cui conseguenze inquietano ancora molte coscienze. Molto ben scritto.
Titolo:ANCHE LUI ALLA FESTA DI GIUSJ di:Toncini Tarcisio. Genere:Giovani. Personaggi:
16 : 4 Ragazzi e 12 ragazze tutti sotto i 16 anni., Atti: 1, Epoca:
Oggi., Scenografia: A giudizio del regista.
Trama: Alla festa per il sedicesimo compleanno di Giusj gruppi di amici portano doni; c'è anche una Bibbia. Si accende una ani¬mata discussione: chi è il Cristo per cia¬scuno di loro? L'ultima scena, leggermente surreale, accen¬na a una presenza del Cristo alla festa. Nel contrasto tra le varie correnti: i contrari, gl’indifferenti, i superficiali, prende rilievo e luce particolare la testimonianza di chi ha fatto una scelta di fede e si è incontrato con Cristo e coi fratelli. Giudizio: E' un forte richiamo all'impegno personale, all'incontro con Cristo, cui non dobbiamo mancare, ne mai venir meno.
Titolo:ANCORA UNA VOLTA, PER SEMPRE di:Zago Roberto & Balzarini Alberto. Genere:Drammatico. Personaggi:
9 : 6 U, 3 D., Atti: 3, Epoca:
Oggi, Scenografia: Unica con eventuale uso del trasparente.
Trama: Per non coinvolgere e forse danneggiare per sempre la vita d’un innocente si cerca di mentire. Un uomo e una donna invischiati in un matrimonio fallimentare fingono di condurre una vita normale per non disturbare la crescita della loro creatura, nata quando tutto sembrava perfetto. Dramma coniugale, dove la peggio non deve averla chi non ha colpa. Anzi proprio la giovane, raggiunta una certa maturità, potrà giudicare, perdonare o condannare il comportamento dei genitori. (L’intreccio intricato e discutibile ha indotto gli stessi Autori a proporre due finali diversi ). Giudizio: Dramma. Insegnamenti sulla necessità di superare le difficoltà e i drammi dell'incomprensione coniugale.
Titolo:ANDREA LUMAGA TRASPORTI RAPIDI di:Zago Roberto. Genere:Dialetto. Personaggi:
7 ; 4 U, 3 D, Atti: 3, Epoca:
Moderna, attuale, Scenografia: Scena unica: magazzino-ufficio dell'azienda trasporti di Andrea Lumaga
Trama: Andrea Lumaga con la sorella Speranza gestisce un’azienda clandestina di trasporti nocivi. A lui si presentano Felicina, vedova di Ilario, che pretende lo smaltimento di una pietra, ricordo di un suo probabile tradimento nei confronti del marito, che lei vede apparire ogni notte.
Tarelli, politico, che chiede di trasportare l’onorevole La Bombarga, morto durante un incontro con la giovane amante.
E infine Santino, funzionario della finanza e vecchio innamorato di Speranza.
Le vicende si intersecano e si aggrovigliano con la festosa e imprevedibile soluzione che vedrà il matrimonio di Andrea e Felicina, quello di Santino con Speranza e un bimbo, frutto dell’amore dell’onorevole, nelle braccia della madre, dopo che Ilario, apparso dall’aldilà, lo aveva rapito e poi restituito, con la promessa del sotterramento del sasso galeotto. Giudizio: Un lavoro di grande comicità, accolto ovunque con esiti clamorosi. Una vena di umanità e anche di mistero che solleva risate e riflessioni sui politici corrotti e sulle magagne di ciascuno.
Titolo:ANIMA DI ZORZI ( L' ) di:Pedrone Aldo. Genere:Allegorico. Personaggi:
6 : 5 U, 1 D., Atti: 2, Epoca:
Settecento, Scenografia: Sei scene
Trama: La vicenda si fonda su una diceria e una credulità. La prima riguarda la morte del pittore Zorzi, il cui cadavere non ha ricevuto sepoltura. Da qui, la diffusa credulità che la sua anima vaghi ora senza pace in cerca di un adeguato ostello. A Venezia imperversa la peste. Il nipote del Pievano di S. Polo che serve in parrocchia come Nonzolo (sagrestano), è un giovane matricolato. Il giorno in cui Zorzi muore di peste, lo zio lo invia in casa del pittore per impossessarsi dei suoi quadri. Ma il Nonzolo s’accorda con un Mercante d’arte, gli cede la refurtiva in cambio di una borsa di denaro e corre a spassarsela, finendo in carcere. Qualche tempo dopo, uscito di prigione, il Nonzolo torna dal Mercante e lo ricatta, avendo costui fatto un gran commercio non solo delle opere di Zorzi, ma anche delle copie falsificate uscite dall’abilissimo pennello del giovane Paride. Il Mercante paga una tangente. Ma sembra che Paride se ne vada e interrompa il suo lavoro, così profittevole ai suoi sfruttatori. Allora il Nonzolo fa credere a Paride d’essere diventato l’alloggio temporaneo dell’anima di Zorzi, prova ne sia la capacità di dipingere. Paride si dispera all’idea di avere in corpo due anime… Giudizio: Il lavoro ricco di "personaggi stagliati con estrema verità" in un linguaggio musicale preciso.
Titolo:ANNUNCIO A MARIA ( L' ) di:Claudel Paul. Genere:Allegorico. Personaggi:
6 : 3 U, 3 D e comparse., Atti: P+4, Epoca:
Francia XV secolo, Scenografia: A giudizio del regista.
Trama: Pietro di Craon ha osato pensare di far violenza a Violante e da quel momento non ha più pace, tanto che, come un castigo, viene colpito dalla lebbra. Ma Violante non ha niente contro di lui; anzi, dandogli un bacio lo esorta a non soffrire più. Accanto a Violante c’è la sorella Mara, il cui carattere è diametralmente opposto a quello dolce della fanciulla; infatti è dura, ostinata, cattiva e gelosa. Il padre, Anna, ha promesso Giacomo come sposo di Violante, Mara, invece lo vorrebbe per sé.
Partito Anna in pellegrinaggio a Gerusalemme, Mara riesce a convincere la madre Elisabetta a non far sposare Violante con Giacomo, inventando accuse contro di lei per via della sua presunta relazione con Pietro : prova ne è la lebbra di cui anche Violante è rimasta affetta. Essa è costretta a lasciare la casa paterna per vivere in una capanna vicino al lebbrosario. Porta con sé il segreto della propria innocenza e inizia un cammino di espiazione delle colpe altrui; soffrirà per la gioia degli altri e morirà per la loro vita.
Nel frattempo la sorella Mara si è sposata con Giacomo e ne ha avuto una bimba che ora è morta. Mara si reca da Violante, che ha fama di santità, e nella disperazione le chiede di ridare vita a sua figlia. Il miracolo avviene. Questo scatena la sopita gelosia di Mara la quale attenta alla vita di Violante. Pietro, adesso guarito miracolosamente dalla lebbra, la raccoglie nella cava di pietra sotto un carretto pieno di sassi e la porta a morire sotto il tetto di suo padre.
Avviene qui la riconciliazione con Giacomo e la spiegazione con lui con la confessione di Mara, con il perdono del marito.
A Violante dunque, è pervenuto dall’alto un “annuncio” che essa ha accettato con estrema disponibilità; è stata chiamata a liberare dal male le persone che le vivono accanto e a redimere il mondo perduto del suo tempo, mediante il sacrificio della sua persona. La similitudine simbolica con l’Annuncio alla Vergine Maria, tramite di Grazia, è palese; come è trasparente il messaggio che raggiunge ciascuno di noi, chiamati a vivere storicamente il nostro “annuncio” personale e a rispondere, nonostante tutto, se vogliamo essere salvezza per il nostro prossimo. Giudizio: Uno dei testi più alti del teatro mondiale. Un messaggio sublime di simbolismo cristiano che TEATRO è riuscito ad ottenere per la generosità del traduttore Mons. Ernesto Pisoni. Va da sè che, così come è scritto, il testo è difficilmente rappresentabile; è necessario un lavoro di sfrondamento e, poi, un'interpretazione interiorizzata e scavata che si ottiene dopo anni di lavoro sul palcoscenico.
Titolo:ANSA DEL FIUME ( ALL' ) di:Zago Roberto e Paolo. Genere:Giovani. Personaggi:
6 uomini, 1 ragazzo, 1 adolescente. Ma i personaggi possono essere assunti tutti da giovani., Atti: 3, Epoca:
Libera., Scenografia: Stanza di una casa di campagna.
Trama: Un gruppo di adolescenti e di giovani sta provando una commedia greca, ma la cosa non soddisfa. Propongono di allestire un dramma moderno sulla pace e sulla guerra, la violenza, la fraternità. C’è stata una battaglia, Goneio è ferito e suo figlio Mono lo cura. Giungono i nemici e, attraverso Prosopon, lo interrogano, poi lo fucilano perché aveva nascosto un disertore, che, usciti i nemici, vuol prendersi cura del ragazzo orfano. Ritorna Prosopon per prendere Mono e si incontra con Aner. I due diventano amici e si capiscono. Quando giungono i volontari, Aner nasconde l’amico. Ma costui sente dove si muoveranno le truppe nemiche. Prosopon e Aner sono dibattuti dalla conoscenza del segreto. Giungono i soldati dalla parte di Prosopon e catturano Aner. Al sospetto che costui sappia dove saranno i suoi, il comandante lo libera per farlo seguire. Aner invece prende la direzione sbagliata e viene ucciso. Prosopon allora confessa che sa dove sono i nemici, ma tace di proposito per impedire altre vittime. Giudizio: Dramma di forte presa per i giovani che vogliono impegnarsi con un tema bruciante e sempre d'attualità.
Titolo:AQUILONI ( GLI ) di:Santini Orazio. Genere:Ragazzi. Personaggi:
7 : 6 ragazzi e 1 ragazza di 10/12 anni., Atti: 1, Epoca:
Oggi., Scenografia: Casa di una guida alpina.
Trama: In casa del padre di Steno, guida alpina. Steno ha escogitato un sistema di segnalazioni servendosi di aquiloni: d'ora in poi gli aquiloni non saranno più un gioco, ma uno strumento che può servire per stabilire il tempo che farà: un aquilone bianco indicherà “tutto normale”, uno color rosso “pericolo”.
Marco parte con un aquilone rosso e lo fissa su una cascina all'inizio della valle.
Poco dopo arriva Dario, figlio di un ingegnere, che ha accompagnato il padre che si sta preparando per fare un'ascensione accompagnato dal padre di Steno.
L'ingegnere è un novellino della montagna ma non avverte la guida.
Improvvisamente Alvaro lancia l'allarme: l'aquilone rosso posto sulla cascina si agita fortemente, sembra impazzito; sta arrivando una tormenta. Marco e Dario partono di corsa per avvertire il padre di Steno del pericolo incombente mentre Lino, Eros e Alvaro scendono in paese ad avvisare le squadre di soccorso; Steno rimane solo con Luciana.
Un uomo torna solo...è il padre di Steno; il papà di Dario è rimasto sulla parete, incrodato.
Dario viene a saperlo ed è furibondo perché la guida ha abbandonato suo padre, poi capisce che la colpa è soprattutto del padre che ha taciuto la sua incapacità.
Tutto finisce bene: torna il sereno. Giudizio: Un lavoro facile che richiede però molta cura nel suo allestimento.
Titolo:ARAZZO ( L' ) di:Savi Angelo. Genere:Allegorico. Personaggi:
8 U. + Donne Sassoni e Normanne, Uomini Sassoni e Normanni., Atti: 1, Epoca:
XI Secolo in Inghilterra, Scenografia: Riquadri a più piani creano luoghi dell'azione. Essi si aprono e si richiudono.
Trama: L’Autore dà al suo Oratorio l’andamento d’un “Poemetto”. Immagina che le Sàssoni e le Normanne ricamino su di un Arazzo i personaggi della storia anglo-normanna; le battaglie, gl’incontri tra i Capi prima che avvenga la decisiva battaglia di Hasting. L’arazzo resta incompiuto, perché tutti invocano la pace. Giudizio: Oratorio storico più che gestuale.
Titolo:ARRIVA IL CASTIGAMETTI di:Roberto Franco. Genere:Commedia. Personaggi:
4 : 1 ragazzo, 1 giovane e 2 adulti., Atti: 3, Epoca:
Oggi., Scenografia: Scena fissa.
Trama: In una villa vicino al mare abitano il comandante Grant e Michele, ex marinaio al servizio del comandante.
Grant ha fama di misantropo, una specie di orso, burbero, modi spesso violenti. Michele sopporta perché sa che il comandante si comporta a quel modo per superare i ricordi dolorosi della sua famiglia: la morte della moglie e del figlio.
Grant, vecchio lupo di mare, beve whisky, mastica tabacco e pur odiando il mare, come ripete spesso, rievoca con Michele scene marinaresche che, stranamente, lo confortano.
Ha un nipote, Vittorio, da lui mantenuto e allevato perché orfano.
Vittorio lavora, o meglio: dovrebbe lavorare nella società di navigazione di cui Grant è armatore ma il giovanotto se la gode con amici, giuoca d'azzardo e spreca un mucchio di soldi.
Non si preoccupa perché sa che lo zio gli lascerà in eredità un considerevole patrimonio. Ed eccolo a chieder quattrini per l'ennesima volta, ma zio non cede anzi, gli molla un ceffone.
La reazione del comandante sgomenta il nipote, che metterà giudizio.
Nel frattempo giunge alla villa un ragazzino modestamente vestito, Gim.
E’ simpatico, allegro, un poco monello, spigliato.
Costui è ricevuto da Grant; Michele è momentaneamente occupato. Gim scambia Grant per il servo Michele; Grant si diverte e sta al giuoco.
Gim dice che vuole parlare con il comandante, ma sapendo che costui è un orso non sarà facile avvicinarlo, in ogni modo ha un suo progetto da sottoporgli.
Grant simpatizza per il ragazzo che, fra l'altro, rassomiglia al figlio morto.
Gim tornerà all'indomani. Grant si mette d'accordo con Michele per uno scambio di persona.
Gim ritorna, ricevuto da Grant e poi da Michele, travestito da comandante.
Gim è venuto a chiedere l'interessamento del comandante per la “Casa Nave Azzurra”, dove il reverendo Don Douglas assiste, educa ed istruisce ragazzi poveri che un domani saranno marinai.
Tutto pare che vada a meraviglia ma all'ultimo momento Gim scopre il giuoco dei due adulti; lo ritiene un brutto scherzo, una offesa. Scoppia in un pianto disperato e scappa.
Grant è fortemente dispiaciuto. Il suo malumore si riversa su Michele che, alla fine, sbotta.
Per merito di Vittorio, che ha ripreso a lavorare, Gim torna dal comandante. Torna il sereno.
Il lupo di mare, affezionatosi al ragazzo orfano, gli propone di restare con lui pur accettando di aiutare i ragazzi di “Casa Nave Azzurra”.
Gim è felice, e lo è anche Vittorio perché, fra l'altro, sa che lo zio di quattrini ne ha molti e quindi… Giudizio: La commedia è brillante con qualche tocco lievemente patetico. Piacerà moltissimo ai ragazzi e agli adulti.
Titolo:ARRIVA LO ZIO DI DALLAS di:Roberto Franco. Genere:Comico. Personaggi:
8 : 5 U, 3 D., Atti: 3, Epoca:
Attuale, Scenografia: Fissa
Trama: Una famiglia aspetta ansiosamente un ricchissimo parente petroliere, facendo tanti progetti sui dollari che porterà. Egli arriva, ma porta con sé solamente una brutta sorpresa ( è un poveraccio ) e tanti guai ( quelli che verranno ). Infatti il capo famiglia, che si era vantato con tutti di questo suo fratello di Dallas che sarebbe diventato l’orgoglio del piccolo centro di provincia, per non cadere nel ridicolo arriva quasi a indebitarsi per sostenere le “elargizioni” che il creduto miliardario deve fare, e che fa. Anche nei confronti della cognata e della nipote che sta per sposarsi, perché proprio il fratello gli aveva imposto di essere il solo al corrente che non possiede dollari, e neppure lire. La vicenda, con il susseguirsi di divertenti “colpi di scena” e una bella “trovata”, conquista il ragionevole lieto fine. Giudizio: Commedia comicissima
Titolo:ASMODEO, EL FRADELL DE LATT di:Balzarini Alberto. Genere:Dialetto. Personaggi:
10 : 3 U, 7 D., Atti: 3, Epoca:
Oggi, Scenografia: Il primo atto si svolge al proscenio (bastano pochi elementi stilizzati a sipario chiuso). Il secondo e il terzo abbisognano d'un tinello modesto.
Trama: Asmodeo è un diavolo buono o meglio un buon diavolo. All’inferno è stato bollato col marchio d’incapace. Tutte le volte che è stato mandato in missione sulla terra ne ha combinate di tutti i colori. Non gli è mai riuscito di portare alla dannazione neanche un’anima. Da tempo ignorato e adibito ai lavori più umilianti, per mancanza di personale viene richiamato in servizio. Mandato a Milano, fallisce clamorosamente per l’ennesima volta. Asmodeo, disperato, si giustifica : “E’ impossibile indurre gli uomini a peccare! Gli uomini sono migliori di quanto si sostiene!”. Giudizio: Commedia brillante.
Titolo:ASPETTANDO LA SENTENZA di:Balzarini Alberto. Genere:Allegorico. Personaggi:
4 ; 2 U, 2 D, Atti: 1, Epoca:
A piacere, Scenografia: Primo quadro:sipario chiuso. Secondo quadro. una vasta,austera,disadornastanza
Trama: Vicenda originale e surreale che affronta un problema vasto e profondo come vasti e profondi sono quelli che toccano la vita e la morte.
Sono i problemi che i casi dell’esistenza ci mettono davanti, come prove da affrontare con la guida della coscienza e alla luce del definitivo giudizio divino. Giudizio: Lavoro tra l'irreale e il trasognato.
Titolo:ASSASSINIO DI STATO di:Lorici Simone. Genere:Storico. Personaggi:
17 : 12 U, 2 D., Atti: 3 + Pro., Epoca:
XVI Secolo., Scenografia: Libera
Trama: E’ una celebre storia. Thomas More, ex-cancelliere del re d’Inghilterra, andrà a morte se non si piegherà alle intenzioni dispotiche del suo re, Enrico VIII. Il gioco scenico è intenso. La morte è adoperata come un ricatto verso Thomas, la cui fedeltà alla Chiesa e alla Fede cattolica esce, sia pur dolorosamente, invitta alla fine. Il dramma si svolge secondo uno schema classicheggiante e vede in azione, oltre ai personaggi storici della vicenda, anche un Coro che interpreta i sentimenti e gli stati d’animo della gente, costretta ad assistere al susseguirsi degli avvenimenti senza possibilità di mutarli o di fermarli. Tra i personaggi appare a un tratto anche il fantasma di Fisher, il vescovo che come Thomas subirà il martirio, dovuto alla crudeltà del re e dei suoi consiglieri. Giudizio: Il dramma storico non manca di una impegnata ricerca di riflessione e di poesia. (Lorici ha vasti interessi culturali e partecipa ai più importanti congressi mondiali di teologia e di filosofia).
Titolo:ASSUNTA di:Zago Roberto. Genere:Dialetto. Personaggi:
1;, Atti: 1, Epoca:
Moderna, attuale, Scenografia: Un interno di casa popolare con arredamento che ricorda un palcoscenico; manichini, ecc.
Trama: Una donna sola, vedova, che attende un uomo che potrebbe diventare il nuovo marito. Intanto rievoca la sua vita con Clemente, un attore che si invaghì di lei e la fece recitare.
Quando lui la tradì, lei escogitò un mezzo per allontanare la rivale, che recitava nella stessa compagnia. Assunta ricevette un atto unico in milanese (un monologo ) e un pomeriggio lo recitò improvvisamente davanti al pubblico e al marito. Il successo che ottenne fece sì che la rivale se ne andasse e Clemente non solo ritornò a lei, ma scrisse per Assunta una lunga serie di testi, che, in incognito, le faceva pervenire. Solo alla morte di lui, avvenuta in scena, seppe chi era l’autore dei magnifici copioni.
Adesso viene l’uomo che “potrebbe”… Ma un inconveniente blocca Assunta che non osa farsi vedere da lui. La sua solitudine si stempera in un pianto dirotto. Giudizio: Un testo per attrice provetta, che mescola comicità, umanità e sentimenti…
Titolo:ATTRICE ALLO SPECCHIO - OVERDOSE di:Ammirata Guido. Genere:Drammatico. Personaggi:
6 : 4 U, 2 D., Atti: 2, Epoca:
Oggi., Scenografia: Scena unica.
Trama: Anche il teatro si mobilita per fare prevenzione in materia di droga.
Sulla scena una madre piange lacrime finte per un figlio drogato; nella realtà la stessa madre-attrice piange lacrime vere per la medesima ragione, che viene a rivelarsi all’improvviso.
La situazione teatrale s’intreccia alla realtà e comunica una potente suggestione di vicenda viva al pubblico, che dall’epoca del “cappello pieno di pioggia” non aveva più visto altro sul tema.
Ammirata, con uno scandaglio psicologico che è sofferta partecipazione, ci dice che la droga non è il “male” fuori di noi, ma è una realtà di questa società, del nostro essere.
Come tale, un fatto da conoscere e che ci investe tutti, come cittadini. Giudizio: L'Autore con uno scandaglio psicologico che è sofferta partecipazione, ci dice che la droga non è il "male" fuori di noi, ma è una realtà di questa società, del nostro essere.
Titolo:AUTOPSIA ( L' ) di:Buenaventura E.. Genere:Drammatico. Personaggi:
2: 1 U, 1 D, Atti: 1, Epoca:
Colombia, sec.XX, Scenografia: Città della Colombia. Ambulatorio medico.
Trama: Un medico è costretto dal suo impiego governativo ad effettuare l’autopsia del figlio, ucciso dai militari perché membro di un movimento di opposizione. Nel colloquio con la moglie, l’uomo, pur angosciato, non ha la forza di ribellarsi e finisce per piegare il capo alla forza degli avversari. Giudizio: Mostra gli effetti avvilenti dell'abuso di potere e della violenza.
Titolo:AVVENTURE IN BIBLIOTECA di:Mussi Filippo; Arosio Serena; Arosio Laura. Genere:Ragazzi. Personaggi:
Una moltitudine, Atti: 2, Epoca:
Attuale, Scenografia: Complessa
Trama: Come avvicinare i ragazzi alla lettura? È il cruccio di un sindaco e dei suoi assessori che, "per vedere l'effetto che fa", vietano ai ragazzi l'ingresso in biblioteca. È una grossa provocazione; si sa che le cose più interessanti sono quelle proibite. E così si scatenano le bande; ingressi furtivi in biblioteca, frammenti di letture che mettono a soqquadro la fantasia, e che diventano pretesto per canti e balli. Il tutto sotto l'occhio vigile di una statua, che tanto statua non è. Un profluvio di rime baciate, recitate anche dagli ex-ribelli, fanno da prologo al pistolotto moral-educativo-squinternato del sindaco. Giudizio: Commedia brillante dove i ragazzi, giovani attori, hanno la possibilità di recitare, ballare, cantare e interpretare più personaggi.
Titolo:BABBO LORI DEI PALLONCINI di:Zago Roberto. Genere:Commedia. Personaggi:
14 : di cui 2 ragazzini., Atti: 3, Epoca:
Oggi., Scenografia: Scena fissa.
Trama: Questa commedia è un intreccio di fiaba e realtà, commozione e comicità, la trama è di una semplicità affascinante. Attorno ad essa gravitano sequenze che, attraverso molteplici legami buffi, giocosi, spiritosi, commoventi, acuiscono la sensibilità e stimolano la riflessione dei giovani spettatori per i quali, particolarmente, è adatto questo lavoro.
Babbo Lori vive in una casetta, un tempo isolata, ora a ridosso di un palazzo modernissimo recentemente costruito senza tenere conto delle distanze prescritte dalla legge. Ma il proprietario dell’edificio è un granuto Commendatore che, ovviamente, ha dispensato a destra e a manca le ben note bustarelle. Babbo Lori è un tipo molto originale. Nella sua camera, della quale vieta rigorosamente l’accesso a chicchessia, al posto del soffitto c’è il cielo aperto…
Ospiti di Babbo Lori sono una compagnia teatrale al completo. Non manca Arlecchino, furbo, arguto, semplice, buono e pauroso, ma anche curioso e “quella stanza proibita” ha un maledetto fascino su di lui. La compagnia teatrale recita all’aperto a fianco della casetta e danno fastidio ai signori del palazzo modernissimo. Il Commendatore riesce a far mandare a Babbo Lori una diffida e un’ingiunzione a sgomberare la casetta perché verrà abbattuta.
Tutti i commedianti sono in allarme, ma Babbo Lori non se la piglia; Arlecchino ci scherza sopra e una sera che Babbo Lori non c’è, tentato, entra nella camera proibita. Delusione! Non ci trova che un letto e una sedia con appeso allo schienale un palloncino. Babbo Lori torna, scopre Arlecchino e gli dice che domani dovrà dire ai suoi amici che dovranno andarsene per colpa della sua curiosità. Arlecchino non sa più cosa dire per farsi perdonare, ma tanto fa che Babbo Lori lo perdona e gli racconta il suo segreto…
La narrazione…. la prigione per Babbo Lori… i palloncini… la rivolta dei bambini… e il finale commovente. Giudizio: Questa commedia è un intreccio di fiaba e realtà, commozione e comicità, la trama è di una semplicità affascinante. Attorno ad essa gravitano sequenze che, attraverso molteplici legami buffi, giocosi, spiritosi, commoventi, acuiscono la sensibilità e stimolano la riflessione dei giovani spettatori per i quali, particolarmente, è adatto questo lavoro.
Titolo:BAIA DELLE BALENE ( LA ) di:Capece Lydia. Genere:Fiaba. Personaggi:
8 : 6 ragazzi e 2 ragazze., Atti: 3, Epoca:
Indefinita., Scenografia: Fantasia.
Trama: Red, capo Tribù, con la figlia Mirka sono in viaggio, seguiti dai componenti la Tribù, verso la Baia delle Balene. Poiché Red è afflitto da stanchezza mortale fanno sosta presso l’igloo di Walusky, il pirata delle nevi, questi finge compassione per carpire a Mirka le magiche parole, insegnatele da suo padre per ottenere dal Buon Orso Parlante, il Re dei ghiacciai, una abbondante caccia di orsi bianchi, trichechi, foche, renne, pesci, caribù… Mirka rifiuta di svelare il segreto, Walusky adirato la tiene prigioniera, ma interviene prontamente un misterioso giovane, Gim Sorriso, che proviene dal fondo dell’Oceano. Walusky viene legato in un sacco e i presenti lo costringono a ballare…
Il viaggio prosegue… e anche la bella fiaba, fra avventure e altri personaggi.
Una bella fiaba la cui realizzazione scenica richiede una certa cura. Giudizio: Una bella fiaba la cui realizzazione scenica richiede una certa cura.
Titolo:BALLATA DI FELIPE E DELLA SUA FANTASIA (LA) di:Balzarini e Salvi. Genere:Commedia. Personaggi:
9 : 6 U, 3 D., Atti: 1, Epoca:
Ieri, oggi, domani, Scenografia: La misera stamberga d'un puparo
Trama: Il tempo delle favole pian piano muore nel cuore di ogni fanciullo. Si diventa adulti, si conoscono altre felicità, altri dolori… Giudizio: Favola realistica di ambientazione folcloristica-messicana.
Titolo:BANCARELLA DEI SOGNI ARRABBIATI (LA) di:Roberto Franco. Genere:Commedia. Personaggi:
8 : 6 U, 2 D., Atti: 2, Epoca:
Oggi, Scenografia: Scena fissa a sfondo neutro.
Trama: Nel minuscolo comune montano di Casteldindo, paese ai margini della vita sociale, un sindaco volitivo propone un singolare esperimento: nessuno si cura di noi casteldindesi? Ebbene, visto che viene imposto a certi mafiosi il soggiorno obbligato, offriamo di ospitarne qualcuno di chiara fama. Informata dalla stampa, la pubblica attenzione sarà richiamata sul nostro paesino, con conseguente afflusso di curiosi, cronisti, villeggianti, ecc.
La proposta è approvata e poco dopo arriva un “distinto membro dell'onorata società”, affidato alla sorveglianza del poco compiaciuto brigadiere dei Carabinieri.
L'intraprendente sindaco non s’accontenta e organizza, sempre a scopo pubblicitario, un finto sequestro di persona.
Tutto sembra filare alla perfezione; persino la stampa estera s’interessa di Casteldindo ma poi finisce, com'era prevedibile, che i sogni del sindaco rimangono tali; in compenso si concluderà positivamente il suo amoroso idillio con una consigliera comunale. Giudizio: Ricca di trovate e di spunti umoristici, la breve commedia richiede soltanto un diligente studio delle parti, per conseguire un buon successo.
Titolo:BELISARIO INFERMIERE STRAORDINARIO di:Gandino Antonio. Genere:Comico. Personaggi:
10 : 8 U, 2 D., Atti: 3, Epoca:
Ai tempi nostri., Scenografia: Scena unica.
Trama: L'azione si svolge in una clinica privata.
Il primario, il professor Apripancia, chiama nervosamente l'infermiera Barberina, moglie dell'infermiere-tuttofare Stricnina.
Barberina però, a seguito di un litigio col marito, se n'è andata, insalutata ospite.
In soccorso sopraggiunge Belisario, nipote di Gelsomino Stammibene, un ricco ricoverato.
Belisario si traveste da Barberina e ne svolge le funzioni, tranquillizzando lo scorbutico ma soprattutto miope e distratto professore.
Nell'umoristica vicenda si intrecciano le vicissitudini del Dott. Tienimano, assistente del primario; di Biagio Paschetta e del figlio Meo che si è rotto un piede cadendo da una pianta di fichi; del degente Gelsomino, zio di Belisario, del sonnambulo Marmotta, ritenuto spesso cadavere; della signora Torta, svampita proprietaria di una immaginaria tartaruga.
Alla fine Barberina ritorna per riprendere le proprie liti col marito; gli equivoci sono faticosamente chiariti e l'ultima parola spetta al presunto morto il quale esclama: "Ma qui sono tutti matti". Giudizio: Gradevole farsa con situazioni paradossali che si realizzano in una clinica privata,con chiarimento di tutti gli equivoci nel finale.
Titolo:BELLA E IL MOSTRO ( LA ) di:Bonalancia Teresa. Genere:Fiaba. Personaggi:
12 : 8 U, 4 D., Atti: 3, Epoca:
Tempo in….. "C'era una volta"., Scenografia: Sala - Bosco - Appartamento.
Trama: Le scene passano dal drammatico al comico con assoluta vivacità. Un ricco mercante, durante un viaggio, coglie una rosa in un giardino incantato ove abita un mostro, il quale lo costringe a consegnargli la figlia prediletta. Tutti si adoperano per liberarla, inutilmente. Alla fine, dopo molti dinieghi, la giovane si accorge di essersi affezionata al mostro. Si scioglierà così il sortilegio e apparirà un principe; i due si sposeranno felicemente. Giudizio: Commedia tratta liberamente dalla ben nota fiaba, con aggiunta di vari personaggi. Adatta anche a spettacoli per ragazzi.
Titolo:BENZINA E CAMPAN di:Zago Roberto. Genere:Dialetto. Personaggi:
5 : 3 U, 1 D e 1 fanciullo., Atti: 1, Epoca:
Oggi., Scenografia: Stanza d'alloggio, in un paese.
Trama: Il vecchio conte Adolfo per rispetto ad una tradizione di famiglia abita in una vecchia torre campanaria con il compito (tramandato di padre in figlio) di suonare le campane. E’ amato e rispettato da tutti, però è anche vecchio e malandato. Un giorno riceve una visita non disinteressata del nipote Alessandro il quale, con la scusa di toglierlo da quella vita grama, gli spiega un suo progetto: abbattere la vecchia torre e al suo posto costruire una stazione di servizio con lavaggio per auto. Il vecchio si oppone con tutte le sue forze e il nipote se ne va sbattendo la porta e minacciando che farà tutto il possibile per entrare in possesso del rustico, in quanto non vi è nessun documento scritto riguardante la tradizione di suonare le campane. Adolfo, scosso dalla discussione con il nipote si assopisce, viene però svegliato da un bambino che…
E qui non ci sembra giusto svelare né il colloquio tra il vecchio e il fanciullo, né il finale dell’atto unico perché lasciamo a chi lo leggerà scoprirne la morale Giudizio: Atto unico in dialetto milanese, accattivante e con un finale a sorpresa.
Titolo:BERNARDETTA DI LOURDES di:Talassi Francesco. Genere:Agiografico. Personaggi:
19 : 7 U, 12 D + Voci e Comparse., Atti: 4, Epoca:
XIX Secolo, Scenografia: La grotta dell'apparizione. La casa dei Soubirous. Un interno di convento.
Trama: Il testo, didascalico, è liberamente tratto dalle testimonianze di “Bernardette”, raccolte dallo storico Jean Baptiste Estrade. Narra ciò che tutti più o meno sappiamo sulle apparizioni della Madonna a Bernardette, nella grotta di Massabielle. Giudizio: Dramma di carattere agiografico.
Titolo:BIGNE' ALLA CREMA di:Franchini Leonardo. Genere:Commedia. Personaggi:
6 : 2 U, 4 D., Atti: 2, Epoca:
Oggi, Scenografia: Scena unica: interno con televisore ecc.
Trama: Una nonna 93enne, ancora in buona salute, vive con una delle due figlie ancora nubile. Chiede alla figlia che le venga impartita l’Estrema Unzione, che lei riceverà con molta gioia nelle sue piene facoltà, come Sacramento dei vivi, lasciando perplessi e meravigliati i famigliari. Commedia divertente sulla vita, anche quando questa è vicina alla morte. Giudizio: Testo scritto bene, realistico, che descrive ottimamente la vita quotidiana famigliare. Il tema centrale (il Sacramento )è molto ben delineato, anche in senso morale oltre che teatrale.
Titolo:BIMBO VUOLE MORIRE ( UN ) di:Franceschi Bruno e adatt. Zago P.. Genere:Ragazzi. Personaggi:
12 : 11 maschi e 1 femmina., Atti: 2, Epoca:
Epoca presente., Scenografia: A giudizio del regista.
Trama: Primo tempo: all’esterno della casa del falegname Giuseppe, di Nazareth, tre ragazzi sui tredici anni s’incontrano come per caso, appartengono a famiglie di diversa posizione sociale e politica, ciò si nota dai loro abiti. C’è infatti il Sadduceo, ben vestito e lisciato; c’è il Fariseo, con abito modesto, e infine lo Zelota, in camicia logora, blue jeans e bastone con drappo rosso. I tre ragazzi prendono a discutere e ciascuno di essi si studia di rimproverare agli altri i difetti, veri o presunti, delle rispettive categorie sociali.
Giungono frattanto altri ragazzi: Pietro, figlio di un povero pescatore; Giuda, sorta di teppista che ruba e rivende tabacco e viveri a borsa nera; Giovanni, cugino del Nazareno. Alla discussione dei primi tre ragazzi, che aveva assunto toni di violenta rissa, subentra ora un dialogo pacato e sereno tra i sopravvenuti, ciascuno dei quali esprime concetti analoghi a quelli attribuiti dalle cronache evangeliche all’omonimo personaggio adulto.
Gli eventi incalzano, all’inizio del secondo tempo, troviamo il Nazareno in compagnia di qualcuno che dovrà porgergli conforto in un’ormai prossima ora suprema. Si tratta di Gabriele, un mite fanciullo in veste bianca, cui Gesù si confida… una risataccia interrompe il colloquio e Satana, bellinbusto diciottenne, si fa avanti per conoscere quel “così bravo giudeo di cui tanto si parla…”. Il dialogo, dapprima quasi spassoso, finisce, dopo un crescendo altamente drammatico, con la netta sconfitta di Satana, che parte deluso e furente.
Sopravviene ora Giuda che, col pretesto di un gioco, fa intervenire gli altri ragazzi, cui si è aggiunto Romano, figlio di un noto Ponzio. S’inizia così un finto gioco burlesco, con l’unico scopo di martirizzare Gesù bendato, fino alla Sua morte in una scena di estrema tragicità. Giudizio: Vangelo apocrifo. Un protagonista veramente eccezzionale è stavolta di scena: un Gesù Nazareno ancora bambino, arditamente trasferito dal 6° aanno d. C. all'epoca presente, con alcuni dei personaggi che ebbero parte nella sua vita. Lo spettacolo lascia margini di temèpo, a sipario calato, per interessanti dibattiti e sondaggi di opinioni su queste moderne espressioni del verismo teatrale applicato ai Vangeli.
Titolo:BINARIO TRE di:Rotundo Loredana. Genere:Commedia. Personaggi:
2 D, Atti: 1, Epoca:
Attuale, Scenografia: Binario di una stazione ferroviaria
Trama: Il testo ricalca la tematica del celeberrimo "Aspettando Godot", ma in modo più leggero, più ironico. Due giovani donne decidono di lasciare la loro vita anonima per partire, dove non si sa.
In attesa del treno, che deve transitare sul binario 3, esprimono i loro desideri, più o meno inconsci, parlando della loro vita insulsa, piatta. Il treno arriverà, ma lo perderanno, sempre in attesa di quel qualcosa, o qualcuno, che desiderano ma che non riusciranno a ottenere. Giudizio: Lavoro introspettivo.
Titolo:BOLLE DI SAPONE di:Lacchini Luigi. Genere:Allegorico. Personaggi:
8 : 6 U, 2 D. Una adolescente, Atti: 3, Epoca:
Attuale, Scenografia: Sala di soggiorno per i pazzi.
Trama: Salvatore, l’ultimo pazzo arrivato al manicomio, si crede una bolla di sapone e continua a farne, insieme con Alba, la figlia dell’infermiera. I pazzi finiscono per ucciderlo, con la complicità del Dottore. Giudizio: Drammatico - Allegorico. E' una meditazione drammatica sulla passione di Cristo.
Titolo:BUIO di:Bertoletti Ivano. Genere:Drammatico. Personaggi:
2 (1U, 1D), Atti: 1, Epoca:
Attuale, Scenografia: Scelta registica
Trama: In questo breve atto unico padre e figlia dialogano in più luoghi e in più tempi. Dialogo scarno, serrato, dolce, angosciante, tenero, doloroso. Entrambi vittime, segnati per sempre, uniti da un amore profondo. Due anime lacerate che cercano rifugio nel passato perché il loro futuro è senza speranza. Giudizio: Lavoro introspettivo.
Titolo:BUON ANNO, AMORE MIO di:Galli Luigi. Genere:Commedia. Personaggi:
6 (4U, 2D), Atti: 2, Epoca:
Attuale, Scenografia: Scelta registica
Trama: Arturo e Teresa sono sposi da poco. È la notte di San Silvestro e i due si preparano a trascorrerla in compagnia degli amici ma il tappo di un tubetto di dentifricio si mette di mezzo. I due protagonisti si trovano alle prese con un vicino, assicuratore, che ha deciso di traslocare l'ultimo giorno dell'anno; un telefono che non ha pace, e altre vicissitudini. Il tempo passa; arriva mezzanotte. I due, finalmente soli, si accorgono che la vera festa è lì. Giudizio: Lavoro brillante, dove una coppia di sposi ritrova se stessa attraverso tante intrusioni divertenti.
Titolo:CA’ STRETTA (LA) di:Zago Roberto. Genere:Dialetto. Personaggi:
6 (4U, 2D), Atti: 1, Epoca:
Oggi, Scenografia: Sala da pranzo modesta
Trama: Testo facente parte del trittico dello stesso Autore dal titolo: STORI DE CA’ NOSTRA.
I titoli del trittico sono: AL GIGI GHE CAMPANA I PEE; CA’ STRETTA; CRAPA DEL NONNO.
Attilio ed Esterina, coniugi di mezza età, vivono con la figlia Angelina e con Eusebia, rispettivamente madre e suocera, in un modesto alloggio periferico di Milano. Lo spazio non è molto ma può bastare, tanto più che il secondo figlio della coppia, Richetto, è militare a Bari. Tra nuora e suocera ogni pretesto è buono per scambi di battute pungenti, di sapore prettamente meneghino. Ritorna il Richetto con l'inattesa compagnia della moglie Angelina, sposata causa le argomentazioni persuasive dei parenti di Angelina per certi troppo spinti approcci amorosi del Richetto. Ma il guaio maggiore è che Angelina attende la cicogna! Momento di scoramento generale, ma l'amore fra coniugi e il senso di umana solidarietà avrà il sopravvento. Giudizio: Le case spesso sono troppo piccole per chi ci abita, ma se arrivano delle sorprese e ci si interroga con amore sul senso della vita e dell'umana solidarietà si trova posto per tutti!
Titolo:CABINA DI REGIA di:Turrini Lionello. Genere:Drammatico. Personaggi:
10 : 6 U, 4 D., Atti: 2 + ep, Epoca:
Attuale, Scenografia: Ufficio moderno
Trama: In cabina di regia, il padre dirige le sorti del mondo aiutato dai quattro figli. Si preoccupa di fornire armi, organizzare manifestazioni pacifiche, raccogliere fondi per le popolazioni indigenti, stipulare tregue tra i belligeranti, allo scopo di prendere tempo per fornire nuove armi, pagare mazzette, scambiare armi con droga, contattare radio, TV, giornali. In piccolo, è riprodotto il corrotto mondo del potere. Con un abile colpo di mano, uno dei figli prenderà il comando. Giudizio: Denuncia sul traffico d'armi e sulla morale corrotta del potere
Titolo:CAMMINA, CAMMINA... VERSO ROMA. di:Varnavà Don Stefano. Genere:Allegorico. Personaggi:
14 : 8 U, 6 D. Intercambiabili nei vari episodi., Atti: 1, Epoca:
Attuale., Scenografia: Non necessaria (scelta registica)
Trama: Percorso in sette tappe a partire dal primo Giubileo, voluto da papa Bonifacio VIII nell’anno 1300. In questo viaggio, intrecciato d’aneddoti e di episodi del Vangelo in trasposizione moderna, incontriamo le figure di S. Brigida, S. Filippo Neri, don Zeno di Nomadelfia. Giudizio: Dedicato a coloro che vogliono celebrare il Giubileo con un allestimento teatrale.
Titolo:CANDELA NELL'ACQUA ( LA ) di:Zago Roberto. Genere:Allegorico. Personaggi:
7 U, 1 Rag. 2 D, e varie comparse., Atti: 2, Epoca:
Attuale, Scenografia: Diversi ambienti compositi che cambiano a seconda dell'azione.
Trama: Reginald è un giovane alla ricerca del campo d’aviazione ove spera di vedere gli aeroplani volare. Lo accompagna Forever, un falso amico. Durante il percorso nella brughiera Reginald incontra diversi ostacoli: il giovane avrà modo di scoprire l’identità di suo padre morto in guerra. Quando crede di essere arrivato, Forever si manifesta per quello che è: il vendicatore di suo padre , ucciso dal genitore del giovane. La morte di Reginald è segnata, ma appare Naim, il figlio della vedova risuscitato da Gesù e ancora in vita. Naim spiega se stesso e il motivo della sua venuta: salvare Reginald da Forever. Quando costui viene privato del suo potere, tutti i personaggi della brughiera si ribellano all’incantesimo di Forever e vogliono ucciderlo. Si interpone Naim che invano supplica di risparmiare Forever, ormai castigato: i rivoltosi lo uccidono. Naim ritorna finalmente da sua madre che da duemila anni lo sta aspettando. Egli ha assolto il proprio compito: è stato ucciso da coloro che ha salvato. Come Cristo di cui adombra la figura. Giudizio: La commedia è un lavoro simbolico, adatto ad attori capaci ma soprattutto necessario di una regia abile e fantasiosa e si presta a dibattiti con gli adolescenti.
Titolo:CANI E GATTI di:Todeschi Santa. Genere:Ragazzi. Personaggi:
4 ragazzi (17 / 18 anni), 4 ragazze (18/20 anni), 2 adulti (35/40 anni)., Atti: 3, Epoca:
Oggi., Scenografia: Scena fissa.
Trama: Milo e Licia sono i genitori di Lilly e Giaci. La loro è una famiglia curiosa, con spiccata tendenza alla protezione degli animali; infatti hanno sei cani e sei gatti. Pina, la servetta, minaccia sempre di andarsene per via del piccolo serraglio, che non sopporta. Arriva il momento di andare in vacanza; a chi lasciare gli animali? Fra l’altro si aggiungono un cucciolo bisognoso di assistenza portato da Orsi, un amico di famiglia, e un vecchio cane abbandonato dal padrone morto. Licia fa il nome di Agata, una sua cugina; è nubile, e se accetta siamo a cavallo. La donna inizialmente è poco convinta ma alla fine accetta. La famiglia organizza una festa per celebrare l’avvenimento: canti, balli, si beve spumante. Sotto l’effetto di un bicchiere in più Licia crolla; spavento generale, ma tutto si risolve per il meglio. Pina, per l’ennesima volta, minaccia di andarsene da questa casa di matti, e questa volta se ne va veramente. Panico generale: così saltano le vacanze! Tutta la famiglia si concentra su Agata, e all’unanimità decidono per l’adozione della stessa, che d’ora in poi farà parte della famiglia. Agata, divertita, accetta di adottare, a sua volta, Milo, Licia, Lilly, cani e gatti. Le vacanze sono salve. Giudizio: Una commedia molto divertente, di facile interpretazione.
Titolo:CANTO DEL CAPRO di:Di Sacco Paolo. Genere:Allegorico. Personaggi:
Coro di uomini e donne., Atti: 2, Epoca:
Indefinito, Scenografia: Neutra
Trama: Definito dall’autore “Dialogo corale della vita e della morte”, questo Canto del capro è in realtà un poema in prosa reso in forma teatrale. I suoi motivi ( L’amore; il valore catartico del dolore, della solidarietà, della fratellanza; il senso della morte come liberazione ed elevazione) sono iscritti in una struttura che esplicitamente si richiama alle antiche movenze della tragedia greca. Perciò, grande rilievo è dato al coro, che si muove al ritmo delle musiche espressamente composte da Carlo Ballarini.
L’opera non richiede né scene né costumi: solo luci e musica, una recitazione curata ed un regista sensibile e colto. Giudizio: L'opera non richiede nè scene nè costumi: solo luci e musica, una recitazione curata ed un regista sensibile e colto.
Titolo:CAPITANO DOPO DIO di:De Hartog Jean. Genere:Drammatico. Personaggi:
15 U, Atti: 3, Epoca:
1938, unfine estate nel Sud America, Scenografia: La cabina del capitano del piroscafo "Nelly"
Trama: A bordo di un vecchio piroscafo navigano 146 profughi israeliti. Hanno lasciato la malsicura Europa con la speranza di trovare in America Latina comprensione e ospitalità. Al momento dello sbarco, però, vengono respinti: non si accettano ebrei. Il capitano Kuiper che ha giurato di scaricare in un paese libero quei derelitti, è disposto a mettersi contro l’intero nuovo mondo. Mille sono gli ostacoli, ma il capitano non cede. E’ un impegno fra lui e Dio. La sua coscienza gli ordina di non arrendersi. Guidato da forte pietà cristiana, contro tutte le leggi e le autorità terrene mantiene la sua promessa. I profughi finalmente possono toccare le sponde americane; lui pagherà di persona. Non importa: la fede vince ogni difficoltà. Giudizio: Dramma. Messaggi di fede, fraternità, di pace.
Titolo:CAPODANNO CON CHAMPAGNE di:Crippa Simonetti Bianca. Genere:Comico. Personaggi:
11 : 7 U, 4 D., Atti: 3, Epoca:
Attuale, Scenografia: Interno di un bar - Tinello di una casa signorile.
Trama: Capodanno. E’ imminente il veglione. Da alcuni ladri è stata organizzata una rapina in un appartamento al 4° piano. Oreste viene costretto a parteciparvi. Entrato dalla finestra, incontra Susanna e la scambia per una Contessina. Anch’egli si è fatto passare per Barone; leggono un fotoromanzo a sogni rosa. Interviene una guardia notturna. Equivoci, poi arrivano i ladri veri, c’è lotta e bottiglie in testa. Oreste cambia il suo abito con la divisa della guardia; interviene il portinaio Gerolamo. La guardia si sveglia e arresta Oreste, lo porta nel bar, si cambia di nuovo il vestito. Arriva Susanna, che chiede consiglio alla barista circa i due giovani che ha incontrato. Li descrive, e le sue parole vengono interpretate dai due nascosti in modo diverso. Finalmente Susanna deve scegliere tra i due; sceglie Oreste perché si accorge che la guardia ci tiene soprattutto alla sua promozione. Giudizio: Commedia brillante.
Titolo:CAPPELLEE (EL) DE LA RIVA di:Zago Roberto. Genere:Dialetto. Personaggi:
7 (4U, 3D), Atti: 2, Epoca:
Attuale, Scenografia: Pannelli con appesi tanti cappelli.
Trama: Gervasio Mantegazza, milanese da generazioni, è un uomo senza tempo. Vive con i genitori Modesto e Luisa e con il nonno, un anziano ancora grintoso, indomito. Modesto, di nome e di fatto, è succube del padre e della moglie. La nuora Luisa non sopporta più né la vita di stenti né la presenza del nonno, l'unico in famiglia che le tiene testa. Vivono in una casa-negozio¬-magazzino sulla riva del Naviglio, dove si fabbricano, si rimettono a nuovo, si vendono cappelli da uomo di tutte le fogge. Il nonno ha dedicato la vita a questo nobile ma ormai superato oggetto d'uso quotidiano; il suo negozio può essere considerato il "museo del cappello", e lui ne è la memoria storica. Ma un grosso cruccio lo tormenta: è ora che Gervasio si faccia una famiglia, e che sforni un erede. Gervasio è innamorato, ricambiato, di Martina ma non si decide a dichiararsi. Il nonno allora architetta un piano: farà sì che Martina, durante la notte, ponga sulla testa di un Gervasio addormentato il cappello di Giacomo Casanova, nei secoli l'amante per eccellenza. Il piano riesce e i due osservano l'effetto miracoloso ma Gervasio, nel sonno, parla e si confessa: è impotente dalla nascita! Marina, sconvolta, fugge. Sarà ancora il nonno a dover dipanare la matassa; come? Per l'imprevedibile finale leggere il copione. Giudizio: L'Autore si fa promotore di un'impresa quasi impossibile: mantenere viva la cultura della lingua meneghina. E ci riesce.
Titolo:CAPRICCI DEL SOLE ( I ) di:Todeschi Santa. Genere:Fiaba. Personaggi:
10 : di varie età ( Promiscuo ), Atti: 2, Epoca:
Indefinita., Scenografia: Fantasia.
Trama: Anche al sole, nelle favole, può capitare di credersi malato immaginario e di fare i capricci, come certi bambini bizzosi.
Questo accade nel primo atto di questa favola, e chi ne fa le spese è la nostra povera terra, lasciata al buio e al freddo. Ma un ragazzo ardimentoso, partito dal nostro pianeta in una specie di sogno astrale, si introduce di soppiatto nella reggia del sole e, aiutato da alcuni buffi personaggi riesce, con una serie di curiosi stratagemmi, a riportare luce e calore sulla desolata terr Giudizio: Una spiritosa e divertente favola, che richiede qualche impegno circa l'allestimento.
Titolo:CARICO PER IL GARGANO di:Zago Roberto. Genere:GL. Personaggi:
13 : maschi di età fra i 18 e i 35 anni., Atti: 3, Epoca:
Anno 1958., Scenografia: Due scene.
Trama: Siamo nel 1958, in un’osteria sulla via Emilia ed entra Dosi, camionista , per bere e telefonare. Cameriere ficcanaso, ambiguo, serve e ascolta, la telefonata è breve: vi è un appuntamento con tizio per faccenda che bisogna far presto… Attesa nervosa, all’arrivo del socio, Guido, vi è un dialogo nervoso perché Dosi vorrebbe rimanere solo nel viaggio e cerca una scusa per liberarsene, sa che il socio ama vedere castelli e roba del genere e lì sul colle vi è un castello di notevole interesse, la proposta viene accettata con entusiasmo dal proprio socio che se ne va. Dosi è trepidante, arriva un altro camionista, certo Ettore che poco dopo si addormenta, finalmente entra l’atteso: Caldè, tipico affarista, sguardo cattivo, combina un affare con Dosi, è un contrabbando di gioielli…. vi sarà un incontro con una motobarca alla punta estrema della penisola Garganica. Guido non deve sapere niente e, precisa Caldè, vi sarà un probabile fermo da parte della polizia durante il tragitto. Non ci saranno guai, ma al caso usare rivoltella che lo stesso consegna a Dosi, ma a questo non piace la faccenda della rivoltella, Caldè lo convince. Torna Guido accompagnato da studente, Franco, appassionato di viaggi, Guido gli ha offerto un passaggio, ma Dosi rifiuta. Breve scontro fra i due, poi Guido la spunta e Franco parte con loro… e via così…
Una vicenda di continua, incalzante drammaticità e vigore realistico. Un lavoro di grande impegno da parte degli attori che compenserà largamente la loro fatica. Giudizio: Una vicenda di continua, incalzante drammaticità e vigore realistico. Un lavoro di grande impegno da parte degli attori che compenserà largamente la loro fatica.
Titolo:CARLO GOLDONI 1793 - 1993 di:Autori vari. Genere:Sussidio Tecnico. Personaggi:
, Atti: , Epoca:
, Scenografia: Trama: Giudizio: Scritto per il bicentenario Goldoniano.
Titolo:CARO AMORE TI SCRIVO di:Lunghi Luciano. Genere:Comico. Personaggi:
12 : 8 U, 4 D., Atti: 3, Epoca:
Contemporanea, Scenografia: Primo atto: interno disadorno di un salone; secondo e terzo atto: sala di ricevimento di un albergo.
Trama: In un’epoca in cui il telefono, il fax, internet, la fanno da padroni, è veramente una cosa più unica che rara trovare qualcuno che voglia comunicare scrivendo lettere. Se poi è più di una persona a scrivere, la vicenda assume un aspetto incredibile e dal sapore deliziosamente romantico. A patto che le lettere finiscano nelle mani giuste. Giudizio: La dinamica comicità del testo è garanzia di successo.
Titolo:CASO TRA I TANTI ( UN ) di:Paltrinieri Bruno. Genere:Drammatico. Personaggi:
6 : 3 U, 3 D., Atti: 1, Epoca:
Oggi., Scenografia: A discrezione del regista.
Trama: La consulente familiare di un centro sociale si trova a dover risolvere un caso difficile.
Marta, moglie trentacinquenne di un ingegnere più giovane di lei, racconta di essersi sposata sette anni prima senza la gioia di poter avere dei figli. Anche per questo, forse, il suo matrimonio è durato soltanto quattro anni e...
Qui il racconto s'interrompe: si oscura la scena e sul lato opposto, illuminato, appare il marito Fulvio nell'atto di apprendere da un medico, sette anni prima, che Marta risulta affetta da tubercolosi intestinale. Disperato, Fulvio non regge a quella tremenda notizia e, dopo qualche mese di vana attesa, decide di accettare un'offerta di trasferimento negli Stati Uniti.
Marta resta desolatamente sola; in una successiva inquadratura la ritroviamo ancora degente, confortata dal padre che cerca di indurla a sperare nell'aiuto di Dio.
Marta, che al pari di suo marito si professa agnostica, si sorprende di quell'esortazione.
Per Marta c'è pure il grave assillo di una supposta infedeltà di Fulvio, anche se questi le dimostra immutato affetto nelle sue telefonate da Boston.
Nei quadri che seguono Marta continua il suo racconto alla consulente, narrandole dell’insperata guarigione dopo sette lunghi anni di cure.
Prosegue con il ritorno alla convivenza con il marito; del successivo rimpatrio dei due e dell'avvenuta adozione di un grazioso bambino. Con tale gesto sperava di riguadagnarsi l'amore di Fulvio, divenuto indifferente e talmente preso dai suoi compiti professionali da progettare un nuovo ritorno in America, da lei però decisamente avversato.
Per suggerimento della consulente Marta s'incontrerà con una psicologa, e così anche Fulvio. Raccolte le dichiarazioni alquanto contrastanti dei coniugi, la psicologa decide di convocarli entrambi per tentare una terapia di coppia, sebbene nutra scarse speranze di successo.
Ma… l’imprevisto è dietro l’angolo. Giudizio: La Consulente familiare di un Centro Sociale si trova a dover risolvere un caso piuttosto difficile fra Marta e Fulvio, che li fa concocare da una Psicologa per una cosidetta "terapia di coppia", sebbene con scarse speranze di successo. Ma...
Titolo:CASTELLO DELL'ENIGMISTA ( IL ) di:Sessa Vitali Vitt.. Genere:Fiaba. Personaggi:
8 : 6 U, 2 D., Atti: 3, Epoca:
Indefinito., Scenografia: Fantasia.
Trama: L'orologiaio Crispino e sua moglie Genoveffa vivono tranquilli quando inaspettatamente li raggiunge la notizia che un vecchio zio è morto, lasciandoli eredi di un piccolo castello.
Succede però che un postumo, probabilmente importantissimo, messaggio del defunto viene smarrito dall'uomo di fiducia che doveva recapitarlo a Crispino.
A questo punto la vicenda si complica per l'intervento di due lestofanti venuti casualmente in possesso del documento, redatto in termini sibillini dallo zio, che si dilettava d’enigmistica.
Ne seguono varie peripezie ma Crispino e Genovetta riescono a sventare le trame dei malinten-zionati e a rintracciare il tesoro nascosto nel castello ereditato.
Raccontata con la semplicità che si addice ai bambini la vicenda è ricca di piccoli colpi di scena e di spunti umoristici; ha, fra l'altro, la particolarità di chiedere ai bambini della platea di contribuire con brevi risposte corali alla soluzione di alcune situazioni sceniche. Giudizio: Raccontata con la semplicità che si addice ai bambini, la vicenda è ricca di piccoli colpi di scena e di spunti umoristici; ha fra l'altro la particolarità di chiedere talvolta ai bambini della platea, di contribuire con brevi risposte corali alla soluzione di alcune situazioni sceniche.
Titolo:CATERINA GUARDA GIO' di:Balzarini Alberto. Genere:Dialetto. Personaggi:
13 : 5 U, 8 D.(Alcuni interscambiabili), Atti: 3, Epoca:
Giorni nostri, Scenografia: Salotto elegante, telefono, quadri alle pareti (è indispensabile un ritratto a olio di Caterina Puricelli). Una porta a destra, una a sinistra, la comune sul fondo.
Trama: Augusta, figlia maggiore della defunta Caterina, uniformandosi e utilizzando le brutte qualità, i vezzi, le falsità, gli egoismi e le avidità umane, risolve bravamente tutti i problemi. Giudizio: Commedia piena di invenzioni, di situazioni inattese e dalla trama solida e ben costruita.
Titolo:CENTO MILIONI PER UN SOGGETTO di:Turrini Lionello. Genere:Commedia. Personaggi:
9 : 6 U, 3 D. (oppure 4 U e 5 D), Atti: 2 + e, Epoca:
Oggi, Scenografia: Teatro (così com'è) e Set cinematografico.
Trama: Paolo, un giovane autore, partecipa a un concorso per un nuovo soggetto cinematografico. Gli ruberanno l’idea, ma, per una strana combinazione, proprio lui sarà scelto come attore protagonista per realizzare il “Suo” soggetto, ovviamente modificato. Sul set nascerà l’amore tra il giovane e la protagonista femminile.
Con i suoi “velati” consigli al regista, Paolo riuscirà a riportare il soggetto alla sua versione originale. Alla “prima” del film, quando si prospetta un roseo avvenire fatto di soldi, successo e amore, il giovane denuncerà il produttore per “furto d’opera d’arte”. Paolo perderà tutto, ma salverà il principio: i truffatori vanno smascherati e puniti. Finale “sconcertante”. La morale per molti oggi è: soldi e successo a tutti i costi. Giudizio: Finale coraggioso che fa discutere.
Titolo:CERCASI EREDE di:Lunghi Luciano. Genere:Comico. Personaggi:
14 : 10 U, 4 D, Atti: 3, Epoca:
Contemporanea, Scenografia: Salone di un castello, fissa per i tre atti
Trama: Prendere quattro eredi, unire tre fidanzati e mescolare il tutto aggiungendo spesso due fantasmi. A parte preparare un maggiordomo, un anziano rudere di zio, un notaio e due ospiti a sorpresa. Versare il tutto dentro un castello da ereditare e mettere in scena con un tocco di fantasia e un pizzico di magia. Giudizio: Testo brillante di sicuro effetto teatrale
Titolo:CHE DICE IL TUO OROSCOPO di:Roberto Franco. Genere:Comico. Personaggi:
8 : 5 U, 3 D., Atti: 3, Epoca:
Attuale, Scenografia: Fissa
Trama: Lei fa “la maga delle stelle” (l’astrologa), un amico fa il “mago delle erbe” (l’erborista), lui fa il sarto, ma il caso vuole che un giorno “guarisca” una ragazza e un uomo. I fatti eccezionali, ovviamente, vengono esaltati dai giornali. Allora lei, ovvero la consorte, la suocera e l’erborista costringono il sarto a diventare un “mago”, cioè una specie di pranoterapeuta che ha la casa affollata di persone che gli chiedono interventi “magici”, pagandoli volontariamente con grande generosità. Nella brillante e satirica vicenda entrano con effetto un maresciallo dei carabinieri e un giornalista. Gli otto spassosi personaggi agitano e complicano un intreccio che sorprende, emoziona e diverte, perché è estremamente attuale la “moda” degli Oroscopi e “l’inflazione” dei maghi e pranoterapeuti. Giudizio: Commedia brillante
Titolo:CHE FORTUNA GIOVANNA di:Turrini Lionello. Genere:Commedia. Personaggi:
1 D, Atti: 1, Epoca:
Oggi, Scenografia: Un telefono - un poster.
Trama: Giovanna è una giovane cantante che si sta preparando per una grande tournée: finalmente si concretizzeranno i suoi sogni che sono successo e soldi. Aspetta la telefonata dell’impresario per gli ultimi dettagli. Il telefono suona parecchie volte: la mamma, il fidanzato, un amico, e Giovanna corre a rispondere con ansia per poi rimanere ogni volta delusa. L’ultima telefonata è della mamma: ha sentito alla radio che l’impresario è stato arrestato per truffa. “Che fortuna” averlo scoperto prima, altrimenti avrebbe lavorato senza prendere una lira. E’ crollato un sogno, però… che fortuna Giovanna. Giudizio: Amara conclusione di un'attesa in grande "tensione".
Titolo:CHE GIBILEE PER... QUATTER GHEJ di:A. Colantuoni; adattamento in milanese di Roberto Marelli e Marzio Omati. Genere:Dialetto. Personaggi:
13 (7U, 6D), Atti: 3, Epoca:
Anni '60, Scenografia: Dell'epoca.
Trama: Quattro fratelli, relative mogli, parenti tutti alla ricerca del biglietto vincente della lotteria Italia. Lo zio Pompeo ha vinto il primo premio ma è morto senza lasciare alcuna indicazione per il recupero del biglietto. Il morto, lo zio, non è un "morto come tutti gli altri"; nell'aldilà se la spassa e il suo divertimento è quello di aver creato un "bel casino" ... pardon, un "... bel gibilee per quatter ghei". Giudizio: Un brillante testo in dialetto milanese che suscita risate e divertimento, unitamente a momenti di riflessione.
Titolo:CHE LUNEDI' MATINNA di:Bertoletti Ivano. Genere:Dialetto. Personaggi:
7 : 5 U, 2 D., Atti: 1, Epoca:
Attuale, Scenografia: Un ufficio amministrativo.
Trama: E’ lunedì e si riprende la vita d’ufficio come tutte le settimane. Ma nell’ufficio del rag. Ferrari questo lunedì diventa un po’ particolare, perché alcuni nuovi avvenimenti si mescolano alla routine di tutti i giorni. E così, questo lunedì mattina il lavoro sembra non iniziare mai. Giudizio: Divertente frammento della vita d'ufficio in dialetto milanese.
Titolo:CHE NE DITE DI GIULIETTA E ROMEO? di: Mussi Filippo; Schiavone R.; Vergnaghi M.; musiche di N. Cornacchione. Genere:Ragazzi. Personaggi:
25 (10U, 10D e 5 bambini; variabile secondo disponibilità), Atti: 2, Epoca:
Attuale, Scenografia: Chiesa – palcoscenico parrocchiali
Trama: In un piccolo paese di cui non si sa il nome, la festa in onore di San Marco è l'evento più importante dell'anno. Per l'occasione giungerà un'importante compagnia che presenterà un “musical” . Ad una settimana dall'evento però qualcosa va storto; i famosi attori fanno sapere che non verrà nessuno! Che fare? L'intraprendente Don Dino, con la sua squinternata compagnia di teatranti più o meno giovani, decide di inventarsi un musical che in sette giorni dovrà essere all'altezza di quello degli affermati professionisti. Ce la faranno? “Che ne dite di Giulietta e Romeo?” è un elogio al teatro. Meglio: è l'elogio della fatica di far teatro. Gli attori accompagnano il pubblico in un susseguirsi quasi frenetico di canzoni e battute, di scene e accadimenti dietro le quinte per farci gustare tutto ciò che rende grande uno spettacolo. È il lavoro paziente d'imparare, di provare e riprovare, di gioire e di arrabbiarsi, di esaltarsi, qualche volta di restare delusi. A richiesta è disponibile presso il GATaL un CD con canzoni e basi musicali. Giudizio: Commedia spigliata e divertente.
Titolo:CHIAMATEMI PURE PROFESSORE di:Lunghi Luciano. Genere:Comico. Personaggi:
14 : 8 U, 6 D., Atti: 2, Epoca:
Attuale, Scenografia: Interno di una sala d'aspetto di uno psicologo; stessa scenografia per entrambi gli atti.
Trama: A causa di uno psicologo un po’ pasticcione, alcuni suoi pazienti si ritrovano da soli nella sua sala d’aspetto, visitata per l’occorrenza da un abile barbone professionista che si improvvisa professore. Grazie alla sua scaltrezza e alla sua generosità, e grazie anche all’intervento di due ladri pasticcioni, la seduta di questo fantomatico professore si rivela essere molto più proficua del solito per alcuni pazienti. Tutto finirebbe bene se non ci si mettesse un poliziotto che scopre i ladri e rischia di smascherare anche il professore barbone. Ma alla fine tutto si aggiusterà nel migliore dei modi, sia per i pazienti che per il nostro “professore”. Giudizio: Chi passerà nello studio di questo professore, avrà il divertimento assicurato.
Titolo:CHISSA' COME SI DIVERTIVANO di:Gasparino Giacobazzi Laura /// 7 : 3 U, 4 D + voce fuori campo. Genere:Ragazzi. Personaggi:
, Atti: 1, Epoca:
Futuro e fiabe, Scenografia: Povera - La camera di un ragazzo del 2091, con enorme schermo di computer dove riprodurre ombre cinesi.
Trama: Miki, un ragazzino del 2091, trova in soffitta un libro di fiabe del XX secolo, dove legge la storia di Michelino e del sacco magico. Si immedesima nella lettura tanto da ritrovarsi a combattere con un vero orco. Grazie a questa avventura, Micki si innamora del mondo delle fiabe e chiede alla madre di poter lasciare un po’ il computer per ascoltare, ogni sera, una fiaba. Giudizio: Testo adatto ai ragazzi: permette loro di confrontare il nostro mondo con eventuali scenari futuri. (Tratti da racconti dello scienziato Isaac Asimov )
Titolo:CIAO PAPA' di:Pozzoli Mario. Genere:Comico. Personaggi:
23 : 13 U, 10 D., Atti: 2, Epoca:
Attuale., Scenografia: Semplice.
Trama: Nonno Gino è un simpatico vecchietto, perennemente distratto, burlone. Vedovo, ha un figlio che è il suo opposto: triste, musone, un pessimista debole di carattere, sottomesso a una moglie spendacciona, bistrattato dalle figlie e dai parenti della moglie, autentiche sanguisughe. Quando nonno Gino scopre di aver vinto 10 miliardi alla lotteria, e di aver perso il biglietto, muore d’infarto ma riesce a convincere il “traghettatore d’anime” a restare ancora un po’ in famiglia. A questo punto si scatena in una serie di gag divertenti. Giudizio: Spiritosa commedia brillante per una serata di sana allegria.
Titolo:CIBO DELLA FELICITA' ( IL ) di:Bertarelli Fabio. Genere:Allegorico. Personaggi:
12 : 9 U, 3 D + Comparse, Atti: 3, Epoca:
Attuale, Scenografia: Studio sobrio ed elegante per il 1° e 3° atto; laboratorio chimico per il 2°.
Trama: E’ una satira sul potere e sulla scienza, che amaramente e con accenti non privi di ironia, mette in guardia sulle implicanze di uomo con ambizioni sconfinate, e che si avvale del cibo della felicità, una specie di droga che obnubila la mente, per impadronirsi di tutto il potere. Le conseguenze sono nefaste e coinvolgono i complici, fino al finale sconvolgente. Giudizio: Un testo "politico" che tratta un tema universale, che vale per tutti i tempi e tutti i Paesi. La commedia, anzi la tragicommedia, necessita di interpreti validi ed esperti.
Titolo:CIECO NATO (IL) monologo di:Turrini Lionello. Genere:Storico. Personaggi:
1 U., Atti: 1, Epoca:
Duemila anni fa, Scenografia: Anche nulla
Trama: Il cieco nato racconta il famoso brano evangelico di San Giovanni dal suo punto di vista. E ringrazia l’evangelista perché da persona l’ha fatto diventare personaggio e quindi immortale. Giudizio: Visto dal cieco nato (da lui stesso) il brano acquista un significato più profondo.
Titolo:CINEMA, SOGNO E REALTA' di:Di Sacco Paolo. Genere:Sussidio Tecnico. Personaggi:
, Atti: , Epoca:
, Scenografia: Trama: Giudizio: Note di teoria e tecnica cinematografica.
Titolo:CITTA' VERDE ( LA ) di:Zago Roberto. Genere:Ragazzi. Personaggi:
10 maschi e femmine, tutti tra i 15 e i 17 anni., Atti: 3, Epoca:
Oggi, e..., Scenografia: A discrezione del regista.
Trama: Paolo mette al corrente gli amici che il regista ha avuto un collasso, e ha deciso di affidare a lui la direzione dell'allestimento. Mentre si discute appare Michele, un ragazzo che non sembra essere simpa¬tico al gruppo. E’ tuttavia un buon attore, e Paolo gli affida la sua parte. I ragazzi illustrano al nuovo venuto la favola: in una città immaginaria senza piante e fiori gli abitanti sono oppressi da un sindaco dittatore. Un giovane della città, Luchino, aiutato da una ragazza, Fiori, scatena una pa¬cifica rivoluzione tramite una invenzione prodigiosa: l'acido estatico. Il liquido consente la crescita delle piante in neppure una notte! Ma il sindaco ob¬bliga i cittadini a distruggere le piante fatte crescere da Luchino. Terminata la favola Paolo, rimasto solo in teatro, riceve la visita di Michele e di due suoi compagni, che gli impongono di non por¬tare in scena “La città verde”. Al deciso rifiuto di Paolo Michele e gli amici rompono le scenografie e picchiano il ragazzo. In seguito giunge notizia che Michele sta occupando con la forza un terreno privato; Paolo corre da lui e, valendosi dell'amicizia di un tempo, cerca di dissuaderlo dal proposito. Insieme, gli dice, potranno fare una rivoluzione, che è poi quella auspicata nella favola teatrale. Giudizio: E' una storia piena di giovinezza, pulita, ricca di contenuti, zampillante e viva. Profonde intuizioni, chiara adesione psicologica, profonda conoscenza del momento storico pervadono la commedia. Tre momenti - l'ambiente, la parabola, la vicenda - si fondono nell'armonia di un'opera d'arte. ( Longoni).
Titolo:COCCO DI BABBO di:Roberto Franco. Genere:Commedia. Personaggi:
7 : 3 giovani e 4 adulti ( 40 anni circa )., Atti: 3, Epoca:
Odierna., Scenografia: Scena fissa.
Trama: Aldo, Mauro e Renzo, studenti universitari rispettivamente figli dell'ing. Landi, del comm. Peruzzo e del cav. Barbieri, sono coccolatissimi e pieni di grana.
Su un quotidiano appare notizia di gioielleria svaligiata; fra gli oggetti preziosi rubati una famosa collana.
Peruzzo padre trova la collana nel cassetto della scrivania del figlio, e lo interroga.
Ceffoni a gogò e confessione. Peruzzo non perde tempo; il figlio ha fatto il nome del complice. Eccolo alle prese con Landi padre, che interroga il figlio. Scontro vivace.
C'è un terzo complice: un ricattatore. Fuori il nome! I due tacciono.
Soluzione: Landi padre interroga Peruzzo figlio, e Peruzzo padre Landi figlio.
Come si può prevedere volano ceffoni, ed il nome salta fuori: Renzo Barbieri. Vuole 200.000 lire per tacere.
Il Cav. Barbieri, terzo padre in questione, è convocato d'urgenza. Intanto i due figli partono per il luogo dell'appuntamento, un caffè, muniti dei bigliettoni che i padri hanno sganciato.
Arrivo del Cav. Barbieri; scontro fra padri.
Improvvisamente una telefonata: Aldo, Mauro e Renzo comunicano la loro intenzione di fuggire e arruolarsi nella legione straniera. Arriva un certo Dott. Silvestri, ispettore di Polizia.
I tre padri si sentono complici dei figli troppo coccolati e viziati, ora delinquenti ma l'ispettore sta cercando i ladri che hanno svaligiato un negozio, e i tre respirano.
Uscito l’ispettore ecco Aldo, Mauro e Renzo; viene di nuovo è annunciato l’arrivo dell’ispettore. Fuggi-fuggi dei figli e costernazione dei padri.
Stavolta i padri si fanno coraggiosi e denunciano i figli. I tre giovani dovranno seguire l'ispettore in commissariato, e “Anche loro!” ordina l’ispettore ai padri. Terrore.
A questo punto grande risata dell'ispettore, che si rivela il bidello dell'università dei figli, e di Gerolamo, servo giardiniere che, in fatto di educazione, da dei punti ai tre illustri genitori. Giudizio: La commedia piacerà a tutti.
Titolo:COCKTAIL D'ÉLITE di:Lunghi Luciano. Genere:Commedia. Personaggi:
11 (6U+5D) + voce fuori campo, Atti: 2 + prologo, Epoca:
Attuale, Scenografia: Salotto di una casa elegante
Trama: Si prepara una festa in casa di un professore universitario nelle nuvole, con moglie arrivista. C'è poi una storia di droga da nascondere, un agente dei servizi infiltrato, un tonto di turno che in realtà incastra tutti e insegna a tutti qualche cosa. Sorpresa finale. Giudizio: Commedia brillante, farsesca, a tratti demenziale.
Titolo:COLOURS di:Bertoletti Ivano. Genere:Drammatico. Personaggi:
6 : 3 U, 3 D., Atti: 1, Epoca:
Attuale, Scenografia: Palcoscenico vuoto con cinque sedie.
Trama: Testo di grande ritmo e intensità con struttura a “matrioska”: esiste la vicenda “A” , nella quale gli attori interpretano la vicenda “B” all’interno della quale gli attori provano la vicenda “C”; sorpresa finale. L’atto unico è un intreccio continuo di situazioni; non si devono esasperare i ritmi, pena la non comprensione dell’opera da parte del pubblico. Giudizio: Atto dall'intenso ritmo, con sorpresa finale. Finzione? Realtà? Mistero.
Titolo:COLPO DI FORTUNA IN CASA ZANETTI di:Busatto Giovanni. Genere:Commedia. Personaggi:
9 : 5 U, 4 D., Atti: 3, Epoca:
Attuale, Scenografia: Sala di una modesta casa.
Trama: Dopo anni di oscuro lavoro e di misero stipendio, Giulio Zanetti decide di inviare al suo capo divisione una lettera di auto-incesamento, falsificando la firma del Primo Dirigente. Il timore d’esser scoperto sconvolge le sue notti; nel frattempo la moglie Carla eredita, e la magalomania della donna esplode. Le lettere perseguitano Giulio; per posta il Ministero gli comunica il suo licenziamento e una raccomandata del padrone di casa lo informa dello sfratto imminente. Giulio è sconvolto; nella sua follia è alla ricerca di una lettera che cambi la sua vita, e la trova: una poesia d’amore scrittagli da Carla all’epoca del loro fidanzamento. Giulio inizia la lettura, ma sarà la ravveduta Carla a concluderla. Colpo di scena finale: l’eredità non è un lascito, ma la donazione di uno zio vivo e vegeto ben deciso a riportare serenità e benessere in casa Zanetti. Giudizio: Commedia brillante; nel finale prevarrà l'amore e il buon senso.
Titolo:COLUI CHE SALVA di:Soffientini Valerio. Genere:Drammatico. Personaggi:
4 principali: 2 U, 2 D + 4 o 5 minori, Atti: 1, Epoca:
Odierna, Scenografia: Due soggiorni separati da un divisorio.
Trama: La vicenda è divisa in due parti e due scene simultanee: nella prima, Elvira, una ragazzina di circa dieci anni, spaventata da un temporale mentre si trova sola in casa una sera, sbaglia a comporre il numero di telefono della nonna, si trova a dialogare con un uomo che è in procinto di suicidarsi e lo induce a desistere dal suo proposito. Nella seconda parte, ciò che Elvira racconta della sua conversazione ai genitori rientrati a casa li convince a tentare una riconciliazione mentre erano sul punto di separarsi. Giudizio: Nelle intenzioni, una favola buona per ispirare amore per la vita dono di Dio e reciproca comprensione fra le persone.
Titolo:COME IL FRUSCIO DI UN'APE di:Garzoli Luciano.. Genere:Giovani. Personaggi:
9 personaggi, promiscuo., Atti: 3, Epoca:
Oggi., Scenografia: Ambiente paesano.
Trama: Una semplice storia d'amore che si svolge lontano dalla città, in una borgata dove tutto conserva ancora un vivo senso di freschezza e naturalezza. L'idea che pervade la trama, che ha per interpreti un gruppo di adolescenti e di giovani, è quella di un amore limpido e genuino, che può nascere e vivere anche nel nostro mondo sofisticato. Giudizio: Una semplice storia d'amore che si svolge lontano dalla città, fra adolescenti e giovani.
Titolo:COME SABBIA CHE SCIVOLA di:Bertoletti Ivano. Genere:Drammatico. Personaggi:
7 : 5 U, 2 D., Atti: 3, Epoca:
Estate 1955, Scenografia: Interno di una casa al mare.
Trama: Anni Cinquanta. Una compagnia di giovani (quattro ragazzi e due ragazze) Trascorrono una breve vacanza su un’isola del Mediterraneo. Scoprono il rock and roll, vanno a pesca, s’innamorano, fanno teatro e incontrano “il vecchio Pietro”, una presenza misteriosa, un uomo del tempo. E sull’isola si consumano sei giorni che “sono il compendio della vita”. E, nell’ultima parte, il tempo, che non dà scampo a nulla, ritorna imperante nel volto e nell’anima di due personaggi, avvolgendoli in una malinconia struggente, infinita. Giudizio: Commedia gioiosa, triste, malinconica.
Titolo:COMEDIA IN CONCORS (LA) di:Zago Roberto. Genere:Dialetto. Personaggi:
12 : 7 U, 5 D, Atti: 3, Epoca:
Attuale, Scenografia: Un interno di appartamento e un palcoscenico dove una compagnia è in prova.
Trama: Franzi, giornalista che cura il settore dialettale per il suo giornale, è in procinto di partire in vacanza con Alfredo, collega e uomo del cuore. Farielli, autore teatrale, si introduce in casa con la minaccia di far morire Franzi, se costei non collaborerà con lui a terminare la commedia che ha in corso; la sua partecipazione eviterà anche a lui di morire, come egli sente a mo’ di premonizione. Intervengono la giovanissima Cecilia e la sorella di Farielli, Palmira. La commedia prenderà parte al Concorso indetto dal giornale, ma il Concorso sta per fallire per mancanza di copioni sufficienti. Anzi, ne manca uno solo per renderlo valido… Giudizio: Commedia dalla comicità elegante e modernissima, dove il dialetto è giustificato da una trama plausibile e da personaggi concreti. Dialogo spumeggiante e sempre pieno di verve.
Titolo:COMMEDIA D'AMORE di:Zago Roberto. Genere:Commedia. Personaggi:
6 : 2 U, 4 D., Atti: 2, Epoca:
Oggi., Scenografia: Scena fissa.
Trama: Questo testo guarda dentro alla vita di un uomo e di una donna che “vivono insieme” senza essere marito e moglie: “stanno sul pianerottolo”, cioè né dentro, né fuori casa e, naturalmente, per tale instabilità, non sono felici. Graziella recita una “commedia”, per costringere Antonio ad accorgersi di lei, che sta da tre anni attendendo il realizzarsi della promessa di un’unione finalmente stabile e duratura. Tra i due è subentrata la stanchezza, la noia, probabilmente il tradimento e non c’è più rispetto reciproco. Quando Antonio se ne andrà di casa, offeso dal comportamento di lei, egli non potrà fare a meno di raggiungerla perché, nonostante tutto, non gli è più possibile viverle lontano. E se dapprima si presentava come un damerino azzimato, ora rasenta la barbonaggine a testimonianza che un uomo non può stare senza una donna: in tutti i sensi, anche quelli più pratici e pedestri, ma Graziella, altrettanto, spasima per lui e s’inventa persino i sortilegi delle carte da gioco pur di riaverlo. Al riapparire dell’uomo, il femminino che è in lei le consiglia di “recitare” un’altra “commedia d’amore” per forzare la riottosità egoista di lui. Ci riesce!
Ma saranno poi felici? Non lo so. Lo spero. Giudizio: Questo testo guarda dentro alla vita di un uomo e di una donna che vivono "insieme" senza essere marito e moglie, e non sono felici. Vi sono vari tentativi da parte di entrambi per dare più stabilità alla loro esistenza. Ci riusciranno?
Titolo:COMPARSA ( LA ) di:Franchini Angelo. Genere:Allegorico. Personaggi:
16 : 14 U, 2 D., Atti: 2, Epoca:
Non necessariamente il 33 d.C., Scenografia: In due parti sopraelevate.
Trama: Sefora e Maria, accompagnate dai rispettivi consorti e ambedue prossime al parto, stanno tornando al paese d’origine per sottoporsi al censimento imposto dai Romani. Nascono due maschietti, Barabba e Gesù; compagni di gioco nella loro infanzia, il destino divaricherà le loro strade sino al momento della crocifissione. Gesù si fa riconoscere da Barabba, che scopre di avere due nomi di battesimo: Gesù Barabba. Immediatamente Barabba decide che la sua vita, che ha avuto una comunanza così singolare all’origine, dovrà averla anche alla fine e si sostituisce a un condannato a morte; diverrà il buon ladrone in cima al Golgota. Commedia profonda, intensa, che affronta argomenti di carattere religioso in modo nuovo, per realizzarne una “favola positiva”. Giudizio: Rilettura spigliata di alcuni brani della vita di Gesù, vista da un Barabba "moderno".
Titolo:CON TUTTO IL BENE CHE TI VOGLIO di:Lunghi Luciano. Genere:Comico. Personaggi:
9 : 5 U, 4 D., Atti: 3, Epoca:
Attuale., Scenografia: Una sala da pranzo moderna con (2° e 3° atto) paramenti funebri.
Trama: Niente fila liscio fra Arturo e Lucrezia, giovane coppia di sposi; Patrizia, la suocera, è l’altro tormentone di Arturo. Gli episodi ricorrenti di telecinesi della vicina di casa, che imputa questi fenomeni alla presenza dello spirito del marito morto, sono lo spunto per verificare la saldezza dell’amore di Lucrezia per il marito. Giacomo, l’amico medico, convince Arturo a inscenare una finta morte e trasforma parte della sala da pranzo in camera mortuaria. Il sopraggiungere di un impiegato delle pompe funebri, di un agente assicurativo e del commesso di un negozio di scarpe danno il via a una serie d’episodi divertenti con personaggi ben caratterizzati, che si concluderanno con la riappacificazione dei due giovani coniugi. Giudizio: Commedia comico-brillante con la seguente morale: tenete le suocere impiccione lontano da casa vostra.
Titolo:CORNA DEL CERVO ( LE ) di:Santini Orazio. Genere:Drammatico. Personaggi:
10 : 5 U, 5 D., Atti: 3, Epoca:
Oggi., Scenografia: A piacere.
Trama: Risvegliandosi unico superstite dopo un combattimento, il protagonista si trova con un’identità non sua.
Nella fretta di raccoglierlo gli hanno messo al collo la piastrina di un defunto. Allora si pensa un uomo in punto di morte respinto dall'aldilà perché abbia modo di redimersi: ha peccato di orgoglio, di presunzione e perciò, invece del medico, sarà un calzolaio e non morrà fino a quando non avrà assunto su di sè colpe umane, salvando qualcuno dalla condanna degli uomini.
E’ questa la fantasia da cui il protagonista parte. In realtà non aveva fatto nulla di male ma neppure nulla di bene.
Abbandonando moglie e figlia, non aveva cercato amanti e non si era dato ad azioni illecite, ma aveva rifiutato per viltà gli impegni morali che il matrimonio impone. Così postosi, attraversa come un vento ristoratore la vita di una società corrotta dalla ignoranza e dalla leggerezza, dall'avidità e dal vizio dove non è sufficiente star fuori, ma è necessario gettarsi per salvare, sacrificando la propria tranquillità.
Quando avrà restituito la tranquillità alla situazione che si era venuta a creare dopo il suo abbandono potrà morire in pace, confortato dal vecchio filosofo che preferisce guardare il mondo dalla finestra della sua miseria tranquilla.
E’ come intersecarsi raggiante di binari, che portano tutti sul tronco principale: la necessità del meglio. Giudizio: E' un dramma che richiede impegno e attori di grande esperienza.
Titolo:CORSARO NERO ( IL ) di:Puerari Pietro. Genere:Ragazzi. Personaggi:
8 : 7 ragazzi + 1 adulto di 40 anni circa., Atti: 3, Epoca:
Oggi., Scenografia: 1° e 2° atto scena fissa 3° altra sc.
Trama: Un gruppo di ragazzi dell'oratorio ha trovato sede in un ritrovo estivo presso la villa di noto avaro.
I ragazzi, capitanati da Silvano, formano una società segreta.
Silvano incontra un ragazzo appartenente alla troupe di un circo che ha rizzato le tende poco lontano; si chiama Corsaro Nero.
Non ha altro nome, racconta; tutto quello che ricorda è un trenino cui aveva appiccicato un francobollo... poi sua madre morente... un uomo che lo maltrattava… la fuga.
Nel circo c'è anche un altro ragazzo: Dik.
Costui, a differenza di Corsaro Nero, è un discolo. Appena arrivato in paese si fa amico di Tom, un ragazzo che un tempo frequentava l'oratorio. I due vanno molto d'accordo e sono abili in piccoli furti. Corsaro Nero intanto è diventato amico di Silvano.
Colpo di scena: Tom ruba un portafoglio; lo consegna a Dik, che lo accetta, ma teme che il padrone scopra che lui è un ladro.
Corsaro Nero ha visto tutto: si fa restituire il portafoglio da Dik. Corsaro Nero decide di fare una visita all'avaro padrone della villa, il signor De Luca; viene cacciato ma non importa, ritenterà nuovamente.
Anche Dik e Tom hanno pensato di fare una visita alla villa ma le loro intenzioni sono ben diverse.
Il giorno dopo Corsaro Nero si ripresenta alla villa; questa volta De Luca si lascia conquistare dalla disinvoltura del ragazzo. Mentre De Luca esce un momento, Tom entra dalla finestra; le sue intenzioni sono chiare ma Corsaro gli impone di andarsene.
Tom lo sfida: tornerà con Dik.
Più tardi Tom e Dik sono all'opera, ma vengono sorpresi da Corsaro Nero, che verrà immobilizzato, imbavagliato e legato. Corsaro riesce a togliersi il bavaglio e telefonare al padrone del circo, che da quando lo ha raccolto gli ha sempre voluto bene. I due ladruncoli spariscono.
Torna De Luca e Corsaro gli racconta tutto; De Luca, nel controllare cosa è stato rubato, fa cadere a terra un vecchio trenino: Corsaro Nero riconosce suo giocattolo; c'è ancora appiccicato un vecchio francobollo. Si scopre che De Luca è il padre di Corsaro Nero, che ora conosce suo vero nome: Alberto. Giudizio: Una commedia che piacerà molto ai ragazzi. E' sufficiente una recitazione spontanea e naturale.
Titolo:CORTIL DI CASSINETT ( EL ) di:Zago Roberto. Genere:Dialetto. Personaggi:
11 : 6 U, 5 D., Atti: 3, Epoca:
Oggi., Scenografia: Scena fissa.
Trama: la figlia di Rachele e Durin, la Teresina, s’è sposata con il Piercarlo. La sera del primo giorno di matrimonio Rachele e il Durin ancora emozionati per la cerimonia nunziale commentano con i vicini di casa… fra questi vi è il Milietu, con abizioni di diventare giornalista e intanto lavora presso una editrice di una rivista pornografica… il Milietu è innamorato di Bice, ma la madre, la Bertoli, non ne vuole sapere, teme che la figlia finisca fotografata sulla rivista in questione… ma i due ragazzi si vogliono bene e filano in barba alla Bertoli… Di notte un fatto straordinario, quando è tutto deserto ecco comparire la Teresina… stupore dei genitori… la figlia scoppia in pianto e i genitori vogliono sapere… Teresina accorata racconta l’accaduto… il Piercarlo è succube e non sa sottrarsi alla tradizione della sua famiglia che impone ai maschi di osservare , come fece il figlio di Tobia, il voto “di non toccare la moglie per tre notti”… la Rachele e il Durin restano di stucco, la Teresina non riesce a darsi pace, ma alla fine prevale l’acutezza della Rachele, il Piercarlo imparerà a sue spese! Tiene la figlia in casa e gli dice di andare a letto come se fosse una sera qualunque… intanto fuori nel cortile i vicini commentano… La sera dopo il Piercarlo va dai suoceri per vedere la Teresina e parlargli, ma la sposina è già andata a letto. Una vivace scenata…
Seguono tanti ma tanti colpi di scena che sarebbe troppo lungo narrali tutti con una conclusione che accontenterà tutti. Una commedia veramente brillante adatta a qualsiasi pubblico.
Il lavoro è stato tradotto in “napoletano” da Giuseppe Mariniello con il titolo di
“O’ VICO SANT’ANNA” Giudizio: Una commedia veramente brillante, ma ci vogliono attori in gamba capaci di destreggiarsi con il simpatico dialetto meneghino.
Titolo:CORTILE DEI SETTE MONELLI ( IL ) di:D'Alessandro Enr.. Genere:Ragazzi. Personaggi:
8 : 7 ragazzi e 1 adulto., Atti: 3, Epoca:
Oggi., Scenografia: Scena fissa.
Trama: Nel cortile di un casamento popolare scende spesso Michele, un piccolo cieco decenne. Non può ovviamente partecipare ai giochi dei suoi coetanei, ma la cordialità degli amici è tale da rendergli meno penosa la sopportazione della sua grave menomazione. Tutti si sforzano infatti di svagarlo come meglio possono ma, quando arriva la notizia che un celebre chirurgo di Roma ha ridato la vista a una bambina rimasta cieca per un fatto traumatico simile al suo, egli anziché trarne speranza per una sua ora più probabile guarigione cade in uno stato di maggiore prostrazione, ben sapendo quanto sia di ostacolo, nel suo caso, l’indigenza della sua famiglia. Non si scoraggiano invece i suoi fedeli amici che nascostamente riescono a raccogliere, con piccole prestazioni di varia specie, un esiguo peculio che, nelle loro troppo ottimistiche previsioni, dovrebbe coprire l’onorario del celebre chirurgo e ogni altra spesa. Un degli amici, Ugo, parte per… ingaggiare il medico a Roma ma incappa, perché faceva l’autostoppista, nei carabinieri e viene rispedito a casa ove lo aspetta una severa reprimenda. Poi con una serie di telegrammi, redatti con fanciullesco ma espressivo stile riescono, contro ogni previsione, a suscitare la divertita curiosità del chirurgo che arriva in auto da Roma per rendersi conto. All’inizio, deluso dalle spiegazioni confuse dei ragazzi sta per ripartire quando lo trattiene la vista del piccolo cieco che sopravvenuto, ridesta di colpo il suo interesse professionale. Interessatosi di tutto e commosso dal senso di umana solidarietà dimostrata dai sei monelli, si fa accompagnare dai genitori di Michele per programmare il tutto con una operazione che farà gratuitamente.
Commedia di alto significato umano ed educativo, che da tempo riscuote molti applausi se recitata con accurata preparazione dei piccoli attori. Giudizio: Commedia di alto significato umano ed educativo, che da tempo riscuote molti applausi se recitata con accurata preparazione dei piccoli attori.
Titolo:COSCIENZA DI UN UOMO (LA ) di:Pedrone Aldo. Genere:Storico. Personaggi:
8 U., Atti: 2, Epoca:
Secolo XVI , Scenografia: Prigione.
Trama: Il dramma ci presenta gli ultimi momenti di vita di Sir Thomas More, ex cancelliere del re Enrico VIII. Rinchiuso nella Torre di Londra e condannato a morte per aver parlato del re “in modo malizioso, traditoresco e diabolico” (di questo lo si accusa), riceve la visita di Roper, suo genero. Scorrono nel dialogo tra i due le ragioni per cui Thomas More accetta la morte piuttosto che mancare di fedeltà alle sue convinzioni cristiane. Anche il re, la cui politica matrimoniale provocherà lo scisma della Chiesa anglicana, viene dal prigioniero per cercare un accomodamento con lui. Impossibile. Thomas, che ha giurato di servire il re finchè la sua coscienza lo avrebbe consentito, non vuole giudicare il bene e il male del re, ma essere unicamente rispettato nelle sue convinzioni. Giudizio: "La coscienza di un uomo" è un dramma forte e generoso, che aiuta a comprendere l'opposizione dei cattolici al divorzio e ci fa ammirare questo Santo.
Titolo:COSTRETTO A FESTEGGIARE di:Pandini Alessandro. Genere:Giovani. Personaggi:
8 : 4 U, 4 D., Atti: 1, Epoca:
Attuale, Scenografia: Salone elegante.
Trama: Storia di un ragazzo che per il 18° compleanno vorrebbe un po’ di privacy, un po’ di silenzio fuori e dentro di sé, poter andare in montagna a camminare e invece è costretto a festeggiare partecipando a una festa a sorpresa come da bambino ! Giudizio: Tipica situazione di disagio e imbarazzo di un ragazzo che sta crescendo.
Titolo:CRAPA DEL NONNO (LA) di:Zago Roberto. Genere:Dialetto. Personaggi:
7U, Atti: 1, Epoca:
Oggi, Scenografia: Scelta registica
Trama: I titoli del trittico sono: AL GIGI GHE CAMPANA I PEE; CA’ STRETTA; CRAPA DEL NONNO.
In un freddo mattino invernale il mercatino all'aperto si anima; gli ambulanti si accingono a esporre mercanzie e cianfrusaglie varie. Si conoscono tutti e si aiutano a vicenda, non risparmiandosi frizzi salaci e, a volte, contumelie. Comincia l'afflusso dei clienti e dei visitatori; s'intrecciano le trattative di vendita, spesso intercalate da coloriti epiteti tra venditori e clienti troppo esigenti. Arriva da ultimo Tano, strano tipo di ambulante, che su un tavolino pieghevole espone la testa di nobile personaggio con tanto di barba e baffi. Qualche cliente si ferma, chiede il prezzo ma la risposta è sempre la stessa: "Non è in vendita". Uno di questi viene a sapere che un socio in affari di Tano, anni prima, aveva tradito la sua fiducia barando sugli incassi e riducendolo alla più completa rovina. Nel frattempo il socio ha avviato, per proprio conto, un lucroso commercio ambulante, cosa che fece meditare e realizzare la vendetta di Tano. Procuratosi la testa in questione si pone sempre, caparbiamente, posteggiato a fianco del suo ex-socio. Il cliente prosegue il suo giro fra le bancarelle; quando ritorna accade un fatto sorprendente: Tano gli offre in dono l’oggetto. Questi, venuto a sapere della morte dell’ex-socio di Tano rifiuta la testa con disgusto. Giudizio: Uno spaccato della vecchia Milano, quasi totalmente sparito nello spirito.
Titolo:CRAVATTA DE SEDA ARTIFICIAL (ONA) di:Balzarini/Occhiuto. Genere:Dialetto. Personaggi:
12 : 6 U, 6 D., Atti: 3, Epoca:
Giorni nostri, Scenografia: Grande sala terrena d'una vecchia villa a pochi chilometri da Milano.
Trama: Inutile tentativo di mettere in disparte la “vecchia” madre che invece con astuzie varie e indomita vivacità risolve dissapori ricominciando una nuova esistenza. Giudizio: Commedia brillante dialettale, che presuppone una resa vivace.
Titolo:CRISTINA, LA MIA MAMMA di:Zago Roberto. Genere:Dialetto. Personaggi:
Una donna attempata e un giovane., Atti: 2, Epoca:
Oggi., Scenografia: Nella prima parte un ufficio qualunque; nella seconda lo stanzino dove è riposta la cassaforte della ditta.
Trama: Cristina è la donna delle pulizie. Essa ha un figlio, Mario, avuto da uno dei tanti, troppi, uomini che hanno costellato la sua vita di donna vissuta. Mario è il suo assillo, oltre che la pupilla dei suoi occhi, al quale ha concesso sempre tutto.
Mario, mentre la madre è occupata, viene per svaligiare la cassaforte della ditta dove la donna esercita, fuori orario, il suo servizio. La donna se ne accorge e lo chiude dentro nello stanzino, decisa a ripudiarlo.
Imprigionato, il giovane accusa la madre di tutte le sue attenzioni, soprattutto di quelle troppo apprensive e generose. Fino ad offenderla violentemente. Ma proprio nel parossismo delle sue invettive, capisce che è l’amore di una povera donna sola ad aver dettato quelle manifestazioni e incomincia a ritrovare se stesso. Fa scivolare sotto la porta il denaro sottratto in segno di pentimento e, finalmente, la porta si socchiude. Giudizio: Il lavoro, in dialetto, esige attori esperti.
Titolo:CRONACA DA GERUSALEMME di:Pivetti Paolo. Genere:Storico. Personaggi:
7 : 4 U, 3 D, e coro a più voci., Atti: 1, Epoca:
Contemporanea, Scenografia: Teatro nudo
Trama: Le stazioni della “Via Crucis” rivissute dalla gente attraverso un reportage televisivo. Giudizio: Un modo attuale per entrare in una vicenda eterna.
Titolo:CUOREDIPIETRA E CUOREDIMIELE di:Paltrinieri Bruno. Genere:Fiaba. Personaggi:
9 : 6 maschili e 3 femminili., Atti: 3, Epoca:
Fantasia., Scenografia: Scene di fantasia.
Trama: Tre saltimbanchi: Giannina, Cecco e Geppo, girano di paese in paese ma le loro rappresentazioni non destano interesse; pochi sono i quattrini incassati e molti i pasti saltati.
Decidono di sciogliere la compagnia ma sopraggiungono due giovani: Riccardo e Clelia. Costoro faranno parte della compagnia suonando il flauto e danzando.
Il Reggente del luogo invita i saltimbanchi per uno spettacolo davanti alla Principessa.
Costei, a detta del popolo, è solitaria, cattiva e crudele, tant'è che viene soprannominata Cuordipietra. Con molta tremarella i saltimbanchi si presentano al Reggente e alla Principessa.
Non va niente bene; i poveracci finiscono in prigione. Si salva soltanto Clelia che, senza paura, dice chiaro e tondo alla Principessa quanto si merita e la chiama Cuordipietra; aggiunge che il suo guaio è il Reggente che, aspirando al trono, l'ha educata alla crudeltà.
La Principessa si turba e ascolta il consiglio di Clelia: abbandonare la reggia per andare in mezzo al suo popolo, in incognito. Soltanto così si renderà conto dei bisogni del popolo e imparerà ad essere buona e generosa.
La Principessa si reca nell'isola Felice e lì aiuta una povera donna cieca.
All'isola giungono anche i tre saltimbanchi, che vengono assunti presso la corte del Re.
La Principessa, bisognosa di soldi, chiede lavoro alla corte; assunta come sguattera viene riconosciuta da Giannina. La Principessa si nasconde sotto falso nome ma ciò non serve perché all'arrivo del Re, ch'è poi Riccardo, tutto si chiarisce.
La Principessa incontra anche Clelia, principessa sorella del Re, e così, raccontando la sua esperienza, dice di aver trovato un cuore nuovo. Riccardo la chiama Cuordimiele e con gioia di tutti se la sposa. Giudizio: Una favola molto spigliata . piacevole. Qualche difficoltà per l'allestimento scenico.
Titolo:CUSTODIRE IL MISTERO di:Baroni Alberto - Colombo Mauro - Galli Luigi.. Genere:Agiografico. Personaggi:
4 : 3 U, 1 D., Atti: 1, Epoca:
Senza epoca., Scenografia: Teatro spoglio.
Trama: L’atto unico è composto da quattro monologhi e da due brani musicali; il “collante” della parte recitata è il mistero che lega il nostro rapporto con Dio, quella “nebbia lattiginosa” che anche se studiata, analizzata, vivisezionata per una vita intera si dissolverà solo quando ci si troverà di fronte a Lui. “Il soldato”; “L’ubriaco”; “La prostituta”; “L’ammalato” sono quattro esseri umani che narrano le loro impressioni, le loro convinzioni, il loro rapporto con Dio. Giudizio: Bozzetti agiografici.
Titolo:D O G S di:Bartalucci Giac.. Genere:Ragazzi. Personaggi:
32., Atti: 3, Epoca:
, Scenografia: Tre teli sovrapponibili raffiguranti un pub, il ponte di una nave, l'interno di un castello.
Trama: In un mondo immaginario abitato solo da cani, un gruppo di amici decide di imbarcarsi sulla Britannia, una nave diretta in Can Bretagna, alla ricerca della loro amica Debra, fidanzata di uno di loro, misteriosamente partita senza alcun motivo. Sulla Britannia scopriranno, insieme agli altri passeggeri, che la nave è comandata da un capitano senza scrupoli che non esita a sequestrarli con l’obiettivo di consegnarli al Gran Can, potentissimo e malvagio Re di Gran Can Island. Ma tutto il male non viene per nuocere, sull’isola i nostri amici ritrovano Debra e con un poco di ardimento, tanto amore e l’inevitabile colpo di scena finale tutto si sistemerà per il meglio. Giudizio: Musical che racconta una storia d'amore e d'amicizia nella quale l'autore ha voluto tratteggiare il meraviglioso apporto interiore, che la vicinanza di un animale, quale il cane, può dare ad una persona.
Titolo:DALLA PARTE DEGLI ULTIMI di:Varnavà Stefano. Genere:RECITAL. Personaggi:
, Atti: , Epoca:
, Scenografia: Trama: Giudizio: Il recital è ispirato alle opere di misericordia corporale.
Titolo:DALLA PARTE DEI BAMBINI di:Varnavà Stefano. Genere:RECITAL. Personaggi:
, Atti: , Epoca:
, Scenografia: Trama: Giudizio: Itinerario alla scoperta dei sentimenti e comportamenti dei nostri figli. E' diviso in due parti, la prima è impegnata su "che cosa è un bambino?" la seconda "paura e coraggio nei bambini".
Titolo:DALLA PARTE DELLA VITA di:Varnavà Stefano. Genere:RECITAL. Personaggi:
, Atti: , Epoca:
, Scenografia: Trama: Giudizio: Che cos'è la vita? La vita è amore.
Titolo:DATE RETTA AI SOGNI di:Schiavo Elisabetta. Genere:Commedia. Personaggi:
11 : 6 U, 5 D., Atti: 3, Epoca:
Oggi., Scenografia: Scena fissa.
Trama: La portineria di un casamento popolare è, spesso, il punto d'incontro occasionale degli inquilini.
Lo diventa ancora più quando una portinaia loquace e di buon carattere sa cattivarsi la simpatia di tutti con piccoli servigi disinteressati e, all’occorrenza, con consigli e incoraggiamenti.
Dal suo posto di custodia essa tutto vede e tutto sa: relazioni sentimentali, situazioni tragicomiche, problemi individuali e familiari.
E’ una continua sfilata di personaggi che presenta, con verismo ravvivato da battute umoristiche, quello che può succedere in un casone del genere.
Tutto procederebbe normalmente se alla portinaia Carolina, protagonista della vicenda, non capitasse di venir scambiata per una reginetta di bellezza eletta trent'anni prima in una nota stazione climatica.
Carolina nega, si schermisce ma finisce per prestarsi all'equivoco, che riempie un vuoto della sua vita solitaria.
Salta poi fuori la verità, inaspettata, ma la conclusione è ugualmente felice per Carolina, che trova una matura anima gemella che la conduce all'altare. Giudizio: La commedia divertirà moltissimo se recitata da attori ben preparati.
Titolo:DAVIDE IL RE PASTORE di:Mariniello Maria G.. Genere:Ragazzi. Personaggi:
50 tra ragazzi e ragazze con comparse, Atti: 1, Epoca:
Vedere la Bibbia, Scenografia: Scena vuota con una scaletta per salire sul palcoscenico.
Trama: Sono tre testi di carattere religioso per i ragazzi.
MOSE’ : In maniera molto semplice viene narrata la vicenda della vita di Mosè, con molte idee e invenzioni per la messa in scena, davvero originali con lo scopo di aiutare chi vorrà rappresentarlo. Servirà buona volontà, fantasia e manualità, buon ultimo, dei ragazzi convinti di ciò che si vuole fare.
DAVIDE RE PASTORE : Anche la storia di Davide, viene narrata in maniera semplice e corale, con l’intervento di tutti i ragazzi che si muovono per descrivere i fatti con suggerimenti dell’Autore e oggetti originali.
I PROFETI E NOI : Si parla di: Amos, Geremia, Debora, Elia e poi Eliseo, Isaia. Questi sono alcuni dei profeti che hanno preceduto l’arrivo di Gesù. Questo atto unico ci darà una lezione conclusiva sui ragazzi d’oggi che assistendo e partecipando a queste recite vengono spinti ad essere più buoni, più di esempio agli altri. Giudizio: Un atto unico per ragazzi, scritto con amore per il teatro con la voglia di insegnare, con semplici messe in scena, dei fatti importanti della nostra religione.
Titolo:DELITTO AL CASTELLO di:Cirri Aldo. Genere:Commedia. Personaggi:
13 : 7 U, 6 D., Atti: 2, Epoca:
Imprecisata., Scenografia: L'azione si svolge in Scozia in un vecchio castello. in un salotto vecchio stile con tutti i particolari che possono rendere più lugubre e grottesca la scena.
Trama: L’azione si svolge in Scozia. Scena unica di un salotto vecchia Inghilterra, sul fondo una vetrata attraverso la quale, a ogni colpo di fulmine si vedono le sagome degli alberi del giardino.
E’ una notte buia e tempestosa e in scena vi è il proprietario del castello, il vecchio Sir Arthur Mc Kinley, che traffica con un cofanetto che poi nasconde all’entrata del suo fedele maggiordomo Gregory… insomma, piano piano, passano dalla scena i vari personaggi di questa storia descritti e guidati da una simpatica Voce fuori campo, finchè si arriva al momento in cui (nel buio squarciato da lampi e tuoni), il misfatto si compie. Sì, Sir Arthur viene ucciso pugnalato alla schiena. Agitazione generale; viene poi chiamato il Commissario, che arriva accompagnato da un agente per svolgere le indagini, e queste sono molto complicate, il povero Commissario fa tutto il possibile, ma invano… non desiste, e alla fine ci troveremo tutti al colpo finale che spiegherà tutto. Giudizio: Una commedia comica che ha l'unico scopo di far divertire serenamente tutti i suoi spettatori.
Titolo:DELITTO IN PALCOSCENICO di:Roberto Franco. Genere:GL. Personaggi:
10 : 7 U, 3 D., Atti: 3, Epoca:
Odierna., Scenografia: Scena fissa.
Trama: Si è da poco aperto il sipario e due giovani attori, Mike e Oriana, sono in scena.
Dai loro discorsi il pubblico apprende che essi sono in procinto di concludere un patto per lo smercio di banconote falsificate con una certa professoressa, di cui attendono la visita.
Squilla il campanello in modo convenzionale e Oriana esce per ricevere l'ospite.
L'attesa si fa però lunga e imbarazzante per Mike, rimasto solo di fronte al pubblico.
Preceduto da un urlo di Oriana, si presenta in scena il turbatissimo Aldo, direttore del teatro, per chiedere se in platea ci sia un medico. C'è, per fortuna, ed è pregato di recarsi subito nel camerino di Monica, l'attrice che doveva entrare in scena in veste di ospite.
Le è accaduto qualcosa di terribile, come il direttore spiega poi agli spettatori, annunciando contemporaneamente la sospensione dello spettacolo.
In platea si alza però un tale, intimando a tutti di restare al proprio posto; si qualifica come capitano Soriano, dei Servizi Speciali, e visto un tale che era in procinto di squagliarsela, dispone per il suo fermo. Si tratta di un certo Gerardo, agente assicurativo, che si rende sospetto per aver fatto stipulare a Monica un'assicurazione sulla vita per mezzo miliardo di lire.
Ritorna frattanto il capitano Soriano, che ha constatato la morte di Monica per assassinio.
Inizia la ricerca di chi ha avuto l'ultimo contatto con l'estinta.
Si scopre che Monica era, fra l'altro, una spia del Medio Oriente e che il capitano Soriano avrebbe dovuto arrestarla proprio al termine dello spettacolo.
Ma altre, ancor più sconcertanti sorprese scaturiscono dall'interrogatorio di alcuni presenti: ben sei di essi risultano gravemente indiziati, per motivi diversi ma ugualmente accusatori.
Fra accuse, ammissioni e smentite gli interrogatori proseguono con ritmo serrato ma senza esito finché, al punto massimo della suspense, si chiude il sipario.
Gli spettatori sono invitati ad indovinare il nome del colpevole, scrivendolo su appositi biglietti.
Superfluo aggiungere che il finale del terzo atto rivelerà il nome dell’assassino. Giudizio: E' un giallo a forti tinte che avvince ed emoziona gli spettatori. Richiede attori sufficientemente caratterizzati ed affiatati.
Titolo:DESTINAZIONE SEGRETA di:Roberto Franco. Genere:Ragazzi. Personaggi:
7 ragazzi dai 10 ai 16 anni e 2 adulti., Atti: 3, Epoca:
Oggi., Scenografia: Scena fissa.
Trama: Tre ragazzi lottano fra la vita e la morte in tre diversi ospedali: tetano, ferita d'arma da fuoco, tubercolosi.
Questo l'antefatto che si viene a conoscere durante l'azione scenica.
Poiché tutto accade alla stessa ora, l'Autore immagina che ciò avvenga come un appuntamento dei tre con “l'uomo misterioso”, la morte, in una località strana dove passa e ripassa il treno sul quale viaggiano coloro che vanno nell'aldilà.
Qualcuno, tuttavia, si ferma per una sosta; ancora non è deciso se dovrà proseguire.
È il caso dei nostri ragazzi. Eccoli, appena scesi dal treno silezioso; l'uomo misterioso li attende.
I tre sono sconvolti, disorientati, ma pienamente consci di essere al cospetto della morte.
Le loro sofferenze sono scomparse. Tentano una ribellione; l'uomo misterioso lascia fare.
Progettano una fuga, ma la località sconosciuta è ostile e, dopo pochi passi, eccoli di nuovo al Km. 13 della ferrovia nera. A questo punto sono assaliti di nuovo dalla sofferenza propria dei loro mali. L'uomo misterioso, sempre in attesa, assicura che per loro c'è ancora una speranza: se vedranno il sole apparire nel buio di questa notte profonda, saranno salvi.
I tre ragazzi incominciano a ripensare al loro passato, mettendo a nudo quanto di bene e di male hanno fatto in vita. Ritrovano così lacrime di pentimento, promesse di cambiamento.
Il sole appare; sono salvi; il treno silenzioso li riporta verso la guarigione. Giudizio: La commedia interesserà moltissimo i giovani e anche gli adulti. Necessita una accurata preparazione e un buon affiatamento dei personaggi.
Titolo:DIARIO di:Zago Roberto. Genere:Drammatico. Personaggi:
1 uomo, 2 donne e comparse., Atti: 2, Epoca:
Oggi., Scenografia: Scene varie.
Trama: Michele, impiegato di mezza età, si ritiene abbastanza contento di quanto gli offre la vita. Sposato, con due figli, ha un buon impiego presso una società milanese e si trova ora in procinto di partire per trascorrere le sue vacanze al mare, dove già l’attendono moglie e figli. Porta bene i suoi quarantacinque anni e, nella pienezza dei suoi mezzi fisici e intellettuali, pensa di poter contare su di un avvenimento non meno felice. Gli rimane solo da dissipare una lieve preoccupazione: il dottor Barberi, suo medico di fiducia, l’ha indirizzato a uno specialista, il prof. Merli, per migliori accertamenti sulla natura di un bitorzolo apparsogli su un fianco. Cosa da poco, certamente, ma lo punge tuttavia un dubbio che decide di sciogliere con un piccolo sotterfugio: si presenterà cioè per sentire l’esito degli esami clinici, nei finti panni di un supposto fratello. La sorte lo favorisce, e un giovane sostituto del professore assente, credendo alle sue affermazioni, gli rivela involontariamente che gli accertamenti hanno riscontrato un cancro ormai purtroppo quasi incurabile. Ed è lo stesso protagonista che, monologando, ci racconta ora la sua amara vicenda, destinata a concludersi con una morte crudele a forse breve scadenza.
Una cupa disperazione attanaglia il cuore di Michele, egli tenta dapprima di convincersi che può trattarsi di una diagnosi errata: che diamine, non sbaglia forse mai la scienza medica? Ma subentra poi subito un ragionamento opposto, basato sulla spietata dimostrazione dei referti.
Con fredda determinazione egli decide allora di comportarsi come ha suggerito il medico al suo supposto fratello: fingere di non sapere, ostentare serenità, fiducia! A questo punto, però, il monologo introduttivo di Michele si sdoppia, per così dire, affiancandosi alla realizzazione scenica, degli episodi che via via seguiranno, inquadrati da effetti di luce. Dapprima un dialogo evocativo di cari ricordi con la moglie Anna, raggiunta al mare. Poi, triste ironia del destino, un’inattesa promozione ad alto incarico direttivo, porta Michele a Venezia. E qui, in una notte di sogno, gli avviene di conoscere Katia, bellissima attrice che per disillusioni medita di sopprimersi. L’incontro la salva, ma è allora lo stesso Michele che, attratto dalla personalità non comune dell’artista, le confida a sua volta di essere assillato dal medesimo desiderio di farla finita con la vita. Il breve incontro ha presto termine, ma non è stato forse inutile quello scambio di confidenze tra due anime disperate.
Segue uno svolgimento di questo dramma che tocca tutte le varie corde del dolore , della speranza, della religione e della pace del cuore.
Dramma profondamente umano, genialmente concepito, che investe cuore e spirito dello spettatore. Richiede attori che sappiano veramente immedesimarsi nei personaggi da rappresentare. Essenziale un perfetto gioco delle inquadrature luminose. Giudizio: Dramma profondamente umano, genialmente concepito, che investe cuore e spirito dello spettatore. Richiede attori che sappiano veramente immedesimarsi nei personaggi da rappresentare. Essenziale un perfetto gioco delle inquadrature luminose.
Titolo:DIFFICILE APPRODO di:Bertelli Flavio. Genere:Drammatico. Personaggi:
15 : 13 U, 2 D., Atti: 2, Epoca:
Oggi ?, Scenografia: A giudizio del regista.
Trama: Il titolo della presente opera lo si potrebbe trarre dall’Apocalisse di Giovanni: “…Perché la piaga d’essa era grandissima.” qualora per Essa s’intendesse la Terra tutta e la sua attuale situazione.
E l’assunto sarebbe ovviamente nel titolo. O quasi.
Quasi, perché se è vero che l’attuale situazione del mondo è quanto mai “impiagata” , non è men vero che l’Uomo ha in sé i requisiti per trovare quella sponda dove il Difficile approdo non sclude la possibilità di attraccare.
Sopra un piroscafo un po’ allucinante, c’è l’umanità di oggi con tutti gli “smarriti” , tutti quelli cioè che hanno perduto ogni contatto con la sponda della salvezza. Capitanati da un giornalista (con tutte le colpe della stampa) un gruppo di rappresentanti della società, si sono, involontariamente o per caso, imbarcati alla ricerca della sponda.
Tra gli smarriti c’è anche un frate missionario il quale, amorosamente aiutato da un confratello (la semplicità) ritroverà la sua sponda.
Premesso che la prima ricerca è in se stessi, gli altri che cosa ritroveranno? Giudizio: Premesso che la prima ricerca è in se stessi, gli altri che cosa ritroveranno?
Titolo:DIMOIROS di:Lacchini Luigi. Genere:Allegorico. Personaggi:
13 U., Atti: 3, Epoca:
Attuale, Scenografia: Un palcoscenico liberamente allestito
Trama: Carrellata di personaggi: uomo qualunque, uomo sapiente, uomo politico, ecc. a cui il tribunale della storia chiede “qual è la verità sulla vita umana”. Tutti rispondono ma nessuno verrà scagionato, anzi tutti saranno condannati perché hanno fallito nella ricerca della verità unica e sola. La risposta a tutto la darà Cristo: tutte le esistenze sono chiamate a far parte di un progetto che dia loro significato. Alcuni lo seguiranno, altri lo derideranno. Dimoiros, protagonista e filo conduttore della vicenda, riprenderà il suo cammino per le strade dei tempi con l’identica ed eterna domanda: “che cos’è la verità?”. Giudizio: Analisi dell'uomo moderno, dubbioso, affannato e sempre in ricerca e troppo spesso convinto di aver trovato il vero significato della vita… per accorgersi tardi che la vera via, verità e vita non si trovano in qualcosa ma in Qualcuno.
Titolo:DIO CON NOI di:Varnavà Stefano. Genere:RECITAL. Personaggi:
, Atti: , Epoca:
, Scenografia: Trama: Giudizio: Ecco la Vergine concepirà e darà alla luce un figlio e lo chiameranno con il nome di Emmanuele, che vuol dire: DIO CON NOI: Il testo è particolarmente indicato per incontri natalizi.
Titolo:DIO NON PAGA IL SABATO di:Gandino Antonio. Genere:Commedia. Personaggi:
5 maschi di cui 2 giovani sui vent'anni., Atti: 3, Epoca:
Oggi., Scenografia: Scena fissa.
Trama: Severino e Raffaele escono dalla galera; il primo dopo trent’anni per uxoricidio, il secondo dopo
cinque per furto.
Durante la reclusione sono diventati amici ed ora sono nella casa di Severino, a cui sono state rese le chiavi di casa al momento di lasciare il carcere.
Il figlio Stefano scambia i due dei ladri; è sorpreso, e non dimostra nessun sentimento d’affetto per il padre. Severino lo scusa ma Stefano, durante un dialogo fortemente drammatico, gli dice “la parola” che gli sta nel gozzo da tanti anni: ”Assassino”.
Convincere Stefano che egli è innocente è un’impresa impossibile; Severino dovrà dimostrarlo facendo cadere in trappola il vero omicida.
Severino e Raffaele hanno lungamente preparato un piano; lo pongono in atto e Onofrio Scorza, l'assassino, è messo alle strette.
Purtroppo lo Scorza è padre di Atanasio, grande amico di Stefano.
Si viene intanto a sapere che Onofrio è stato visitato da un radiologo che gli ha diagnosticato un tumore polmonare in stato avanzato: tre mesi di vita. Questo fatto coincide con il drammatico incontro fra Severino e Onofrio.
Confessione dell'omicida ma Severino rinuncia alla propria riabilitazione; vuole evitare altro dolore all'amico del figlio. Stefano chiede perdono al padre per non avergli creduto ed accetta la decisione di non riaprire processo per la riabilitazione paterna. Giudizio: Una commedia intensamente drammatica. Per un pubblico di giovani e adulti.
Titolo:DOMANI E NO ! di:Calderan Paolo. Genere:Allegorico. Personaggi:
3., Atti: 1, Epoca:
Secolo XXI, Scenografia: Una cella di prigione senza alcun arredamento.
Trama: Esseri “alieni” stanno conquistando la terra. In prigione c’è un uomo, un “mutante”, cioè un essere rovinato dalle radiazioni, che va verso lo sfacelo di tutto il suo essere: è cieco. Arriva poi, terzo prigioniero, un “uomo sintetico”, combinazione tra parti metalliche e tessuti biologici artificiali. L’uomo considera traditori gli altri due e li disprezza ed esprime la sua disperazione. Tenta di fuggire, ma un raggio esterno lo uccide. Gli altri due pregano per lui. Giudizio: Ricco di valori e di sofferenza, fa considerare i pericoli del progresso fine a se stesso.
Titolo:DON BOSCO e il Teatro educativo Salesiano di:Stagnoli Saverio. Genere:Sussidio Tecnico. Personaggi:
, Atti: , Epoca:
, Scenografia: Trama: Giudizio: Premette l'Autore che il presente lavoro si propone uno scopo essenzialmente illustrativo, ma l'opera è certamente un'indagine storica che, in modo documentato, rende nota la genesi del teatro giovanile in Italia.
Titolo:DON ERMECORA IN PARADISO di:Zago Roberto. Genere:Commedia. Personaggi:
6 adulti, 1 giovane, 1 ragazzo,1 bambina, ecc., Atti: 2, Epoca:
Oggi., Scenografia: A giudizio del regista.
Trama: Don Ermecora, vecchio sacerdote, si presenta alla porta del Paradiso. Lo riceve San Pietro che gli dice che per entrare ci sarebbe una piccola difficoltà, qualcosa che Don Ermecora non ha fatto in vita. San Pietro dice al vecchio sacerdote che deve ricominciare da capo... Don Ermecora è allibito: tutta la vita? No- gli risponde il Santo – per sommi capi… E così si passa in rassegna, rapidamente, la vita del sacerdote: Prima Messa, vita di oratorio in una grande città, confessione di un ragazzo che manifesta il desiderio di “voler fare il prete”… Don Ermecora lo congeda dicendogli: Lasciamo perdere, va, va… Più tardi il ragazzo diventa giovanotto, entra in chiesa per rubare, è sorpreso da don Ermecora, cappellano militare, che lo assiste e lo assolve… Passano gli anni velocemente: don Ermecora parroco… Festeggiamenti, commenti paesani, l’incontro con un paesano Tommaso… Il figlio vuole farsi prete. Don Ermecora dice: lasciamolo andare. Il padre chiede al parroco di dissuadere il figlio da tale proposito… Don Ermecora dice che non può. Tommaso offre terreno per campo sportivo e costruzione asilo… Don Ermecora dice che vedrà… Qualche tempo dopo l’inaugurazione del nuovo asilo parrocchiale e grande ballo pubblico nello stupendo campo sportivo parrocchiale… Monsignore benedice la lapide “a perenne riconoscenza” di don Ermecora, donatore, eccetera…
Conclusione: due giovani dovevano diventare preti e invece non lo sono diventati perché don Ermecora non li ha aiutati! Occorre una riparazione…
E’ ovvio che questa vicenda è particolarmente adatta per una prima Messa. I vari spostamenti, che lo svolgimento della trama richiede, si possono effettuare per mezzo di oggetti semplici e presenza di persone (cori, ragazzi, paesani, ecc. ). Il lavoro tiene desta l’attenzione del pubblico fino all’ultima battuta. Deve essere interpretato con molta cura evitando, come accade in occasione di accademie, di raffazzonare la vicenda in poche sere di prove. Giudizio: Adatto per una prima Messa. Il lavoro tiene desta l'attenzione del pubblico fino all'ultima battuta. Deve essere interpretato con molta cura evitando, come accade in occasione di accademie, di raffarzonare la vicenda in poche sere di prove.
Titolo:DONATA, DONATA. di:Zago Roberto. Genere:Comico. Personaggi:
6 : 3 U, 3 D., Atti: 2, Epoca:
Oggi., Scenografia: Un salotto moderno che è anche sala da pranzo di un appartamento di città
Trama: Donata è in casa: irrompe la cugina Giorgia che le chiede di uscire. Ma Donata non esce e dice a Giorgia che non tollera la programmata visita del professor Beltrano, insegnante di recitazione della giovane.
Un suono di campanello introduce nel salotto il “caso” di Laura, una vicina di casa che ha tentato di uccidersi perché il marito, Luca, in trasferta di lavoro a Bangkok, ha chiesto il divorzio per sistemarsi con una bellezza tailandese.
Beltrano arriva, ignaro del divieto; Giorgia, per allontanare la cugina, induce il professore ad assumere la personalità di Luca. Giunge poi il vero Luca, e la faccenda si complica. Fa il suo ingresso pure Guido, l’attuale uomo di Donata. Beltrano, che lo conosce, svela che lo stesso è sposato. Donata allora ha una crisi che soltanto assumendo una speciale pomata riesce a superare.
Quando Laura ritorna, ormai ristabilita, pretende che Luca lasci in Italia la sua virilità. Laura si porta via il marito scornato, ma consapevole che l’amore è qualcosa di più di una infatuazione. Giudizio: Commedia spumeggiante che consente ad attori capaci di divertire con intelligenza e buon gusto qualsiasi pubblico. Ottimo il dialogo.
Titolo:DONN DE MILAN di:Zago Roberto. Genere:Dialetto. Personaggi:
Sono tre atti unici in milanese, Atti: ….., Epoca:
………., Scenografia: Vedere i titoli: Mafalda - Matilde - Marina.
Trama: Si vedano i tre atti unici in dialetto milanese: Mafalda – Matilde – Marina. Giudizio: ………….
Titolo:DONNA VESTITA DI SOLE ( UNA ) di:Varnavà Stefano. Genere:RECITAL. Personaggi:
, Atti: , Epoca:
, Scenografia: Trama: Giudizio: Storia sulla vita di Maria, indicato per le varie feste a Lei dedicate che ricorrono durante l'anno.
Titolo:DOVE VAI, CHERRY BROWN ? di:Davare Giacomo Romano. Genere:Ragazzi. Personaggi:
14 : 10 U (di cui 5 Ri), 4 Re + coro e ballerine, Atti: 2, Epoca:
Oggi., Scenografia: Libera
Trama: La vicenda, ambientata in un gruppo di coetanei adolescenti, ma spaziante nel fantascientifico, mostra la ricerca di un ragazzo che si è staccato dal gruppo alla ricerca della felicità. Giudizio: Il lavoro, commedia musicale, potrebbe essere utile agli adolescenti per riflettere sul significato delle loro aspirazioni.
Titolo:DUE SCARPE E UNA BANDIERA di:D'Alessandro Enr.. Genere:Ragazzi. Personaggi:
10 ragazzi., Atti: 3, Epoca:
Dopo guerra., Scenografia: A giudizio del regista.
Trama: Al margine di una città è sorto, nel difficile dopoguerra, una specie di piccolo villaggio inteso ad ospitare, con mezzi di fortuna, alcune decine di ragazzi orfani o comunque privi di assistenza famigliare. Si è pensato di lasciarli arbitri di governarsi da soli, in via sperimentale, ed essi lo fanno con quello stesso entusiasmo che i giovanissimi provano solitamente per un gioco nuovo. Hanno democraticamente eletto un loro piccolo Consiglio, presieduto da un fior di sindaco, e non manca nemmeno un tesoriere che custodisce e amministra gli ahimè scarsi fondi. Non ci sarebbe da stare molto allegri, certo, se delle anime pietose non facessero pervenire generi alimentari, capi di vestiario e sussidi vari. Proseguono anche negli studi, come possono, e trovano persino modo di iniziare la costruzione di una loro chiesetta. Tutto procede insomma abbastanza bene e c’è comunque la presenza scenicamente invisibile di un tale, chiamato semplicemente Capo che, non lontano dal villaggio, vigila paternamente su di loro. Giudizio: Commedia di sicurissimo successo, semprechè un'accorta regia sappia convenientemente addestrare i piccoli attori, selezionati opportunamente fra gli elementi disponibili.
Titolo:E' ARRIVATA LA FORTUNA di:Gandino Antonio. Genere:Comico. Personaggi:
7 maschi di cui 3 giovani., Atti: 3, Epoca:
Odierna., Scenografia: A giudizio del regista.
Trama: Alberto, ricco possidente, scapolo, intende beneficiare i nipoti ma prima vuole metterli alla prova sperimentando il quoziente affettivo nei suoi riguardi.
Finge una grave malattia di cuore, con prossimo trapasso. Convoca i nipoti Natale, Torquato con figlio Ilario, Nemorino e Oreste.
Arriva Natale. Lo zio inizia commedia sui suoi malanni, aiutato da un certo peso allo stomaco per via di un abuso di bagna càuda. Natale abbocca, finge compassione, ma chiede anche il motivo della chiamata urgente dello zio. Alberto racconta quanto sappiamo. Natale è ansioso di sapere, ma bisogna aspettare l’arrivo degli altri nipoti.
Arrivano Torquato ed il figlio Ilario. Natale racconta e così nascono sogni, progetti e speranze che lo zio babbeo muoia presto; lo zio, ovviamente, sente tutto e si diverte.
Intanto arrivano anche Nemorino e Oreste. Tutto sembra essere prossimo a conclusione, ma lo zio si riprende e dice che desidera avere suoi nipoti presso di sè almeno per tre giorni.
Proteste generali, ma tutti restano. Dopo cena lo zio va a letto ma prima informa i nipoti che il testamento è nell'armadio, e parla anche di un cofanetto con dei gioielli chiuso nel cassetto della sua scrivania. Ha inizio la caccia al documento ed al cofanetto.
Lo zio non perde una mossa dei nipoti; entra in scena al momento opportuno e finalmente legge il testamento. Amara sorpresa: lo zio comunica la decisione di tenersi i suoi soldi e lasciare al parentado il compito di riflettere amaramente sulla loro imbecillità.
Ilario è l'unico che capisce la lezione; gli altri sono indignati.
Lo zio, vero mattacchione, tira in ballo altre trovate ed i nipoti abboccano.
Altra caccia ai gioielli, che poi risulteranno sassolini e vetrini colorati. Si consoleranno con una cena a base di bagna cauda; tutti si rimpinzano fino al collo ed il dottore farà loro ingoiare una pozione liberatrice ad effetto immediato mentre lo zio sta leggendo il testamento, quello vero. Giudizio: Una commedia farsesca che piace da cima a fondo. Successo garantito.
Titolo:E' COME SE FOSSE UNA FESTA di:Zago Roberto. Genere:Allegorico. Personaggi:
4: 3 U, 1 D., Atti: 1, Epoca:
Di fantasia, Scenografia: Varia; sopra un palcoscenico con apporti diversi.
Trama: Robbi è intento a raccontare una storia, quando il suo “avversario” André lo interrompe per metterlo in imbarazzo. C’è anche Filodur, il maestro che dirige la musica e le parole dei due. Poi entra Farfilla, la dolce ragazza ingenua come un uccellino. La storia si dipana entro lo schema dell’Antico Testamento: Giona, Eliseo, ecc. in un susseguirsi di avvenimenti che spiegano la “missione” di Robbi, inviato a portare la Festa gioiosa agli uomini. Poi Farfilla si unisce ad André e rimane incinta. André la incita a disfarsi del bambino che ha in grembo, ma Robbi, che è stato mandato dall’Airone, la esorta a tenerlo perché è un Uomo vivo. Quando l’Airone plana, carica Farfilla, Filodur e André con il bambino sulle ali del grande Uccello ed egli rimane ad annunciare un’altra grande Festa agli uomini.
Lavoro poetico e fantasioso, il cui simbolismo è chiaramente ispirato alla Vita, intesa come un inno da cantare e da godere con gioia. Giudizio: Adatta anche per prime Messe, poiché la figura del protagonista adombra quella del sacerdote. La commedia si presta ad essere musicata ed accompagnata da una orchestra o da un complesso di buoni elementi
Titolo:E LA NONNA… NIENT ! di:Balzarini Alberto & Salvi Paolo. Genere:Dialetto. Personaggi:
5: 1 U, 4 D., Atti: 2, Epoca:
Oggi., Scenografia: Unica.
Trama: Le nonne sono spesso “parcheggi” dove i figli possono lasciare in custodia la loro prole. Le nonne distribuiscono amore ma vogliono essere ricambiate. Se questo avviene solo in parte, se si approfitta della loro disponibilità, nasce la ribellione, il desiderio di libertà, il piacere irrefrenabile di riavere una vita propria. La cosa però, non è facile per chi da tempo ha assunto un ruolo ben preciso. Ci può essere la voglia, ma manca ormai lo spirito. Si tenta, ma poi… il buonsenso prevale e… si ritorna a fare la nonna servizievole e affettuosa. Giudizio: E' un bozzetto, che invita a riflettere.
Titolo:E NISSUN FA NIENT ! di:Balzarini Alberto & Salvi Paolo. Genere:Dialetto. Personaggi:
5: 1 U, 4 D., Atti: 2, Epoca:
Oggi., Scenografia: Un salotto senza pretese.
Trama: Nonna e nonno hanno allevato nipotina orfana. Grande è il loro amore ma forse inadeguata ai tempi la loro mentalità. Quando si rendono conto che la loro creatura è diventata donna temono per lei. Fortemente provati nel fisico e nel morale immaginano sempre il peggio. Il comportamento, apparentemente ambiguo, della ragazza, è invece irreprensibile. Il finale a sorpresa rende i nonni felici. Un ennesimo caso di droga, a volte drammatico, a volte comico, ricco di poesia sempre. Giudizio: Commedia - in dialetto - con messaggi attuali.
Titolo:E OFELIA CHI LA SPOSA ? di:Gandino Antonio. Genere:Comico. Personaggi:
8 : 2 adulti, 5 giovani (20 - 30 anni), 1 ragazzino., Atti: 3, Epoca:
Odierna., Scenografia: Scena fissa.
Trama: Antefatto: Ofelia, ragazza lunatica, testarda e capricciosa, è fidanzata con Rodolfo ma a causa di una tintura per capelli rosso-tiziano, che al fidanzato è rimasta sullo stomaco, tutto va a monte.
Ofelia trova in Torquato, amico di Rodolfo, un altro spasimante.
La vicenda inizia il giorno del matrimonio fra Torquato e Ofelia, ad un'ora dalla funzione.
Il padre di Torquato non vede di buon occhio questo matrimonio, ma il figlio è pazzamente innamorato. Prossima la cerimonia, Torquato si trova in serio imbarazzo: manca l'abito dello sposo.
Il tempo stringe; Ofelia e parentado telefonano, Torquato attende sempre l’abito.
Intanto arriva un giovanotto, Sbafane, vestito da cerimonia; nessuno lo conosce, ma lui è tanto abile che si fa invitare alle nozze. Il famoso abito finalmente arriva e a riceverlo c'è Rodolfo, che approfitta dell'occasione per portar via, non visto, l'abito da cerimonia.
Ofelia e parentado sollecitano l’arrivo dello sposo; Torquato si fa dare da Sbafone il suo abito.
Tutto sembra finalmente sistemato ma in chiesa Torquato si accorge di non avere gli anelli; altra corsa a casa ma gli anelli non si trovano.
Ofelia, sconvolta, fugge; il matrimonio non si farà più. Il padre ed il futuro suocero di Torquato si scambiano parole grosse.
Ofelia, capricciosa e sempre più stravagante, telefona per sollecitare l’arrivo dello sposo in chiesa.
Il matrimonio si farà ma questa volta Torquato decide che non si sposerà più.
Ofelia cerca di agganciare Rodolfo ma anche costui capisce che tipo strano è la ragazza; non accetta di essere il sostituto e rifiuta.
Sbafone vede la possibilità di sistemarsi e, senza tanti complimenti, chiede la mano di Ofelia.
Poiché il pericolo che Ofelia rimanga zitella angustia il cuore paterno, la proposta viene accolta favorevolmente e Ofelia sposerà Sbafone. Giudizio: La commedia, se presentata con garbo senza mai cadere nel farsesco, piacerà molto a qualsiasi pubblico.
Titolo:E ONA SERA... L'IMPREVIST di:Pietro Callegaro. Genere:Dialetto. Personaggi:
7 (4U, 3D), Atti: 3, Epoca:
Attuale, Scenografia: Villa signorile
Trama: L'azione si svolge in una villa signorile in Brianza. Diego, il proprietario, è un ambizioso ed eminente psichiatra, vedovo. Eva, la figlia nubile, gli fa da segretaria e da governante. La ragazza sembra aver rimosso, suo malgrado, l'idea del matrimonio in quanto gli impegni del padre assorbono tutto il suo tempo. Un giorno Giorgio, un giovane squattrinato, giunge alla villa con una lettera da consegnare al professore. Giorgio, inviato da un collega di Diego per essere oggetto di un esperimento a sua insaputa, ha un malore e viene ospitato nella villa dove si innamora, ricambiato, di Eva. Nel frattempo Diego annuncia alla figlia di essersi sposato con Frida, una solare attrice viennese di mezza età. Eva reagisce male all'annuncio del matrimonio del padre ma in seguito diventa amica di Frida, che riesce a far comprendere al marito l'importanza di vivere in libertà e onestà i propri sentimenti. Nel frattempo Giorgio capisce che sta per essere usato come cavia; di nascosto rigetta le pastiglie che Diego gli propina, fingendo di subire gli effetti del farmaco. Poi scompare, lasciando Eva nella più completa disperazione, ma con la complicità di Frida si lascia ritrovare perché ha capito che Eva lo ama sinceramente. Giudizio: La commedia è un susseguirsi di colpi di scena esilaranti che coinvolgono anche i personaggi secondari.
Titolo:E POI FURONO AMICI PIU' DI PRIMA di:Riboni Gigi. Genere:Giovani. Personaggi:
17: 15 U, 2 D., Atti: 3, Epoca:
Attuale, Scenografia: Atto 1° Porticato di un collegio Atto 2° Sala dello stesso collegio Atto 3° Sala da pranzo nell'abitazione di uno dei ragazzi.
Trama: La vicenda presenta le avventure di due ragazzi in un collegio svizzero. Alcuni fatti contribuiscono a creare tra i due una grande amicizia. Questa amicizia continuerà nonostante l’opposizione dei genitori. Giudizio: Commedia. Buon motivo di riflessione sui problemi del rapporto genitori-figli e sul valore dell'amicizia.
Titolo:E POI VENNE LA LUCE di:Bertelli Flavio. Genere:Drammatico. Personaggi:
4 : 3 U, 1 D., Atti: 1, Epoca:
Indefinita., Scenografia: Scena fissa.
Trama: Siamo nelle ore che seguono la distruzione atomica della Terra: il bottone è stato schiacciato, da una parte e dall’altra, per folle calcolo o per tragico sbaglio; sono partiti i grappoli dei missili e l’uomo è tornato all’anno zero.
La grande barca dell’umanità è affondata; dal naufragio si salvano soltanto un uomo e una donna che si amavano e ora si stringono su una zattera in cerca di una terra dove la donna possa mettere alla luce il figlio che attende. Vuole, l’uomo, che la nuova stirpe che nasce sia migliore; la donna teme che gli errori e le infamie siano irrimediabili. Ma l’uomo gli da fiducia, la bontà si può imporre, si può insegnare a costruire invece di abbattere, e nella nuova società di cui sogna una soltanto sarà la legge, quella del precetto evangelico che impone di amare il prossimo come noi stessi.
L’Autore ha qui introdotto quella che è l’invenzione migliore di quest’opera: la proiezione, nata dai timori della donna e fugata dalla certezza del marito, dei due capi in lotta.
Tutti lividi e ammaccati, gli abiti a brandelli, fantomatici residui della distruzione atomica, sono ancora gli stessi nel fondo: usano ancora vacuamente e teatralmente le parole di pace e giustizia, sono disposti a fare lega e ad alternarsi al potere, sono pronti a rimettere in marcia un tetro grammofono che suona l’inno marziale, e riattaccarsi spente medaglie, a guarnirsi di logori fiocchi e pendagli, sol che abbiano sentore di poter riprendere il comando sugli uomini. Giudizio: Dopo la distruzione atomica della terra, un uomo e una donna si salvano e fanno progetti per un futuro, ma l'incontro di due capi delle fazioni in lotta li portano a discutere ma quale ideale riuscirà e prevalere? L'Autore ce ne da una sua soluzione.
Titolo:EDELWEISS di:Chiesa Guido. Genere:Drammatico. Personaggi:
6 maschi di cui 2 adulti più 4 giovani., Atti: 3, Epoca:
Oggi ?, Scenografia: Scena fissa.
Trama: Roberto, figlio di una guida alpina è uno studente universitario. Suo rivale, già dal liceo, è Galbiati, altezzoso ed ironico, disprezza Roberto perché lui appartiene ad una famiglia signorile. Roberto, sopporta e frena la voglia di dargli una battuta.
Roberto s’innamora di una bella ragazza, ma Galbiati riesce a portagliela via. Per Roberto tutto è finito e riesce a frenare il suo istinto di ammazzare il rivale.
Muore il padre di Roberto e questi ritorna in montagna ove diventa un’abile guida alpina come suo padre, poi sposa una brava ragazza con cui avrà un figlio, Claudio. Però non dimentica il suo primo amore e la cattiveria di Galbiati.
Un giorno dopo qualche anno, Galbiati capita nel rifugio alpino. Sembra cambiato, dice che vuole andare in montagna per cogliere edelweiss, niente ascensioni. Roberto lo accompagna e trovano gli edelweiss. Galbiati, da solo va sulla roccia per cogliere i fiori. Roberto, resta a guardare, Galbiati coglie, poi con cinismo e cattiveria dice che darà l’edelweiss a sua moglie, antica fiamma di Roberto. Ma la roccia cede all’improvviso, Galbiati chiede aiuto ma Roberto è preso da desiderio folle di vendetta, non l’aiuta, ma lo spinge verso l’abisso. Nessuno seppe mai come ciò accadde… L’azione drammatica ha inizio, quando Claudio (20 anni) figlio di Roberto, è anche lui al rifugio col padre, Claudio non vuole saperne di seguire la tradizione famigliare e fare la guida alpina, ma padre è cocciuto, egoista. Teme la solitudine, vuole che il figlio resti vicino.
Claudio, durante la stagione estiva si ritrova con un amico, Ferruccio (30 anni) al quale confida tutto e Ferruccio lo incoraggia a sopportare il padre. Poi giungeranno al rifugio altre persone: Sergio (25 anni) con intenzione di fare una scalata, Pippo (30 anni) senza nessuna intenzione di seguire Sergio perché rammollito e Pietro (60 anni) domestico e affettuoso custode di Sergio per incarico di sua madre.
L’incontro dei tre con quelli del rifugio è molto divertente e si combina l’ascensione. Sergio andrà in montagna con Roberto. Come di consueto i tre mettono la loro firma sul registro del rifugio e solo più tardi Roberto scopre che fra quei nomi c’è Sergio Galbiati figlio della sua vittima. Di questo è sicuro perché il giovane sotto il suo nome, ha lasciato scritto, come si usa, un pensiero: “Vorrei cogliere delle stelle alpine, ma non finire tragicamente come mio padre…”.
Roberto è sgomentato…
Il resto del dramma lo lascio scoprire a chi ne sarà interessato. Giudizio: Un dramma di effetto. Adatto per filodrammatiche che si impegnano seriamente.
Titolo:EL RESENTIN di:Zago Roberto. Genere:Dialetto. Personaggi:
7 : 5 U, 2 D., Atti: 3, Epoca:
Attuale., Scenografia: Interno di una antica casa della vecchia Milano.
Trama: Tre fratelli vinai dai caratteri diversi e avanti negli anni, con un nipote cui non interessa assolutamente proseguire l’attività, decidono, fra mille dubbi, di cedere la rivendita di vini ereditata dai genitori. Si presenta Monica, inviata dalla Penta Drink; si rende subito conto che l’osso duro della famiglia è Baldin, il più anziano; Gino, il più giovane, è un sempliciotto a cui deve fare da balia la moglie Maria. Pietro, il fratello di mezzo, è il più interessato alla vendita; il suo unico desiderio è di andarsene alle Canarie e rifarsi una vita. Dopo una serie di scontri verbali e di vicissitudini si scopre che dietro la Penta Drink c’è “l’onorata società”, che tiene in pugno la famiglia a causa d’investimenti sbagliati di Fabio, figlio di Gino e Maria. La finalità della Penta Drink è comprare per demolire tutto, anche la vecchia casa dei tre fratelli, cancellando così un altro pezzo della vecchia Milano pieno di fascino e di ricordi. Finale amaro, anche se Pietro e Monica uniranno le loro solitudini volando assieme alle Canarie. Giudizio: Un atto d'amore dell'Autore nei confronti della sua città; commedia dialettale.
Titolo:EQUIVOCI DI UNA NOTTE ( GLI ) di:Goldmith Oliver adattamento di D'Alessandro E.. Genere:Comico. Personaggi:
16: 12 U, 4 D., Atti: 3, Epoca:
Sec. XVIII, Scenografia: Camera piuttosto antica di una casa normale. Una taverna con alcuni avventori e una camera antica.
Trama: Cosa si può dire che non ci sia già nel titolo? Equivoci, equivoci a non finire: padrone di casa fatto passare per albergatore, casa di proprietà scambiata per locanda, innamoramenti con persone che in realtà non sono quelle che appaiono. Interessi, vanità e sentimenti veri, tutto con contorno appunto di equivoci che avvalorano le situazioni più incredibili. Naturalmente tutto svanirà alla luce del sole. Giudizio: Commedia brillante.
Titolo:ERRATO CROCICCHIO ( L' ) di:Calori Carlo. Genere:Allegorico. Personaggi:
4 : 3 U, 1 D., Atti: 1, Epoca:
Indefinita., Scenografia: Scena unica.
Trama: E’ una fantasia scenica dedicata alle vittime delle seduzioni razionalista, scientista, materialista ed edonista.
E’ la costante ed imperterrita ricerca della Verità da parte dell’Uomo che si affida, purtroppo, soltanto alla materia senza andare oltre.
Ne esce sconfitto e a nulla valgono tutti i tentativi dello “strano personaggio appollaiato” per aprirgli gli occhi e la mente alla Verità. Giudizio: E' una fantasia scenica dedicata alle vittime delle seduzioni razionalista, scientista, materialista ed edonista.
Titolo:F I O R I di:Franchini Leonardo. Genere:Commedia. Personaggi:
10 : 3 U, 7 D., Atti: 2, Epoca:
Indefinita., Scenografia: Fantasiosa.
Trama: I soggetti di un quadro (otto fiori, una pipa, una statua di Diana ) si animano per raccontare le loro vicissitudini. Più la commedia si sviluppa e più cambiano i ricordi, flash-back che vedono impegnati i singoli interpreti nei loro ricordi: la reggia della principessa Sissi; l’albergo dove soggiorna il pittore del quadro, di cui Sissi si è innamorata; la Casa di Margherita, innamorata del pittore. Giudizio: Delizioso poema molto originale, dal linguaggio ricercato e poetico.
Titolo:FABRICA DEL TUBO ( LA ) di:Buzzi Giancarlo. Genere:Dialetto. Personaggi:
8: 4 U, 4 D., Atti: 3, Epoca:
Attuale., Scenografia: Salotto con tavolo da pranzo, tavolino scrivania.
Trama: Antonio, ex rottamaio, riesce a far fortuna fino a costruirsi uno stabilimento per la fabbricazione di tubetti. Ma i soldi danno un po’ alla testa alla moglie e ai figli, cambiando la loro mentalità. Inaspettatamente una vecchia pendenza giudiziaria farà crollare la fortuna accumulata. Antonio sarà felice di rivedere moglie e figli come un tempo, quando erano poveri. Giudizio: Commedia - in dialetto - valori veri della vita e della famiglia.
Titolo:FACCIAMO LA RIVISTA (Dodici scenette) di:Roberto Franco. Genere:Comico. Personaggi:
Personaggi maschili e femminili, Atti: 12, Epoca:
A piacere., Scenografia: Scene neutre e semplicissime.
Trama: Queste scenette brevi hanno il pregio di poter servire in diverse circostanze, quali l’iniziazione al teatro per i ragazzini, a conclusione di qualche giornata di festa, per tenere allegri i ragazzi durante qualche pomeriggio invernale. Giudizio: Scene gustose e divertenti, data la loro semplicità piaceranno a grandi e piccini.
Titolo:FALSTAFF E LE ALLEGRE COMARI DI WINDSOR di:Davare Giacomo Romano
(traduzione e adattamento). Genere:Commedia. Personaggi:
13 + comparse, Atti: 4, Epoca:
Scelta registica, Scenografia: Scelta registica
Trama: La traduzione e rielaborazione del famoso testo di Shakespeare da parte dell'Autore rende il dialogo veloce e spigliato; i travestimenti, l'andirivieni continuo dei personaggi, le ambiguità e gli equivoci sulle identità danno potenza all'impianto scenico. Giudizio: Consigliato soprattutto a Compagnie che apprezzano trame ricche di intrighi e di equivoci.
Titolo:FANTASIA GIALLA di:Gandino Antonio. Genere:Commedia. Personaggi:
7 femmine di cui 3 giovani., Atti: 3, Epoca:
Oggi., Scenografia: Scena fissa.
Trama: Bea, ricca vedova svanita, divoratrice di libri gialli e amante del brivido, immagina che ovunque ci sia il morto.
Monica, sorella di Bea e madre di Lalla, è una squattrinata. Ama la sorella sia per il legame di sangue che per la generosità della stessa nei suoi confronti.
Lalla, viziata dalla madre e dalla zia, ha una spiccata tendenza giallofila e la zia esulta.
Una sera in casa di Bea giunge notizia che il dottor Franchi, vicino di casa, è morto all'improvviso durante un ricevimento. Questa notizia fa immediatamente scattare la giallo-mania di Bea.
Monica e Lalla, di ritorno da casa Franchi, raccontano. Bea si nutre avidamente di ogni particolare e la sua immaginazione lavora senza un attimo di tregua.
Monica assicura la sorella che si tratta di collasso cardiaco; Bea ci vede un delitto ed è più che mai decisa ad incominciare le sue indagini. Inizia da Lucia, la sorella del morto, che racconta molte cose, ma il suo scopo è uno solo: bere cognac.
Bea vuole ricostruire il ricevimento con la partecipazione di Lucia, sbronza.. È un susseguirsi di scene comiche nelle quali zia e nipote s’immergono con avidità per scoprire l'inesistente assassino. Naturalmente l'indagine finisce in niente ma Bea non si arrende: “Gialla sono e gialla resto... Chi non ama il mio colore può andare a farsi friggere”. Giudizio: Una commedia brillante, piacevole, di facile interpretazione.
Titolo:FARFALLA EFFIMERA di:Zago Roberto. Genere:Commedia. Personaggi:
7 (4U, 3D), Atti: 2, Epoca:
Attuale, Scenografia: Stilizzata; luci e pedane delimiteranno le zone ambientali.
Trama: E’ una storia d’amore e di tradimenti, quindi a prima vista niente di nuovo sotto il sole; invece…
Elisa è una giovane insegnante; Ermanno, sposato e con figli, per assolvere i suoi impegni di lavoro è costretto a una lunghissima trasferta lontano da casa. L’improvviso apparire di Elisa colma il vuoto della sua anima ma si avvede che “qualcosa” gli impedisce di donarsi a questa ondata di sentimenti che lo travolgono. Nemmeno le rare comparizioni in famiglia lo placano, e lo vedono sempre più distante dai suoi affetti primitivi. Il groviglio di sentimenti e di emozioni che lo investono lo inducono a confidarsi per intero con un sacerdote del luogo. Elisa, maestrina anch’essa in trasferta, in breve tempo si innamora di Ermanno; la sua giovane età non ha remore, e non comprende la ritrosia di Ermanno a donarsi nell’intimità. L’amico prete ascolta l’uomo, l’aiuta con parole di conforto e lo esorta a non giudicare la giovane. Ermanno cede all’impulso della passione ma, poco dopo, il rapporto fra i due si deteriora senza spiegazione plausibile. Qualcosa ostacola la loro unione sentimentale, ed è Elisa a capirlo e a rivelarlo ad Ermanno: “l’appartenenza” che lo condiziona è l’educazione cristiana che ha ricevuto. I due si lasciano.
La commedia non dà giudizi, ma pone alcune riflessioni: può ancora oggi interessare e far discutere il tradimento fra coniugi, o il caso di una ragazza madre? Sorprende un prete che non fa prediche, che non trancia giudizi, coerente con l’orientamento attuale della Chiesa? La forza della Grazia, nascosta ma radicata, è tale da far interrompere un rapporto intenso ma fallace? Giudizio: Intensa commedia d’amore.
Titolo:FARSA DELL'IMPICCATO ( LA ) di:Ghéon Henri. Genere:Allegorico. Personaggi:
6 : 5 U, 1 D., Atti: 3, Epoca:
Anno 1000/1100, Scenografia: Locanda isolata
Trama: Tratta da un’antica leggenda di Jacopone da Voragine, racconta la storia di un padre e di un figlio, in pellegrinaggio alla tomba di S. Giacomo di Compostela nell’anno 1020, che una notte chiedono ospitalità in una locanda della strada. I proprietari, attratti dal bagaglio dei due forestieri, mettono in atto un piano per cui i due forestieri vengono accusati di essere dei ladri e condannati a morte. Per grazia del giudice viene ucciso solo il figlio. I locandieri diventano possessori del bagaglio e il padre continua da solo il pellegrinaggio. Al ritorno il padre ritrova il figlio impiccato ma ancora vivo; inneggiando al miracolo di S. Giacomo riescono a smascherare gli imbroglioni e a diventare padroni della locanda. Giudizio: Una farsa in piena regola con lieto fine.
Titolo:FAVOLA DI BOSCO D'ORO ( LA ) di:Bartalucci Giac.. Genere:Ragazzi. Personaggi:
25., Atti: 3, Epoca:
, Scenografia: Fondale e quinte raffiguranti un bosco
Trama: Raccontando la favola della buona notte, la mamma di Samuele lo accompagna nel meraviglioso mondo della “Fantasia”. Da sopra una nuvola potranno vedere tutto ciò che succede a Bosco d’Oro. Samuele conoscerà l’orso Benny che vuol fare il cuoco, i fiori Tuly, Rose e Margy, che insegnano a Donato, il bruco balbuziente e innamorato, a corteggiare Rosina, una bellissima farfalla. Vedrà i “Tamarros”, alcuni giovani animali che non accettano nel loro gruppo Molfy, una piccola puzzola che più tardi con coraggio li salverà dalle fauci di un terribile e imbranato lupo “Nerone”. Vedrà l’astuzia truffaldina del gatto e della volpe a caccia del premio vinto da Benny. Scoprirà che nascere ragno non è poi una fortuna. Ma soprattutto… capirà che il maggior nemico della natura è l’uomo, che col suo insaziabile egoismo lascia tracce indelebili del suo breve passaggio terreno e così, Sibiasca e Griliset, goffi ma spregiudicati malfattori, proveranno a distruggere la vita di Bosco d’Oro, ma purtroppo per loro… almeno in questa favola vincono i buoni. Giudizio: Testo adatto ai ragazzi che insegna loro i valori della convivenza, della pace, dell'aiuto reciproco e dell'ecologia.
Titolo:FAVOLESCION di:Cattivelli Mauro; Quattrocchi Paolo; Pace M.. Genere:Musicale. Personaggi:
18 (9U, 9D), Atti: 2, Epoca:
Attuale, Scenografia: Favolistica.
Trama: Favola musicale intelligente e spiritosa per ragazzi, che tocca temi di attualità e di interesse anche per un pubblico adulto. E’ una sorta di fantasiosa parodia del mondo delle fiabe che chiama in campo i più noti personaggi delle favole, mettendoli alla prova con problematiche odierne, in particolare quella dello strapotere televisivo che mette in pericolo la loro stessa esistenza. Primo perché sono diventati vecchi e fuori moda, secondo perché nessuno racconta più favole. Devono essere riqualificati. Ecco allora che luoghi comuni e stereotipi televisivi si impadroniscono dei loro comportamenti e del loro linguaggio con una sequenza di trovate, di battute intelligenti e spiritose scandite da un ritmo continuo. Una nutrita serie di canzoni, la maggior parte in chiave rap, dà risalto ai protagonisti simpatici e stravaganti, tutti ben disegnati. Giudizio: Il lavoro è un pretesto per una riflessione sul valore immortale delle favole, e sull’importanza che siano i grandi a narrarle ai piccini.
Titolo:FELICE NOTTE A BETLEMME di:D'Alessandro Enrico. Genere:Commedia. Personaggi:
22 : 15 U, 5 D e 2 bambini, Atti: 1, Epoca:
Nascita di Cristo, Scenografia: Da Notte Santa
Trama: Se un angelo ci annunciasse che è nato il Re dei Re, gli daremmo fiducia o gli chiuderemmo la porta in faccia come a un venditore di enciclopedie ? La storia è quella che tutti conosciamo, alcuni personaggi però sono molto attuali. Alla fine alcuni gli crederanno, altri non gli daranno importanza. Giudizio: Fantasia natalizia attualizzata.
Titolo:FESTA DELLA MAMMA ( LA ) di:Varnavà Stefano. Genere:RECITAL. Personaggi:
, Atti: , Epoca:
, Scenografia: Trama: Giudizio: Materiale abbondante per tale ricorrenza
Titolo:FIGLI DI PARISATIDE ( I ) di:Fossati Giorgio.. Genere:GL. Personaggi:
4 : 2 U, 1 D, 1 ragazzo., Atti: 1, Epoca:
Oggi., Scenografia: Scena semplice.
Trama: Un uomo si presenta a casa del suo vecchio professore di liceo, da lui ritenuto responsabile del suo fallimento negli studi e nella vita, per ucciderlo con una bomba ad orologeria.
Ma un ragazzo, attuale allievo del professore, purtroppo nelle stesse condizioni dell’ex-allievo agli effetti proficuità negli studi, ma armato di grande senso pratico, riuscirà a disinnescare la bomba, che, alla fine, non si rivelerà… molto pericolosa.
Mezz’ora di suspense per un finale lieto. Giudizio: Mezz'ora di suspense per un finale lieto.
Titolo:FIGLIO FRANCESE ( IL ) di:Turrini Lionello. Genere:Commedia. Personaggi:
8: 4 adulti (2U, 2D); 4 ragazzi (2M, 2F), Atti: 2, Epoca:
Oggi., Scenografia: Giardino, si intravede la casa.
Trama: Bob, un professore di matematica, americano, con moglie e due figlie, viene a sapere che da un incontro con una francese è nato dieci anni fa un figlio. La madre è morta. Bob ne parla alla moglie, la quale pensa che la soluzione migliore sia di invitare il ragazzo per un mese (il tempo delle vacanze). Il ragazzo si rende subito simpatico, ma quando le figlie scoprono la verità, la situazione si fa critica. Tutto poi si risolve, ma quando Bob chiede al ragazzo se vuole restare per sempre con la nuova famiglia, la risposta è… Giudizio: Commedia. Il "fatto" ha una sua credibilità che lo rende coinvolgente: "Se capitasse a me, come mi comporterei?".
Titolo:FINALE D'ATTO A VIENNA di:Zago Roberto. Genere:Commedia. Personaggi:
3 : 2 U, 1 D., Atti: 1, Epoca:
Oggi a Vienna., Scenografia: Scena unica.
Trama: Lo studio del direttore di un grande Teatro di Vienna, mentre sul palcoscenico si sta svolgendo l’ultimo atto di un dramma in “prima” assoluta.
D’un tratto irrompe l’armaiolo Ermes Fochs che, concitatamente, confessa di aver sbagliato i proiettili necessari all’attore Franck per concludere, tra breve, il dramma con il suicidio del proprio personaggio. In luogo di quelli a salve, Ermes ha fornito quelli veri, mortali.
Fra il Direttore e l’armaiolo si stabilisce un rapporto di scontro poiché a fronte della richiesta di Ermes di fermare la recita, sta l’esigenza del Direttore di non pregiudicare una importantissima “prima” teatrale. Telefonate, dialoghi, schermaglie incalzano l’azione…. l’armaiolo, persuaso del proprio sbaglio e deciso a non rendersi complice di un omicidio, assale con un pesante soprammobile il riluttante Direttore e l’uccide per correre sul palco ad impedire lo sparo, ma non ci riesce, in quanto proprio in quel momento, si ode la voce di Franck che, subito dopo essersi sparato a conclusione del dramma, chiama festoso il Direttore a raccogliere con lui la messe di applausi che segnano il trionfo del lavoro. Ermes si attacca al telefono e racconta alla moglie il suo sbaglio, quello vero e tragico.
La tensione, l’umorismo involontario dell’armaiolo, la costruzione teatrale di questo atto unico lo fanno adattissimo ad essere ben accetto da qualunque pubblico con esito sicuro. Giudizio: La tensione, l'umorismo involontario dell'armaiolo, la costruzione teatrale di questo atto unico lo fanno adattissimo ad essere ben accettato.
Titolo:FIOEULE DEL CAVAGERA ( LE ) di:Ferrari Antonio. Genere:Dialetto. Personaggi:
12: 8 U, 4 D., Atti: 2, Epoca:
Immediato dopoguerra, Scenografia: Casa di campagna.
Trama: Cècu, el cavagèra, è rimasto vedovo, e vive con le tre figlie. Purtroppo la minore, Rita, si è lasciata “imbrogliare” da un giovane forestiero che ha conosciuto lavorando in fabbrica. Di qui la tragedia di lei e delle sorelle quando si accorgono che è incinta. Come dirlo al padre? Sarà la figlia maggiore a farsene coraggio.
La reazione di Cècu è forte… poi si placa… capisce che la figlia ha bisogno di loro adesso più di prima… la guerra ha lasciato tante rovine… bisogna pregare… se ci fosse stata ancora la loro mamma… e ne parla appunto a lei, la moglie defunta, come fosse viva lì presente…
Passano gli anni: Rita è stata lontana dal paese, ha trovato comprensione in una buona famiglia, ha terminato i suoi studi di maestra e ora si sposa col padre del suo bambino… E’ festa per tutti. Si sono superate tante barriere e il nonno è felice di raccontare la sua vita e il suo lavoro al nipotino. Giudizio: Commedia in dialetto lodigiano. Contiene messaggi di speranza e di amore alla famiglia, al lavoro, alla propria cultura e alla terra in cui si vive.
Titolo:FISCHIO DEL TRENO ( IL ) di:Bertoletti Ivano. Genere:GL. Personaggi:
6: 4 U, 2 D, Atti: 2, Epoca:
Attuale, Scenografia: Un soggiorno di una casa borghese
Trama: Lorenzo, sposato con Stefania, da qualche mese è innamorato di Monica, sua nipote, che ricambia la passione dello zio. I due, certi delle difficoltà che frapporrà Stefania, architettano un piano per la sua eliminazione. Ma l’assassinio di Valeria, la vicina dell’appartamento accanto a quello di Lorenzo, eseguito con le stesse modalità da essi progettate per il loro omicidio, causa l’intervento del commissario Ruperti. Un secondo delitto, in tutto uguale al primo, permetterà al commissario di scoprire il colpevole, anche se solo la confessione dell’assassino riuscirà a far piena luce sulle motivazioni che lo hanno spinto a commettere due omicidi. Giudizio: Giallo psicologico
Titolo:FORMICA BLU ( LA ) di:Bertelli Flavio. Genere:Fiaba. Personaggi:
8 maschi di cui 6 possono essere ragazzi, 4 femminili che possono essere ragazze., Atti: 2, Epoca:
Fantasia., Scenografia: Fantasia.
Trama: La favola viene presentata, con molto brio, dal Signore (che dovrebbe raccontare la favola) e da Aristotele che lo introduce nel misterioso mondo delle formiche. Da qui nasce il racconto. A Poverina e Gerpongo è nata una formica blu. Grosso guaio perché tutte le formiche del regno sono rosse. Microbo (è il nome della formica blu), corre il rischio di essere ammazzato. Poverina, la madre, le confeziona un completo di maglia colore rosso che Microbo indossa per uscire di casa. Ma Microbo è stufo di questa mascherata e si ribella al padre e alla madre. I due, fra l’altro, sono stupiti per la furberia di Microbo e l’assoluta mancanza di paura. Seguono parecchie avventure e fatti perché è una favola piena di sorprese, gustosissima. Non ci sono difficoltà sceniche. Piacerà a tutti. Giudizio: E' una favola piena di sorprese, gustosissima. Non cisono difficoltà sceniche.
Titolo:FORTUNA L' E' SORDA ( LA ) di:Meroni Luciano. Genere:Dialetto. Personaggi:
11 : 6 U, 5 D., Atti: 3, Epoca:
Oggi., Scenografia: Scena fissa.
Trama: Il signor Chiesa è un operaio vedovo che vive in un modesto appartamento in compagnia di una domestica svanita, e riceve solo le premurose visite del cognato Renzo.
Chiesa ha dei fratelli molto ricchi ma che lo ignorano, quasi se ne vergognassero.Uno di questi è sposato ad una industriale, una donna arrogante e molto avida.
Una notte Chiesa sogna la moglie che gli dice di giocare al lotto una quaterna così composta: il numero dei suoi anni e il numero degli anni delle prime tre persone che sarebbero andate a trovarlo un ben preciso giorno. Queste tre persone sono, nell'ordine: il cognato Renzo; la padrona di casa, una zitella che vorrebbe diventare la nuova signora Chiesa e infine, manco a dirlo, la cognata ricca.
Ottenuta in qualche modo la quaterna desiderata, Chiesa esce per giocarla; ovviamente i numeri escono e la somma vincente ammonta a centinaia di milioni.
Chiesa allora decide di mettere alla prova l'avidità della cognata; soffrendo di un vecchio disturbo all'orecchio, finge di essere diventato sordo a causa dell'emozione.
Fa poi avvisare la cognata di quanto gli è successo e questa si precipita subito col marito; i due fanno di tutto per impadronirsi di tale fortuna.
Alla fine Chiesa, esasperato, li caccia in malo modo ma prima rivela loro la sorpresa finale; non aveva giocato i numeri al lotto!
La moglie, in sogno, lo aveva messo in guardia contro i pericoli e le tentazioni che la ricchezza crea e quindi aveva preferito continuare a vivere modestamente, in pace con se stesso e con la propria coscienza. Giudizio: Commedia con una sua morale, i pericoli della ricchezza e le tentazioni che essa crea, e la scelta che ci può suggerire la nostra coscienza.
Titolo:FOTO DI CLASSE di:Sessa Vitali Vitt.. Genere:Ragazzi. Personaggi:
14: due adulti e 12 di scuola media., Atti: 3, Epoca:
oggi., Scenografia: Semplice: scena scuola; Scena a casa di Mario - Siparietti.
Trama: La vicenda si svolge tra i ragazzi della terza media. Mario, timido, ama dipingere e lega poco con gli altri che sono più bravi di lui nel gioco del calcio. Vicino a Mario viene ad abitare Isabella, una giovane pianista che frequenterà la terza media nella stessa classe di Mario. Il ragazzo lega subito con Isabella, alla quale svela il suo grande segreto: i suoi sono genitori adottivi. Prima stava in un istituto. Isabella, credendo di aiutare Mario, confida il segreto alla compagna di banco, la quale, naturalmente, credendo di aiutare ... racconta tutto agli altri. Mario è distrutto, ma – grazie anche al professore di lettere – tutto si aggiusterà e Mario ed Isabella torneranno ad essere più amici di prima. Giudizio: Commedia. Racconto tenero, con qualche scena commovente; trionfa il senso dell'amicizia.
Titolo:FRAA GIOCONDO di:Silveri Rino. Genere:Dialetto. Personaggi:
12 : 7 U, 5 D., Atti: 2, Epoca:
Attuale(o tempo fa), Scenografia: Interno di un cascinale, può anche essere ambientato all'aperto.
Trama: “La necessità aguzza l’ingegno”, recitava un proverbio e il protagonista si cala nei panni di un frate, gioviale e umile al punto esatto. Se poi si aggiungono anche le doti taumaturgiche il gioco è fatto. Il nostro frate gira per le campagne raccogliendo elemosine e viene accolto dagli ignari contadini con venerazione. Un miracolo sembra accadere veramente, poiché un contadino “guarisce”. Ma la corda si spezza presto: Fra’ Giocondo è un imbroglione inseguito dalla polizia, essendo un recidivo e pericoloso contafrottole. Giudizio: Commedia vivace e divertente; insaporita dal dialetto; con un fondo di umanità che la rende non solo comica ma anche riflessiva.
Titolo:FRANCESCO D'ASSISI... MA TU LO CONOSCI' di:Varnavà Stefano. Genere:RECITAL. Personaggi:
, Atti: , Epoca:
, Scenografia: Trama: Giudizio: Excursus attraverso la vita e le opere del grande Santo.
Titolo:FURTO DEL SECOLO ( IL ) di:Roberto Franco. Genere:GL. Personaggi:
10: 7 U , 3 D., Atti: 3, Epoca:
Attuale, Scenografia: Scena fissa.
Trama: Non c’è alcun dubbio che il “giallo” piace a molti, perché a quasi tutti, più o meno, piace il brivido e il mistero. Anche per questo motivo, tra telefilm, film e originali televisivi, il genere “giallo - poliziesco” domina il video dal mattino alla notte inoltrata. Pertanto questo dramma “giallo”, oltre a spronare le attrici e gli attori nell’interpretazione di ruoli poco consueti, ma dei quali hanno tanti esempi, “coinvolge” il pubblico. Senza dubbio, perché il furto dei documenti segreti viene compiuto, e anche “ricostruito”, in presenza degli spettatori, i quali potranno “collaborare” alla scoperta della persona colpevole. E’ un “thrilling” con forte suspense. Giudizio: Dramma "giallo".
Titolo:G A W K Y di:Aamir Frank. Genere:Ragazzi. Personaggi:
11 : 6 U, 5 D, + un ragazzino e comparse., Atti: 2, Epoca:
Attuale., Scenografia: 2 Soluzioni: scarna o pomposa.
Trama: Avvicendarsi di personaggi e situazioni sullo sfondo del Natale, con intervento finale di un Gesù uscito da un vangelo apocrifo. Giudizio: Favola pedagogica adatta al periodo natalizio.
Titolo:GAUDENZI PIANTANIDA SART, a on bisogn strolegh e mago. di:Balzarini Alberto e Salvi Paolo. Genere:Dialetto. Personaggi:
12: 5 U , 7 D., Atti: 3, Epoca:
Attuale, Scenografia: Spazio aperto davanti alla casa del sarto.
Trama: Gaudenzi Piantanida è un sarto, che, per arrotondare le sue magre entrate, si finge indovino e mago. Non è un disonesto, è solo un poeta a cui sono mancate le poesie. Sognatore, come tale si comporta. In un susseguirsi di vicende reali e fantastiche anche la Morte si presenta sotto le sembianze di donna desiderabile, giovane e bella, sensibile alle preghiere di Gaudenzi, che ritenendo di non aver ancora compiuto del tutto il suo dovere in vita, chiede e ottiene una proroga. Giudizio: Commedia in dialetto con vari spunti e messaggi.
Titolo:GEROLAMO UNO E DUE di:Gandino Antonio. Genere:Comico. Personaggi:
14 : 8 U, 6 D., Atti: 3, Epoca:
Oggi., Scenografia: Scena Fissa.
Trama: È la vicenda di due fratelli gemelli somigliantissimi. Uno è emigrato in Argentina con lo zio ma durante un disastro ferroviario resta solo e finisce in un orfanotrofio.
La sua famiglia, in Italia, perde le tracce del ragazzo. Il gemello si chiama Carlo ma per ricordare lo scomparso viene chiamato Gerolamo II°. Questi decide di andare con l’amico Gustavo alla ricerca di Gerolamo I.
La sorte vuole che i due capitino proprio nel bar dove Gerolamo I° fa il cameriere. Ma la sorte vuole che i due non si incontrino e Gerolamo II° viene scambiato per Gerolamo I°.
Nasce una confusione infinita; i due Gerolami vanno e vengono, e non s’incontrano mai.
L'amico Gustavo non capisce più niente; tutti arrivano al punto di credersi impazziti.
Pasquale, marinaio manesco, dispensa ceffoni ai due Gerolamo e ferisce Gerolamo il cameriere; i due Gerolamo vengono visitati da un medico.
Finalmente il gemello intuisce l'equivoco e corre alla ricerca del cameriere ferito, che riconosce per il suo fratello gemello.
Le scene sono congegnate in modo che lo stesso personaggio può interpretare le parti dei due gemelli. Giudizio: La commedia è tutta un incalzare di trovate comiche e di suspense. Piacevolissima. Le scene sono congegnate in modo che lo stesso personaggio può interpretare le due parti dei gemelli.
Titolo:GHAEM E L'ANELLO FATATO di:Bonalancia Teresa. Genere:Fiaba. Personaggi:
13: 8 U , 5 D., Atti: 3, Epoca:
Ambiente russo, Scenografia: Libera.
Trama: Ghaem, figlio di re, ancora picci¬no era stato abbandonato nel bosco da un usurpatore del trono. Rinvenuto da due contadini, viene allevato insieme al figlio legittimo. Ma questi odia Ghaem; ne ha scoperto l'origine misteriosa e soprattutto perché ottiene le grazie di Ahara, una bella fanciulla. Appare il genio protettore di Ghaem, che gli rivela la verità e il suo diritto al trono. Il ragazzo, con l’aiuto di arcani poteri, nello svolgersi di scene vivaci e comiche, riuscirà a punire l'usurpatore e a sposare la fanciulla amata. Giudizio: Commedia brillante. Adatta anche a spettacoli per ragazzi.
Titolo:GIACOMETTO E L'OCA D'ORO di:D'Alessandro Enr.. Genere:Fiaba. Personaggi:
14 : 11 U, 3 D., Atti: 2, Epoca:
Fantasia., Scenografia: A giudizio del regista.
Trama: Giacometto, tiranneggiato dai due fratelli, Tommaso e Federico, riceve in premio per la sua bontà, da un mago incontrato nel bosco, un’oca con le piume d’oro.
Con questa decide di andarsene in città; alcune persone (una ragazza, il postino, il maestro e la moglie del maestro) rimangono attaccate dietro l’oca e lo strano corteo diverte straordinariamente il Governatore, il quale nomina Giacometto suo Capo cuoco.
Nelle cucine del palazzo Giacometto conosce Linetta, la sguattera, una brava ragazza che lo aiuta e gli insegna a leggere e a scrivere, nonché Brusone, il cuoco, e Braciola, l’aiuto cuoco, due figuri che con astute manovre gli sottraggono, nascosta in una cesta, l’oca d’oro, e fuggono nel bosco.
Qui Giacometto li rintraccia e li punisce a randellate, poi vistili pentiti, li lascia andare anziché consegnarli al Governatore e alle guardie che sopraggiungono.
Salta fuori anche il Mago buono, il quale fa ritornare l’oca nelle sue vere sembianze di Doralice, la bellissima figlia del Governatore, rapita tre anni prima perché era molto capricciosa. Giacometto sposa Linetta e diventa segretario del Governatore. E tutti vissero felici e contenti. Giudizio: E tutti vissero felici e contenti! Da una favola dei fratelli Grimm.
Titolo:GIALLO MORO di:Colombo Mauro. Genere:Storico. Personaggi:
11 (6U, 5D), Atti: 2, Epoca:
Attuale, Scenografia: Semplice.
Trama: L'assassinio di Aldo Moro. A una lunga e minuziosa ricerca, basata su atti processuali e su pubblicazioni di storici, segue un'avvincente e inquietante ricostruzione dal taglio giornalistico-televisivo, supportata da filmati dell'epoca e da ricostruzioni di taglio mediatico. Le incertezze, le reticenze dei vari testimoni del rapimento e degli autori delle indagini, le ricostruzioni dei fatti scatenano dubbi sulla realtà della tragedia dello statista italiano. Giudizio: È Storia, la Storia più recente del nostro Paese.
Titolo:GIARDINO NEL DESERTO (IL ) di:Zago Roberto. Genere:Drammatico. Personaggi:
7 : 3 U, 4 D., Atti: 2, Epoca:
Attuale, Scenografia: Un interno di hotel nel deserto e ambienti diversi, resi in maniera neutra o suggestiva.
Trama: Danielle ha lasciato morire suo padre ed è afflitta dal rimorso, Paul, scrittore in crisi, carpisce e fa passar per proprio il lavoro di un giovane autore teatrale. Aline è frutto della violenza subita da sua madre, suora, da un libanese. Questi sono i tre personaggi che vengono a trovarsi nell’hotel posto nelle vicinanze del Monte Sinai, in Egitto. Qui vive il padre di Aline, fattosi fratello monaco dopo il fatto violento. La gelosia di Paul, e le sua incomprensione verso Danielle, che è presa dal candore di Aline, scoppia nella notte con il tentativo di Paul di convincere Danielle che Aline la sta plagiando. Aline, che è cieca, ha finalmente conosciuto il proprio padre, e invita i due a fermarsi nel Sinai per conoscere il proprio destino, secondo quella Legge che hanno sempre violato. Giudizio: Lavoro intenso, di forte contenuto etico e di grande spessore letterario e teatrale.
Titolo:GIOCO DEI POVERI ( IL ) di:Puerari Pietro. Genere:Ragazzi. Personaggi:
5 ragazzi e 1 uomo., Atti: 1, Epoca:
Oggi., Scenografia: Scena fissa.
Trama: Per una marachella compiuta in classe da uno scolaro, alcuni suoi compagni si vedono ingiustamente puniti dall'insegnante.
Il colpevole è figlio di un ricco industriale e ciò acuisce il risentimento degli accusati.
Unica eccezione uno scolaro bravissimo ma povero, che continua ugualmente ad aiutare nei compiti il ricco ma meno intelligente coetaneo.
Per quest'ultimo sopravviene un avvenimento imprevisto che riduce pure lui alla povertà.
Ciò susciterà nel suo cuore nuovi sentimenti che lo aiuteranno a sopportare coraggiosamente un più modesto rango sociale, acquistando inoltre la stima e l'amicizia dei compagni. Giudizio: La diversità di rango sociale non deve influire sulla stima e l'amicizia con i compagni di classe.
Titolo:GIOCO DELLA MORTE ( IL ) di:Bertolini Fausto. Genere:Storico. Personaggi:
3: 2 U , 1 D ., Atti: 2, Epoca:
Secolo XVI, Scenografia: Prigione
Trama: La vicenda si svolge nella cella carceraria di Thomas More, l’ex cancelliere del re Enrico VIII d’Inghilterra. Il prigioniero ha il cuore e la mente pieni di fermezza e di determinazione di fronte ai tentativi di chi, come Cramer, cerca di farlo divergere dalle sue convinzioni più profonde e vere, mostrandogliene l’utopia. Fa da contrappeso ai due la briosa umanità di Giovanna, la servente di cella, che rivela una benevola comprensione verso Thomas condannato a morte. Giudizio: Dal dramma emergono alti valori umani e cristiani in contrapposizione all'arrogante potere del re, un lupo che non perdona. (Bertolini ha buone esperienze di teatro e di regia cinematografica. Collabora alla terza rete della RAI. La Radio Vaticana ha trasmesso il suo dramma "Neele mani di Pilato").
Titolo:GIORNO DELLA LUMACA ( IL ) di:Fossati Giorgio.. Genere:Drammatico. Personaggi:
7 : 6 U, 1 D., Atti: 1, Epoca:
Dopo - guerra, Scenografia: Scena fissa.
Trama: Che cosa avvenne il giorno della lumaca?
Un tranquillo professionista, all’apice della carriera politica, viene intervistato da un giornalista, che gli porge questa domanda, dietro la quale si nasconde un terribile segreto. Il giorno della lumaca risale all’epoca della Resistenza, quando il professionista, allora giovane partigiano, per ottemperare ad un ordine di sabotaggio non si fece scrupolo di uccidere anche un uomo innocente.
La forza del perdono di chi ha subito indirettamente la violenza, riuscirà a cancellare il rimorso per l’atto delittuoso. Giudizio: La forza del perdono di chi ha subito indirettamente la violenza, riuscirà a cancellare il rimorso per l'attto delittuoso.
Titolo:GIORNO DI ABRAMO ( IL ) di:Pedrone Aldo. Genere:Drammatico. Personaggi:
6 : 5 U, 1 D., Atti: 2, Epoca:
Tempi di Abramo., Scenografia: Una tenda in un bosco di ulivi.
Trama: Il lavoro è diviso in due momenti ben collegati: ntreccia, in modo drammatico, l'esperienza di guerra fatta da Abramo, il padre delle religioni monoteistiche, e le conseguenze a cui fa giungere anche la guerra creduta giusta, annodandole all'altra esperienza di Abramo, quella del figlio Isacco, donatogli da Dio e poi richiesto in sacrificio.
Emergono dal lavoro i due grandi temi della pace e della vita, beni entrambi sacri e da salvare, sempre.
Il dramma evidenzia anche un'altra prova cui è sottoposto Abramo: quella dell'uomo di fede, che non è creduto e, perciò, trattato da illuso o, peggio, da allucinato.
Rimane però una certezza: la Parola di Dio è fedele e non passa. Giudizio: IL dramma mette in evidenza anche un'altra prova a cui è sottoposto Abramo: quella dell'uomo di fede. Ma la parola di Dio è fedele e non passa.
Titolo:GORETTI ( I ) di:Pedrone Aldo. Genere:Agiografico. Personaggi:
5 uomini, 2 donne,i figli dei Goretti più altri., Atti: 3, Epoca:
Odierna., Scenografia: Due scene: una cascina e un'altra.
Trama: I Goretti venivano da Corinaldo, un paese delle Marche. Attratti da illusorie speranze erano scesi sino all'Agro Pontino in cerca di lavoro e di pane; trovano una terra malata e padroni dal cuore duro. Per sfruttare meglio quelle misere campagne i Goretti si erano associati ad un certo Serenelli che ha
un figlio, Alessandro, cresciuto come l'erba del prato.
La compagnia dei due Serenelli è poco proficua per i Goretti.
Quando Luigi Goretti, padre di Maria, muore di malaria, Assunta, la madre di Maria, resta sola nella cascina dell'Agro Pontino con sei figli da crescere e un socio esigente, egoista e sgarbato. Per fortuna c'è Maria che la aiuta e la incoraggia.
Alessandro Serenelli, giovane trascurato e dissipato, insidia Maria, che rifiuta le sue ripetute proposte.
In una torrida giornata d'estate Alessandro perde la testa e uccide Maria, che ancora una volta gli ha resistito. Prima di morire Maria perdona al suo uccisore.
Non perdona però la gente, che chiede la giusta pena per il giovane assassino, condannato a trent'anni di galera.
A questo punto avviene un fatto nuovo, un rovesciamento di posizioni. Maria, che da viva evitava Alessandro, ora lo cerca lungo vie misteriose ed insistenti; avviene che proprio la piccola vittima innocente salvi colui che ha operato tanto male.
Trent'anni dopo il delitto Alessandro esce dal carcere, pentito e rinnovato.
La gente lo evita con ripugnanza nel ricordo del suo gravissimo sbaglio ma egli troverà un convento che lo accoglierà come manovale. Più tardi, in una notte di Natale, Alessandro andrà a trovare Assunta e, ottenuto il perdono, andrà con lei alla Messa della Santa Notte.
Il sangue di Maria è stato un fiume di grazia che salva.
Il lavoro, dramma di povera gente, è dedicato alla Chiesa dei poveri che lavorano, soffrono, pregano, amano e perdonano.
La forza drammatica di questa storia, realmente accaduta all'inizio del XX secolo, deriva dalla tensione morale in cui agiscono gli interpreti, nella lotta tra ciò che è giusto e ingiusto. Giudizio: Dramma perenne da cui si esce soltanto col bene che supera il male. La realizzazione del lavoro domanda una scena quasi fissa per i tre atti e attori per lo più giovani. Occorrono anche luci e suoni appropriati e una regia molto attenta.
Titolo:GRAMMATICA ( LA ) di:Labiche Eugène. Genere:Comico. Personaggi:
5 : 4 U, 1 D., Atti: 1, Epoca:
Secolo XIX, Scenografia: Casa di campagna in Francia.
Trama: Un sindaco di un piccolo paesino delle campagne francesi rischierebbe il suo onore e la sua immagine se l’intero villaggio venisse a conoscenza che lui è analfabeta… Ma grazie all’aiuto della figlia riuscirà a mantenere la sua carica e a vedere sposata il suo angelo. Giudizio: Commedia comica che ridicolizza le false apparenze.
Titolo:GREMBIULINO BIANCO (IL ) di:Schiavo Elisabetta. Genere:Drammatico. Personaggi:
7 : 3 U, 4 D., Atti: 1, Epoca:
Tra il 1940 -1950, Scenografia: Scena unica.
Trama: Mina vive con la madre Emilia, il patrigno Vigio e Mario, un giovane convivente, in una lurida baracca alla periferia di Torino.
La ragazzina vive di sé un'immagine sdoppiata: bella, pulita, la mattina a scuola, dove si sente amata dalla maestra e dalle sue compagne, che hanno genitori premurosi ed una casa accogliente; una vita squallida fatta di miseria, lavori pesanti, botte, violenze e scene disgustose a casa, dove il patrigno è sempre ubriaco; la madre intesse i suoi loschi traffici con un altro uomo e si ricorda della figlia solo per cavarne qualche soldo.
Il fatto culminante avviene una mattina in cui la piccola Mina si trova sola in casa col patrigno, in preda ai fumi dell'alcool.
Dopodiché va a scuola e, nel tema assegnatole dalla maestra, scrive pietose bugie sulla sua vita extrascolastica, sulla sua bella casa, sulla bellezza e bontà della sua mamma. Giudizio: Il dramma ci fa fare un esame di coscienza della nostra interpretazione di certi fatti incresciosi che succedono , purtroppo, in questo mondo per non essere poi come tante volte, dei superficiali.
Titolo:GRIGIO E IL ROSA (IL) di:Gherardo Lombardo. Genere:Commedia. Personaggi:
2 D, Atti: 1, Epoca:
Attuale, Scenografia: Casa di riposo per anziani.
Trama: Racconta di un amore impossibile ma veritiero. Due donne sole, vedove, sono state "depositate" dai figli in una casa di riposo; vivendo nella stessa stanza si confidano pensieri e angosce. Le tematiche del testo sono profonde: - l'amore è prerogativa solo dei giovani? - se una donna anziana, sola, prova un sincero sentimento d'amore per un giovane, che cos'è: una depravata? Toccante è il dialogo fra le due compagne di stanza; il finale però ridona serenità a Emma, grazie alla comprensione e all'amicizia di Marta. Giudizio: Il lavoro si presta a una riflessione sulle tematiche di vita degli anziani.
Titolo:GRISU' POVERO SINDACO di:Bertelli Flavio. Genere:Fiaba. Personaggi:
7 maschi e 2 femmine., Atti: 2, Epoca:
Fantasia., Scenografia: Scene di fantasia.
Trama: A Pomerania, allegro paese da fiaba, non c'è da sorprendersi che accadano cose straordi¬narie. Succede anche che il sindaco Grisù, eletto tale solo perché poverissi¬mo, si trovi a dover fronteggiare una con¬grega di strani personaggi, alcuni in veste di collaboratori, altri di inviati spe¬ciali di un altro mondo; tutti pron¬ti a scatenarsi in spensierate sarabande ap¬pena ne capiti l'occasione. Purtroppo però fallisce lo scopo della comu¬ne aspirazione, tendente a incrementare le piuttosto scarse attrattive turistiche del pae¬se. Tuttavia i due inviati dall'altro mondo, Moe¬na e Moloch, mandatari rispettivamente del Bene e del Male, offrono due diverse solu¬zioni: scegliere fra l'invenzione di semi che possano generare alberi del POP (Pane, Onestà, Pace) o del PIP (Potenza, Incoscien¬za, Piacere). Ma sui subdoli allettamenti di Moloch prevale infine l'offerta di Moena, e tutto proseguirà quindi sulla giusta via del Bene. Grisù, povero sindaco, ormai sciol¬to dai suoi civici impegni, potrà assolvere un altro fantasioso obbligo, che lo porterà a far germinare altrove i prodigiosi semi del POP. Giudizio: Destinata sopratutto ai ragazzi, la commedia potrà tuttavia piacere anche ai grandi, se gli attori sapranno dare opportuno risalto alle gustose significazioni umoristiche predominanti nel dialogo.
Titolo:GUTIERREZ HA PERSO LA TESTA di:Bertoletti Ivano. Genere:Comico. Personaggi:
13 : 8 U, 5 D., Atti: 2 +, Epoca:
Odierna, Scenografia: sala d'aspetto di una piccola stazione. Interno di una strana casa.
Trama: In una piccola stazione di un piccolo paese, Beniamino è in attesa di prendere l’ultimo treno della notte. Ma quel treno partirà senza di lui, perché nella piccola stazione Beniamino verrà coinvolto in un vortice di strani personaggi e l’ineluttabilità degli avvenimenti lo trascinerà in una travolgente e comica avventura. Una lunga e incredibile notte per il nostro “eroe”, un susseguirsi incessante di situazioni stravaganti e paradossali. Giudizio: Spy - story comico tenebrosa.
Titolo:HANN SEQUESTRAA LA GIULIA di:Turrini Lionello e Balzarini Alberto. Genere:Dialetto. Personaggi:
10 : 4 U, 6 D., Atti: 2, Epoca:
Attuale., Scenografia: Soggiorno elegante, modernamente arredato.
Trama: La notizia del sequestro di Giulia, ultima di tre figli, riempie d'angoscia la famiglia Bronzetti, agiata ma non benestante. Il padre Marco, per dissimulare la tensione, nasconde il suo stato d'animo dietro una maschera d'apparente cinismo, d'ironia, che prenderà il sopravvento sugli altri sentimenti e diventerà l'elemento dominante della vicenda. Giudizio: Commedia brillante in dialetto milanese.
Titolo:HANNO SEQUESTRATO IL PAPA di:Bethencourt J. Trad. Lavagna R.. Genere:Commedia. Personaggi:
8 : 6 U, 2 D., Atti: 2, Epoca:
Oggi a New York, Scenografia: Arredamento di una casa americana. Sala da pranzo, possibilmente con un praticabile per usare del ballatoio. Indispensabile un televisore.
Trama: Sequestro del Papa in cambio (come riscatto) di ventiquattro ore di pace. Per ventiquattro ore si chiede che nessuno muoia, per nessun motivo, non ci deve essere spargimento di sangue. Solo se tutto il mondo aderirà alla sua richiesta, questo taxista, il rapitore, rilascerà il Papa. Non è il gesto folle di un megalomane che vuole essere l’uomo del giorno, ma un modo per arrivare alla pace. Una strana marcia della pace che vede un Papa e un Rabbino che discutono dei loro problemi che possono sembrare tanto diversi, eppur tanto simili, un Papa che passa il tempo a sbucciare verdure, che prova piacere alle cose più umili della vita. Giudizio: Commedia. Chiaro il tema della pace e della fraternità umana.
Titolo:HO PROBLEMI DA VENDERE di:Paltrinieri Bruno. Genere:Ragazzi. Personaggi:
9: 2 U, 3 D, 4 Ragazzi, Atti: 2, Epoca:
Attuale, Scenografia: La sala d'aspetto di una stazione e l'ingresso del bar della stessa
Trama: Il lavoro, in maniera un po' drammatica, narra del conflitto psico¬logico generazionale tra padre e figlio, e tra madre e figlio. Questi sta per lasciare la famiglia, nascostamente; ma un ultimo dialogo con il padre lo ferma. Giudizio: Ragazzi.
Titolo:HO SCOMMESSO CON DIO di:Guidetti Armando. Genere:Allegorico. Personaggi:
11 uomini e 1 donna.+ comparse e voci., Atti: 3, Epoca:
Odierna., Scenografia: Scena fissa.
Trama: Durante una conferenza sulla parabola del ricco Epulone un uomo irrompe sul palco, presentandosi come il ricco del Vangelo tornato sulla terra per convertire i suoi fratelli.
Il presentatore della serata, l'esegeta che doveva tenere la conferenza e l’avvocato, difensore del povero Lazzaro accusato dall'Epulone, sono scettici nei confronti dello strano individuo.
I cinque fratelli dell’uomo giungono alla conferenza, convocati non si sa da chi.
Epulone dichiara di aver scommesso con Dio che sarebbe riuscito a convertirli, facendo così diventare false le parole di Gesù: "Se anche un morto tornasse, non si lascerebbero convertire".
I fratelli si convertono, mettendo in crisi le parole del Vangelo.
Epulone si rivela allora per quello che realmente è: il loro fratello John, morto alcuni anni prima in un incidente stradale, la cui vita presenta strane analogie con quella del ricco della parabola.
Ma non tutti i fratelli sono pronti a riconoscerlo anzi, rinnegano persino la loro conversione.
Il tutto si complica ulteriormente con l'ingresso di un certo Lazzaro, la cui figura appare come la trasparenza del Cristo, e proprio come Gesù dona il suo perdono al ricco Epulone portando i cinque fratelli sull'orlo di una vera conversione a riprova che solo Lui, il “Risorto”, può ancora convertire.
Ad Epulone non resta perciò che tornare da dove è venuto, lasciando allo spettatore il compito di individuarne la vera identità. Giudizio: Testo complesso e denso di significati, si presta molto a dibattiti e discussioni.
Titolo:HONEY E WELL di:Calderan Paolo. Genere:Allegorico. Personaggi:
5 , di cui 1 donna, Atti: 1, Epoca:
Secolo XXII, Scenografia: Tre zone separate dall'illuminazione o da altro. Video, tastiera, telefono, 1 sedia a rotelle e 1 fissa - 2 poltroncine con tavolino e telefono d'epoca.
Trama: Un terminale ( Honey ) colloquia coi suoi addetti: c’è chi ne è entusiasta ( Laya ) e chi lo considera un ammasso di ferrivecchi ( Well ). Alla fine il terminale riesce a mettere in comunicazione Well con Dio. Giudizio: Fantascientifico, ma interessante e piacevole.
Titolo:I PROFETI E NOI di:Mariniello Maria G.. Genere:Ragazzi. Personaggi:
50 tra ragazzi e ragazze con comparse, Atti: 1, Epoca:
Vedere la Bibbia, Scenografia: La scena vuota rappresenta il cortile dell'oratorio dove 5 bambini giocano a palla. Arrivano altri con i catechismi sotto il braccio e 2 Bibbie, chiaccherando
Trama: Si parla di: Amos, Geremia, Debora, Elia e poi Eliseo, Isaia. Questi sono alcuni dei profeti che hanno preceduto l’arrivo di Gesù. Questo atto unico ci darà una lezione conclusiva sui ragazzi d’oggi che assistendo e partecipando a queste recite vengono spinti ad essere più buoni, più di esempio agli altri. Giudizio: Un atto unico per ragazzi, scritto con amore per il teatro con la voglia di insegnare, con semplici messe in scena, dei fatti importanti della nostra religione.
Titolo:ILLEGITTIMA AMBIZIONE di:Domina Umberto. Genere:Allegorico. Personaggi:
4: 3 U, 1 D., Atti: 1, Epoca:
Attuale, Scenografia: Tinello modesto: 4 sedie, mobile basso, libreria, poltrona con abat-jour, telefono. Finestra sul cui davanzale si intravedono bottiglie.
Trama: E’ sabato; giornata di tempo libero anche per Cosimo, perito alla Benzomatik. Cosimo sta badando ai suoi francobolli; i due figli sono usciti; Marisa, mentre riordina la casa, lamenta in continuità le “carenze”: lavatrice, frigo, TV, ecc. Una telefonata avverte della prossima venuta di un funzionario per le modalità di consegna di una “127”. Ne nascono guai, ragionamenti assurdi, equivoci, “doveri” e “diritti”, questioni di dignità, ecc. L’intervento del cognato Carlo complicherà ancor più la situazione con molte frasi inglesi, ecc. Alla fin fine Cosimo chiederà perfino di farsi diminuire lo stipendio. La moglie, ansiosa dei moderni comfort, se ne andrà, coi figli, lasciando Cosimo solo. Il quale si chiederà con quale rivoltella debba spararsi per rispettare lo “status symbol”. Giudizio: E' un'ottima satira della ricerca delle comodità moderne e più ancora, delle infinite idiozie legate al coformismo sociale, alla mania delle parole inglesi, ecc. C'è la sottolineatura positiva dei valori veri della vita e della famiglia.
Titolo:IMPERFETTO FUTURO di:Franchini Leonardo. Genere:Drammatico. Personaggi:
3 : 1 U, 2 D., Atti: 2, Epoca:
Anno 1995, Scenografia: Un bancone da laboratorio, scrivania, telefono, tre sgabelli, attrezzatura varia.
Trama: In un laboratorio di ricerca una studiosa accetta di provare su se stessa un vaccino antirosolia che crede inattivato. Un collega, innamorato di lei, è contrario, ma la direttrice (invaghita anche lei dell’uomo) insiste. Quando scoprono che la ragazza è incinta e che il vaccino potrebbe essere pericoloso, le offrono l'alternativa dell’aborto. Lei deciderà da sola. Giudizio: Testo di profondo impegno, con tema di scottante attualità.
Titolo:IMPROVVISO DEL LAMBRO di:Fossati Giorgio. Genere:Commedia. Personaggi:
5…, Atti: 1, Epoca:
Oggi, Scenografia: Libera.
Trama: L’autore invita quattro personaggi, capisaldi del teatro universale, a presentare se stessi e il loro autore: Antigone, Giulietta e Romeo, Galileo. Sono ancora attuali le loro storie per l’uomo d’oggi ? Certo, tanto più se trovano un autore pronto a rivitalizzarle. Il titolo “Improvviso del Lambro” è un omaggio a Molière e Ionesco che hanno presentato le loro teorie drammaturgiche rispettivamente con Improvviso di Versailles e Improvviso dell’Alma, luoghi ove svolgevano la loro attività di teatranti. Giudizio: Breve composizione di carattere pedagogico-didascalico in cui l'autore presenta le sue teorie drammaturgiche.
Titolo:IN CAMMINO CON TE di:Baroni Alberto - Colombo Mauro - Galli Luigi.. Genere:MU. Personaggi:
8 : 6 U, 2 D, + comparse., Atti: 1, Epoca:
XIV secolo., Scenografia: Accennata; dell'epoca.
Trama: Un gruppo di saltimbanchi arriva in un villaggio; tre contadini sono affascinati da questo mondo di divertimenti e subiscono la tentazione di accompagnarsi ai girovaghi. Alcuni di loro, al contrario, invidiano e rimpiangono la vita tranquilla e sedentaria degli zappaterra. I due gruppetti deridono un pellegrino che sosta al villaggio; questi risponderà esprimendo le sue motivazioni. Saltimbanchi e contadini ritorneranno alle loro occupazioni carichi di rimpianti; l’unica persona serena, perché libera di scegliere, sarà il pellegrino, che proseguirà il suo viaggio per Roma. Giudizio: Commedia musicale in preparazione del Giubileo.
Titolo:IN CIMA AL PALCOSCENICO di:Zago Roberto. Genere:Commedia. Personaggi:
7 : 5 U, 2 D., Atti: 2, Epoca:
Presente, Scenografia: Su un palcoscenico atrezzato per una rappresentazione che viene man mano facendosi.
Trama: Un gruppo di attori sta provando un testo nuovo, concepito dall’autore Max come un’opera in divenire.
Il regista Edo sta spiegando agli attori come deve essere interpretato. La prova si interrompe e avviene un colloquio tra la prima attrice Paola e Edo. Giunge Max, un paraplegico che si è rotto la spina dorsale cadendo a suo tempo dal graticcio di un teatro. Il dialogo tra Max e Edo assume toni drammatici perché lo scrittore ammette di essere innamorato di Paola. Edo perde la testa e geloso lo aggredisce. Paola interviene ma Max appare morto; ella gli pratica il massaggio cardiaco. Poi i tre lasciano il teatro con Max inanimato.
Le prove continuano. La commedia prevede che venga scalata la cima di un colle in un deserto dove appare un “essere” sconosciuto. Mentre Edo spiega, ecco giungere il seguito del testo del copione e una cassetta con la voce di Max. Dunque, l’autore non è morto ?
La vicenda prosegue su questo dubbio; Edo viene indotto a salire la cima ed egli vi giunge ma non trova nessuno… Giudizio: Testo ambizioso ma affascinante; una riflessione sull'amore con lo scambio tra vita e teatro. Pluralità di significati, dove la realtà si intrinseca con la fantasia. Fortemente teatrale per la tensione che lo anima.
Titolo:IN ONORE DEL NUOVO SACERDOTE di:Zago Roberto. Genere:Agiografico. Personaggi:
1 presentatore, 2 giovani, 1 ragazza + comparse, Atti: 2, Epoca:
Oggi., Scenografia: Neutra.
Trama: Bozzetti da presentare in occasione di una prima Messa ce ne sono diversi, alcuni esauriti ed altri fuori tempo. Le scene di questo lavoro non hanno trama; l’intreccio è un susseguirsi di scene abilmente manovrate dal presentatore, imbastite senza pretese (dice l'Autore) ma con arte (diciamo noi) nell’intento di capire cosa vuol dire “prete”. Si parte dall'inizio, quando il giovane espone al padre la sua decisione: poche parole, ma quanta emozione! Poi una lettera alla mamma, ed una seconda, sempre alla stessa, scritta dal giovane ormai in semi¬nario. Segue un dialogo fra un giovane mondano e il seminarista. Brevi rivelazioni che possono sconvolgere coloro che credono i giovani tanto spensierati! Ed ecco la consacrazione del novello sacerdote. Che opinione abbiamo noi quando ci capita di incontrare un prete? Una breve, interessante intervista, piena di significati. Poi l'inserimento delle “parole” che il prete novello rivolgerà ai presenti ed infine la conclusione, con un appropriato riferimento al brano finale del romanzo “Il potere e la gloria”, di Graham Green. Giudizio: Un lavoro che deve essere sfruttato sotto ogni aspetto e curato con una recitazione accurata.
Titolo:IN TASSI' AL CANTON DE L'AMOR di:Zago Roberto. Genere:Dialetto. Personaggi:
6 : 2 U, 4 D., Atti: 2, Epoca:
Oggi a Milano, Scenografia: Scena fissa. UN interno di appartamento piccolo borghese. Nessuna pretesa di ricchezza o eleganza, anzi, piuttosto popolare.
Trama: Un brillante testo in milanese.
In questa vicenda un taxista, Antonio, a Milano, convive con Graziella, innamorata di lui e che per questo lo coccola, lo vizia e non sa più che cosa fare per accontentarlo, trascurando anche la propria persona e questo gli viene rinfacciato.
Antonio, invece è un superficiale egoista che guarda solo a se stesso e non si rende conto dei meriti della persona che ha accanto, guarda al vestirsi bene, cambiandosi spesso e alla pulizia del suo taxi, trascurando Graziella, che alla fine, presa dalla rabbia, cerca un altro uomo per far ingelosire il suo Antonio.
Pensando e indagando, trova nella casa ove abita, dopo averne scartati molti, Giuseppe el trombè, si l’idraulico, marito di una sua vicina di casa veneta, la Teresa, donna piuttosto tonterella, a cui dice che è disperata e vorrebbe ammazzarsi, se non riesce ad ingelosire Antonio facendosi trovare in una posa compromettente con suo marito, Teresa ci crede e porta il marito.
Vi è il rientro di Antonio che vede e fa finta di niente, anzi, invita a colazione Giuseppe e la moglie Teresa.
Poi arriva la madre di Graziella, Rita, con la cugina Celeste, e ancora… la rottura di un rubinetto con allagamento generale e confusione totale.
Atto secondo: l’Antonio è andato via, Rita fa le carte per indovinare il futuro con commenti di Celeste, torna Graziella disperata perché ha girato tutto il giorno, ha preso tanti taxi senza incrociare Antonio, per consolarsi è entrata in una pasticceria per tirasi su il morale...
Torna Antonio, come per caso, in disordine e malvestito, Graziella gli cucina il riso, prepara la tavola e stravede per lui che è invece osteggiato da Rita… Graziella gli fa mangiare il riso, ma solo a lui, poi dice che deve andare a cambiarsi d’abito, per mettersi l’ultimo che gli aveva regalato Antonio, quando vi era stato il funerale della sua mamma e alle domande perché lo deve fare lei risponde che il riso che gli ha dato era condito con il veleno.
Conclusione con grandi sorprese che accontenteranno tutti. Giudizio: Testo brillante che facendo divertire tenta di insegnare a non essere egoisti e pensare un poco anche agli altri.
Titolo:INGEGNER CASCIABALL ( L' ) di:Valentinetti Emerico. Genere:Dialetto. Personaggi:
10 : 5 U, 5 D., Atti: 3, Epoca:
Attuale, Scenografia: La hall di un albergo.
Trama: Le bugie di Gildo Peregallo, pseudo ingegnere e millantato inventore, si susseguono a raffica; a volte s’incastrano fra loro in maniera perfetta, a volte invece costringono il protagonista a virtuosismi da brivido. All’amico d’infanzia Tagliavacche fa credere di essere rimasto vedovo, per giustificare il suo interessamento nei confronti della signora Clotilde, proprietaria della pensione che lo ospita temporaneamente. A una ragazza che non ha mai conosciuto i genitori fa credere di esserle padre e le presenta suo figlio facendolo passare per suo nipote; non sa che i due giovani si amano e che per annunciare il loro matrimonio attendono l’arrivo di Teresa, moglie di Gildo. Spettacolo pirotecnico, ricco di situazioni esilaranti e di equivoci a non finire. Giudizio: Commedia comico-brillante, parzialmente in dialetto milanese.
Titolo:L’EREDITA’ DEI PLACIDI di:Lunghi Luciano & Mariagrazia Mariniello. Genere:Commedia. Personaggi:
23 (10U, 13D), Atti: 2, Epoca:
Attuale, Scenografia: Scelta registica
Trama: Il conte Sigismondo muore: chi erediterà il vecchio castello con annessi e connessi, fantasmi compresi? Il testamento parla chiaro: erediterà tutto il nipote che si troverà al castello un anno, un mese ed un giorno dopo la morte di Sigismondo e che si prenderà cura del conte Roberto, il fratello di Sigismondo, bloccato su una sedia a rotelle. Giunta la scadenza, ecco arrivare i nipoti-avvoltoi: Simona, nipote avida ed affarista, fiuta l’affare e vorrebbe vendere il tutto, per incamerare altri quattrini. Anche per Elisa, donna dispotica e tiranna, il castello è una scocciatura da rivendere al più presto. Enrico, uno sciocco snob, è un inaffidabile sempre preda di veline ed attricette che si trascinano una coda di paparazzi per farsi pubblicità su riviste scandalistiche. L’unica a mostrare un po’ di affetto per quelle vecchie mura è Sara, la scrittrice. I quattro si accapigliano, per impadronirsi dell’eredità, ma non hanno fatto i conti con i fantasmi del castello, una pletora di giovani e vecchi, bambini e fanciulle, donne e cavalieri, ognuno con il suo passato tragicomico ed il presente ricco di ricordi e nostalgia. Giudizio: Commedia brillante.
Titolo:LA' , NELLA RADURA di:Bertoletti Ivano. Genere:Drammatico. Personaggi:
7 : 3 U, 4 D, + voci femminili fuori campo., Atti: 2, Epoca:
Attuale., Scenografia: Salone arredato con mobili antichi.
Trama: Commedia ben strutturata, con dialoghi efficaci. Non c’è luce nel testo, tranne quella portata da Luna che, pur scoprendo il male là dove si annida, non riesce a porre rimedio agli effetti del male stesso. La verità non rende liberi; nebbia e ombre si squarciano per poco tempo, richiudendosi subito e avvolgendo i personaggi. Giudizio: "Sventurati coloro che chiamano bene il male." (Isaia - 5,20 )
Titolo:LASCIA FARE A ZIA CECE' di:Zani Laura. Genere:Comico. Personaggi:
6 femmine di cui 3 giovani e 3 fra i 40-50 anni., Atti: 3, Epoca:
Oggi., Scenografia: Scena fissa.
Trama: In casa Rovere, Nilla, la madre di Antonella (20 anni) e Viviana (19 anni), dirige con frenesia la casa di mode di cui è proprietaria con la sorella Cecè che però vive in campagna. Le passa un quid mensile; Cecè è contenta e raramente viene in città.
Nilla è sempre nervosa e distratta, pensa solamente al suo “atelier” e trascura la casa e le figlie. Antonella seria e studiosa, Viviana svampita. Su scoperta di quest’ultima Nilla ha assunto la governante Cornelia, distinta ed elegante, compassata ed antipatica.
Siamo alla vigilia di una festa per i compleanni delle figlie. Cornelia e Viviana si occupano dell’organizzazione e degli inviti e di proposito non invitano zia Cecè. Ma zia Cecè arriva accompagnata da una giovane contadina, timida, goffa e disorientata, Giustina.
Antonella è felice di rivedere la zia, Viviana è contrariata, ma sopporta, intanto zia Cecè vede, osserva, studia l’ambiente in cui vive la sorella. Nilla che svolazza fra atelier e casa dove la sua preoccupazione è solamente il telefono. Zia Cecè, alla fine, la blocca e le dice chiaramente che lei, come mamma, vale meno di zero, reazione di Nilla, fermezza di Cecè.
Poi la serata del ricevimento. Viviana, dice alla madre che vuole andare in Africa come infermiera presso una Missione… Madre crolla, pero si dimostra comprensiva. Zia Cecè si diverte, capisce che Viviana ha ben altro per la testa… semmai è Antonella che vuole andare in missione… alla fine sarà Viviana che si prenderà un ceffone dalla madre offesa per la menzogna della figlia…. e tutto finirà nel modo migliore grazie a zia Cecè. Giudizio: La morale è che se in una famiglia vi è un persona con la testa sulle spalle si può star sicuri che alla fine sicuramente tutto rientrerà sui giusti binari.
Titolo:LASCIATE FARE A WILLIAM di:Gandino Antonio. Genere:Commedia. Personaggi:
14 : 11 U, 3 D., Atti: 3, Epoca:
Oggi., Scenografia: Scena fissa.
Trama: L'azione si svolge nella "Casa della Giovinezza". Il prof. Kartoff ha sperimentato su di sé un siero di sua invenzione; dopo essere temporaneamente ringiovanito impazzisce, e si trova rinchiuso sotto sorveglianza in una stanza della clinica.
Il direttore della clinica, Rodolfo, fidanzato di Suzei, la figlia del prof. Kartoff, ed ildott. Smith, suo assistente, sono preoccupatissimi perché lo scandalo potrebbe scoppiare da un momento all'altro.
Gerardo, inserviente della clinica, ricatta i due per ottenere i denari necessari a sposare un’infer-miera.
A salvare la situazione arriva William Stone, amico di Rodolfo ed ex spasimente di Suzei.
William si traveste da Prof. Kartoff; tacita i clienti più impazienti quali un usuraio, un banchiere, un gioielliere ed un avvocato, promettendo di farli ringiovanire da lì ad un mese.
Smaschera gli intrighi di Gerardo e del dott. Smith; mostra nella sua vera luce il gretto e meschino calcolatore Rodolfo con il quale Suzei rompe il fidanzamento ed infine denuncia le trame della "Casa della Giovinezza" al procuratore della Repubblica. Giudizio: Commedia brillante con l'unico scopo di far divertire.
Titolo:LEGGENDA DEL BENE E DEL MALE ( LA ) di:Brusciani & Spedo. Genere:Agiografico. Personaggi:
30 : + 20 bambini, voci e comparse, Atti: 3, Epoca:
Dalle origini a oggi, Scenografia: Solo personaggi e comparse.
Trama: Lo spettacolo è costituito da tre atti ambientati in circostanze differenti l’una dall’altra, ma legate da un unico filo conduttore: l’eterna lotta tra il bene e il male. Vengono rappresentati i momenti più salienti della vita di personaggi quali: Caino e Abele, S.Stefano, S.Francesco, Biancaneve e i sette nani, Anna Frank, i giovani della piazza di Tien-An-Men. Narratrice delle varie sequenze è una roccia personificata che, testimone delle vicende umane nello scorrere dei secoli, si pone il ragionevole dubbio se valga davvero la pena di combattere affinchè il bene prevalga sul male. La risposta verrà da un giovane del pubblico… ma anche da ciascuno spettatore: “vale la pena sforzarsi per essere migliori, vale la pena lavorare per una società più degna, vale la pena (….) perché ogni uomo è un essere a immagine di Dio (…) un essere che Dio ama e vuole sia amato”. (Giovanni Paolo II ) Giudizio: Coinvolgente e stimolante l'autoverifica su quanto ciascuno di noi in ogni scelta quotidiana possa essere "protagonista" nell'eterna lotta tra il bene e il male.
Titolo:LEGGENDA DELL'AMORE PIU' GRANDE (LA ) di:Franchini Angelo. Genere:Agiografico. Personaggi:
11 : + 4 o 5 comparse, Atti: 1, Epoca:
Attuale + varie, Scenografia: Pochi elementi per i quattro ambienti e per l'infinito. Il tutto a discrezione della compagnia.
Trama: “C'era un uomo ricco e c'era un mendicante, chiamato Lazzaro. Il primo finisce all'inferno e il secondo in paradiso. Dall'inferno, il ricco chiede ad Abramo di mandare il povero ad avvisare i cinque fratelli, affinché anch’essi non arrivino in quel luogo di tormenti”. Ciò non è possibile, e qui la parabola finisce. Ma, almeno per una volta, facciamo che Abramo esaudisca la richiesta del ricco e mandi davvero il povero ad avvisare i cinque fratelli. Anzi, Abramo, con il permesso di Dio, rimanderà anche l'epulone sulla terra, per dare anche a lui la possibilità di ravve¬dersi. Almeno per una volta facciamo che la storia sia ambientata proprio oggi, dove abiti tu: un paese di ricchi epuloni e di poveri. Almeno per una volta facciamo che il ricco e il povero siano amici veri, oltre ogni ordine prestabilito, oltre ogni muro. Almeno per una volta facciamo che la loro storia diventi una leggenda: "La leg¬genda dell' Amore più grande". Giudizio: Un recital, tra commedia e dramma, tratto dalla parola di Dio.
Titolo:LETTERA PER IRENE di:Zaccuri Alessandro. Genere:Giovani. Personaggi:
4 : 2 U, 2 D., Atti: 1, Epoca:
Oggi., Scenografia: Scena fissa
Trama: È la storia di Francesco, giovane studente universitario di lettere innamorato di Irene, sua com¬pagna di studi. È un amore poetico, demo¬dé, che Francesco decide di rivelare alla ra¬gazza attraverso una lunga lettera. Al cor¬rente dei suoi sentimenti vengono ad essere Fabio, amico fidato, e acci¬dentalmente la signora Sandra, in casa della quale il ragazzo ha in affitto una stan¬za. Qui viene a trovarlo proprio Irene alla quale Francesco, impaziente, consegna la lettera. La ragazza è sorpresa e felice dell'improvvisa confessio¬ne. Francesco, credendo di compiere un gesto coerente coi suoi sentimenti, ¬la bacia. Irene reagisce in modo estrema¬mente duro, inspiegabile fino a quando la giovane non rivela di aver su¬bito, anni prima, un tentativo di violenza carnale. Ossessionata da quel ricordo Irene teme che anche Francesco cerchi in lei solo uno svago. Lo lascia. Poco dopo telefona a Fabio, che si preci¬piterà dall'amico per portargli il perdono e le promesse di Irene. La commedia è dedicata a compagnie giovanili che abbiano il coraggio di apparire "anacronistiche". L'atto unico si propone di definire una situazione emblematica della gioventù (lo scontro ed il sovrapporsi di due mondi: quello dei sentimenti personali, delicato e sof¬ferto, e quello delle logiche "adulte", spie¬tate, egoiste), mentre non ambisce a diveni¬re "dramma-verità". Giudizio: Commedia di semplice realizzazione, sincera e imperfetta quanto può esserlo un lavoro scritto a sedici anni. Si rivolge a compagnie giovanili che abbiano il coraggio di apparire "anacronistiche".
Titolo:LETTERE DAL BANGLADESH di:Zago Roberto. Genere:Drammatico. Personaggi:
6: 4 U, 2 D., Atti: 2, Epoca:
Attuale, Scenografia: Palcoscenico vuoto, con solo due leggii ai lati. Sul fondo un velario che di volta in volta, si apre sulle diverse ambientazioni.
Trama: Miriam è la moglie morta di Norcia. Costui la rievoca, per lenire il ricordo di lei, con una serie di lettere che ambedue si scambiano. Siamo in Bangladesh, dove Norcia è stato trasferito per lavoro. Miriam ha perso già due bimbi, ed ora, per la scempiaggine del belga Boileau, è costretta per la terza volta ad abortire. Ritorna in Italia, e fa visita alla sua amica di gioventù, Valeria, adesso suora. Miriam le rinfaccia l’amore che Valeria nutriva per Norcia, e l’accusa di essere lei la causa dei suoi continui aborti. Naturalmente Valeria calma l’atroce dolore di Miriam, e costei ritorna in Bangladesh trasformata, e rimane nuovamente incinta. Ma Norcia è caduto in una pozza d’acqua inquinata, infetta lei della malattia, e Miriam muore nel dare alla luce una piccina, che Norcia non vuole accettare. Un’ultima lettera di Miriam consola il marito della propria solitudine e lo esorta ad accettare, con la figlia, quel miserabile Paese cui egli imputa tutte le sue disgrazie. Giudizio: Dramma di valore letterario e poetico, al cui allestimento, se curato e ben recitato, non può mancare un esito positivo sotto tutti i punti di vista.
Titolo:LEVI SERAFINO E LA SUA FAMIGLIA di:Sada Elio. Genere:Commedia. Personaggi:
2:, Atti: 1, Epoca:
Attuale, Scenografia: L'interno di una casa di campagna
Trama: La famiglia di Levi Serafino è una famiglia di cani abbandonati che l’ebreo ha riunito sulla collina dove si è ritirato a coltivare la sua vigna dopo essere sfuggito alle persecuzioni razziali a causa delle quali ha perso la moglie. Qui sulla collina lo raggiunge la guardia per notificargli un’ingiunzione del cav. Trombetta, che si lamenta del disturbo che gli recano i cani. Tra i due personaggi, così diversi per età e vicende personali, si crea a poco a poco un clima di solidarietà, alimentata dai ricordi e dalle ripetute citazioni bibliche. La vicenda si conclude, complice il buon vino di Serafino, con un’apocalittica esecrazione di ogni forma di intolleranza. Giudizio: Bel duetto di due personaggi azzeccati.
Titolo:LIBRO ROSSO ( IL ) di:Puerari Pietro. Genere:Ragazzi. Personaggi:
8 : 5 ragazzi e 1 ragazza fra i 10/12 anni e 2 U., Atti: 3, Epoca:
Oggi., Scenografia: Scena fissa.
Trama: L'azione si svolge in uno sperduto paesino agricolo dove c’è un solo negozio di generi alimentari a cui fanno capo tutti gli abitanti del villaggio.
Padrone del negozio è un tipo poco onesto che segna i conti su un libro rosso, alterandoli a suo vantaggio.
Alcuni ragazzi se ne accorgono e pensano di castigare in qualche modo il commerciante disonesto.
Arriva al paese un giovanotto con una fuori serie, e per questo motivo diventa l'idolo dei ragazzi.
E’ venuto al paese per costruire un asilo nido; acquistato il terreno, non ha sufficienti fondi per la costruzione della palazzina e perciò chiede ai ragazzi chi nel paese potrebbe intervenire economicamente.
L'unico è il negoziante. L'impresa di convincerlo sembra disperata, ma il giovane riesce a commuovere l’uomo, che finanzierà la costruzione dell'asilo. Giudizio: Una commedia semplice e divertente.
Titolo:L'INCANTO DEL TEATRO di:Di Sacco Paolo. Genere:Sussidio Tecnico. Personaggi:
, Atti: , Epoca:
, Scenografia: Trama: Giudizio:
Titolo:LOCANDA DI LADY BELL (LA ) di:Buzzi Giancarlo. Genere:Allegorico. Personaggi:
8: 4 U, 4 D, più comparse., Atti: 3, Epoca:
Fine ' 800, Scenografia: Unica. Locanda povera, con unica finestra e porta laterale; meglio se c'è un divisorio tra giorno e notte. Tavolaccio, panche, sgabelli.
Trama: Nella locanda di Lady Bell vivono, oltre a lei, Betty, il Ladro e il Vecchio. Vivono da barboni e pensano a campare. L’occasione del matrimonio di Angela, figlia di Lady Bell, fa sì che i personaggi scoprano la loro vita. Emerge la figura di Caroll, ex prostituta, che racconta il suo passato burrascoso. Il racconto fa pensare al senso della vita e della morte. Nel dialogo il Vecchio muore. Gli altri si stringeranno intorno a lui in preghiera. Giudizio: Storia di gente che vive sulla terra, ma la cui anima da tempo è stata accolta in Paradiso. C'è molta poesia e la scoperta di autentici valori, nascosti tra le vicende dell'esistenza.
Titolo:LOUIS L'OREVES di:Zago Roberto. Genere:Dialetto. Personaggi:
1 :, Atti: 1, Epoca:
Moderna -attuale, Scenografia: Un interno, non realistico; evidenziato deve essere un piccolo sopralzo dove campeggia una gemma.
Trama: Un uomo, già avanti negli anni, dialoga con un brillante che campeggia su un tronetto. Racconta la propria vita di incassatore-orefice, allorché perse un brillantino e lo recuperò nell’occhio. Lo trattenne per sé, e incominciò a cambiarlo con un altro un tantino più grande, poi un altro ancora, e così per tutta la vita, sino a recuperare una gemma molto importante. Adesso il grosso brillante è diventato il suo Re al quale ha sacrificato tutto: vita, amori, ogni cosa. La sua casa è anche la sua prigione, poiché teme di essere scoperto; non esce nemmeno più da casa. Così il racconto si perpetua come un castigo e una condanna, in omaggio alla gemma. Giudizio: Testo per attore provetto che mescola umanità, sentimenti e rimorsi.
Titolo:LUCE ESISTE ( LA ) di:Todeschi Santa. Genere:Drammatico. Personaggi:
8 : 3 ragazzi, 1 ragazza, 3 U, 1 D., Atti: 2, Epoca:
Oggi., Scenografia: Scena unica.
Trama: Due carcerati: Marco è prossimo al termine della condanna mentre Gianni è accusato di omicidio,
ed è in attesa della riapertura del processo.
Nello squallore del carcere i due diventano amici. Marco cerca di confortare Gianni ma costui, angosciato e senza speranza, non ascolta, guarda il sole a scacchi e ripensa al passato.
Rivede e risente i dialoghi familiari: padre e madre che si accusano a vicenda per la cattiva educazione del figlio... poi il processo… la condanna.
Gianni non ha ucciso; è stato coinvolto in una zuffa nella quale un uomo fu assassinato.
Rimasto solo col morto cade nelle mani della polizia, ed è incolpato d'omicidio.
Purtroppo Gianni frequentava una bisca malfamata e ciò aggravava la sua situazione.
Aveva tante volte ingannato sua madre, ma un giorno... ricorda quando comprò un vestito per la mamma ma lei non lo volle, aveva capito tutto.
“Mia madre voleva aiutarmi, ma io non ho voluto il suo aiuto!”
Incontro di Gianni con Maria, la sua ragazza: timida, smarrita, esitante, sgomenta; poi con la madre.
Gianni urla la sua innocenza, ma le due donne dubitano. Come possono credergli?
Ma è stato tutto un sogno, un pauroso sogno; un secondino ha pietà di lui e gli dice parole che lo fanno riflettere.
Poco dopo la visita di un giovane prete fa innervosire Gianni, che lo ascolta con rabbia, poi lo scaccia.
Giunge l'avvocato difensore con la notizia della riapertura del processo. L'avvocato crede nell'inno-cenza di Gianni ma purtroppo non c'è una sola prova in favore dell'imputato; ciononostante si batterà con tutte le forze. Intanto gli consegna una lettera della madre.
Gianni, rimasto solo, legge e ritrova nelle parole materne risonanze lontane. Giudizio: Un dramma che richiede un'accurata preparazione, molte prove e massima attenzione nell'inserimento delle rievocazioni, voci fuori campo, indispensabili per la buona riuscita del lavoro.
Titolo:LUNA DI MIELE DOPO IL SUICIDIO di:Crippa Simonetti B.. Genere:Commedia. Personaggi:
8 : 3 U, 5 D., Atti: 3, Epoca:
Oggi, Scenografia: Scena fissa.
Trama: Cornelio in seguito a crisi coniugale decide di suicidarsi. Lo sorprende, salvandolo, l’amico Prospero (scapolo, don Giovanni, ricco e con villa al mare) col quale doveva andare a pesca di trote per due giorni grazie ad una vincita al toto della modesta somma di £.200.000. Maddalena, la moglie, gli ruba il portafoglio (deve pagare la prima rata del salotto che ha comprato di nascosto, £.200.000 appunto). I due amici decidono di inscenare un finto suicidio per rientrare in possesso dei soldi. Cornelio “finto morto” disteso coperto sul divano, scopre diverse cosette… per esempio che Prospero corteggia sua moglie! Obbliga Prospero a sostituirlo sul divano e si improvvisa fantasma.
Maddalena, spaventata, rende subito il portafoglio e giura di non averlo mai tradito.
La commedia prosegue con alterne vicende e battute divertenti con un bellissimo crescendo. E’ una commedia brillante che poggia soprattutto sui due personaggi di Prospero e Cornelio, che non dovranno esagerare… Alcuni personaggi si prestano particolarmente ad essere… tradotti in dialetto. Giudizio: Commedia brillante che poggia sopratutto sui due personaggi di Prospero e Cornelio, che non dovranno esagerare... Alcuni personaggi si prestano particolarmente ad essere... tradotti in dialetto.
Titolo:LUNGA MANO ( LA ) di:Santini Orazio. Genere:Allegorico. Personaggi:
8 : 4 maschili e 4 femminili., Atti: 2, Epoca:
Oggi., Scenografia: Scene varie.
Trama: La triste vicenda di un prete spretato è sempre un dramma poiché il sacerdote, volente o nolente, rimane tale anche dopo la sua rinuncia.
Talvolta la Grazia interviene misericordiosamente ci narra l'Autore, con realismo non privo di crudezza, mostrando come un prete similmente condizionato, quasi presago della sua imminente fine, sappia superare ogni intimo dubbio nell'assolvere, e quindi salvare, due anime colpevoli che a lui si affidano in pericolo di vita.
Il dramma si addice a un pubblico di adulti e di giovani formati. Giudizio: Il dramma si addice a un pubblico di adulti e di giovani formati. Avrà ottimo successo se le difficoltà scenografiche verranno risolte nel modo suggerito dall'autore.
Titolo:MA IN MONTAGNA E' TUTTO DIVERSO di:Martinelli Vittorio. Genere:Drammatico. Personaggi:
8 : 6 U, 2 D., Atti: 3, Epoca:
Anno 1948, Scenografia: Salottino di grande albergo di montagna e interno di rifugio alpino.
Trama: Stefano, direttore amministrativo dell’industria del padre di Maria Giovanna, non ha mai voluto farle la corte per non parere un arrivista. A Maria Giovanna, però, Stefano piace molto e per avvicinarlo meglio, sapendo che è un ottimo alpinista, lo raggiunge, solo all’apparenza per caso, in un grande albergo di montagna, accompagnata da un amico. Chiede a Stefano di prenderla con sé in un’ascensione, ma lui, geloso dell’amico, rifiuta con sarcasmo, al limite dell’offesa. Maria Giovanna tenta allora la salita con l’amico, ma le cose si mettono male e tocca a Stefano ricuperare Maria Giovanna, abbandonata sulla parete. Dapprima, grande imbarazzo reciproco, poi disgelo e inevitabile lieto fine. Giudizio: L'azione è volutamente datata (1948) sia nei riguardi dell'ambiente, sia nel linguaggio e nel comportamento dei personaggi. E' un limite (non si presterebbe ad essere ricondotta ad oggi) ma è anche la caratteristica della commedia (Fa rivivere un'epoca).
Titolo:MACCHINA DE TROPP (ONA) di:Bertoletti Ivano. Genere:Dialetto. Personaggi:
5 (3U, 2D), Atti: 1, Epoca:
Anni '70, Scenografia: Interno.
Trama: Gino e Angela sono felicemente fidanzati sino a quello strano giorno in cui "ona macchina de tropp" s'intromette nella loro vita. La temibile "sciora Maria", futura suocera del povero Gino, lo costringe ad una drastica scelta che causerà la fine della tranquillità familiare. Un mazzo di rose molto sospette contribuirà ancora di più a complicare la situazione, che si chiarirà solamente nel lieto finale. Giudizio: Atto brillante.
Titolo:MADELEINE DELBREL di:Zago Roberto. Genere:Agiografico. Personaggi:
2 : 1 u, 1 D, + voce maschile fuori campo., Atti: 1, Epoca:
Metà del XX secolo, Scenografia: Neutra; può essere ambientato anche in chiesa.
Trama: L’autore ha raccolto scritti e testimonianze sulla mistica francese, la cui causa di beatificazione è a Roma dal Gennaio 1995, traendone questo bozzetto rappresentante l’eroismo nella vita normale. Laica francese, la Delibrel si prodigò per tutta la vita in ogni forma d’assistenza entro e fuori i confini di Francia, cercando ovunque il Cristo, che la “colse” nel 1964 all’età di sessant’anni. Alcuni teologi rendono omaggio alle intenzioni, ai suoi scritti vigorosi e lungimiranti; il Cardinal Martini l’ha paragonata a Geremia. Giudizio: Storico.
Titolo:MADONNINA DE GESS ( LA ) di:Balzarini Alberto.. Genere:Dialetto. Personaggi:
11: 6 U, 5 D ; il testo permette l'inserimento di altri "caratteri" se esigenze registiche o logistiche lo richiedessero., Atti: 1, Epoca:
A Milano, oggi, Scenografia: Una portineria.
Trama: La droga rovina una famiglia modello. La dolorosa preghiera di una madre disperata commuove Qualcuno che amorevolmente veglia sempre su di noi. Miracolosamente tutto comincia ad appianarsi. La vita ricomincia. Giudizio: Bozzetto ambrosiano.
Titolo:MADRINA ( LA ) di:Crippa Simonetti B.. Genere:Drammatico. Personaggi:
3 più una bambina: 1 U, 2 D e 1 bambina., Atti: 1, Epoca:
Presente, Scenografia: Stanza di appartamento.
Trama: Maria Sole, invitata a far da madrina a una bambina che fa la Prima Comunione, viene respinta dal parroco perché non sposata ma convivente col proprio compagno. Giudizio: Una riflessione sulle coppie che si amano fuori del matrimonio.
Titolo:MAESTRA ( LA ) di:Buenaventura E.. Genere:Drammatico. Personaggi:
7 : 4 U, 3 D., Atti: 1, Epoca:
Colombia, sec.XX, Scenografia: Un villaggio nella foresta colombiana.
Trama: Da morta, la maestra di un villaggio nella foresta colombiana rievoca la violenza subita da parte dei militari. Le fanno coro i componenti della piccola comunità, compreso il padre, fucilato prima che i soldati violentassero la giovane. A seguito della violenza, la maestra si è lasciata morire di fame. Giudizio: E' un testo contro la violenza.
Titolo:MAFALDA di:Zago Roberto. Genere:Dialetto. Personaggi:
8 : 7 U, 1 D., Atti: 1, Epoca:
Oggi, a Milano., Scenografia: Una strada di periferia con una casa la cui finestra deve essere agibile.
Trama: Fa parte del trittico “Donn de Milan”
Mafalda è una anziana prostituta ormai decrepita che abita al piano terra di una vecchia casa. Diverse vicende avvengono sul marciapiede prospiciente, tra cui quella di Mario che si rammarica di non essere padre, e che accetta di non sapere se la responsabilità fisica è sua o della moglie. Mafalda si intrufola in tutte le storie che accadono e riesce a collocare un bambinello appena nato, la cui madre, una ragazza, è morta nel darlo alla luce. Giudizio: Lavoro brillante e umano che recupera i modi di una Milano tradizionale e umoristica. Esito sicuro se recitato con dinamismo e partecipazione.
Titolo:MAGNIFICI OTTO ( I ) di:Bongioanni Marco. Genere:Ragazzi. Personaggi:
8 ragazzi., Atti: 3, Epoca:
Oggi., Scenografia: Scena fissa.
Trama: L’autore, presentando la commedia, dice: “Eccovi 8 ragazzi, 8 caratteri, 8 tipi che s’incontrano, si scontrano e si uniscono per scoprire chi fra loro ha commesso…”. Una commedia quasi gialla. Avventura e comicità. Una lettera minatoria con tanto di mano nera. La morte, per avvelenamento, di un gatto. Il misterioso, introvabile imbalsamatore. Il manuale dell’imbalsamatore scoperto per caso e che poi scompare. La caccia dei ragazzi per trovare il gatticida. Mario il fifone che diventa l’eroe della brigata e sfugge all’insidia del sonnifero. Un lavoro assai divertente; successo se i ragazzi saranno affiatati e spigliati. Giudizio: L'autore presentando la commedia, dice:"Eccovi 8 ragazzi; 8 caratteri, 8 tipi che s'incontrano, si scontrano e si uniscono per scoprire chi fra loro ha commesso..." Una commedia quasi gialla. Avventura e comicità.
Titolo:MAL D'AMORE di:Bertoletti Ivano. Genere:Commedia. Personaggi:
4 (2U, 2D), Atti: 1, Epoca:
Attuale, Scenografia: Interno.
Trama: Lui, un professore poco più che sessantenne; lei una giovane di venticinque anni. Da un lato l'esperienza, la maturità, la vita vissuta con le sue fatiche (la prima moglie morta… separato dalla seconda…). Dall'altro la freschezza, la naturalezza, la modernità. La gioventù, insomma. I due si incontrano, si scrutano, sondano reciprocamente le proprie sensibilità. E alla fine il "deus ex-machina" è dato dai sentimenti, e così questo incontro registra la crudeltà dei rapporti quando il divario generazionale non ammette compromessi. E allora eccolo il "maldamore" che ti prende, ti opprime, ti fa dannatamente soffrire. Che vita è? È atroce, è cattivo il "maldamore". È unico. Giudizio: Vicenda sentimental-intimistica dai contenuti moralmente evidenziati.
Titolo:MALATTIA DELLA SIGNORA SHROEDER ( LA ) di:Tedesco Adriana. Genere:GL. Personaggi:
11 : 2 U, 8 D e una bambina., Atti: 2, Epoca:
Oggi, Scenografia: Scena fissa, salotto molto elegante.
Trama: La Signora Elisabetta Scrivanti, in arte Shroeder, ha 30 anni; di professione attrice, con all'attivo tre matrimoni, altrettante vedovanze ed una figlia, abita con quest'ultima in una villa vicino ad Arezzo.
Con lei vivono la governante Geneviève Poirot che tutti chiamano affettuosamente Gène e Laura, una nuova cameriera assunta e molto, molto curiosa.
Siamo alla vigilia del compleanno di Lisa che in villa riceve la visita dell’amica ed attrice Anna Offmann e di Giorgia Virgilio Dal Monte, primario del locale ospedale nonché amica d'infanzia. Lisa si sta curando per i postumi di una caduta che le ha rovinato un ginocchio, e che continua a procurarle dolore.
Il giorno dopo siamo nel bel mezzo di una festa; tutti si stanno divertendo quando irrompe in casa il commissario Micucci seguito dal suo fedele aiutante Terenzi, che annunciano la morte in un incidente stradale di Sergio Diesi, suo attuale fidanzato e prossimo marito.
Il commissario inizia le indagini.
Durante l'interrogatorio di Giorgia, Micucci viene a conoscenza che Lisa è affetta da un tumore al ginocchio, tumore incurabile che necessita un immediato ricovero in clinica perché ritiene l'amica sull'orlo di un collasso nervoso.
Anche Lisa viene interrogata ed il commissario le contesta, con fondate motivazioni, l'assassinio dei precedenti mariti.
Rimasta sola, Lisa è presa da profondo sconforto.
Un colloquio sincero e leale con la governante Géne le fa prendere coscienza di se stessa, e le rivela la presenza di Dio.
A questo punto la commedia, che è anche un giallo, va verso il suo naturale epilogo che ci guardiamo bene dal rivelare. Giudizio: La commedia è anche un giallo il cui epilogo noi ci guardiamo bene dal rivelare perchè non è vero che.....
Titolo:MAMMA OGGI di:Varnavà Stefano. Genere:RECITAL. Personaggi:
, Atti: , Epoca:
, Scenografia: Trama: Giudizio: La scoperta di che cosa vuol dire essere mamme oggi. Particolarmente indicato per la ricorrenza omonima.
Titolo:MARANATHA - VIENI SIGNORE GESU' di:Don Paolo Zago. Genere:RECITAL. Personaggi:
, Atti: , Epoca:
, Scenografia: Trama: Giudizio: Questo "recitativo para-liturgico" vuole essere un aiuto per i ragazzi dell'Oratorio, per poter vivere appieno il Mistero del Natale.
Titolo:MARCELLINO PANE E VINO di:Lavagna Raffaello. Genere:Ragazzi. Personaggi:
12: Marcellino in fasce, Marcellino ragazzo, 9U, 2D. La voce di Gesù., Atti: 2+P, Epoca:
Spagna. Inizi ottocento, Scenografia: Un refettorio - cucina al centro - A sinistra un esterno. A destra una soffitta che si raggiunge con una scala (scena fissa).
Trama: Liberamente tratto dal libro di José Maria Sanchez Silva; su esso fu anche girato un film. Narra di un neonato allevato dai frati di un convento. Cresce molto solo e birichino; infine egli scopre che in soffitta c’è un Uomo crocifisso, gli porta nascostamente da mangiare, dialoga con Lui. E viene portato in Paradiso. Giudizio: Ragazzi.
Titolo:MARCO DEL MULINO di:Paltrinieri Bruno. Genere:Fiaba. Personaggi:
9 : 7 U, 2 D., Atti: 3, Epoca:
Sec. XIV, Scenografia: Spiazzo con cancello di grande giardino - Interno di una casa modesta.
Trama: Due fratelli, figli di mugnai, stanchi di far sempre le stesse cose ogni giorno, si mettono in viaggio in cerca di fortuna. Si trovano, stanchi e affamati, ad un cancello misterioso, vicino al quale sta scritto che si può trovare la fortuna, affrontando alcune prove con coraggio. Ma di loro – passato un anno, un mese, un giorno – non è giunta a casa notizia alcuna. Il terzo fratello, Marco, ha deciso di mettersi in cerca di loro e parte. Ma giunge alla casa dei mugnai un personaggio misterioso, accompagnato da un suo aiutante. E’ il Re, già esiliato da un usurpatore, e che ora è tornato a riprendere il regno e a ricercare il figlio, che gli era stato tolto per eliminarlo. Si tratta di Marco, che era stato trovato ed allevato dai mugnai. Gli avvenimenti incalzano. Marco, arrivato allo stesso cancello da cui i due fratelli non erano più usciti, è impegnato a superare le prove che lo troveranno vincitore, liberando i fratelli dall’incantesimo che li aveva trasformati. C’è poi il riconoscimento tra il Re e il figlio Marco cui segue la gioia finale. Giudizio: Fiaba. Ricca di buoni messaggi: volontà, lealtà, solidarietà, ecc.
Titolo:MARGHERITA CON FENOMENI di:Gandino Antonio. Genere:Comico. Personaggi:
10 : 5 maschi e 5 femmine., Atti: 3, Epoca:
Oggi., Scenografia: Scena fissa.
Trama: Gino, pizzicagnolo, naviga in cattive acque. Teresa, la moglie, cerca di consolarlo.
Carlotta e Maria, le figlie, amano rispettivamente Matteo e Beppe.
All'improvviso una schiarita: arriva Rosa, la sorella di Gino, vedova e milionaria; Gino non vuole saperne della sorella ma i suoi milioni conciliano vecchi dissapori.
Nel mentre arriva una sorella di latte di Maria, Margherita; è una ragazza malata di nervi, di tardo sviluppo mentale e con poteri medianici.
Zia Rosa mette subito in mostra il suo carattere autoritario, sempre imprevedibile.
I fidanzati di Carlotta e Maria le sono simpatici e si entusiasma per il loro prossimo matrimonio, promettendo casa e dote. Poi, per un banale malinteso, va tutto a monte.
Intanto strani fenomeni si verificano in casa del pizzicagnolo: una chiave appare e scompare diverse volte. Zia Rosa è convinta che sia tutta colpa del fratello.
I fenomeni s’intensificano; zia Rosa pianta in asso tutti e se ne va.
L’arrivo del padre di Margherita chiarirà la faccenda dei fenomeni e ciò farà scattare l’operazione “ ricupero zia Rosa”. Giudizio: Questa commedia deve essere recitata con garbo e naturalezza senza mai cadere nel farsesco se non si vuole privare il pubblico di una bella, allegra, serata.
Titolo:MARGHERITE A COLAZIONE di:Gandino Antonio. Genere:Commedia. Personaggi:
3 uomini sui 40/45 anni, 1 donna sui 40 anni, 2 ragazzi 18/23 anni e 3 ragazze sui 17/20 anni., Atti: 3, Epoca:
Oggi., Scenografia: Due scene.
Trama: L'idea di mangiare margherite a colazione non è un capriccio fantasioso, di persone strambe alla ricerca di cibi esotici ma la proposta di una donna di casa che, per mancanza di quattrini, mette in tavola tutti i santi giorni che Dio ha fatto uova e insalata, e viceversa.
Questo accade nella famiglia di Orlando e Flavia, con i figli Claudio, lavoratore e studente alle serali; Dianora, ragazza tutto pepe che sogna quattrini e vita brillante; Piergiorgio, che lavora ma non ha mai un posto fisso e Annachiara, che ha l'hobby delle mattonelle coi proverbi.
Il padre, all'inizio della vicenda, ha un piede ingessato quindi non lavora; Annachiara è in cura per esaurimento amoroso; Claudio è da due settimane senza lavoro per chiusura della fabbrica; Piergiorgio nuovamente licenziato; Dianora continua a sognare ricchezze e Flavia è ossessionata per i quattrini che mancano e i debiti che crescono.
Una speranza viene a ravvivare l'ambiente familiare: lo zio Angelino ha promesso di lasciare tutti i suoi beni ad Orlando, naturalmente alla sua morte.
Tutti attendono con ansia che lo zio smetta di crepare di salute, malgrado la tarda età.
Un giorno Flavia, stanca per una notte insonne, si addormenta appoggiando il capo al tavolo.
Un sogno meraviglioso: Zio Angelino è finalmente defunto.
In casa si festeggia l’eredità con totale rinnovamento di mobili, vestiario, suppellettili, eccetera.
Per onorare la cara memoria gran pranzo in vista ma il benessere porta inevitabilmente qualche screzio: Orlando è smanioso di scappatelle!
Flavia diventa gelosa e... il sogno finisce. Flavia si ribella, vuole ad ogni costo ritrovare quel bel mondo sognato.
Finalmente un telegramma: arriva Zio Angelino! Purtroppo scoppia ancora di salute.
Ben venga questo strano zio; a tavola troverà uova e insalata e …chissà che in un modo o nell'altro non provveda. Giudizio: Un lavoro brillante che richiede una accurata preparazione degli attori. Piacerà molto ad un pubblico di giovani e adulti.
Titolo:MARI' PER LA MIA TOSA ( ON ) di:Lunati Ambrogio. Genere:Dialetto. Personaggi:
10 : 5 U, 5 D., Atti: 3, Epoca:
Oggi., Scenografia: Scena fissa.
Trama: È come il giuoco delle tre tavolette, solo che al posto delle tavolette vi sono tre valige.
Carlo Tiravanti, contabile della ditta Bergamotti, si reca da quest'ultimo per chiedere un aumento di stipendio; ottenutolo con un raggiro, chiede ufficialmente la mano della figlia.
Bergamotti si agita ma il Carletto sa come tenerlo a bada: lo informa che con un secondo raggiro lo ha alleggerito di ben 200 milioni.
Il fegato del Bergamotti comincia a battere in testa, testa che poco dopo scoppia quando il Carletto chiede di diventare direttore generale della ditta.
Bergamotti dovrà giuoco forza cedere perché Carletto gli confessa di essere da tempo l'amante di sua figlia, e quest'ultima gli ha fatto sapere di essere in attesa di un figlio.
Nonostante la rabbia che ha in corpo il Bergamotti riesce a rimanersi calmo; da incallito uomo d'affari ha un lampo di genio: lui è d'accordo in tutto, ma per convincere la signora Bergamotti occorre un gesto tangibile: chiede perciò a Carletto di riconsegnarli i 200 milioni.
Carletto risponde che i 200 milioni non sono soldi depositati in banca, bensì gioielli, quindi deve avere il tempo necessario per recuperarli. Accordato.
Introdotta dalla Cicci, domestica di casa Bergamotti, fa la sua comparsa Nerina, che si confida con Bergamotti. Per farsi accettare da Carletto ha raccontato di essere la figlia dell’industriale.
E il figlio della figlia di chi è figlio? Del Pinella, l’autista che il Bergamotti ha licenziato 15 giorni prima e che è andato ad arruolarsi nella Legione Straniera.
Bergamotti corre ai ripari; in un primo tempo cerca di far sposare la figlia al suo massaggiatore ma questi non può perché ha avuto gli orecchioni, risultando così la paternità non credibile.
Ricatta allora Carletto ma sul più bello torna il Pinella, scartato dalla Legione per piedi piatti.
Nel frattempo la Cicci si licenzia perché sposa il barone della Bottoniera, quello che il Bergamotti voleva far sposare alla figlia.
Per sostituire Cicci chiama un’agenzia, che gli manda un’anziana signora. Si viene a sapere che, per uno strano scherzo del destino, quest'ultima è già stata cameriera in casa Bergamotti; se n’era andata quando si è accorta di aspettare un figlio dal padroncino, ora signor Bergamotti.
Nerina ritrova in un colpo solo mamma, papà e un marito; Pinella sposa la figlia del Bergamotti.
E le valige? Per sapere che cosa fanno e perché c'entrano bisogna assolutamente leggere la commedia. Giudizio: Commedia brillante in dialetto milanese. E' come il gioco delle tre tavolette, solo che al posto delle tavolette vi sono tre valige.
Titolo:MARIA di:Zago Roberto. Genere:Dialetto. Personaggi:
Un personaggio femminile di donna attempata., Atti: 1, Epoca:
Attuale., Scenografia: Una parte di strada; un ambiente indifferente, anche una chiesa o una casa.
Trama: Maria ha una figlia molto malata che da un anno soffre le pene più crude. Ed è venuta sotto l’immagine della Madonna a implorare che la creatura smetta di soffrire e che la Vergine la faccia morire. E’ un monologo di calda umanità, dettato dalla disperazione. Come Maria ha una figlia in croce, così l’Altra ha avuto il Figlio ucciso. L’analogia tra i due Figli si concretizza nel palese ascolto della Madonna che dona un segno alla madre: lo straccio imbevuto degli umori della figlia torna immacolato dopo essere stato posto sotto l’immagine. E’ guarita o è morta la ragazza? Maria accetta ogni verdetto, e si pone accanto alla Madonna nell’accettazione totale. Come Lei anch’essa offre il suo dolore di mamma. Giudizio: Il monologo è in dialetto milanese e la partecipazione delòl'attrice deve essere profondamente sentita e matura.
Titolo:MARINA di:Zago Roberto. Genere:Dialetto. Personaggi:
5 : 4 U, 1 D., Atti: 1, Epoca:
Oggi, a Milano., Scenografia: L'interno di un solarium artificiale.
Trama: Fa parte del trittico “Donn de Milan”.
Due ladri, Cecilio e Cervicale, penetrano nel solarium per rubare, ma a loro insaputa, sono stati preceduti da una banda che ha nascosto la refurtiva in qualche parte del solarium. Marina aspetta che qualcuno le dia la soffiata giusta. Cecilio si innamora della ragazza; quando altri due ladri entrano nel locale, Marina induce Cecilio e Cervicale ad assumere la posa di manichini. Questo crea una serie di equivoci. I due nuovi ladri decidono di spaccare tutto per trovare i gioielli. Cecilio e il complice riescono a fuggire portandosi come souvenir un manichino, dove appunto sta nascosto il tesoro trafugato. Giudizio: Farsa spassosa e densa di colpi di scena. Divertimento assicurato, per il pubblico e per gli allestitori. Dialogo pieno di brio meneghino.
Titolo:MARIOLINA E IL MARESCIALLO di:Schiavo Elisabetta. Genere:Commedia. Personaggi:
9 : 6 U, 3 D., Atti: 3, Epoca:
Oggi., Scenografia: Scena cambiabile senza soverchia difficoltà.
Trama: Zia Norina, robusta zitella, vive con la giovane Mariolina che, si saprà in seguito, non è sua figlia ma le è stata affidata dalle suore, che l'hanno raccolta infante e abbandonata.
Mariolina sta per sposare Drea quando un giorno si presenta a zia Norina una signora, sedicente madre naturale della ragazza, la quale viene per reclamare i propri diritti “sacrosanti”.
Era un'attrice di varietà che, conseguenza di un amore giovanile, mise al mondo e abbandonò la piccina.
Alle richieste della signora Norina risponde in modo adeguato; purtroppo la legge pare stare dalla parte della madre autentica, anche se snaturata.
Tutto ciò è appurato dal maresciallo dei carabinieri cui zia Nerina e Matteo, padre di Drea, si sono rivolti in cerca di lumi e aiuto.
Il graduato pone rimedio alla situazione con uno stratagemma che salva la legge e castiga le pretese ingiuste della signora la quale, nel reclamare la figlia, aveva uno scopo interessato.
I due giovani promessi convolano a nozze, pronube l'inflessibile maresciallo.
Avviene il ravvedimento della madre carnale; allegria generale con un pizzico di sentimento e tanto sensato umorismo.
E’ una commedia che brillantemente affronta un tema scottante, e se non lo risolve (è compito del legislatore) tuttavia assolve in modo gioioso al compito di far pensare la gente. Giudizio: Commedia che brillantemente affronta un problema scottante e se non lo risolve (è compito del legislatore) tuttavia assolve in modo gioioso al compito di far pensare la gente. L'Autrice usa uno stile garbatissimo e pienamente umoristico.
Titolo:MARIOLINO E MICHELINO di:Gandino Antonio. Genere:Ragazzi. Personaggi:
7 Maschi di cui 4 adulti, 1 giovane e 2 ragazzi., Atti: 3, Epoca:
Oggi., Scenografia: Scena fissa.
Trama: Pasquale, calzolaio, ha due figli, Aldo e Mariolino. Aldo aiuta il padre in bottega, Mariolino va a scuola. In casa c'è pure il nonno, un tipo molto allegro a cui piace assai l’acquavite.
A scuola Mariolino incontra Michelino; i due diventano amici per la pelle.
Michelino va di frequente nella bottega di Pasquale ed è benevolmente accolto.
Il nonno scopre una strana rassomiglianza fra Aldo e Michelino. Da qualche giorno Battista, infermiere sposato con un’infermiera addetta al reparto maternità, fa frequenti visite a Pasquale.
Al nonno non sfugge il comportamento di Battista, che rivela un particolare interesse per Mariolino e per Michelino, quando costui è in bottega.
Anche il padre di Michelino è contento dell'amicizia dei due ragazzi, e propone di far studiare a sue spese Mariolino, che si distingue a scuola per il profitto.
Tanto Pasquale quanto l'avvocato hanno in comune una dolorosa vicenda: le rispettive mogli sono morte lo stesso giorno, nello stesso reparto maternità, dando alla luce Mariolino e Michelino.
Quello fu un giorno di grande scompiglio nel reparto; c'era da perdere la testa e chi la perse veramente fu l'infermiera di turno, la moglie di Battista.
I due neonati vennero posti nella stessa culla dall'infermiera; passato il trauma del doppio decesso costei si trovò di fronte ad un angoscioso dilemma: riconoscere i neonati. Costernata, spaventata per le conseguenze derivanti, timorosa di essere licenziata in tronco, tacque e...
Il nonno riesce a farsi raccontare tutto ciò da Battista, e Pasquale decide di informare l'avvocato.
Il giorno dopo i due amici s'incontrano per andare assieme a Messa mentre, in casa del calsolaio, Pasquale e l'avvocato s'incontrano.
La rivelazione di Pasquale è improvvisamente interrotta dalle grida di Aldo. I due ragazzi sono stati portati all'ospedale.
Giunge anche Battista che comunica la triste notizia: Mariolino, per salvare l'amico che stava per essere travolto da un autocarro, è morto.
E Michelino di chi è figlio? Sottoposto a esami clinici il ragazzo risulta effettivamente figlio del calzolaio e fratello di Aldo, al quale rassomiglia molto.
I due padri vogliono tuttavia lasciare a Michelino la scelta, e questa giunge inaspettata, tant'è che il ragazzo riuscirà a mantenere un vivo affetto per Pasquale e l'avvocato. Giudizio: Una commedia che deve essere particolarmente curata; non richiede tuttavia attori provetti in quanto le difficoltà non sono eccessive.
Titolo:MARIUCCIA ( Monologo ) di:Villa Corrado. Genere:Drammatico. Personaggi:
1 D., Atti: 1, Epoca:
Odierna, Scenografia: Attuale
Trama: Mariuccia è una vedova sola: i tre figli, ormai grandi, hanno seguito la loro strada. Un giorno la donna incontra un altro vedovo; nasce l’amicizia che diventa sempre più profonda. Durante una gita in auto, a seguito di un incidente, i due si involano verso i loro precedenti coniugi in un’atmosfera di grande tenerezza. Giudizio: Nostalgia, lievemente ironica, per un grande amore.
Titolo:MATILDE di:Zago Roberto. Genere:Dialetto. Personaggi:
Una donna anziana., Atti: 1, Epoca:
Oggi, a Milano., Scenografia: Una vecchia stanza di un caseggiato popolare che dà sul cortiletto interno, tre piani sotto.
Trama: Fa parte del trittico “Donn de Milan”.
Matilde è una vedova. Rimasta sola durante il ponte di ferragosto, se la prende con il proprio gatto che le ha portato via la carne. Matilde è sciancata e da tre anni non scende le scale, altrimenti avrebbe gravi difficoltà a risalire. Dialoga con il quadro-fotografia del marito e gli racconta di sé. Anche di quella volta che abortì e che le ha lasciato dentro un inguaribile rimorso. Il gatto, intanto, è rimasto incastrato da qualche parte e lei scende, per la prima volta, a liberarlo. Giudizio: Lavoro toccante ed estremamente umano, ma anche dichiaratamente comico che esige una brava attrice dialettale.
Titolo:MATRIMONIO D'AMORE ( UN ) di:Gandino Antonio. Genere:Commedia. Personaggi:
9 : 7 U, 2 D., Atti: 3, Epoca:
Oggi., Scenografia: Scena fissa.
Trama: Il giovane marchese Raul decide di por fine alla sua vita spensierata di scapolo.
Le sue simpatie convergono su due donne di diversa condizione sociale, belle e disposte a corrispondergli ma non riesce a discernere chi delle due egli ami veramente.
Affida alla sorte la soluzione delle sue perplessità, organizzando una festa alla quale sono invitate le due damigelle.
Durante la festa cercherà di scoprire con l'aiuto di un amico su chi dovrà cadere la sua scelta definitiva.
Le trovate, talvolta stravaganti, del protagonista per arrivare ad una soluzione sono innumerevoli. Non sempre corre tutto liscio ma alla fine, dopo un finto matrimonio, la palma spetta giustamente a Giudizio: Più brillante che drammatica, questa divertente commedia richiede qualche impegno nell'allestimento scenico e nel gioco delle parti.
Titolo:MATTI SIAMO NOI ( I ) di:Puerari Pietro. Genere:Comico. Personaggi:
11 : , Atti: 2, Epoca:
Moderna , Scenografia: Palco di un teatrino
Trama: C’è una commedia in vista, ma Leo, il bello della classe, non vuole che i suoi compagni recitino. Allora Marco chiama alcuni suoi compagni sul palco e annuncia lo spettacolo. Nello spettacolo Tom recita la parte di Maigret. Tullio presenta a Fabio la guida telefonica e la mostra come un libro meraviglioso. Rino impersona Giulio Cesare, Marco recita la parte di Picasso, Aldo crede di essere Cleopatra. Arriva poi Gigi nella parte di Amleto. C’è anche Marco nella parte del diavolo. Giudizio: Ragazzi in scena, con aderente psicologia.
Titolo:MATTONI DEL SOGNO ( I ) di:Zago Roberto. Genere:Agiografico. Personaggi:
11 : ( e altri a piacere ), Atti: 1, Epoca:
Moderna - attuale, Scenografia: Un semplice palcoscenico che si trasforma via via in ambienti diversi con pochissimi accorgimenti.
Trama: Dedicato a un parroco da festeggiare, con il racconto di lui, bambino; la sua vocazione e l’apparizione di un Evangelista che lo guida attraverso la sua avventura sacerdotale, sino a toccare gli avvenimenti dell’oggi. I personaggi si moltiplicano nel Diavolo, in una santa amica e negli altri Evangelisti, fino a culminare nel dono di un mattone della sua chiesa da parte del ragazzino, che è poi se stesso. Giudizio: Un testo adatto a una circostanza di festa sacerdotale, con la possibilità di attualizzare le vicende alla persona celebrata.
Titolo:MATURIMBA di:Gandino Antonio. Genere:Comico. Personaggi:
11 : 6 U, 5 D., Atti: 3, Epoca:
Oggi., Scenografia: Scena fissa.
Trama: Un vedovo di media età, ragioniere professionista e spirito pratico, convive con l'unico figlio, studente universitario, e una domestica, fedele ma un po’ ficcanaso.
Il figlio tende a spassarsela, invitando amici ed amiche ad allegre riunioni.
Tutti bravi giovani, in fondo, che aspirano a un comune traguardo: conseguire un posto di lavoro per poi formarsi una famiglia.
Il padre, per quanto maturo, nutre a sua volta mire matrimoniali e punta decisamente su una piacente vedova con cospicuo patrimonio
Su questo canovaccio si intesse la vicenda che coinvolge via via tutti i personaggi.
Non manca qualche colpo di scena, ma la conclusione risulta poi essere felice per tutti. Giudizio: Una commedia brillante sulla cui vicenda vengono coinvolti via via tutti i personaggi. Non manca qualche imprevisto colpo di scena, ma la conclusione risulta poi felice per tutti.
Titolo:MES DE MARIA ( EL ) di:Gabrielli Grazia. Genere:Dialetto. Personaggi:
10 :, Atti: 1, Epoca:
Fine 800/primi 900, Scenografia: Stanza dell'economato del Pio Istituto di Assistenza Pubblica.
Trama: Angiolina, madre povera e sventurata, va a trovare il suo bambino ricoverato al Pio Istituto. La pietà dei presenti (impiegati e suore) le tiene nascosta la verità sulla tragica sorte del bambino. Storia commovente, ma ricca di personaggi caratterizzati anche comicamente. Giudizio: Toccante pittura d'ambiente, liberamente tratta dal napoletano di Salvatore di Giacomo a una lingua milanese di sapore bertolazziano.
Titolo:MI RIFIUTO DI SVOLGERLO di:Paltrinieri Bruno. Genere:Ragazzi. Personaggi:
11 : 7 ragazzi e 4 adulti, Atti: 2, Epoca:
Oggi, Scenografia: Durata. circa mezz'ora.
Trama: Questo lavoro, scritto in occasione dell'Anno internazionale del Fanciullo, ha lo scopo di illustrare alcuni punti dei “dieci diritti” proclamati dall'ONU.
Un gruppo di alunni di Scuola Media deve svolgere un tema, appunto sui dieci. “diritti” del bambino. Cinque ragazzi sono disponibili e pronti a commentare, per iscritto, ciò che la professoressa ha richiesto; Giorgio no.
Il suo atteggiamento è di critica, di rifiuto nei confronti della società degli adulti. E’ polemico, piuttosto disincantato per la sua giovane età.
Nel secondo atto, durante un sogno, compaiono la Mamma, il Dottore, la Professoressa; gli spettatori hanno la spiegazione del rifiuto di Giorgio e anche quella del suo ambiente familiare, ch'è drammatico per il ragazzo.
La soluzione fa sperare in uno scioglimento dei nodi psicologici. Giudizio: Lavoro scritto in occasione dell'anno internazionale del fanciullo e ha lo scopo di illustrare alcuni punti dei "dieci diritti dell'ONU.
Titolo:MI VOTI EL ME' MARI' di:Zago Roberto. Genere:Dialetto. Personaggi:
7 : 4 U , 3 D, Atti: 3, Epoca:
Anni ' 60 ?, Scenografia: Due scene
Trama: E’ il giorno delle nozze d’argento di Piercarlo e Teresina, i protagonisti de EL CORTIL DI CASSINETT. Siamo nella loro camera da letto, dopo una giornata trascorsa allegramente tra gli amici che li hanno accompagnati a casa. Ricordano i loro avvenimenti e ballano, persino sul letto: è un’atmosfera piena di sentimento. Ad un certo punto suona il campanello ed entra una procace ragazza: Donatella Fragola, collega di Piercarlo. Costei viene a reclamare la sua parte come amante dell’uomo, poiché afferma di essere stata per anni la segreta fidanzata di Piercarlo.
I due coniugi cadono dal mondo delle nuvole: ma come Donatella si allontana, dando appuntamento a Piercarlo per il giorno dopo, Teresina ha una crisi e lascia a sua volta la casa e il marito, esattamente come venticinque anni prima. Disperazione di Piercarlo il quale sente suonare nuovamente il campanello e si vede riapparire la bella Donatella che gli confessa di essere stata inviata a recitare la parte dell’amante da qualcuno che intende eliminare Piercarlo dalla tenzone politica. Sì, perché il nostro è in lista per le prossime votazioni politiche.
Incalzare di avvenimenti, discussioni e colpi di scena e alla fine Piercarlo decide di abbandonare la partita politica non ritenendosi adatto ad essere deputato. Sorpresa e gioia di Teresina che ha votato per lui nonostante i loro rapporti burrascosi. Sorpresa anche degli altri astanti che si allontanano delusi, soprattutto i politici, ma la commedia si chiude con i coniugi finalmente in grado di festeggiare da soli le loro nozze d’argento.
La commedia è tutta comica e le battute scoppiettano in ogni momento ben sostenute dalla vicenda paradossale ma non troppo. Giudizio: La commedia è tutta comica e le battute scoppiettano in ogni momento ben sostenute dalla vicenda paradossale ma non troppo. Il successo di questo lavoro in dialetto è garantito.
Titolo:MIA NIPOTE MICKY di:Schiavo Elisabetta. Genere:Commedia. Personaggi:
14 : 8 U, 6 D., Atti: 3, Epoca:
Oggi., Scenografia: Due scene.
Trama: Margherita Gratarola, detta “sora Margrita”, è una solida ed anziana proprietaria terriera abituata a comandare su tutti ed ad averla vinta in ogni situazione.
E’ molto contrariata perché Pancotto, un ricco campagnolo suo amico, ha acquistato a sua insaputa i prati dello Scannavino confinanti con la sua proprietà, terre che ella intendeva acquistare per farne dono alla nipote Michelina, figlia di Rosetta, che risiede a Torino.
Pecotto le rivela che anche lui ha comprato i prati dello Scannavino pensando a Michelina, poiché vorrebbe che la ragazza sposasse il figlio Mario.
Nel frattempo arriva alla fattoria Tonietta, la vecchia cameriera della signora Rosetta, cacciata tempo prima perché troppo all'antica.
La battagliera Margrita, udendo notizie poco rassicuranti, parte per Torino e trova la nipotina che, circuita dalle ciance della sedicente maestra d'arte Cja Baratta, si fa chiamare Micky e vuole imparare a cantare e ballare per diventare una diva del cinema.
Rosetta tenta di fare la signora, assumendo una cameriera giovane e più alla moda della vecchia Tonietta e, di nascosto dal marito Giovanni, consegna somme notevoli alla ciarlatana Cja Bahatta.
Giovanni sopporta tutte le stranezze della moglie e si consola con la cameriera.
L'intervento della nonna e di Mario Pacotto, che fanno arrestare l'imbrogliona, rimettono le cose a posto.
Mario e Michelina (non più Micky) si fidanzano. Rosetta e Giovanni si perdonano le reciproche mancanze e la vecchia Tonietta, cacciata la camerierina fraschetta, riprende il suo posto in famiglia. Giudizio: Vicenda gradevole che fà capire che chi lascia la strada vecchia per la nuova mal si ritrova, ma anche quì l'intervento di una nonna rimette le cose su di un giusto binario e si ha il lieto fine.
Titolo:MIETITURA di:D'Alessandro Enrico. Genere:Drammatico. Personaggi:
10 : 5 U, 5 D., Atti: 3, Epoca:
Attuale., Scenografia: Cucina di campagna.
Trama: Paolo e Marta sono fratelli; il padre è morto: amava troppo il vino e ha trascurato la terra. Ora Paolo vuole ricostruire la sua ricchezza e costringe la sorella a lavorare con lui a questo scopo. Passano vent’anni. Giorno di mietitura. Hanno pagato i debiti e rifatto ampiamente la loro ricchezza. Marta però sente perduta la sua giovinezza e le cose più belle della vita. Tra i lavoratori per la mietitura c’è anche Silvestro, che sa comprendere e donare gioia e bontà, che ama la natura e la vita. Nasce un sentimento tra Silvestro e Marta. Paolo non sopporta il fatto e inventa trame e intrighi. Marta va da un avvocato per ottenere la divisione dei beni. Paolo vuol far passare Marta per pazza. Teme infatti la divisione dei beni e che Marta sposi Silvestro. Ma Silvestro, in paese, nel tentativo di separare i contendenti di una rissa, viene ucciso. Per Marta la morte di Silvestro è una luce che le fa capire che cosa significhi amare veramente. Giudizio: Dramma. Mostra chiaramente che cosa può fare l'avidità del guadagno e del successo ma anche, per contrasto, che cosa valga l'amare donando bontà e gioia.
Titolo:MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA di:Turrini Lionello. Genere:Giovani. Personaggi:
6 : 1 U, 5D (ragazzi), Atti: 2, Epoca:
Odierna, Scenografia: Interno di una casa.
Trama: La sorellina più piccola, Trilly, appassionata di cinema, scopre che la più grande, Elena, si droga. Diventa ben presto matura e consapevole, affronta la sorella – arrivata a organizzare un furto nella sua stessa casa – e dopo un vivace scambio di battute la convince a farsi curare. I genitori le assegneranno il premio “OSCAR” come migliore attrice non protagonista. Giudizio: Problema attuale, affrontato con competenza e con "speranza".
Titolo:MISSIONE IN CITTA' di:Bartalucci Giacomo. Genere:MU. Personaggi:
28 : 4 U, 7 D, 17 ragazzi., Atti: 2, Epoca:
Attuale., Scenografia: Complessa.
Trama: Suor Angelica è una suora moderna, amante della musica rock, che suona anche in convento, suscitando la riprovazione di una consorella. La suora vorrebbe andare missionaria in Africa; invece viene mandata a seguire l’oratorio di una parrocchia difficile della periferia milanese. Qui, accanto a bravi ragazzi, ci sono ragazzi che contestano l’autorità degli adulti e si atteggiano a punk. Suor Angelica organizza nell’oratorio un festival rock, a cui partecipano anche i punk. Costoro suonano con strumenti rubati e la suora si presta ad andare a riportarli, prima che i proprietari se ne accorgano, con l’aiuto del parroco, della perpetua e del sagrestano. Finale a sorpresa. Giudizio: Commedia musicale molto briosa, ricca di spunti divertenti e di situazioni comiche.
Titolo:MOGLIE IN PRESTITO ( UNA ) di:Santini Orazio. Genere:Commedia. Personaggi:
6 : 3 U,3 D., Atti: 3, Epoca:
Primo ' 900, Scenografia: Due scene
Trama: A Carlo, scapolo impenitente, capita l'inattesa visita di una giovane e bella signora, Irene, latrice di una lettera sorprendente; chi scrive è Adolfo, un quasi dimenticato zio emigrato in America. Divenuto ricchissimo, ambirebbe che il suo patrimonio finisse in buone mani e perciò, accertatosi dell’onorabilità di Carlo, pensa di nominarlo unico erede ad una condizione: che il beneficiario s’impegni a sposare sua nipote Cassandra, ospite in un convitto svizzero.
La proposta mette Carlo in grave imbarazzo; non che gli spiaccia la prospettiva di una futura disponibilità di dollari a palate, ma come impegnarsi a sposare una tale Cassandra senza averla vista almeno una volta?
La visita di due coniugi amici, Aldo ed Emma, gli dà l’occasione di combinare un espediente per aggirare l'ostacolo: farà credere allo zio di trovarsi seriamente compromesso con una signora divorziata, ed Emma si presterà a rappresentarla, con l'ovvio consenso del marito Aldo.
Arriva frattanto zio Adolfo che non si scompone troppo alla notizia dell'impegno sentimentale di Carlo, anzi confida al nipote di essere innamorato di Irene, la sua segretaria.
Curioso tipo lo zio d'America: parla nel gergo italo-americano dei vecchi emigrati ed è, tutto sommato, un simpatico bonaccione con molto senso pratico.
Per cominciare, zio Adolfo invita Carlo e i suoi amici Aldo ed Emma a un "party" nella sua villa di Como, accolti dallo stesso Adolfo e da Irene. Emma recita la sua parte di finta divorziata e Aldo figura suo fratello.
Aldo non riesce però a nascondere la sua gelosia verso Carlo per quella moglie cedutagli in prestito, e per giunta l'anziano Adolfo si permette qualche spinta galanteria. S'intreccia così una divertente schermaglia di botte e risposte fra i quattro, con la partecipazione di Irene e della giovanissima Cassandra, giunta dalla Svizzera.
Situazioni così falsate non possono reggere a lungo e Adolfo, nell'intento di liberare Carlo dal supposto legame con Emma, pensa di sposarsela e ne chiede la mano al creduto fratello Aldo, cioè al marito! Ma il peggio avviene quando questi ultimo viene riconosciuto ed inconsapevolmente smascherato da un invitato, in presenza dell'esterrefatto Adolfo.
Profondo sdegno di quest’ultimo che, ritenendosi ignobilmente raggirato, decide di annullare i suoi progetti a favore di Carlo.
Scuse, accuse e contraccuse nel corso di vivaci discussioni, dalle quali emerge un'altra sorpresa: Irene non è la segretaria ma bensì la figlia di Adolfo, che ha architettato la finzione per assicurarsi dei reali sentimenti di Carlo. Finzione che controbilancia, per cosi dire, quella organizzata da quest'ultimo.
La conclusione della vicenda non sarà comunque quella prevista dallo zio d'America poiché Carlo, rinunciando a Irene e alla dote, deciderà per Cassandra. L’amore sconfigge la ricchezza Giudizio: Con il suo ingegnoso intreccio non privo di suspence, la commedia può interessare e divertire, se ben recitata.
Titolo:MONELLO E IL SOLDATO ( IL ) di:D'Alessandro Enrico. Genere:Ragazzi. Personaggi:
9 : 4 U, 5 Ragazzi, più la voce del Rosso., Atti: 3, Epoca:
Attuale., Scenografia: Una via che sbuca in una piazza, dove s'affacciano la povera casa di Bricche e la pallazzina dell'Avvocato.
Trama: Bricche ha perduto il padre e il fratellastro infierisce su di lui e lo caccia di casa. In piazza incontra lo smemorato Gabriele e diventano amici. Alla fine si scopre che l’Avvocato è il padre del Soldato senza memoria. Giudizio: Ragazzi.
Titolo:MONOLOCALE PER DUE di:Zago Roberto. Genere:Commedia. Personaggi:
5 : 3 U, 2 D., Atti: 3, Epoca:
Oggi, Scenografia: Scena fissa, un interno.
Trama: Cesare Fortunati è un bancario scapolo che vive solo in un monolocale più servizi di un condominio milanese. Una sera, appena tornato dall’ufficio, egli riceve la visita di Nadia, una procace vicina di casa che viene a chiedergli dell’olio per montare la maionese. E’ questo, naturalmente , un pretesto escogitato dalla giovane per introdursi nel monolocale e accaparrarselo, in quanto essa fa parte di una società di protettori – “cervelli!” – che ha in proprietà l’intero condominio usato a scopo di case di appuntamento. Condominio a cui manca però il monolocale di Cesare, ingnaro e candido che, quando Nadia gli rivela in quale ambiente abiti, si indigna con veemenza ma, preso nel suo stesso gioco verbale e del moralismo che lo agita, propone alla ragazza una scommessa: fingere di essere marito e moglie per un mese. In capo al mese, se lei rinuncerà a fare la prostituta, Cesare le cederà il monolocale e si trasferirà altrove. Nadia accetta.
Il lavoro procede anche con l’intervento di altri personaggi, colpi di scena e dialoghi che alternano momenti di serenità e di ricatti… ma alla fine sarà l’amore a vincere.
“… Il lavoro affronta in chiave comica, sentimentale e ironica uno dei temi scottanti della società d’oggi e, per quanto ci è dato sapere, di tutti i tempi. La prostituzione e lo squallore del mondo dei protettori, sono l’argomento di fondo, trattato però con estremo nitore, in punta di forchetta e con intenti morali…” (Calori).
Lavoro di esito sicuro, cui occorre una interpretazione ritmata, soprattutto da parte dei due protagonisti, adatto ad attori brillanti; da parte del pubblico esige una maturità che non esclude il divertimento, anzi ne è una certezza. Giudizio: Il lavoro affronta in chiave comica, sentimentale e ironica uno dei temi scottanti della società d'oggi e, per quanto ci è dato sapere, di tutti i tempi. La prostituzione e lo squallore del mondo dei protettori, sono l'argomento di fondo, trattato però con estremo nitore, in punta di forchetta e con intenti morali.
Titolo:MOSE' di:Mariniello Maria G.. Genere:Ragazzi. Personaggi:
27 ragazzi e ragazze + altre comparse, Atti: 5sc, Epoca:
Vedere la Bibbia, Scenografia: Una pedana a destra con il trono del faraone, una a sinistra, con disegnate case degli ebrei; sul fondo il rovereto; una scaletta al centro per salire al palcoscenico.
Trama: In maniera molto semplice viene narrata la vicenda della vita di Mosè, con molte idee e invenzioni per la messa in scena, davvero originali con lo scopo di aiutare chi vorrà rappresentarlo. Servirà buona volontà, fantasia e manualità, buon ultimo, dei ragazzi convinti di ciò che si vuole fare. Giudizio: Un atto unico per ragazzi, scritto con amore per il teatro con la voglia di insegnare, con semplici messe in scena, dei fatti importanti della nostra religione.
Titolo:NAPOLEONE HA DORMITO QUI di:Brovelli Giovanangelo. Genere:Commedia. Personaggi:
21 : 18 U, 3 D. + comparse, Atti: 3, Epoca:
Metà novecento, Scenografia: Trama: L’azione si svolge in un’ipotetica città dell’Italia centrale.
Nella città d’Ancheria (nome medievale di Angera città natale dell’Autore) un telegramma annuncia l’arrivo del prof. Cireni il quale fa delle ricerche storiche su Napoleone. La gente del paese con il Sindaco in testa, è semplice e non colta e crede che questo docente sia una persona molto importante. Per il suo arrivo, Sindaco e vari notabili, fanno grandi preparativi per la sua accoglienza. Una specie di banda lo saluta al suo avventuroso arrivo. Nascono dissidi e liti tra i proprietari dei due alberghi, ma il prof. Cireni, preferisce l’albergo dove vive Carla, figlia di uno dei due albergatori.
Ricerche, restauri degli alberghi, ritrovamenti, interventi delle Belle Arti, liti , delusioni, questi sono alcune cose che si susseguono finché tutto si sistema e grande festa. Al termine della festa e di tutti i brindisi arriva il prof. Taurich von Auerbach che vuol fare delle ricerche su GIOVANNI DELLE BANDE NERE. Fuga generale ed il tedesco rimane solo in scena. Giudizio: Le riceche storiche a volte fanno presa e impressione su della gente semplice e non colta ma durante la vicenda con le situazioni comiche che avvengono i paesani si ravvedono e quando il Professore vorrebbe iniziare una nuova ricerca… fuga generale!
Titolo:NASO DA FAVOLA di:Corradi Fabio. Genere:Fiaba. Personaggi:
30: più 1 comparsa (di cui 10 bambini e narrator.), Atti: 2, Epoca:
Ai nostri giorni, Scenografia: Interno di una stanza che subirà sucessivamente diverse trasformazioni legate all'evolversi della storia.
Trama: Storia di Pinocchio in versione “moderna”, che ci presenta Geppetto impegnato a progettare Pinocchio con il computer. Giudizio: Testo ironico e disdinvolto con gradevoli agganci all'attualità.
Titolo:NATALE CHE DAI, NATALE CHE TROVI di:Varnavà Stefano. Genere:RECITAL. Personaggi:
, Atti: , Epoca:
, Scenografia: Trama: Giudizio: I vari aspetti del Natale e della nostra partecipazione vitale.
Titolo:NATALE CON VOI ( UN ) di:Costa A. / Varnavà. Genere:RECITAL. Personaggi:
Personaggi: uomini, donne,ragazze e bambini., Atti: 3, Epoca:
Ai tempi di Gesù, Scenografia: A fantasia.
Trama: Giudizio: Celebrazione teatrale del Natale, in cui si rievoca dapprima l'Attesa del grande evento e successivamente la Nascita e l'Adorazione di Gesù Bambino.
Titolo:NATALE IN COMMISSARIATO di:Roberto Franco. Genere:Commedia. Personaggi:
7 : 4 U, 3 D., Atti: 1, Epoca:
Attuale., Scenografia: Fissa
Trama: E’ una vicenda ricca di effetti comico – sentimentali. Giudizio: Commedia, con messaggi di bontà e di riconciliazione.
Titolo:NATIVITA' ( LA ) di:Barbieri Andrea. Genere:Agiografico. Personaggi:
9 : 8 U, 1 D. Più soldati, operai, scolari., Atti: 1, Epoca:
Oggi., Scenografia: Cantiere con letti a castello, capanno con qualche atrezzo.
Trama: E’ la notte di Natale. Nel capanno è nato un bambino: i genitori, in viaggio di ritorno al Sud, non hanno trovato chi li accogliesse. Gli operai vanno al capanno e dopo di loro altri: donne, soldati, fanciulli di una scuola… Giudizio: E' un breve bozzetto, come fosse una "sacra rappresentazione" del giorno d'oggi. Invita a riflettere sulla Natività, confrontandola con le nostre situazioni.
Titolo:NELL'ACQUA di:Zago Roberto. Genere:Drammatico. Personaggi:
7 : 6 U, 1 D., Atti: 2, Epoca:
Oggi, Scenografia: Scena fissa
Trama: L'abituale solitudine dell'anziano custode di una imprecisata diga viene improvvisamen¬te turbata da una successione di strani av¬venimenti. Si presenta dapprima un galeotto evaso a chiedere rifugio: é un tale che, avendo anni prima ucciso qualcuno, crede ora di scor¬gerne il cadavere nella botola di scarico del lago. Il custode è in procinto di concedere asilo al¬l'evaso quando interviene uno stravagante tipo di attore che, per uno strano concorso di circostanze, ritiene di ravvisare nel presunto cadavere un suo collega da poco scomparso. Ma le sorprese non sono finite poiché sopraggiunge anche il ricco proprietario della diga, che pretende a sua volta di riconoscere nel cadavere un suo socio che aveva manifestato propositi suici¬di. E qui il mistero si infittisce ancor di più poiché, mentre l'attore e il padrone ac¬cusano il galeotto, quest’ultimo riesce a salvare il socio che stava effettiva¬mente per buttarsi nel lago. Chi ci va di mezzo è il povero custode della diga che, essendo riuscito a sventare una lo¬sca trama ordita dal padrone, viene da que¬sti fatto assassinare. Ma il suo ca¬davere, ostruendo lo scarico della diga, farà giustizia dell’assassino. Giudizio: Un dramma a forti tinte, con significazioni in parte simboliche e pervaso da un'intensa suspense che avvincerà lo spettatore dal principio alla fine.
Titolo:NEMICO ( IL ) di:Masci Clotilde. Genere:Drammatico. Personaggi:
5 : 2 U, 3 D., Atti: 1, Epoca:
Oggi., Scenografia: Scena fissa.
Trama: Un bambino è nato con gli arti inferiori deformi. Iole, la mamma, si dispera; aveva sognato il suo bimbo bello, paffuto, con i ricciolini in disordine, delle stupende gambe d'atleta.
“Ma perché, perché? Non una sola pasticca di sedativo, in nove mesi, non una. Niente. Ho soppor-tato tutto per lui, emicranie, nausee, insonnia... E con gioia, tanta gioia, per le sue... le sue gambe da atleta.” Queste ed altre sono le parole piene d’angoscia e di tormento che la poveretta va ripetendo, mentre nella sua mente si delinea il fermo proposito di sopprimere la creatura.
Giorgio, il marito, pur di non vedere la moglie soffrire così atrocemente acconsente ma nel suo intimo c'è un travaglio che lo spinge ora a proteggere la moglie, ora a cercare una soluzione per evitare la condanna a morte del figlio.
Gianna, la madre di Iole, pur reprimendo a viva forza l'orrore di quel folle gesto, partecipa e sarà lei che preparerà il biberon con il latte mortale: una dose di sonnifero.
Gianna, vedendo la figlia che si porta la mano al seno che duole per il latte che fluisce, fa l'ultimo tentativo: “Iole, cara, è il latte, il latte per…”
Iole, violenta, quasi sgarbata, risponde: “No! Ti dico di no!”
Il bimbo piange; Iole va nella stanza del piccolo con il biberon in mano.
Poco dopo il pianto cessa. Un tragico silenzio.
Giorgio: “Non era quello che desideravamo? Io... io non resistevo più; era uno strazio continuo.” Iole torna: “Avevo tanto male al seno... Non volevo ammetterlo ma era il latte, il mio, il suo latte.
E la sofferenza era così intollerabile che ho dovuto avvicinarlo al petto. Ho detto a me stessa: “solo una poppata... pochi minuti... e... e dopo lo farò... dopo... più tardi. Ma ora... ora nessuno deve azzardarsi a toccare mio figlio!” Giudizio: Un atto unico denso di emozioni. Un lavoro che richiede impegno da parte degli attori. Adatto per un pubblico di adulti e giovani sposi. Scene che fanno pensare.
Titolo:NOI LO ABBIAMO CONOSCIUTO di:Don Paolo Zago. Genere:RECITAL. Personaggi:
, Atti: , Epoca:
, Scenografia: Trama: Giudizio: Il testo vuol essere un aiuto per vivere in modo personale ed impegnato la Quaresima. E' incentrato essenzialmente sul tema della conversione e quindi della conoscenza e presa di posizione del singolo di fronte a Gesù di Nazareth.
Titolo:NON C'E' POSTO PER GLI ANGELI di:Roberto Franco. Genere:Commedia. Personaggi:
12 : 7 U, 5 D., Atti: 3, Epoca:
Oggi., Scenografia: Scena fissa.
Trama: Nel contenuto clima pre elettorale di un piccolo centro di provincia un sindaco opportunista si trova alle prese con il segretario e col messo comunale, curiosi tipi in parte ossequienti e in parte ribelli all'autorità del primo cittadino, che finisce tuttavia a prevalere, almeno per quel che basta a salvare le apparenze.
Ma il sindaco deve anche badare a fronteggiare un'irriducibile opposizione, pronta a rimarcare ogni presunta debolezza.
Se ne preoccupa e, temendo di alienarsi le simpatie di una certa parte dell'elettorato, respinge le richieste di aiuto delle suore dell'Asilo colpevoli di aver ospitato un piccolo innocente deposto da mani ignote sulla soglia dell'edificio.
Nel paese tutti si conoscono, e non c'è da sorprendersi se fra divergenze di opinioni politiche persistano vecchie amicizie e fioriscano imprevisti idilli sentimentali, come accade fra un membro dell'opposizione e la figlia del sindaco.
Ne segue un gioco serrato d'eventi scenici cui partecipano anche il medico condotto, il farmacista del paese, un giornalista e una vedova inconsolabile ma non troppo, che imbastiscono per conto loro un secondo idillio a lieto fine.
La vicenda si alimenta di sorprese in chiave umoristica, poggiando sulla controversa destinazione di una corona funebre che alla fine sarà dedicata, in un'atmosfera di generale commozione, al funerale del piccolo raccolto dalle suore e ora rapito dal Cielo. Giudizio: Commedia brillante che mira sopratutto a divertire e di sicuro successo per una compagnia che disponga di una dozzina di buoni attori.
Titolo:NON FACCIAMO PROMETTERE LE VEDOVE di:Zago Roberto. Genere:Commedia. Personaggi:
9 : 5 U, 4 D., Atti: 3, Epoca:
Oggi., Scenografia: Scena fissa.
Trama: Tutto comincia con un necrologio: “Si dà il triste annuncio della scomparsa della si¬gnora Antonietta Pomini, vedova Sioni. Il ge¬nero partecipa al dolore dei familiari”. La defunta, che non è morta, è madre di Paola e suocera di Arturo. Conseguenza: telefonate di condoglianze, suocera furente che abban¬dona la casa, figlia indispettita per oltraggio alla cara mamma, genero sospettato di malvagio scherzo. Lite fra lei e lui: insulti, accuse, pianti, urla e poi: “Fra noi due tutto è finito!”. Arturo se ne va; Paola cerca una consolazione e Gertrude, la domestica, le dona consigli originali e spassosi. Arriva un certo Pacuola, di Pordenone, mai visto né sentito; di¬ce di essere un vecchio compagno d'armi del povero Sioni, il padre di Paola. Che ci viene a fare? Vuole fare un ritratto al povero Sioni, perché glielo aveva promesso anni prima; Paola gli dà una fotografia del padre. Intanto ar¬rivano Rachelina e Oslavio; entusiasmo per Pacuola definito astrattista “pop”, tendenza “marciapiede”. Pacuola convince il melanconico Arturo a ritornare con la moglie. Arriva una sorprendente visita: Sonia, modella con l’incarico di vendere abiti, e si ritira in camera per i preparativi. All’im¬provviso arrivano Paola, Rachelina e Oslavio, che fa il cascamorto con Paola. Arturo incassa, ma poi ecco l'attacco: entra So¬nia, la modella. Orrore di Paola e sollazzo di Arturo. Fulmine a ciel sereno: arriva Sioni! Ma non il defunto marito di Antonella, bensì il suo spasimante, che risulta essere il vero padre di Paola. Giudizio: La commedia è tutta un susseguirsi di scene vivaci. Richiede attori provetti.
Titolo:NON SONO INNOCENTE di:Abeni Enzo. Genere:Drammatico. Personaggi:
11 : 8 U, 3 D., Atti: 3, Epoca:
Oggi., Scenografia: Scena unica.
Trama: I figli di Arturo Giacometti, ricco proprietario terriero, sono di carattere completamente diverso, Piero il maggiore, è tutto casa e lavoro, Gianni invece studia all’università e non può sopportare né la campagna, né i buoni consigli del padre e del fratello.
Dopo l’ennesima lite, Gianni rivela al padre di non frequentare più l’università e di voler andare a Roma a fare l’attore.
Chiede gli venga liquidata la sua parte di proprietà e, dopo molte insistenze, ottiene dal padre una cifra notevole, che doveva servire per i lavori di miglioria nell’azienda agricola.
Dopo un anno, da un’ispezione notturna dei carabinieri e dalle notizie dei giornali, i familiari e Marta (la domestica che ha fatto da madre a Piero e a Gianni) apprendono che Gianni, con due amici, per fare una bravata, ha ucciso un benzinaio romano.
Il padre non esita, malgrado l’opposizione di Piero, ad impoverirsi per far difendere il figlio dai migliori avvocati e, anche perché uno dei complici viene indiziato di essere lui l’omicida, Gianni se la cava con poco, ma non vuole ancora tornare a casa.
Ci torna, pentito, l’anno successivo, dichiarandosi moralmente colpevole quanto il vero assassino e chiedendo di lavorare nei campi in qualità di semplice salariato.
Il finale è quello della parabola del figliol prodigo. Giudizio: Trasposizione nella vita di oggi, in maniera molto drammatica, della parabola del figliol prodigo.... con la sua morale.
Titolo:NOSTRA VIA CRUCIS ( LA ) di:Don Paolo Zago. Genere:RECITAL. Personaggi:
, Atti: , Epoca:
, Scenografia: Trama: Giudizio: Preghiere e riflessioni adatte particolarmente ai ragazzi e adolescenti. Possono servire sia come preghiera vera e propria, sia come recital.
Titolo:NOTT DE REPUBBLICHETTA di:Lupani Vittorio. Genere:Dialetto. Personaggi:
6 : 3 U, 3 D., Atti: 2, Epoca:
Oggi e nel 1944, Scenografia: Scena fissa
Trama: Vecchio abbaino di una casa popolare, a Milano.
Teresa, l'anziana portinaia, è salita fin lassù per consegnare quel modesto alloggio di due vani a Micaela, la nuova giovane inquilina.
Nel corso del colloquio Teresa rimane colpita della strana rassomiglianza della ragazza con una giovane ebrea che molti anni prima aveva vissuto in quello stesso appartamento.
Teresa spiega che a quel tempo, si era nel 1944, nell'abbaino abitava Antonio, bravo e onesto artigiano, il cui torto era quello di avere un fratello, Carlo, più giovane di lui, scavezzacollo, donnaiolo e fascistone militante. Quando poi c'erano incursioni aeree…
A questo punto la scena gradatamente si oscura e il racconto della portinaia diventa paurosa realtà: sirene d'allarme, contraerea, scoppi di bombe e infine cessato allarme, fra bagliori d'incendi nella notte.
Di ritorno dal rifugio Antonio è seguito da Carlo, che intavola subito un discorso mirante a spillare quattrini al fratello. La discussione si accende ma ad un tratto una sorpresa inchioda i due: qualcuno si muove nella camera accanto!
Si tratta di una spaventatissima giovane che fissa ad occhi sbarrati la divisa di milite fascista di Carlo. I due fratelli cercano di calmarla, e la ragazza racconta di chiamarsi Ester Contini Scotti e di essersi introdotta dal tetto perché ricercata dai tedeschi per via della sua origine ebrea, ma ora non le resta che consegnarsi alla Polizia.
Carlo lo vorrebbe, teme accuse di favoreggiamento ma Antonio temporeggia, offrendo ospitalità alla giovane che, fra l'altro, aspetta un figlio. Passano alcuni giorni ed Ester sente crescere la sua riconoscenza per Antonio, che rischia molto celandola alla Polizia. Prova invece repulsione per Carlo che, durante un'assenza del fratello, ha tentato di usarle violenza.
Carlo minaccia ritorsioni e di fronte a questo nuovo pericolo tutto sembra volgere al peggio quando accade l'imprevisto: Carlo, ravvedutosi, fa fuggire l’ebrea dalla finestra precedendo le SS, che hanno scoperto il rifugio. Resterà lui a fronteggiare gli inseguitori e una rabbiosa scarica di mitra suggellerà il suo generoso sacrificio.
Qui si conclude il racconto di Teresa e la portinaia, più tardi, trasecola leggendo sul biglietto da visita lasciatole dalla pittrice il nome di Micaela Ester Contini: la figlia della scampata ebrea! Giudizio: Drammatica e commovente, la vicenda non manca tuttavia di sapide battute dialettali che valgono a renderla anche divertente. Una buona caratterizzazione dei personaggi accrescerà il successo.
Titolo:NOTTURNO di:Zago Roberto. Genere:Drammatico. Personaggi:
5 : 3 U, 2 D., Atti: 2, Epoca:
Oggi., Scenografia: Un lebbrosario indiano.
Trama: Siamo in India, presso una delle tante missioni cristiane: siamo nel lebbrosario di Eluru in corso di costruzione in mezzo ad una umanità che soffre e che ha fame. Nell’arco brevissimo di una notte, quattro personaggi danno vita alla vicenda.
Padre Soddo è la figura più accattivante, perché è il personaggio del dubbio, della crisi. E’ il missionario che ha fatto della sua missionarietà una professione, è un sacerdote che ha fatto della sua consacrazione una routine, è un “ragioniere di Dio”, e come tale si comporta.
Suor Stefania è anch’essa una missionaria, votata integralmente in un’opera di donazione di sé agli altri che lascia sconcertati: la sua è la donazione totale, l’amore totale, non solo verso i lebbrosi che cura, ma verso ogni lebbra umana che incontra: prima fra tutte quella che attanaglia Soddo.
Mauro è un architetto venuto in India sulla scia del fascino dei racconti d’avventure, o almeno così sembra, incerto nella sua mancanza di fede, tanto incerto che l’incontro con Suor Stefania e lo scontro con il dramma di Padre Soddo sono così forti in lui da smuovere la sua incertezza.
Romano è un fratello laico, è l’entusiasmo della semplicità che fa da contrasto al dubbio di Soddo: è un semplice per eccellenza, accetta la sua funzione, voluta da Dio, vivendo la sua vita, donando se stesso nel quotidiano.
Quattro personaggi ruotano l’uno attorno all’altro, legati ad un filo invisibile, teso da un quinto personaggio, che non parla, che non si vede, che nessuno mai8 sarà chiamato ad interpretare, ma che invece c’è, e si trova, scenicamente, al di là della tenda che divide, sul fondo, la stanza del lebbrosario di Eluru dove si svolge “Notturno”, dalla piccola cappella: il Cristo nell’ostia consacrata, chiuso nel tabernacolo, eppure presente, quasi misteriosamente, sempre interlocutore degli altri personaggi.
Mauro ha terminato il lavoro per cui è venuto in India: lascia dei progetti per la realizzazione del lebbrosario, ha istruito i paria che lavoreranno nel cantiere, ha svolto in terra indiana la sua professione di architetto, ed ora è prossimo alla partenza. L’entrata di padre Soddo in scena tronca il dialogo tra Mauro e suor Stefania, ma è un troncare brusco, imprevisto, quasi fastidioso. Padre Soddo appare subito come una figura ambigua, c’è qualcosa in lui che suona stonato. E la suora si allontana. Lo sfogo di Soddo con Mauro domina la parte iniziale del dramma. E’ un po’ il sasso gettato nell’acqua: la novità della persona estranea (Mauro) convince Soddo ad aprirsi in una confessione quasi disperata. Lo sfogo di Soddo è ascoltato, al di là del velo che nasconde la cappella, da suor Stefania. Soddo lo scopre, la cosa lo urta: sa che suor Stefania è la sua più diretta antagonista nella sua lotta per perdere la fede, e non ha ritegno a dirglielo.
Il dramma prosegue… vi è poi l’episodio di un lebbroso in fin di vita che chiede i sacramenti e Soddo, prima riluttante, va a compiere questo gesto di carità… o di professione… vengono poi vari dialoghi che vedono Mauro come antagonista, sino a un’ultima scena finale in cui vi è uno scontro aperto fra Soddo e Dio, con suor Stefania e Mauro come interlocutori. La Grazia di Dio al fine trionfa e la sua misericordia riporterà Soddo ad accettare fino in fondo il suo ruolo, la sua funzione di prete e di missionario. Giudizio: Siamo in India, presso una delle tante missioni cristiane in corso di costruzione, in mezzo ad una umanità che soffre e che ha fame. Nell'arco brevissimo di una notte, quattro personaggi danno vita alla vicenda. Testo adatto per un dibattito.
Titolo:NOZZE CON SORPRESA di:Roberto Franco. Genere:Comico. Personaggi:
9 : 5 U, 4 D., Atti: 3, Epoca:
Attuale, Scenografia: Fissa. Un modestostudio notarile in una città di provincia.
Trama: Comico confronto di due fratelli, entrambi notai, ma di carattere totalmente opposto. Intorno ad essi c’è una moglie, una figlia, un fidanzato, una vedova battagliera e un tipo piuttosto equivoco. Attraverso comicissimi intrighi, garbugli, imbrogli e raggiri arriva il sorprendente “lieto fine” che accontenta tutti. Giudizio: Commedia brillante che si sotiene sull'avarizia, ma è tutta da ridere.
Titolo:NUOVA AURORA ( LA ) di:Bonalancia Teresa. Genere:Commedia. Personaggi:
4 . 2 U, 2 D., Atti: 1, Epoca:
Oggi., Scenografia: Un decoroso soggiorno, di cui fa parte un tavolo rotondo e alcune sedie
Trama: Un atto unico che cerca di spiegare che nel matrimonio ci vuole comprensione, affetto e amore sempre vivo.
Un dolore per quanto grande non può farlo dimenticare.
I due personaggi principali si trovano in casa. Massimo si è portato a casa i libri contabili per fare un controllo con calma perché in ufficio con gli impegni che ha non riesce, Luciana vuole tenergli compagnia. La vicina e i bambini che giocano in cortile disturbano Massimo. Un pallone entra dalla finestra e il ragazzino che lo aveva tirato, molto educatamente, lo viene a richiedere. Si viene così a sapere che i due interpreti principali avevano avuto un bimbo, ma che lo avevano poi perduto subito. Segue un dialogo di chiarimento che riavvicina completamente i due sposi. Giudizio: In questo atto unico si cerca di spiegare che nel matrimonio è indispensabile alla sua buona riuscita: comprensione, affetto e amore sempre vivo.
Titolo:NUVOLE ( LE ) di:Aristofane con adattamento di E. D'Alessandro. Genere:Commedia. Personaggi:
11 : 9 U, 2 D. più il Coro delle Nuvole., Atti: 1, Epoca:
Secolo V a. C., Scenografia: L'interno della casa di Strepsiade - L'esterno del pensatoio di Socrate.
Trama: Strepsiade, indebitato fino al collo per colpa del figlio, vorrebbe che Filippide (il figlio) si facesse istruire da Socrate per riuscire a non pagare i debitori, imparando a usare il Discorso Ingiusto. Ma Filippide non abbocca. Allora il padre va lui a lezione da Socrate, il quale, per prima cosa, gli spiega che gli Dei non esistono e che le uniche divinità sono le Nuvole. Strepsiade, disorientato, manda a scuola da Socrate il figlio. Giudizio: Un classico.
Titolo:O' VICO SANT'ANNA di:Mariniello Giuseppe. Genere:Dialetto. Personaggi:
11: 6 U, 5 D., Atti: 3, Epoca:
Oggi., Scenografia: Scena fissa.
Trama: Traduzione in napoletano di “EI. Cortil di cassinett” di R. Zago, a cura di Giuseppe Mariniello. La figlia di Rachele e Durin, la Teresina, s’è sposata con il Piercarlo. La sera del primo giorno di matrimonio Rachele e il Durin ancora emozionati per la cerimonia nunziale commentano con i vicini di casa… fra questi vi è il Milietu, con abizioni di diventare giornalista e intanto lavora presso una editrice di una rivista pornografica… il Milietu è innamorato di Bice, ma la madre, la Bertoli, non ne vuole sapere, teme che la figlia finisca fotografata sulla rivista in questione… ma i due ragazzi si vogliono bene e filano in barba alla Bertoli… Di notte un fatto straordinario, quando è tutto deserto ecco comparire la Teresina… stupore dei genitori… la figlia scoppia in pianto e i genitori vogliono sapere… Teresina accorata racconta l’accaduto… il Piercarlo è succube e non sa sottrarsi alla tradizione della sua famiglia che impone ai maschi di osservare , come fece il figlio di Tobia, il voto “di non toccare la moglie per tre notti”… la Rachele e il Durin restano di stucco, la Teresina non riesce a darsi pace, ma alla fine prevale l’acutezza della Rachele, il Piercarlo imparerà a sue spese! Tiene la figlia in casa e gli dice di andare a letto come se fosse una sera qualunque… intanto fuori nel cortile i vicini commentano… La sera dopo il Piercarlo va dai suoceri per vedere la Teresina e parlargli, ma la sposina è già andata a letto. Una vivace scenata…
Seguono tanti ma tanti colpi di scena che sarebbe troppo lungo narrali tutti con una conclusione che accontenterà tutti. Una commedia veramente brillante adatta a qualsiasi pubblico. Giudizio: E' la traduzione in dialetto napoletano della commedia "El cortil di cassinett". una commedia veramente brillante che richiede attori in gamba. Per qualsiasi pubblico.
Titolo:OCCASIONE ( L' ) di:Salvi F. Paolo. Genere:Commedia. Personaggi:
2 : 1 U, 1 D., Atti: 1, Epoca:
Domani, in una città futura, Scenografia: Interno borghese molto essenziale, stilizzato.
Trama: Matrimonio in crisi. Ricordare sistematicamente piccole e grandi colpe significa peggiorare la stabilità di qualsiasi unione. L’aver rifiutato un figlio, col passar del tempo, può divenire reciproco rimprovero. Fortunatamente, non tutte le circostanze sono motivo di scontro, qualche volta possono essere anche motivo d’incontro. Ritrovare il piacere della preghiera, per esempio, può essere un’occasione. L’amore si può volutamente o involontariamente sommergere, ma se c’è, prima o poi torna a galla da solo. Giudizio: Commedia di ambiente coniugale con messaggi idonei.
Titolo:OGNI FORMICA DEL FORMICAIO ROSSO di:Mazzoni Luigi A.. Genere:Fiaba. Personaggi:
10 più molte comparse., Atti: 1, Epoca:
Oggi., Scenografia: In apparenza complessa, risolvibile con pochi elementi simbolici.
Trama: Nel formicaio rosso, le formiche rosse uccidono quelle di altri colori. Briciola, il protagonista, è blu, ma indossa una tuta rossa per non farsi riconoscere. L’unica formica che conosce il suo segreto è Carezza, figlia del Conte Rosso, già primo consigliere della Regina. Briciola viene scoperto e condotto davanti alla Regina per essere giudicato ed ucciso. Così dice la legge. Ma la Regina… Giudizio: Favola molto istruttiva; ottima per introdurre il tema razziale.
Titolo:OLTRE IL BUIO di:Bertoletti Ivano. Genere:GL. Personaggi:
9 : 6 U, 3 D., Atti: 2, Epoca:
Attuale., Scenografia: Soggiorno che dà in giardino.
Trama: Flavio, ferito gravemente da una coltellata, cerca salvezza in casa di Lidia, una ragazza cieca di ventuno anni, e prima di morire riesce a nascondere una busta nel divano. Lidia, dapprima spaventata dall’incontro con colui che è l’assassino, vive momenti di terrore quando scopre l’arma del delitto e il corpo di Flavio. Il commissario Ruperti, giunto a indagare sul luogo del delitto, rimane profondamente colpito dalle capacità e dalla sensibilità di Lidia che, nonostante il suo handicap, riesce a “vedere” molte più cose di una persona normale. Sergio, il fidanzato di Lidia, con il suo strano comportamento e il suo passato poco pulito, diventa il sospettato principale del commissario. Ma nel finale a sorpresa e ad alta tensione, Lidia e il commissario Ruperti riusciranno a smascherare il vero assassino. Giudizio: Giallo.
Titolo:OLTRE L'OMBRA DEL MELO di:Borgioli Rovelli G.. Genere:Commedia. Personaggi:
10 : 4 maschili, 4 femminili e 2 bambini., Atti: 2+E, Epoca:
Oggi., Scenografia: Scena unica.
Trama: Tra Giannella e Martino, amici della prima infanzia, è sorto quasi inconsapevolmente qualcosa di più di un semplice affetto. C’è però tra essi differenza di età e di posizione sociale, per cui tale sentimento rimane latente e inespresso anche perché Giannella, orfana, deve soggiacere al severo controllo di una vecchia zia che l’ha allevata. Divenuti infine indipendenti i due giovani sembrano avviati a diversi destini. Martino si fidanza infatti con una collega di lavoro, mentre Giannella, delusa e amareggiata, si promette a sua volta al giovane medico del paese. In un ultimo incontro ritorna però, irresistibile, l’attrazione amorosa dei due giovani e accade così che, anche per generosa rinuncia del medico, vinto da tanto affetto, essi possono finalmente realizzare il loro sogno d’amore. Una delicata e pulita “love story” che richiede attori formati e un adeguato, anche se non difficile, allestimento scenico. Giudizio: Un adelicata e pulita "love story" che richiede attori formati e un adeguato, anche se non difficile, allestimento scenico.
Titolo:OMBRA DEL PADRE ( L' ) di:Fiorentino Marcello. Genere:Agiografico. Personaggi:
36 :(che possono essere interpretati da 14 attori) più soldati, guardie, popolo, servitù., Atti: 2, Epoca:
2000 anni fa, Scenografia: Complessa
Trama: E’ la storia della nascita di Gesù, vista dalla parte di San Giuseppe (l’ombra del padre).
Si divide in due parti: la sposa e il figlio.
Nella prima, Giuseppe conosce Maria e se ne innamora, ricambiato, ed accetta la situazione con grande rispetto ed amore.
Nella seconda, ci sono i Magi, la persecuzione di Erode, la fuga in Egitto. Si chiude con Gesù dodicenne ritrovato al tempio tra i dottori. Giudizio: Testo molto bello, ideale per rappresentazioni legate a date particolari (Natale, Sacra Famiglia, Pasqua). Difficoltà nell'allestimento per il continuo cambio di scene.
Titolo:OMM PIEN DE PREGIUDIZZI ( ON ) di:Occhiuto Marisa. Genere:Dialetto. Personaggi:
10 : 5 U, 5 D., Atti: 3, Epoca:
Attuale, Scenografia: Interno di un appartamento di una casa di ringhiera. Mobili molto vecchi. Oggetti porta fortuna attaccati alle pareti, un ferro di cavallo e ben in vista al pubblico un grosso corno.
Trama: Rivisitazione di alcune delle più divertenti situazioni della comicità dialettale. La storia si svolge a Milano: Piva, uomo pavido e superstizioso fino al paradosso, costringe i suoi familiari a strettissime misure precauzionali igienico-sanitarie, perché un caso di colera è stato registrato a Napoli. Da questo spunto situazioni più o meno esilaranti, equivoci fino alla fine con relativi fiori d’arancio. Giudizio: Commedia in dialetto.
Titolo:ONESTO RUBAMAI, MARITO NEI GUAI di:Roberto Franco. Genere:Comico. Personaggi:
7 : 4 U, 3 D., Atti: 3, Epoca:
Attuale., Scenografia: Fissa.
Trama: Onesto di nome e di fatto, e per giunta di cognome Rubamai, trova in un mobile di casa una rilevante somma di dena¬ro contante. Né lui né i familiari sono in grado di spiegare la pro¬venienza di quel tesoro. Sono banconote false? A chi appartengono? E' possibile far finta di niente e tenersele? La pace in famiglia è finita; notti insonni, batticuore a ogni squillo di campanello o del telefono… A questo punto, se il Regista lo considera interessante dal lato spettacolare, può coinvolgere il pubblico in un modo tanto semplice quanto divertente, giacché ogni spettatore potrà rispondere alla domanda: “Lei come si compor¬terebbe nei panni del signor Onesto Rubamai?” Il pubblico potrà scegliere sei ipo¬tesi possibili da un tagliando che verrà consegna¬to col biglietto d'ingresso. Comunque, il vertiginoso susseguirsi dei fatti conduce alla spassosa sorpresa finale. Giudizio: Commedia comica.
Titolo:OPERA BUONA ( L' ) (ON MESTERASC) di:Turrini -Balzarini. Genere:Dialetto. Personaggi:
2 : 1 U, 1 D., Atti: 1, Epoca:
Giorni nostri., Scenografia: Esterno, un grosso sasso.
Trama: Un uomo di mezza età, vedendo spesso un’anziana prostituta ferma ad aspettare, ripensa alla sua mamma di cui non ha notizie da parecchi anni. Vuole compiere “un’opera buona” : le offre dei soldi per starsene a casa, non più costretta su una strada sotto il sole o al freddo. La donna è felice e promette di smettere. Dopo un po’ di tempo, l’uomo – ripassando nella zona – la scorge di nuovo lì a “esercitare”. Si arrabbia, la insulta, ma poi ascolta in silenzio il perché di quel ritorno: non è il freddo o il troppo caldo, ma la solitudine che ammazza. Gli incontri – ammette – saranno anche squallidi, ma c’è qualcuno che ti parla, ti fa sentire una persona. L’uomo – augurando buona fortuna- capisce e se ne va. Giudizio: Situazione umana, intensa e commovente.
Titolo:ORA ESATTA ( L' ) di:Barbieri Andrea. Genere:Allegorico. Personaggi:
Almeno 12 e comparse varie., Atti: 1, Epoca:
Attuale., Scenografia: Scarna. Basteranno piccoli elementi per indicare luoghi diversi: l'ufficio, il parlamento, la strada, il caffè, le assemblee, ecc.
Trama: Nello stato di X si vuole introdurre l’ora esatta, che deve essere l’inizio di un’era di progresso e felicità. Si obbedirà all’unico sole e, di conseguenza, alle armoniose leggi universali.
Incominciano discussioni e pareri contrari, si dubita dell’esattezza, si vuole la “libertà di orologi”. Nasce il giornale “L’ora libera”. Si formano grandi partiti: Quelli dell’ora libera, quelli dell’ora indietro, quelli dell’ora avanti, quelli dell’ora esatta, quelli dell’ora futura, ecc.
Elezioni, decreti, distribuzione di stipendi per tutti i servizi inerenti alla manutenzione dell’orologio, in modo da accontentare tutti e far funzionare l’orologio nazionale. Si finisce con reazioni, rivoluzioni, disordini, caos generale e distruzione del grande orologio generale. Giudizio: E' una satira delle discussioni politiche.
Titolo:ORSO E LO SCUDO MAGICO ( L' ) di:D'Alessandro Enr.. Genere:Fiaba. Personaggi:
9: 1 ragazzo, 1 giovane, 6 uomini e 1 donna., Atti: 3, Epoca:
Favola, Scenografia: Allestimento scenico senza difficoltà.
Trama: Michelino è un ragazzo che aiuta, in bottega, il farmacista Impiastrone. Niente paga, poco vitto e molte sgridate. Michelino è stufo, ma per fortuna ha un uccellino (in gabbia) che gli tiene compagnia. Impiastrone non ne sa nulla perché la gabbia quando c’è il padrone finisce in un armadio. Arriva un vecchio erborista, vuole vendere piante medicinali ma il farmacista lo scaccia. Michelino impietosito, approfittando dell’assenza del padrone, gli regala un barattolo di miele rosato. In compenso l’erborista dà al ragazzo due foglie orsine e dice che sono magiche. Michelino non ci crede e le dà all’uccellino che le mangia. Gran fracasso nell’armadio ove c’è la gabbia: l’uccellino è diventato un orso che cinguetta e parla. Al suo rientro il farmacista deve affrontare l’orso che gli impone di dare subito a Michelino tutti i suoi arretrati, Impiastrone ubbidisce e il ragazzo con l’orso se ne vanno in cerca di fortuna.
Avventure e avventure…
Una favola molto bella, piacerà ai bambini e anche agli adulti. Di facile realizzazione.
L’allestimento scenico non comporta difficoltà. Giudizio: Una favola molto bella, piacerà ai bambini e anche agli adulti. Di facile realizzazione.
Titolo:ORTOEPIA Guida alla retta pronunzia di:Bertelli Flavio. Genere:Sussidio Tecnico. Personaggi:
, Atti: , Epoca:
, Scenografia: Trama: Giudizio: Interessante trattato sulla retta pronunzia della lingua italiana. Particolarmente indicato e raccomandato per la lettura e la recitazione.
Titolo:PAPA' CAMILLO di:Bertoletti Ivano. Genere:Commedia. Personaggi:
9 : 5 U, 4 D., Atti: 3, Epoca:
Attuale, Scenografia: Una sala moderna.
Trama: Papà Camillo non è molto amato dai tre generi. Già, quando il suocero è vecchio e pieno di soldi, il meno che si possa desiderare è che trapassi al più presto. Ma Papà Camillo ha la pelle dura e, soprattutto, è ancora giovane di testa e di cuore. Avidi, stanchi, delusi, ai tre non resta che cercare una soluzione definitiva per l’ostacolo che impedisce loro di raggiungere la bramata ricchezza. Giudizio: Commedia brillante-grottesca che diverte trattando argomenti molto attuali.
Titolo:PARETE FRA ME E TE ( UNA ) di:Zago Roberto. Genere:Comico. Personaggi:
11 : 7 U, 4 D., Atti: 3, Epoca:
Oggi., Scenografia: Scena fissa.
Trama: Un apostrofo che non c’è da il via a tutta la vicenda: vicenda degli equivoci? Commedia degli inganni? No, solo il pretesto per costruirvi attorno una esilarante storia.
Il sipario si alza con Eva (LEI) che, aiutata dalla domestica Veronica, sta sistemando l’appartamento attiguo a quello di Alfredo (LUI) che rientrato dopo una giornata di lavoro trova la casa deserta. Dove sarà Eva? Atroce ed amletico dubbio che si insinua nella mente di Alfredo! Eva è solo a due metri da lui che sta spiegando al padre Edoardo, noto commerciante di prodotti di bellezza, il perché del suo comportamento. Nel frattempo in casa di Alfredo ne succedono di belle: riceve la visita della sua segretaria, la pietra dello scandalo che ha fatto traboccare il vaso, poi arriva Roky un amico attore tutto svitato, e poi ancora il padre di Eva che svela tutto il mistero. Alfredo accetta la sfida lanciatagli da Eva che nel mentre riceve la visita di due strani individui, Gigi e Giogiò… passa da lei anche Roky con un monumentale mazzo di fiori….
Ci si accorge anche del muretto che separa i due apparta menti che si può facilmente scavalcare…
Tante altre cose succedono nei due appartamentini…
Alfredo ed Eva nel frattempo….. Giudizio: Un apostrofo che non c'è da il via a tutta la vicenda: vicenda degli equivoci? commedia degli inganni? No, solo il pretesto per costruirvi attorno una esilarante storia.
Titolo:PARTI DI RICAMBIO di:Franchini Leonardo. Genere:Drammatico. Personaggi:
4 : 2 U, 2 D., Atti: 2, Epoca:
Contemporanea, Scenografia: Tre poltrone e un tavolino.
Trama: Due genitori devono decidere se compiere o no un trapianto d’organo per salvare il proprio figlio morente. Credono di scoprire di essere caduti in un commercio internazionale di organi, ma poi scoprono che non è così. Un medico e una consulente organizzativa sostengono i differenti punti di vista di trapiantisti e antitrafficantisti. Giudizio: Su un tema attuale una vicenda profondamente umana.
Titolo:PATRIZIA NEL METRO' di:Franchini Leonardo. Genere:Drammatico. Personaggi:
3 : 2 U, 1 D., Atti: 1, Epoca:
attuale, Scenografia: Interno di una vettura del metrò.
Trama: Sono passati anni: quanti ? Non ha importanza.
È notte; Billy e Omero (vedi ”L’ultima diretta della notte”) hanno terminato il loro lavoro in sala radio e stanno tornando a casa, in metrò. Il loro dialogo, insulso e frammentato, non è altro che l’indicatore delle loro frustrazioni; casualmente il discorso cade su Patrizia, quella drogata che anni prima aveva telefonato in redazione per informarli che di lì a poco si sarebbe tolta la vita.
Nel frattempo una ragazza prossima al parto sale nella loro vettura; l’atteggiamento beffardo e canzonatorio sparisce istantaneamente quando la ragazza dice loro di chiamarsi Patrizia.
Ondate di rimorso invadono Billy, mentre il cinico Omero tace.
Billy si prodiga in mille modi per alleviare le sofferenze di Patrizia, ma saranno le parole di Omero a infondere serenità e coraggio a Patrizia, e non solo a lei. Giudizio: Profondo dramma umano. Lasdcia presagire che bisogna diffidare dal giudicare affrettatamente; a volte il cinismo è una corazza che protegge i più sensibili.
Titolo:PAURA 90 ( LA ) di:Gandino Antonio. Genere:Comico. Personaggi:
7 personaggi maschili., Atti: 3, Epoca:
Oggi in montagna, Scenografia: Scena fissa
Trama: In una casa d’alta montagna collegata a valle con la funivia lo scienziato, il Prof. Pistilli, stravagante e distratto, ha trovato a pochi metri dalla sua abitazione un giacimento di uranio.
Le sue ricerche sono annotate su un taccuino che diventa oggetto di grande interesse per le spie.
Il cameriere del Prof. Pistilli, Giovanni, è scomparso all'inizio della vicenda. Giovanni è una spia; tenta uccidere Pistilli ma costui è tanto distratto che nemmeno se ne accorge.
Nella notte arrivano Raimondo e Trebbi, all'apparenza spie. Giunge anche Repetti, il manovratore della funivia, bloccata; un pilone a valle è saltato in aria. Un passeggero della funivia, Molini, chiede ospitalità ma quasi subito fa capire che anche lui cerca il famoso taccuino; lo trova.
Affida il taccuino a Repetti, che se ne disfa presto, intuendo guai.
Appare un giovanotto; lui non cerca il taccuino ma la mano della figlia del professore.
Molini si rivela agente di polizia e arresta tutti, quando irrompe in scena Onofri, capitano dei carabinieri, che arresta Molini. Venanzio alla fine ottiene quanto desidera: sposare Margherita, figlia di Pistilli. Giudizio: Scopo di questa farsa è di far divertire chi la fa e chi la vedrà !
Titolo:PAURA AL QUADRATO di:Paltrinieri Bruno. Genere:Ragazzi. Personaggi:
5 : 4 ragazze e 1 mamma, Atti: ?, Epoca:
Oggi., Scenografia: Scena fissa
Trama: Un gruppetto di amichette si è proposto di offrire ai familiari, che attendono in salotto, uno spettacolino teatrale in costume.
Per prepararsi si isolano nell'attiguo studio di un fratello, dove sono custoditi a scopo sperimentale alcuni rettili e anfibi.
Accade però che la padroncina di casa, volendo mostrare alle amiche una vipera, si accorge con spavento che la cassetta che custodiva la vipera è vuota! Terrore generale, e urla che fanno accorrere la mamma.
Questa spiega ridendo che la vipera dorme tranquillamente sotto la sabbia della cassetta e che ora. c'è solo da pensare all'inizio del promesso spettacolo. Giudizio: Da un progetto di uno spettacolino privato in un'abitazione, per un errore di conoscenza parte uno spavento generale che viene però ridimensionato dall'intervento della Mamma.
Titolo:PAZZI? UN POCO MA NON TROPPO di:D'Alessandro Enr.. Genere:Comico. Personaggi:
12 : 9 maschili e 3 femminili, Atti: 3, Epoca:
Oggi ?, Scenografia: Due scene
Trama: Il domestico dell’attore Renzi, Martino, riceve la visita di un autore che vorrebbe fosse inscenata la propria commedia: “Il cervo senza corna”. E c’è l’arrivo di un giornalista per intervistare l’attore. Momentaneamente l’autore se ne va per cui avviene solo l’incontro fra Renzi e il giornalista che incuriosito vorrebbe conoscere una strana realtà dello stesso Renzi. Si dice infatti che in Messico un individuo avesse donato all’attore un amuleto, una maschera munita di uno strano potere: tenendola in mano e pronunciando un desiderio questo si avvera. Naturalmente tutto ciò non per un gesto voluto ma per pura coincidenza. Ritorna nel contempo l’autore della commedia: furente reazione di Renzi il quale rientra in palcoscenico a recitare. Giunge intanto Katrin, una signora di mezza età, che si dichiara innamorata di Renzi, al quale invia fiori ogni giorno. Al termine dello spettacolo Renzi, rientrando in camerino, trova quindi con la figlia Sandra anche questa donna che lo esaspera con la sua corte ed il giovane autore contro il quale scaglia una maledizione senza accorgersi di tenere in mano la maschera con lo strano potere.
Seguono altre vicende fra l’incredibile e il comico ma con un certo filo…..
Commedia dalle dichiarate intenzioni paradossali. Brillante, farsesca, non difficile da inscenare e che se ben recitata e sostenuta con brio e gran ritmo piacerà a qualunque pubblico. Giudizio: Commedia dalle dichiarate intenzioni paradossali. Brillòante, farsesca, non difficile da inscenare e che se ben recitata e sostenuta con brio e gran ritmo piacerà a qualunque pubblico.
Titolo:PEO E PAO PAGLIACCI DA CIRCO di:Ganzini Granata G.. Genere:Giovani. Personaggi:
8 : 6 maschili e 2 femminili, Atti: 2, Epoca:
Oggi., Scenografia: Scena fissa
Trama: Peo e Pao, due clowns, e Chiodo, orso-scimmia ballerina, sono gli unici componenti del Circo Pisistrato, di cui Pisistrato è padrone, direttore e domatore dell'orso.
Pisistrato e la sua troupe sono dei poveracci squattrinati, sempre bisognosi di far tacere gli insistenti richiami della fame arretrata.
Un po’ per stanchezza, un po’ per debolezza, Chiodo si rifiuta di fare la parte dell' orso ringhiante, e si rifiuta anche d'indossare il tutù da ballerina perché è stufo di fare la parte di una femmina. Pisistrato urla, schiamazza, ma Chiodo mantiene la sua posizione di scimmia sapiente.
Per una strana combinazione capita nel Circo una simpatica, graziosa, ragazza: Mariannina.
Anche costei ha bisogno di che sfamarsi. Pisistrato coglie l’occasione per darle il ruolo di ballerina. Mariannina è felice ma più felice è Peo, che s'innamora di lei.
Niente da fare; Mariannina sogna il principe azzurro. Peo non rinuncia; escogita, con l'aiuto di Pao, un piano di conquista mentre Chiodo è vittima di uno zelante poliziotto che vuole ad ogni costo trovare un tizio da mettere in prigione.
Peo ruba un vestito ad un passante per presentarsi, così trasformato, alla bella Mariannina.
Si presenta con il nome di Roberto e Mariannina, delirante per lui, lo soprannomina Roberto il bello. Roberto il bello improvvisamente scompare e Mariannina si dispera; non vuole più partire con il Circo Pisistrato. Peo svela a Mariannina chi è Roberto il bello e la ragazza gli si butta fra le braccia. Gran finale con marcetta da circo, baci e capriole per il pubblico. Giudizio: Una commedia divertente che piacerà a qualsiasi pubblico
Titolo:PER SEVESO.. SOLO ROSE E MIMOSE? di:Toncini Tarcisio. Genere:Drammatico. Personaggi:
Ragazze giovani e alcune adulte., Atti: 1, Epoca:
Oggi., Scenografia: Scena fissa
Trama: Davanti ad una scuola di un non precisato paese brianzolo, all'incrocio con la provinciale per Seveso e Meda, si scontrano verbalmente e non gruppi di ragazze di diverse tendenze.
Ci sono le femministe con i loro slogan sempre uguali, che offrono mimose ai passanti.
Vi è un gruppo di studentesse di una scuola cattolica che, guidate dalla loro insegnante, fanno da elemento contrastante e ribattono alle affermazioni delle femministe.
Vi sono le radicali abortiste, che appaiono le più violente nel tentativo di affermare i loro principi.
Infine l'apparizione di una madre che avanza con la figlia incinta, e che proviene dalla zona più colpita dall'inquinamento della diossina; farà da catalizzatore e verrà ad assumere un ruolo preminente nella vicenda.
Moralmente valido e scenicamente realizzabile, l'atto unico è di storica attualità, e analizza i problemi che hanno travagliato gli abitanti della Brianza inquinata dal veleno industriale fuoriuscito a Seveso.
Il dramma pone in risalto soprattutto quei valori cristiani che una compagnia filodrammatica dovrebbe sempre avere presenti, e angola la visione storica di un fatto tante volte distorto da ideologie opposte e interessate. Giudizio: Un atto drammatico che mette in risalto sopratutto quei valori cristiani che una compagnia filodrammatica dovrebbe sempre avere presenti. Moralmente valido e scenicamente realizzabile.
Titolo:PESCE ROSSO ( IL ) di:Bertelli Flavio. Genere:Ragazzi. Personaggi:
12 fra giovani e adulti (promisquo), Atti: 2, Epoca:
Oggi., Scenografia: Scena fissa
Trama: Due vecchi coniugi, giunti al limite della loro esistenza, si presentano a un simbolico confine custodito da un burbero-benefico guardiano. Hanno le carte in regola per passare, ma non così accade al pesciolino rosso in boccia di vetro che essi vorrebbero portare seco perché gli è stato buon compagno nella vita.
Abbandonare dunque il bravo pesciolino? No, c’è per fortuna una via di mezzo e, poiché tutto procede tra la farsa e la favola, i due vecchietti pervengono, in quanto ormai incorporei, al fondo di uno stagno dove rivivono, per così dire, una strana avventura che sarebbe troppo lungo descrivere ma che si conclude con la loro definitiva ascesa al Cielo, lasciando al saggio pesciolino il compito di istruire i giovani con le sue bollicine d’aria, che forse significano parole.
Un grazioso lavoro che può divertire i ragazzi, ma che richiede qualche impegno nella preparazione delle scene, dei costumi e dei giochi di luce. Giudizio: Un grazioso lavoro che può divertire i ragazzi, ma che richiede qualche impegno nell'apprestamento delle scene, dei costumi e dei giochi di luce.
Titolo:PETER-RETEP PAN-NAP di:Corradi Fabio. Genere:MU. Personaggi:
Minimo 14, Atti: 2, Epoca:
Nessuna., Scenografia: Stilizzata.
Trama: Riedizione della favola di Peter Pan, arricchita con il suo sosia speculare Nap Retep. Il gioco del sosia, del doppio visto allo specchio è una realtà della vita, e l’autore lo ha tradotto in una brillante favola musicale ricca di canti e filastrocche. Per le musiche rivolgersi all’autore, il cui indirizzo è riportato in calce al testo. Giudizio: Commedia musicale per i ragazzi.
Titolo:PETRONILLA ALLA RISCOSSA di:Gandino Antonio. Genere:Comico. Personaggi:
7 femminili di cui 3 giovani (18-20 anni), Atti: 3, Epoca:
Oggi., Scenografia: Scena fissa.
Trama: È il seguito e la fine de: “La vespa e Teresa”.
Gli stessi personaggi: la signora Rossi, sempre più svanita, non sopporta più la domestica Petronilla. Fra le due frequenti liti: scambio di parole forti e minacce di ceffoni da parte della Rossi.
Petronilla mette sotto il naso della padrona un diploma dal quale risulta essere Petronilla Tonti, campionessa di lotta giapponese. La Rossi, spaventata, ritira le sue intenzioni bellicose ma è decisa licenziare Petronilla.
La domestica riceve una lettera misteriosa di cui la Rossi vorrebbe conoscere il contenuto ma non ci riesce; il suo rancore cresce a dismisura.
Intanto i Rossi continuano a fare sfoggio della loro agiatezza, e la Rossi non manca di umiliare la sua amica Bianchi.
Giunge il giorno del compleanno della signora Rossi; Petronilla è la nota stonata che guasta la festa. Non c'è alcuna possibilità di pace tra le due donne anzi, è guerra spietata; alla fine Petronilla rivela il contenuto della lettera misteriosa e pianta la famiglia Rossi sul più bello della festa.
Dopo qualche tempo, in seguito alla morte del marito della Rossi, la famiglia si trova a mal partito: debiti e protesti cambiari.
La Rossi non si preoccupa della situazione, ma per fortuna ritorna Petronilla, in forma e per di più ereditiera. La Rossi vorrebbe rifiutare un trattato di pace, ma in vista di un possibile risanamento finanziario grazie alla generosità di Petronilla, la pace viene conclusa, e la Rossi si convince della sua passata balordaggine. Giudizio: E' il seguito e la fine de"La vespa Teresa". Gli stessi personaggi. Di facile realizzazione , piacerà a qualsiasi pubblico.
Titolo:PICCOLE LUCI NELL'INFINITO di:Franchini Angelo. Genere:Agiografico. Personaggi:
8 : 5 U, 3 D., Atti: 3, Epoca:
Imprecisata., Scenografia: Vuota, acessori per i vari personaggi.
Trama: I tre misteri del rosario rivisitati in chiave poetica. Fede e ragione; storia e fantasia; liturgia e mistero sono gli ingredienti di questa composizione suggestiva. Teatro di parola, il messaggio religioso dell’opera colpisce l’intelligenza, la sensibilità del lettore o dello spettatore. Giudizio: Ancora una volta il Messaggio ha fatto centro.
Titolo:PICCOLO MONDO IN PORTINERIA di:Garzoli Luciano.. Genere:Dialetto. Personaggi:
13 personaggi...., Atti: 3, Epoca:
Oggi, Scenografia: Scena fissa
Trama: La signora Dalgisa, classica portinaia milanese, e il marito Lorens sono i portavoce delle situazioni umane, ridicole e fantasiose, quotidianamente vissute in una delle tante case della vecchia Milano. Attorno al loro piccolo mondo, fatto d’innocenti battibecchi e di un affetto che li lega, ruota tutto un altro mondo di inquilini, persone superficiali o straordinariamente umane.
Dalla signora Emilia, anziana ma sempre piena di affetto; alla signorina Nelly, una “mantenuta”; dal commendatore, arido padrone di casa alla Linda, sciocca e ingenua cameriera.
E poi il solito via vai di gente, di parole, di sentimenti, tutto filtrato attraverso la semplice filosofia umana della Dalgisa e del suo Lorens.
Su questa trama s’inserisce la vicenda di Manuel, un simpatico monello, e di Giordano, un ragazzo segnato da un male incurabile e dalla povertà d'affetti.
La grande umanità dei personaggi trapela alla notizia della Prima Comunione di Giordano e della sua difficoltà di poter acquistare un vestito.
È proprio la Nelly, la donna da tutti biasimata per la vita che conduce, che decide di aiutare Giordano comprandogli un vestito nuovo. Ma il male che cova nel debole fisico del ragazzo fa la sua strada.
Il dramma del fanciullo non viene presentato direttamente ma attraverso le apprensioni della Dalgisa, del Lorens, della gente che abita in quella casa e da Manuel, il suo grande amico.
Nulla si può fare e Giordano “passa per ricordo”, pianto da tutti. Giudizio: Una commedia profondamente umana, che avvincerà chi la interpreterà e chi ad essa assisterà.
Titolo:PIERGIO, un giovane… come noi… come Gesù. di:Dell'Acqua Alberto. Genere:Giovani. Personaggi:
15: 7 U, 8 D., Atti: 1, Epoca:
Attuale, Scenografia: Interno di un oratorio.
Trama: Storia di Pergiorgio Frassati riletta attraverso la rappresentazione teatrale di un gruppo di ragazzi di un oratorio. Nella rappresentazione vengono messi in luce alcuni episodi della sua giovane e intensa vita, che hanno fatto maturare in lui la scelta di dedicarsi completamente a Dio, mettendosi al servizio dei poveri. E’ bello notare come attraverso la rilettura della vita di questo giovane e confrontandosi con le sue scelte, alcune vicende e tensioni personali createsi fra gli interpreti abbiano trovato una soluzione. Giudizio: Proposta educativa e formativa per i ragazzi, che mette in luce i veri valori e le scelte qualificanti della vita.
Titolo:PINOCCHIO di:Pivetti Paolo. Genere:Ragazzi. Personaggi:
26 :, Atti: 2, Epoca:
L'epoca di favola, Scenografia: Stilizzata
Trama: Le avventure di Pinocchio, viste da una fata un po’ pasticciona. Giudizio: E' un piccolo "musical" : solare, divertente, pieno di gioia.
Titolo:POFFERBACCO L'INVENTORE di:Sessa Vitali Vitt.. Genere:Fiaba. Personaggi:
8: 6 maschili e 2 femminili, Atti: 3, Epoca:
Fiaba, Scenografia: Ci vuole impegno e fantasia
Trama: Nel regno di Roccablù vive Poffarbacco, l'inventore.
Le sue invenzioni si susseguono a getto continuo. La regina di Roccablù e la sua damigella di corte, Rossanella, ne sono entusiaste e chiedono al grande inventore di lasciare la casetta nel bosco per stabilirsi a Corte.
Poffarbacco accetta, in quanto potrà disporre di un laboratorio attrezzato e realizzare il suo sogno: costruire l'astrobarca per salire fino alla Luna.
Mentre Poffarbacco è ospite presso la corte costruisce un singolare orologio-pupazzo che, oltre all'ora esatta, risponde ad un sacco di domande. L'apparecchio diverte assai la regina e la sua damigella.
A corte vive anche un ministro, Cuorsinistro, che custodisce il tesoro del regno. Costui non ha soltanto il cuore ma anche lo sguardo è sinistro, tant'è che progetta la rapina del tesoro.
In gran segreto consegna la chiave della stanza del tesoro al brigante Fosconero ma poco dopo la regina ha bisogno di denaro, e Cuorsinistro dichiara di aver perso la chiave.
Interviene Poffarbacco con la sua potente calamita che attira la chiave e il suo possessore brigante; Fosconero viene messo in prigione.
La regina, molto ingenua, incarica il ministro di dare una lezione al brigante e così i due si preparano per la rapina, ma Poftarbacco ha inventato un cane meccanico che abbaia quando è alla presenza di malviventi e ladri.
Tutto il palazzo è in allarme. Si scopre che Cuorsinistro e Fosconero sono ladri; vengono acciuffati e legati.
Poffarbacco è pronto per partire verso la luna. Poiché i due ladri devono essere condannati, egli propone di portarseli nello spazio: se si guastano i motori serviran due rematori.
Inizio del conto alla rovescia: l'astrobarca parte; applausi. Giudizio: Una fiaba di grande interesse per i ragazzi. La realizzazione scenica richiede un certo impegno. Musiche di Niny Comolli.
Titolo:POZZO DELLA GRANDE GRANDE RANA ( IL ) di:Mazzoni Luigi A.. Genere:Fiaba. Personaggi:
10 Ranecapi, 7 Operane, 2 Sbirrorospi, Voci di 2 Speaker, Voci della Grande Grande Rana, Voce della Caporana, 2 Lodole., Atti: 2, Epoca:
Oggi., Scenografia: Un pozzo scavato nella terra.
Trama: L’Autore, sulla traccia di un racconto popolare colombiano, narra come due Lodole, cadute in fondo al pozzo, riescono a far capire in quale regime aberrante vivano le Rane, rese stupide dalla propaganda martellante di chi governa tirannicamente. Infine il popolo schiavo conquista la libertà. Giudizio: Favola allegorica.
Titolo:PRA' DE BASS DEL CIMITERO ( EL ) di:Buzzi Giancarlo. Genere:Dialetto. Personaggi:
6 : 3 U, 3 D., Atti: 3, Epoca:
Attuale., Scenografia: Tinello modesto ben tenuto; porta d'ingresso e due laterali.
Trama: La famiglia Brusin è scossa dal comportamento del figlio Giorgio, che passa la sua giornata al bar. La sorella di Brusin, Giannina, possiede con lui un prato, ereditato dal padre. C’è l’occasione di venderlo, ma Brusin non vuole, sembrandogli di rinnegare le fatiche di suo padre. Dividono la proprietà perché Giannina possa vendere la sua parte. Intanto però Giorgio con gli amici va a Rimini per una “vacanza”. In realtà a Rimini viene arrestato perché ladro e messo in prigione. Per poterlo aiutare a riscattarsi, Brusin cede anche la sua parte di terreno. Giudizio: Commedia. Mette in luce valori famigliari e i sacrifici che comportano.
Titolo:PREPARO PER DUE di:Balzarini Alberto. Genere:Commedia. Personaggi:
3 : 1 U, 2 D., Atti: 1, Epoca:
Giorni nostri., Scenografia: Soggiorno arredato con gusto.
Trama: Esercitazione teatrale ricca di garbo, ironia e sentimento. Schermaglie amorose a lieto fine fra due giovani, forse di un’epoca che non torna più. Giudizio: Commedia leggera, brillante con lieto finale.
Titolo:PRESIDENTE INCATENATO ( IL ) di:Pivetti Paolo. Genere:Storico. Personaggi:
2 + 7 del Coro + 3/4 voci., Atti: 2, Epoca:
Oggi., Scenografia: Semplice: la stessa per i due atti.
Trama: Aldo Moro, rapito dalle Brigate Rosse, è sottoposto ad un lungo interrogatorio da parte dell’Inquisitore. Sulla scena, ad intervallare il dialogo serrato tra Presidente e Inquisitore, si muove il Coro, che sottolinea, liricamente, la situazione nei suoi aspetti più profondi. Moro arriverà a fare una proposta di collaborazione che sarà però divulgata, perdendosi così tutte le possibilità di arrivare a questo importante, nuovo compromesso. La fine è quella storica: Moro verrà ucciso. Giudizio: L'Autore definisce il lavoro "oratorio laico". C'è poca azione, il testo va ascoltato e meditato (quindi difficile comprensione immediata). Ideale per commemorare la figura di Aldo Moro o per una riflessione sugli anni del terrorismo.
Titolo:PRIGIONIERI ( I ) di:Plauto T.M. (Fochi). Genere:Drammatico. Personaggi:
7 (principali), 2 (secondari), poche comparse., Atti: 5o3, Epoca:
Grecia, ant. class., Scenografia: Un esterno nel primo e terzo atto, davanti alla casa di Egione. Un interno il secondo, la prigione.
Trama: Egione, ricco cittadino dell’Etolia, ha perduto un figlio di quattro anni, rapito dallo schiavo Stalagmo. Vent’anni dopo ha perduto l’altro figlio, Filopòlemo, fatto prigioniero nella guerra contro l’Eléa. Egli compra – secondo l’usanza dell’epoca – prigionieri eléi, nella speranza di trovarne uno con cui scambiare suo figlio: fra gli altri, Filòcrate, nobile e ricco, e il suo servo Tindaro. I due si scambiano i nomi: Tindaro figurerà padrone e Filòcrate servo. Così Egione spedisce in patria quest’ultimo per lo sperato scambio… Ma fra i prigionieri comprati da Egione c’è anche Aristofònte che svela l’imbroglio. La commedia oscilla di continuo fra il dramma e la farsa, sempre in una cornice di squisita umanità. Giudizio: Commedia altamente morale, educativa, priva di situazioni equivoche. Ma insieme divertentissima, specie nella parte del parassita Ergasilo.
Titolo:PROCESSO A PONZIO PILATO di:Roberto Franco. Genere:Drammatico. Personaggi:
7 : 4 U, 3 D., Atti: 1, Epoca:
Oggi, Scenografia: Fissa
Trama: Al termine gli spettatori hanno la facoltà di liberamente decidere se Ponzio Pilato è “colpevole” , “non colpevole” , o da assolvere “per insufficienza di prove”. Giudizio: Dramma.
Titolo:PROMESSI SPOSI (I) di:Alessandro Manzoni (versione parodiata del romanzo). Genere:Brillante. Personaggi:
15 (10U, 5D), Atti: 2, Epoca:
17° secolo, Scenografia: Scelta registica
Trama: L'ambientazione scenografica della commedia è realizzata con una serie di pannelli girevoli raffiguranti i vari ambienti (campagna, canonica, castello dell'Innominato, ecc). Convenzionalmente occorre prestare attenzione alle entrate e alle uscite, soprattutto per le scene ambientate in luoghi chiusi Le canzoni utilizzate sono facilmente rintracciabili su Internet in formato Midi o Karaoke, attraverso i motori di ricerca tradizionali. Giudizio: Un modo per ricordare una trama da tutti conosciuta, e che si rivede sempre volentieri.
Titolo:PROVANDO "THOMAS MORE". di:Rossi Paolo. Genere:Storico. Personaggi:
12: 8 U, 4 D., Atti: 2, Epoca:
XVI sec. Inghilterra, Scenografia: Tavolo, sedie, pagliericcio e ceppo.
Trama: Una compagnia filodrammatica sta facendo la prova del prologo e del secondo atto del dramma “THOMAS MORE”. Il secondo atto è incentrato sulla condotta tenuta dal santo cancelliere inglese nel corso della prigionia, del processo e del martirio. Durante gli intervalli gli attori, in parte influenzati dai personaggi che hanno interpretato, discutono fra di loro su argomenti di carattere personale e sociale ( contrasti tra la forza della ragione e la ragione della forza, idealismo e realismo, lotta per la libertà, passione amorosa e annuncio di una malattia incurabile). La messinscena dell’intervento di uno spettatore, verificatosi la sera precedente, contribuirà a vivacizzare la discussione. Giudizio: Una compagnia teatrale prova credibilmente la vicenda di Tommaso Moro.
Titolo:PULCINELLA E I COLORI di:Falcone Valeria. Genere:Fiaba. Personaggi:
25 : , Atti: 1, Epoca:
Senza epoca, Scenografia: Anche solo stilizzata
Trama: Pulcinella viene catapultato nel mondo delle favole; stordito e affamato si riprenderà con l’aiuto della Principessa. Nel frattempo la Strega cattiva ha rubato i colori del mondo reale, che inizia a intristirsi. Pulcinella, spinto da Mago Merlino, dalla Fata Turchina e dalla Regina parte alla ricerca dei colori nascosti. Durante il suo peregrinare incontra un Cane e una Gatta che lo aiuteranno a restituire al mondo intero i suoi colori, e con essi la voglia di vivere.
Il testo prevede che Pulcinella e il Cane parlino il dialetto napoletano. Giudizio: Fiaba musicale.
Titolo:QUALE FU CROCIFISSO ( IL ) di:Bongioanni Marco. Genere:Drammatico. Personaggi:
10 U., Atti: 3, Epoca:
Ambientato nel far-west, Scenografia: La facciata di una baracca, una panca e alcuni alberi.
Trama: Se Lui ritornasse ai nostri giorni, se per caso un giorno invece dei soliti spot pubblicitari ci trovassimo di fronte al volto di un uomo che “sa amare con il solo sguardo”, che “affascina con la sua volontà” e che proponesse di amare il proprio nemico perdonandolo, di non uccidere, di non commettere adulterio… probabilmente cambieremmo subito canale. Così anche in questo spettacolo ambientato in un mondo di ricercatori d’oro, affannati ad arricchirsi e pronti a uccidersi gli uni gli altri pur di guadagnare di più… proprio in mezzo a costoro Lui decide di ritornare! Non vuole soldi, vuole donare; non vuole guadagnare ma offrire a tutti una salvezza ben più grande di quella data dalla stabilità economica. La fine… è la solita! Lui è il personaggio scomodo e il sacrificio continua per i secoli dei secoli. Giudizio: Classico e attuale allo stesso tempo; ripropone l'eterna domanda: se Lui tornasse come lo accoglieremmo noi oggi ?
Titolo:QUANDO IL CIELO DECIDE di:Zago Roberto. Genere:Ragazzi. Personaggi:
7 ragazzi, Atti: 3, Epoca:
Anni ' 50., Scenografia: Scena unica.
Trama: Siamo in uno dei primi anni ’50. Un gruppo di ragazzi è andato in gita al Monte Spina, sulle Alpi. Improvvisamente scoppiaun temporale e i ragazzi sono costretti a rifugiarsi dentro la chiesetta di San Maurizio. E’ quasi sera: essi hanno fame e la pioggia non vuole saperne di cessare, allora Eugenio, il più grandicello, si offre di scendere in paese e di ritornare con degli indumenti per riparare gli amici.
Mentre attendono annoiati nella chiesetta, a Vito, il più piccolo, viene l’idea di guardare nella cassetta dei desideri, cioè di leggere le lettere che i buoni villici sogliono scrivere a San Maurizio per essere poi bruciate nel giorno della sua sagra. Nel leggere i ragazzi scoprono anche la lettera del papà di uno di loro che alcuni anni prima, durante l’occupazione nazista, fece il delatore provocando la morte del partigiano Andrea, padre di Alfredo, un ragazzo loro amico che però non è presente. In questa lettera si scrive che si costituirà se il santo farà la grazia di guarire suo figlio che è affetto da un male che non perdona.
I ragazzi vorrebbero portare la lettera in paese, ma poi decidono di lasciar decidere al santo e quando Eugenio torna con gli indumenti gli fanno vedere la lettera e anche lui dice di lasciarla nella cassetta, ma il suo animo è turbato.
Nel secondo atto, Eugenio torna alla chiesa e prende la lettera ma mentre fa questo arrivano Alfredo e Valerio che lo accompagna e che contravvenendo al patto concluso la sera prima di non svelare ciò che avevano scoperto a nessuno, gli ha detto della lettera, ma questa non c’è più. Corrono fuori e chiudono la porta, chiudendo dentro la chiesetta (senza volerlo) Eugenio che si era nascosto. Questi si dispera perché non sa come potrà più uscire, chi verrà a liberarlo?
La soluzione ci sarà, un dialogo commovente fra Alfredo e Eugenio li porterà ad una decisione ma qualcosa è accaduto che supera qualsiasi odio e il perdono trionferà perché “quando il cielo decide” una cosa la fa bene per tutti……
Il lavoro è denso di atmosfera e concede ai ragazzi una interpretazione validissima, perché i personaggi sono stagliati molto bene. Giudizio: Il lavoro è denso di atmosfera e concede ai ragazzi una interpretazione validissima, perchè i personaggi sono stagliati molto bene. Il dialogo è vivissimo e attuale. Il lavoro, ovunque è stato rappresentato, è stato accolto benissimo sopratutto dai giovani.
Titolo:QUANDO IL MARITO SI CHIAMA SOCRATE di:Perrone Aldo. Genere:Commedia. Personaggi:
15 : 14 U, 1 D., Atti: 2, Epoca:
Secolo V a. C., Scenografia: Sei scene
Trama: E’ la divertente storia (o quasi) del filosofo Socrate e di sua moglie Santippe, che vede accusato e condannato a morte lo stravagante suo marito per aver cercato e detto la verità.
La vicenda è saporita e non manca di agganci ad alcune vicende dei nostri tempi. Santippe, vedova di Socrate, eroe martire della resistenza al passato regime, conosce alla fine l’umiliazione suprema presso gli sportelli della burocrazia statale. Giudizio: Commedia con agganci di commento alle vicende politiche.
Titolo:QUARTO RE MAGIO ARRIVO' TARDI ( IL ) di:Bonfà Monica. Genere:Allegorico. Personaggi:
8 : 7 U, 1 Rag. + voce fuori campo e comparse, Atti: 1, Epoca:
2000 anni fa, Scenografia: Accennata.
Trama: Questa è la vicenda del quarto re magio, giovane sacerdote appartenente alla casta degli adoratori del fuoco, che per tutta la vita inseguì il Re dei Re senza mai incontrarlo. Ora è vecchio, ammalato; il Cristo gli si presenta, ma il quarto re magio non lo riconosce; saranno i suoi due servitori (il centurione che uccise Gesù, a cui le mani smetteranno di grondar sangue e il muto Emanuele, a cui tornerà la favella) a spiegare al vecchio re che quello era l’Uomo cercato per tutta la vita. Il vecchio re magio si riteneva sfortunato perché la sua ricerca gli era parsa vana; in realtà egli incontrò Gesù tutte le volte che aiutò i più deboli. Giudizio: Delicata favola cristiana, adatta al periodo natalizio.
Titolo:QUEI DE LA CLASS DE FERR di:Nicolaj Aldo e Callegaro Pietro. Genere:Dialetto. Personaggi:
3 : 2 U, 1 D., Atti: 2, Epoca:
Odierna, Scenografia: Parco con una panchina.
Trama: Bocca e Lapaglia sono due anziani diversi tra loro come il giorno e la notte, la coincidenza che li unisce è che hanno fatto il servizio di leva nella stessa classe: la “Classe di Ferro” !
Essi si incontrano abitualmente sulla medesima panchina del parco, e discutono per ore del loro passato, delle loro presenti frustrazioni, delle speranze, delle paure e dei sogni.
Ai due si affianca Ambra, una maestra delle elementari in pensione. I tre protagonisti offrono uno spettacolo pieno di poesia e di umorismo; guardano il mondo e la gente con gli occhi disincantati di chi ha molto vissuto, sofferto e amato.
L’amicizia conforta la solitudine, e la crescente confidenza riempie dei ricordi tristi e lieti dell’esistenza, l’ultimo sogno di un futuro impossibile.
Una storia semplice e a un tempo complessa, che con l’adattamento in dialetto milanese è divenuta molto più semplice e più vicina a noi, perché più popolare e popolana e che mette al bando la facile retorica ed i l